EMIGRAZIONE
Scritto da Scoiattolina il 9 Febbraio 2010 | 4 commenti- commenta anche tu!
La dignità e la vita stessa di tanti nostri fratelli - già duramente provati dalla situazione di conflitto, politica, di catastrofi naturali e povertà estrema - è terribilmente a rischio, sia per le novità che il "pacchetto sicurezza" vuole inserire e per il clima che respiriamo attualmente, sia per i respingimenti ai quali stiamo assistendo.
Chi fa volontariato in un centro d’ascolto o, comunque, a contatto con cittadini stranieri, conosce tante persone che con estrema difficoltà e sofferenza cercano di sopravvivere senza permesso di soggiorno e tanti richiedenti asilo che hanno subito torture, vessazioni, ferite nel corpo e nella mente, violenze di vario genere e .. poi il viaggio, il pericolo, la morte o la scomparsa (nel senso che non ne hanno proprio più notizie) dei propri genitori, figli, fratelli e sorelle. Lontani dalla loro terra, dai loro affetti e con immagini ed esperienze atroci nella
mente e nel cuore, cercano nel nostro Paese (nel quale molto spesso sono costretti a restare, poiché la normativa li costringe ad inoltrare la propria richiesta di asilo al primo Stato al quale approdano, qualsiasi sia la loro destinazione iniziale e nonostante magari nel nord dell'Europa abbiano il resto della famiglia o amici e conoscenti che vorrebbero raggiungere).
Abbiamo nel cuore i loro volti, le parole che ci hanno donato di ascoltare, frammenti della loro storia raccontati con sofferenza e fatica, le loro speranze e la loro disperazione: è come se ci dicessero "E la mia speranza dov'è? Il mio benessere chi lo vedrà?“ (Giobbe 17,15) - "Noi siamo stranieri davanti a te e pellegrini come tutti i nostri padri. Come un'ombra sono i nostri giorni sulla terra e non c'è speranza" (1 Cron 29,15) - ma anche "Sostienimi secondo la tua parola e avrò vita, non deludermi nella mia speranza". (Salmi 118,116).
Noi crediamo che "C'è speranza per il misero e l'ingiustizia chiude la bocca" (Giobbe 5,16), "Perché il povero non sarà dimenticato, la speranza degli afflitti non resterà delusa". (Salmi 9,19). Non possiamo restare in silenzio, complici di queste tremende ingiustizie e di questa
scarsa lungimiranza che sta dimostrando il nostro paese.
Perché sappiamo che i cristiani "Anche se agli occhi degli uomini subiscono castighi, la loro speranza è piena di immortalità.” (Sapienza 3,4) e vogliamo, sogniamo, desideriamo con i nostri amici che arrivi presto il giorno in cui potremo dire loro "C'è una speranza per la tua discendenza: i tuoi figli ritorneranno entro i loro confini". (Geremia 31,17). Molti non cercano una "vita migliore" (desiderio di tutti noi e ovviamente lecito), ma "LA VITA" per sé e per i propri figli e noi siamo chiamati a difenderla questa vita.
Anna Zucconi, Caritas Diocesana di Firenze
Abbiamo pubblicato con grande piacere questo articolo di Anna Zucconi, della Caritas diocesana di Firenze, condividendo lo spirito che lo anima in difesa dei più bisognosi, soggetti a inenarrabili sacrifici ed umiliazioni. Siamo completamente con lei e apprezziamo i suoi richiami alle Sacre Scritture in merito agli obblighi di solidarietà e di carità che abbiamo o dovremmo avere tutti nei confronti di fratelli evidentemente più sfortunati di noi. Siamo anche convinti che in tutti i paesi più ricchi dovrebbero farsi gli sforzi più rilevanti per aiutare, con tutte le forze, questi fratelli. E’ giusto farlo qui e ora.
Quello che non va giù, semmai, è presentare il tema in modo monocorde, che vede da una parte l’Italia, come singolo paese, e dall’altra parte, appunto, gli immigrati. Dobbiamo dire doverosamente che l’Italia non è l’unico paese al mondo che si distrae sui problemi enunciati. E che il modo in cui può apparire il nostro Paese isolandolo da un contesto internazionale può far pensare che siamo i cattivi del mondo. Il che non sarebbe giusto. La giusta posizione a favore della dignità e della giustizia verso i poveri, in mancanza di un accenno alle azioni di tutti gli altri paesi potrebbe ingenerare l’impressione di un taglio propagandistico antigovernativo a cui la Caritas potrebbe offrire il destro. Non crediamo che il nostro paese e le istituzioni che lo rappresentano siano peggio posizionati degli altri. E la politica, vogliamo dire purtroppo?, non la fanno i santi ma i laici di tutto il mondo.
Penso ai miei bambini, lore’ed a quegli occhi (“a pozzetto ” li chiamo io)…cosi’profondi, cosi’ tristi la’ in fondo, dove non si puo’ vedere quello che hanno visto… Quanto poco faccio per loro e per le loro madri….come vorrei fare di piu’….
Ringrazio di cuore ‘Il BOsco’ per questo articolo di Anna come sempre pronta per dare aiuto ai più bisognosi.
Certo,la Zucconi tocca un tasto dolente…e parla solo dell’italia..dovrebbe vedere anche un po’ al di la’ del nostro naso… pero’….In questo modo sembriamo i peggiori…ed io mi rifiuto di pensarlo…