Fiat ….Siamo ad un epilogo !!
Scritto da Scoiattolina il 11 Gennaio 2011 | 68 commenti- commenta anche tu!
Fiat
Siamo comunque ad un epilogo
Ci siamo già occupati della Fiat commentando un articolo di Oscar Giannino apparso su Il Messaggero di Roma del 28 luglio 2010. Si parlava del comportamento della Fiat per lo stabilimento di Pomigliano e della probabile evoluzione delle regole sul lavoro che presumibilmente ne sarebbe derivata. Da allora il nostro panorama politico e sindacale è in ebollizione.
Ne è derivata una spaccatura fra la Fiom, il sindacato dei metalmeccanici CGIL, la stessa CGIL e gli altri sindacati. Dopo Pomigliano c’è stato l’accordo per Mirafiori, contestato anch’esso dalla Fiom, mentre l’uomo forte della Fiat, Marchionne, ipotizza, in caso di un no di conferma all’accordo da parte dei lavoratori, il disimpegno della Fiat dall’Italia.
Diamo tempo al tempo. Ne vedremo delle belle. Ma questa di oggi è cronaca, mentre il discorso di Giannino si è dimostrato lungimirante e mi sembra utile riproporlo.
Ne riprendo alcuni punti:
“…………. La Fiat spiegherà ai sindacati e a tutte le imprese italiane, alla politica e al Paese quali siano le intenzioni che ha maturato.
Se c’è un rischio palpabile, e che bisogna augurarsi venga scongiurato attraverso l’esercizio di un grande senso di responsabilità, è che gli interlocutori politici e sindacali continuino a non capire. ……
Il rischio oggi è che non prendano sul serio la volontà della Fiat di dare alle nuove regole confermate dal voto la piena dignità di un vero e proprio nuovo contratto di lavoro, che impegni l’azienda da una parte, e tutti i lavoratori esplicitamente consenzienti dall’altra.
Si oppongono a questa impostazione una serie di obiezioni di ordine diverso. Alcune ostative per principio. Altre, comunque, per sostanza. Altre ancora, infine, su alcune rilevanti questioni formali che inevitabilmente vengono toccate dalla novità, nel delicato terreno delle relazioni industriali. Cerchiamo di capire e distinguere, distinguendo il grano dal loglio. Poiché è una scelta che potrebbe avere un’importanza storica non solo nella storia plurisecolare dell’azienda leader nella manifattura italiana, ma nell’intero rapporto tra aziende e lavoratori nel nostro Paese, finalmente con l’occhio fisso al mondo che cambia invece che solo attento a preservare forme e riti di un passato che non regge più all’impatto dei mercati internazionali.
C’è chi è stato contrario ai 18 turni di Pomigliano e respinge la libera decisione della Fiat di destinare agli stabilimenti in Serbia la produzione di alcuni modelli precedentemente allocati a Mirafiori, solo perché respinge la logica della globalizzazione…… Rispecchiano la lunga illusione di un Paese che ha creduto di poter vivere con la porta chiusa a quel che avviene nel mondo……… Queste opposizioni ideologiche ci sono e sono pervicaci ma la grande novità è che sono ormai minoritarie: a Pomigliano come nel resto del Paese.
….C’è poi chi si oppone all’idea avanzata dalla Fiat –una newco (nuova compagnia) che riassuma stipulando un nuovo contratto- perché difende ad ogni costo l’intoccabilità del contratto dei metalmeccanici……Il paradosso è che a difendere a spada tratta l’intoccabilità del contratto e la sua inderogabilità azienda per azienda con veri e propri contratti alternativi sia proprio la Fiom, che in occasione degli ultimi due rinnovi non ha apposto la propria firma sotto il contratto che oggi invoca come un’insuperabile linea Maginot.
….C’è poi infine chi comprende e condivide la sfida in cui la nuova Fiat si è lanciata, di giocare un ruolo di prima fila nel consolidamento mondiale dell’auto, senza più accontentarsi del mercato domestico ed europeo. E’ un campo che comprende grandi sindacati come Cisl e Uil, pezzi di politica di entrambi gli schieramenti, e sicuramente Confindustria…….
Non nascondiamocelo. Inizia il cammino per un obiettivo che in Italia non era mai stato a portata di mano. Quello della libertà, per le imprese e i loro dipendenti, di poter scegliere fra un contratto nazionale al quale far riferimento, o un contratto aziendale integralmente sostitutivo. Altrettanto garante dei diritti dei lavoratori, ma diversamente aperto alle esigenze di ogni azienda, dei suoi prodotti, dei suoi mercati. Relazioni industriali da XXI secolo, finalmente. Che postulano una testa diversa da parte di tutti, aziende, sindacati e politica. Ma, per raggiungere quell’obiettivo, oggi è essenziale evitare errori che potrebbero essere rovinosi”.
Le domande di Oscar Giannino, valide allora dopo Pomigliano, sono oggi più che mai importanti dopo Mirafiori. La sfida è fra chi vede ancora oggi un posto per l’auto in Italia e chi non più. Perché le regole settoriali, in un mercato globalizzato, non si fanno a colpi di principi ma di possibilità di produrre a costi competitivi. E sulla compatibilità dei costi l’ultima parola, in ultima analisi, ce l’ha chi dice la verità.......Lorenzo.rm




Da anni si fanno commenti sugli aiuti che la Fiat riceve dallo Stato sì da fare ritenere ai più che i suoi lavoratori siano stati sempre più “uguali” degli altri lavoratori. Due concomitanti fatti: l’arrivo di Marchionne e la crisi economica, mettono ora in crisi il concetto. Ma allota il gigante Fiat può non essere più un settore strategico? E certi concetti, da acquisiti una volta per tutte, possono essere messi in dubbio? Io sono pronto a dire la mia. Ma è importante che tutti si facciano una libera opinione.
Io dico la mia,premetto che non ci capisco molto,so solo che stasera al tg ho visto un operaio anziano piangere,so solo che ho sentito berlusconi dire che bisogna essere competitivi,che negli altri paesi gli operai perceciscono 75 centesimi al giorno,che nn hanno orari,lavorano giorno e notte,e gli italiani no.Bene,torniamo ad essere schiavi,al diavolo i diritti dei lavoratori,ma cosa sono i lavoratori,carne da macello sono.Comunque nella mia ignoranza una cosa l’ho capita riguardo ai lavoratori della fiat ………. o cosi’ o niente.scusate ma sono arrabbiata
Nadia, ognuno di noi ha il sacrosanto diritto di arrabbiarsi ma occorre essere chiari con i problemi, e soprattutto dire la verità. Se non ci sono le condizioni per la produzione ed il consumo di merci, due sono le cose che possono verificarsi: o contribuisce lo Stato o ci sono licenziamenti di massa. Stante la crisi lo Stato non può contribuire ed il mercato produce in concorrenza auto di altre case automobilistiche. Gli antichi romani dicevano “Tertium non datur”. Dopo di che possiamo piangere quanto vogliamo ma i dati non cambiano. A meno che non cacciamo l’odiato capitalista e produciamo le macchine creando strutture alternative a quelle capitalistiche.
Si tratta di un problema molto serio, e se sono i sindacati per primi a non comprendere lo stato attuale della nostra situazione ecoomica, come si può pensare che si convincano i lavoratori?
La vedo molto dura, e non so proprio come potrà concludersi la trattativa in corso.
giovanna il problema è quello la …la fiat è in crisi come tutte le grandi ditte e nn solo italiane ……e cmq l’assenteismo su lavoro x malatie vere è ok ma tanti fanno 10 giorni di mutua al mese senza davvero avere nulla ……bene gli operai si mettessero in testa di lavorare ….io avevo una mia collaboratrice che gli prendeva il malditesta spesso bene la soluzione io la ho trovata gli ho detto visto che fa + assenze che assenze ti segno le ore e ti pago a ore cosi tu tante ore fai tante ore pago bene manca molto meno ora ..chissa xchè …..questo purtroppo fanno i lavoratori …..io a lavoro ci sono andata anche con la febbre xchè a soli 15 anni io dicevo che avevo un impegno e che nn potevo nn andare ……il mio datore di lavoro mi rispediva a casa ….. io ero solo la x far pratica che poi a 16 anni cominciavo l’accademia …..bene io queste cose le faccio ancora se sto male male non vado ma la responsabilità se te la sei presa la devi portare avanti nn si può dire bè ora ciò un lavoro con contratto in tempo indeterminato faccio come me pare …..no nn si deve fare ….impegno di tutti e fare ciò x cui si è pagati poi se fai qualcosa in + bene senno basta fare il tuo ed è vero all’estero c’è una bella responsabilità di lavoro quello che manca all’italia …….lo vedo sia nei mie coetanei che nella generazioni + piccole li vedo con poca voglia di fare …è un mio parere ovm ma pagano tutti x i furbi purtroppo
Lorenzo,rispondo a te per primo;se non cè richesta,come mai la fiat produce all’estero e chiude in Italia.E a te Sco,forse dimentichi che ora cè Brunetta(e in questo caso dico,ben venga)Ci tengo a dire (sempre a sco)che mia figlia è 15 anni che lavora sempre nello stesso ufficio e ti assicuro che pur con contratto non ha mai fatto un giorno di assenza se non per gravi motivi,allora Sco,non facciamo di tutta l’erba un fascio.Non è che all’estero cè piu’responsabilita,forse cè fame e per questo vengono sfruttati,allora,cosa vogliamo fare?tornare indietro di 50 anni?.I lavoratori non hanno solo doveri,una volta avevano anche diritti, cosa che non hanno piu’grazie anche ai sindacati.
Ringrazio Giovanna, Sabrina e Nadia per i loro contributi al dialogo. Io dico sì, naturalmente, all’impegno e alla responsabilità dei lavoratori. Sì ai sacrifici per mantenere l’occupazione. No, invece, ai cavilli e ai richiami di principio. I conti si fanno al tavolo delle trattative e si compendiano nell’esame dei costi, dei possibili ricavi e dei possibili sbocchi di mercato. Inoltre non ci possono essere in azienda confronti sindacati-impresa che mettono in dubbio la capacità del management. I manager dell’azienda sono quelli che hanno le credenziali mentre i sindacati devono tutelare i lavoratori e non sostituirsi ai manager. Le scritte contro Marchionne sono letteralmente fuori binario. Il primo obiettivo in azienda è la pace fra imprenditore e lavoratori e i confronti fra costi, concorrenza e mercati vanno fatti in un clima di collaborazione e non di scontro. Se poi ci sono effettivi problemi di sopravvivenza dell’impresa dovrebbe pensarci lo Stato, e dico dovrebbe dati i problemi attuali dell’economia. In conclusione, occorrerebbe un vera operazione verità in un clima di reciproco rispetto fra tutti gli attori della vicenda.
nadia infatti nn dico di tutti ma purtroppo molti si fanno cosi io parlo anche di miei parenti e a me danno fastidio questi individuiii ma se unapersona sta male è giusto che si curi ma se nn stai male ….lavorassero tutto qua nadia infatti i diritti ci sono e mi pare che nessuno glieli toglie però anche loro hanno dei doveri e se tutti si dassero da fare un poco meglio andrebbe …tutto qua
La sfida di Marchionne, è l’ennesimo ricatto che si fa hai lavoratori, sono d’accordo che il sistema industriale è cambiato, globalizzato, ma non si possono cancellare tutti i diritti che sono stati conquistati dopo anni di dure lotte. Ora le confederazioni sindacali sono in conflitto e non sanno che pesce prendere, la responsabilità è enorme, il governo per bocca del ministro del lavoro Sacconi ha detto esplicitamente che non vuole entrare in merito a questa vicenda, sarebbe troppo comodo. I sindacati hanno indetto un referendum per stabilire quello che pensano i lavoratori sull’accordo, accettarlo o no. La risposta l’anticipo io: I lavoratori diranno di si, cioè accetteranno l’accordo Marchionne perché chi ha da mantenere una famiglia e figli non vuole rischiare il posto di lavoro, si accontenterà di quello che gli verrà proposto. Purtroppo questa è l’Italia di oggi, dobbiamo prenderla come viene.
Scusatemi il mio modo di esprimermi.. Dico solo finalmente uno con le @@ Sig. Marchionne. Giusto il momento per sistemare un pò di cose, chiarire che il sindacato faccia il vero sindacato per i lavoratori non per i partiti.
I signori del sindacato non devono pensare solo ai diritti come soliro ma anche ai veri doveri.
Oggi alla visita del Sig. Vendola si scandiva solo slogan dei diritti aggiungendo per enfasi e democrazia. Mai i doveri, che per quei signori è una parola che non esiste èerchè per loro è imbarazzante.
Due commenti assai diversi quelli di AngeloM e di Nino 43. Se mi permettete, occorre superarli entrambi cogliendo l’aspetto positivo che c’è in tutti e due. Io non credo che occorra prendersi a botte fra i due interlocutori dell’impresa in quanto credo che sindacato e impresa debbano condividere un programma che vada bene a tutti e due gli interlocutori. Quanto alle terza gamba, cioè la politica, occorre finalmente tenerla fuori. Ci rendiamo conto che in tutti questi anni, e pagando di tasca nostra, abbiamo sostenuto la Fiat evitandole tutti i problemi e dando per scontato il suo carattere strategico?
La fiat è un colabrodo,che ci è costato troppo , ora basta! Lo stato non può + sostenerla? Se ne vada. Non dopo averci restituito il maltolto però… Se in italia non può essere competitiva,se gli operai,o chi x loro, (nella fattispecie i sindacati) non vogliono nuovi contratti,vada a a far lavorare chi ha fame veramente.E che la politica non ci si metta di mezzo, perchè danni ne fa abbastanza,anche senza occuparsi di ciò che non le compete…
Cara Lieve, credo che quanto affermi sia largamente ccondiviso dagli italiani.
sEMBRA CHE nessuno voglia capire( o si fa finta di non capire)che son finite le vacche grasse , e mo nun ce so manco più quelle magre… e si stà grattando il fondo del barile…
E’ un’idea non certo minoritaria, Lieve.
Lorenzo hai ragione , siamo in un momento congiunturale e in un era della globalizzazione ,che vuol dire concorrenza soprattutto da parte di paesi con scarso sviluppo sociale e democratico.
Ma mi viene spontanea una domanda, perchè i sacrifici devono essere chiesti solo ai lavoratori?
Perchè non si parla di riduzione di margini, di abolizioni di privilegi,di tassazioni maggiori delle rendite ,dei vantaggi che i titolari e soci della Fiat hanno “razziato” in decine e decine di anni?
Sono convinto che tutti debbono rinunciare a qualcosa per superare questa crisi e quindi anche gli operai di Mirafiori, ma Lorenzo vorrei che quel TUTTI fosse maiuscolo.
Forse sarebbe stato un gesto plateale, ruffiano e insincero, ma mi sarebbe piaciuto che Marchionne avesse detto agli operai…vi chiedo dei sacrifici ,ma mi unisco a vvoi per il bene della fabbrica calandomi del 10% lo stipendio…….lo sò sono Alice nel paese delle meraviglie!
ahi,serva Italia……..diceva Alighieri.Occorre dire altro?salve,nico.
Domani appuntamento tragico con il referendum alla Fiat. Qui , a Torino, persino gli atei pregano Dio che passi il sì per assicurare lavoro a migliaia di persone. In questi ultimi anni l’assenteismo era enorme e ha compromesso la produttività. Gli assenti, con la compiacenza di medici, durante la malattia, lavoravano in nero presso piccole officine, togliendo posti di lavoro ad altri. Naturalmente non si può generalizzare, ma i casi erano troppi e tutti lo sapevano. Chiaramente chi investirebbe i suoi quattrini qui, oggi che c’è la globalizzazione e ,senza intoppi, può investirli altrove? Quindi si sono dovuti mettere nuovi diritti e nuovi doveri, e se ,la maggior parte dei sindacati hanno aderito, significa che sono accettabli, magari rivedendoli in seguito e nel tempo
Franco, ci richiami a dei “dover essere” che in società ideali sarebbero all’ordine del giorno, ma che in società reali e per giunta in crisi non credo si potranno mai realizzare. Sicché dobbiamo accontentarci, volenti o nolenti, del possibile. Io penso che il guaio maggiore della Fiat è collegato ai molti dubbi che stanno man mano sorgendo in merito al riconoscimento che il prodotto Fiat sia davvero strategico per il Paese. E d’altra parte il prodotto auto privata ha moltissimi nemici e tanti dubitano delle sue possibilità di sviluppo nel tempo. Se a ciò si uniscono le difficoltà derivanti dagli alti costi relativi e dall’esaurimento delle possibilità di collocazione nei paesi avanzati, non possiamo certo fare salti di gioia. So che molte argomentazioni della Fiom circa la “povertà” del piano Fiat hanno ragion d’essere ma anch’esse su un piano “ideale”. La verità è che il mezzo di trasporto privato si svilupperà soprattutto nei paesi più poveri e che in quei paesi i costi sono assai inferiori ai nostri. In una situazione come quella che stiamo vivendo sarebbe stato bene conquistare e mantenere un clima di collaborazione e di pace sociale.
Ok, Nico, accontentiamoci con rammarico dell’imprecazione del sommo Poeta.
A edis.maria dico che le magagne relative a comportamenti scorretti o di comodo li conoscono bene gli operatori e che le proposte formulate dall’imprenditore non sono mai “a dispetto” ma corrispondono ad esigenze precise di compatibilità. E’ certo che è meglio andare d’accordo ma chi può assumere l’impegno di un programma se non l’imprenditore? Rimane il fatto che, a mio parere, questo programma Fiat è un programma difensivo, non di sviluppo e che in futuro, se i conti andranno bene, potranno essere assunti programmi più impegnativi.
Naturalmente è anche , e non solo difensivo, questo programma in attesa di conferme, di buon avvio e di buona volontà da parte di entrambe le parti.Comunque i dipendenti tutti, e non solo gli operai, che sono in cassa integrazione da mesi, preferiscono ( quelli che io conosco bene qui a Torino, dove si gioca la partita) tenere il posto di lavoro, con qualche sacrificio, piuttosto che la sicura disoccupazione. Teniamo anche conto dei dipendenti delll’indotto che sono altre migliaia. E’ facile parlare e discutere quando , magari, si è già pensionati o occupati in settori diversi sicuri.Per loro è l’unica soluzione , perchè Marchionne ha parlato chiaro. Purtroppo, cerchiamo di essere con i piedi per terra e non ipocriti, chi ha il capitale ha il potere ! Qualcuno, tanti anni fa , ha predicato contro il capitalismo e abbiamo visto come è finito.! Lorenzo, non vorrei essere fraintesa : voglio solo difendere questi dipendenti Fiat che sono disperati!
Maria, qui tutto si può fare ma non demagogia. La penso come te. Certo,in altre situazioni poteva essere tutto diverso. E non è detto neppure che il programma proposto salvi la Fiat. Ma potrebbe essere che le misure di oggi siano efficaci per un miglioramento deciso della situazione. Non si sa. Quello che non si deve consentire sono i processi alle intenzioni e la guerra di tutti contro tutti. Occorre invece collaborazione e pace sociale, come mi sembra di avere già detto.
si parla tanto di asenteismo tra i lavoratori della fiat ma non pensate che un po di colpe l,anno ache i medici che con facilità danno i giorni di malattia a chi malato non è forse ci vorrebbe più onesta in tutti i campi.A PROPROSITO IO STO CON CHI VOTA NO
E’ giusto che gli operai della FIaT, con il loro voto decidano il loro futuro e le sorti della politica industriale del nostro Paese, tenendo presente la totale assenza del parte del governo su questi temi ?
Visto che sei una che vota no, Marisa, dovresti dire che cosa, con quel tipo di voto, ne può conseguire. Una rottura fra impresa e lavoratori? Una divisione drammatica fra i sindacati? Una situazione strana per cui gli imprenditori devono farsi fare i programmi dai sindacati, in modo del tutto atipico? Non è che ogni parte dovrebbe svolgere il suo preciso ruolo?
Lucia, sei polemica oltre modo in una situazione difficilissima, con la Fiat sull’orlo di un possibile trasloco in altri paesi. E in questa situazione dici che i lavoratori devono decidere… Ma questa visione delle cose è del tutto irreale, scusami. I sindacati non decidono sulla politica industriale, e tanto più sui programmi d’impresa. Hanno gli strumenti per contare, questo sì, per manifestare le loro opinioni. Punto. E sono responsabili se dai loro movimenti derivano problemi per il Paese. In democrazia non esistono surroghe per cui si prende il posto dell’organo competente. La politica industriale la fa il governo, sottoposto al controllo della maggioranza e della minoranza. Il programma dell’impresa lo formula la stessa impresa, con il controllo dei lavoratori. E quanto al governo, lo stesso Berlusconi si è dichiarato d’accordo con Marchionne.
l’unica speranza che stanotte gli operai di turno ragionino colla loro testa,vedano le cose con obiettivita’,non si lascino fuorviare da chi fa solo della politica e votino si’.E’ ora che la FIOM si decida a curare gli interessi degli operai e non faccia piu’ solo politica.
Io penso, Sandra, che nessuno, alla fine, debba sentirsi vincitore o vinto. E’ interesse di tutti che ci sia una pace aziendale e sociale nel paese. In democrazia, se giustamente si può discutere o dissentire, non bisogna avvelenare gli animi di nessuno.
gente padri di famiglia veri son disposti fa’ sacrifici incredibili poi kiaro dialoghi oltranza sia per diritti di tutti e doveri pure non andà dal medico e farsi dà giorni malattia fasulla e buona volontà al massimo e serenità ke fa lavorare meglio tutti acettazione reciproca nei rapporti veri dialoghi dialoghi dialoghi per sbroglia cavilli e azioni collaboranti di tutti…….. ciao
Questo dovrebbe essere l’augurio di noi tutti, Lieta. Le guerre e le battaglie non servono a nessuno e a niente.
Caro Lorenzo non sono d’accordo di quello che tu dici di tenere fuori la politica, fino a quando la Fiat si è arricchita con le sovvezioni dello stato, allora andava bene? Lo sconcio è che ha messo in contrasto gli stessi operai che si guardavano negli occhi tutti i giorni ed ora sono in conflitto, questo non doveva assolutamente accadere. I sindacati e Melchiorre dovevano fare un compromesso equo, pur guardando la situazione economica del nostro paese e una bozza da presentare ai lavoratori, no che prima firmano è poi si appellano a questi. Non voglio neanche pensare di quello che può succedere ve lo dice uno che ha fatto il sindacalista per 15 anni.
Caro Angelo, è perfettamente normale che non siamo d’accordo. Ed è perfettamente normale che, pur non essendo d’accordo, non litighiamo e continuiamo ad essere amici. Del resto, fin dall’inizio abbiamo reso operativo un metodo fondato su un dialogo e vogliamo continuare a mantenerlo. Dopo di che ti dici semplicemente quello che penso e mi dispiace che tu, avendo fatto il sindacalista per tanti anni, non reputi degno di nota il comportamento che consiglierei in un’azienda. Certo che la politica in senso stretto mon deve entrare in azienda. Se ne può parlare, anzi se ne deve parlare, ma non fare politica
Scusa, continuo. Ma tutto è chiaro in Fiat. C’è stato il progetto Marchionne ed è stato presentato e valutato da parte dei sindacati che, nella maggioranza hanno espresso un accordo. La Fiom ha disapprovato ma vogliamo che per forza abbia ragione la Fiom? Io mi auguro che per il bene dell’azienda il progetto passi. So che è materia opinabile. Tutto qui, ma come tutte le cose del mondo. E tu da ex sindacalista sai bene che la concretezza è il punto forte dei progetti e contratti in azienda. E che c’entrano tutte le altre considerazioni? Se la Fiat ha avuto in passato mica può attingere a quello che è rimasto O produrre in perdita a deconto di quanto ha ricevuto. Tutta colpa del governo, naturalmente. Tutta colpa dei sindacati che non sono la Fiom? Sei sbilanciato, Angelo. Fino al punto da chiamare Marchionne Melchiorre? Ridiamoci su, dai.
In parole povere,(e come me la pensano in molti)il succo della sostanza è questo:se voti per il si,decidiamo noi per il tuo salario,i tuoi straordinari,la tua eventuale malattia,le tue ferie,insomma per la tua vita,se invece voti no…………..quella è la porta.A me sembra un ricatto bello e buono.Lorenzo,hai voglia che tu parli di dialogo,sai molto bene che non dialogano ad armi pari,da una parte ci sono grossi industriali con enormi interessi,e dall’altra gente che lavora(perche’ lavora,non ci inventiamo nulla)per guadagnarsi il pane.
Lorenzo, non voglio assolutamente polemizzare e lo dico pacatamente, devo ancora capire come in questo blog , tu debba sempre criticare chi non la pensa come te, ognuno commenta come vuole e quello che si sente di dire in base all’articolo che è stato postato. Ti voglio far presente che non sono affatto sbilanciato, per quanto il nome Melchiorre era uno dei re magi che spadroneggiava in Siria, mentre Marchionne è uno che vuole fare il re per spadroneggiare in Italia. Per quanto riguarda ridiamoci su, non mi sembra il caso, c’è solo da piangere per quei poveri operai che domani forse perderanno il posto di lavoro.
No comment, caro Angelo. Fa’quello che ti pare, naturalmente, e critica chi vuoi, compreso me, com’è ovvio. Facevo solo notare che lo stile della mia rubrica è basato sul dialogo e non sul modello di chi lascia il commento e se ne va: prendere o lasciare. Noi prendiamo tutto e ci ragioniamo su, se permetti. Sei tu quello che accusi, mi pare, e parli grosso nei confronti di chi non la pensa come te. Comunque, non starò certo a litigare con nessuno
Nadia, noi non costituiamo una sorta di tribunale, una corte di giustizia e non acomminiamo condanne e assoluzioni. Noi stiamo parlando di fatti concreti. C’è una lotta sindacale ad oltranza fra i sindacati. C’è un progetto concreto presentato dalla Fiat. Ora si devono (lo stanno facendo) pronunciare i lavoratori con referendum. Tutti gli altri elementi ci interessano un po’ meno se non sul piano della solidarietà umana o della vicinanza politica. Peraltro quante volte abbiamo giudicato che i lavoratori della Fiat fossero dei beneficiati rispetto ad altri lavoratori. Il mio compito è solo quello di favorire il dialogo e di non farlo cessare con giudizi e pareri , come dicevo ad Angelo, tipo prendere o lasciare. Tutto qui. Perdonatemi se ho dato un’altra impressione, che volessi cioé parteggiare per l’una o per l’altra campana. A me non compete parteggiare, solo mettere nei binari che mi sembrano giusti la discussione.
Ci risiamo? Angelo,mi sono riletta per l’ennesima volta i vari interventi, e non mi sembra proprio che tu sia stato criticato da Lorenzo perchè non la pensi come lui.
Non facciamo che anche questo blog diventi una bandiera da sventolare, Angelo!
Quì ci si confronta,e chi come me non è al corrente delle varie situazioni, può leggere più campane e farsene un’idea.
Sei una persona gentile e corretta, vedi di continuare ad esserlo , ti prego!
Nessuna disputa in Bosco. Solo confronti di idee e dialogo. Niente da aggiungere.
Lorenzo, non sapevo che tu volessi fare un dibattito ad un articolo postato, comunque per me non ci sono problemi, sono abituato a questo genere di cose, forse c’è stato un malinteso, seguiterò come sempre le tue interessanti rubriche e a dire quello che penso. Lieve sei stata gentile, non ti deluderò. Per quanto riguarda la situazione Fiat la mia previsione non si è fatta attendere, il motivo l’ho già spiegato. Ora che ne penseranno gli operai che hanno votato no, delusi del risultato? Dovranno solo aspettare con l’amaro in bocca che il contratto sia rispettato e gli l’investimenti siano mantenuti , soprattutto il posto di lavoro,.
Grazie Angelo, ero certa della tua correttezza e sensibilità!
Che dici? ora nascrà la diatriba tra operai e colletti bianchi? Ho un deja vu…
Certo che i 449 impiegati hanno spostato l’ago della bilancia…
Penso che alla fine, un posto di lavoro faccia comodo a tutti; a quelli che hanno votato sì e quelli del no…
A questo punto auguriamoci che l’intelligenza prevalga, e che gli accordi siano mantenuti! Non c’è altro da fare che sperare…
Lieve, era più che ovvio che gli impiegati votasero si perchè non hanno orari condizionati e turni da fare,e poi diciamola tutta c’è stata sempre un pò di ruggine fra impiegati e operai. Io mi auguro come tutte le cose ritornino alla normalità,il tempo guarisce ogni piaga,e che soprattutto ci auguriamo che Marchionne rispetti quello che ha promesso.
anchio faccio tanti auguri agli operai della fiat che il loro avvenire sia sereno e non si sentano colpelizzati tanto chi ha votato si ,come pure chi ha votato no e che la stuazione della fiat non ,sia una strada aperta per altre aziende.
Alla fine della vicenda siamo tutti un po’ amareggiasti ma esprimiamo la speranza che tutto vada bene. Gli auguri nostri vadano a tutti i lavoratori della Fiat. Angelo qua la mano, amico. Eh sì, la nostra rubrica non si limita ad esporre “verità” ma ci chiacchiera su. E’ il nostro modello, preannunciato fin dalla nascita e ben conosciuto, al quale non rinuncerei. Parlando ci si capisce di più e si smussano gli angoli.Grazie ancora ad Angelo,Lieve e Marisa.
ho letto tutti i vostri commenti.Mi auguro una cosa sola rispetto dei patti ,lavoro per tutti in un clima sereno e che tutte le correnti sindacali riprendano il loro lavoro,ora che e’ prevalso il si.
Grazie, Marisa, i tuoi auspici siano quelli di tutti noi. E tanti auguri alla nostra fabbrica simbolo.
Sono contenta che questa discussione si chiuda con rispetto, educazione e comprensione. Dibattito che si è condotto con intelligenza e tolleranza da parte di tutti,fa onore a questo blog . Anche io da Torino, dove il problema è più sentito, spero che le promesse siano rispettate e che, nell’interno di Mirafiori, regni comprensione e collaborazione !
Dopo la scala mobile con craxi altro duro colpo al mondo operaio il ditkat di marchionne … ma ammettesse le prorpie carenze organizzative la fiat sono anni che non fà e non ha mai fatto buone macchine li è il vero dilemma della crisi innescato a quella mondiale e pensare che il Marchionne prende la misera somma di 38 milioni annui dividete x 365 e vedrete quanto è la paga annessi e connessi ogni giorno pari a 1000 operai Fiat questo è il volto del capitalismo bieco che vuole solo ed unicamente carne da macello comunque non siamo lontani dalla grecia dalla tunisia portogallo chi vivrà vedrà tempo al tempo.
La tua analisi è legittima, anche se espressa da sinistro puro e duro. Legittimo sarebbe, anche, che, pensando come te la maggioranza degli italiani, si formasse un’opinione pubblica ed una maggioranza politica ed economica capace di “cacciare” Marchionne. Non so se questa sia la situazione. Risulta che tutti si augurino il successo del piano Marchionne ed il bene della Fiat. Quanto ai tuoi vaticini, spero naturalmente che non si avverino. Comunque, ti sono grato di essere venuto ad esprimere la tua opinione. Peraltro in modo così pacato e sereno.
Con il Referendum, purtroppo non si sono risolti tutti i problemi della Fiat, che Marchionne proponeva, anzi i lavoratori hanno avuto il coraggio di non sottomettersi a certe proposte, votando no. Qualcuno ha detto “Le fabbriche non si governano solo con il comando, serve anche il consenso” Penso che quella della Fiat sia una STORIA INFINITA, ora c’è la proposta da parte della FIOM di rivedere l’accordo, inizierà per un anno la Cassa Integrazione Guadagni in modo da portare avanti tutto il piano di ristrutturazione. Aspettando la fine del progetto alcuni andranno in pensione e alla fine si farà una bella schiumata per ridurre il personale. La Fiat sarà sempre più americana, è inevitabile che siamo in una svolta storica , ma non credo che altre imprese adotteranno lo stesso modello che Marchionne ha proposto. Facciamo tanti auguri a tutto il personale di Mirafiori.
Lorenzo ,Angelo , vorrei saperne di + sulla cassa integrazione Guadagni, sapere xesempio,se quella applicata ai lavoratori fiat
è ordinaria , x via della crisi del settore,o straordinaria, solo x la riorganizzazione; inoltre, per l’integrazione salariale,in quale percentuale contribuiscono lo stato,e il datore di lavoro?
Può essere rinnovata,se la ristrutturazione nn è pronta?
Insomma quanto dovremo pagare ancora per questo colabrodo??
Lieve, lascio volentieri ad Angelo l’onere dell’informazione in merito alla CIG, in generale ed in Fiat. Grazie dells fiducia ma non sono davvero uno specialista della materia.
Claudio Scajola duramente ha detto: La decisione di attuare la cassa integrazione da parte della Fiat “non è opportuna e in questo momento rende più difficile questa vertenza”. Gli stabilimenti di Mirafiori, Termini, Sevel, Melfi, Cassino e Pomigliano si fermeranno per due settimane, l’ultima di febbraio e la prima di marzo mandando appunto in Cig ( straordinaria Lieve a circa 700-800 Euro al mese) 30mila lavoratori. Una decisione di cui molti nei sindacati non ricordano precedenti, mentre qualcuno parla di un provvedimento analogo nel 2001, quando c’era alla guida Paolo Cantarella e fu varato un pesante piano di ristrutturazione. E anche allora – fanno notare gli stessi sindacalisti – era in ballo il rinnovo degli incentivi da parte del governo.
io ricordo con tanta amarezza gli operai in cassa integrazi0one della Fiat di DESIO E di Arese ed auguro di tutto cuore che gli accordi firmati alla MIRAFIORI FUNZIONINO ed il lavoro nonmanchi in un clima di ritrovata serenita’
Grazie, Angelo. Continuiamo a sperare. Io personalmente sono con l’azienda e con i lavoratori della Fiat
Quindi? Angelo? quanto sborsa lo stato di quei 700/800 euro al mese? e quanto la fiat?
Inoltre che fanno gli operai? lavorano qualche ora o stanno a casa?
scusa l’insistenza , ma voglio saperne di + prima di piangere…
x la cronaca, la mia pensione non arriva a quella cifra, e se nella vita nn avessi fatto sacrifici, non riuscirei proprio neanche a mangiare…
Scusa l’aggiunta personale , se nn l’avessero già postata la cancellerei volentieri
A questo punto però continuo e mi spiego meglio; è difficile non fare paragoni, quando si leggono certe pretese che non hai mai avuto…
Ho lavorato e rischiato del mio, iniziando senza nessuno alle spalle, e nessun sindacato ha mai fatto nulla per me…
Nessun Guadagni nei momenti critici,solo creatività, maniche da rimboccare,debiti e determinazione…
…. E tante tante ore di lavoro, tante che avrei desiderato che l’orologio ne avesse di più..,
Spero con questo di averti fatto capire come la penso e perchè mi sento così arrabbiata!
Lieve, certo, il lavoro autonomo e quello in piccole ditte è meno protetto di altri tipi di lavoro. Perché? Sono i grandi numeri, mia cara. Però non dobbiamo prendercela con i lavoratori che, in periodi critici, hanno la CIG come paracadute. Come, peraltro,il pensionamento guidato, ecc. Io penso che questi sono problemi sui quali non ci si deve dividere. Non litigare, quindi, ma trovare soluzioni.
Come gli amici probabilente stanno cominciando a sapere, si preannunciano cambiamenti nella struttura dei blog e nei loro campi di interesse.Sotto questo profilo, quindi, le rubriche che ho tenuto finora in Bosco saranno o portate altrove o affidate ad altri. In ogni caso ritengo mio dovere salutare affettuosamente tutti gli eldyani che mi hanno seguito con simpatia ed affetto. Rimango sempre al loro servizio in qualunque posto andrò a finire. Ancora grazie a tutti e viva Eldy
Lorenzo, ho saputo giorni fa che in Eldy si preannunciano cambiamenti strutturali, e che la rubrica di Politica ed Economia che curavi non rientra nei campi di interesse del Bosco. Sono sicura, comunque, che ti incontrerò in Eldy dove decideranno di avvalersi della tua collaborazione.
A presto,ciao e un caro abbraccio.
Ciao e un abbraccio.
Rispondo a Lieve più dettagliatamente. La Cassa Integrazione è uno strumento… “un intervento pubblico di sostegno al reddito per i lavoratori di aziende in crisi, ristrutturazione, riconversione, fallimento, privatizzazione”
In pratica?
<>
Ma da dove vengono i soldi?
<>
…cioè in pratica tutto dall’INPS… ovvero da quell’ente che dovrebbe in teoria pagare le nostre pensioni… ovvero i soldi vengono dai lavoratori dipendenti!
Bene! Molto bene!
Aggiunta alle domande:
In pratica?
La Cassa Integrazione Guadagni paga l’80% delle retribuzioni entro i limiti di un anno. Attualmente la soglia è di 806,78 Euro elevati a 969.66 in caso di retribuzioni molto elevate.
Ma da dove vengono i soldi?
La C:I.G viene erogata dall’INPS in base ad un Decreto di concessione emanato dal Ministero del Lavoro. Il finanziamento della C.I.G proviene da: Contributi a carico delle imprese:0,6% delle retribuzioni; contributi a carico dei lavoratori:0’3% della retribuzione;contributi addizionalia carico delle imprese che che si avvalgono della CIGS. La Casa Intrazione viene anticipata dall’impresa che poi si rivarrà sull’INPS
Grazie angelo, ora che so sono molto + contenta….
x Lorenzo. Mi chiedo perchè quando un blog funziona, quando c’è armonia e possibilità di confrontarci senza bisticciare, quando è seguito nn solo x dire la propria ma anche per sapere ed arricchirsi,quando c’è armonia e buon senso, si debba rivoluzionare e cambiare; perchè?? dove stà il problema??C’è qualcosa che non va?? Vorrei capire,puoi darmi delucidazioni in merito??
Lieve, consentimi di non rispondere al tuo quesito anche se mi dispiace non farlo. Semplicemente: io non sono abituato ad entrare a casa di qualcuno, anche se è il mio migliore amico, e dargli le “regole della casa”. Sono uso ad obbedir tacendo. Grazie del tuo interesse e ti saluto con affetto, come saluto tutti.
in mezzo a tutti questi pensieri,vorrei lasciare il mio.E’ mai stato attuato l’articolo 39 della Costituzione? Un tempo fortemente voluto,mi pare,dal fu partito dell’on.(si fa per dire)Presidente della Camera,ma avversato dalle organizzazioni dei lavoratori.Vero o falso che in Germania le organizzazioni dei lavoratori,quando (con giudizio)viene proclamato uno sciopero,pagano il salario dei lavoratori?I versamenti dei quali sono a frutto per questo? i vari …….ismi,all’ombra dei cui simboli,rappresentati da nobili strumenti di lavoro nei campi o nelle officine,o dallo strumento in cui soffrì e morì Cristo,hànno prosperato pretesi guaritori di tutti i mali della società,sono sul viale del tramonto.Un tempo sentivo parlare di “socializzazione”,cioè,una partecipazione dei dipendenti agli utili dell’impresa.Se studiata e fatta bene,credo che molti problemi dellle aziende si risolverebbero.E pensare che il sistema o le regole per risolvere tutti i problemi ci sarebbe,d’accordo molto difficile difficilissimo e duro da attuare,un tempo fu inciso su due tavole di pietra e consiste di DIECI COMANDAMENTI,HMMMM….dura ehhh.
Grazie Nico. Dici cose molto interessanti e attuabili, ma se ci fosse la volontà politica. Oggi in Italia si parla d’altro e ci avviluppiamo sempre di più nelle polemiche. Rimanendo al funzionamento di un’impresa, che è quello che ci interessa qui, e di un’impresa grande ed importante come la Fiat, torno a dire che, prima di tutto, fra gli obiettivi di tutte le parti interessate, ci dovrebbe essere l’azienda, che, se opera bene sul mercato, fa girare tutto, dalla produzione, alla vendita, alla distribuzione di profitti e salari, ecc. Principi elementari di economia. Ma quando i rapporti sociali sono, per così dire, malati, il meccanismo si inceppa. Una volta si diceva che l’impresa incamerava per sé gli utili e scaricava sullo Stato le perdite. Era un modo rozzo di dire ma dava un’idea precisa. Oggi lo Stato, per mille motivi, non può più incamerare le perdite. E c’è poco da fare. Inutile lagnarsi o protestare. Ma, se si condividono i fini che dicevo prima, si possono trovare accordi “giusti” fra le parti sociali, come avviene negli altri paesi. Compresa la partecipazione dei dipendenti agli utili dell’impresa.