Conoscere gli stili – (Seconda parte)!!
Scritto da giovanna3rm il 6 Luglio 2011 | 11 commenti- commenta anche tu!


Conoscere gli stili
(Seconda parte)
Ci è stato richiesto di parlare dei famosi ebanisti italiani, che hanno svolto la loro opera in diverse Regioni italiane, producendo dei veri capolavori, seguendo lo stile dell’epoca. Lo faremo con grande piacere, dedicando ai mobili italiani ideati da questi maestri-artisti, nell’ultima puntata, mostrando i manufatti più significativi. Vorremmo, inoltre, assicurare l’amico che gradirebbe vedere mobili di arte povera, che ne parleremo in finale, con l’Art Nouveau e l’Art Déco.
BAROCCO
Il termine identifica la corrente artistica che caratterizza il XVII secolo e parte del XVIII. Alcuni affermano che la parola deriva dal portoghese “aljotre barrocco”, che significa “perla irregolare”, altri sostengono che
essa voglia dire “eccentrico, bizzarro”, dal francese “baroque”.
I mobili ornano i palazzi della nobiltà e le regge dei sovrani. L’uso della colla permette l’incastonatura di decorazioni in marmo, pietre dure, avorio, oro e argento che impreziosiscono i mobili.
Le forme si incurvano, la scultura e l’intarsio fanno nascere colonne tornite, volute e conchiglie a pettine che accompagnano il barocco fino al XVIII sec.
LUIGI XIV
Il periodo tra la seconda metà del XVII secolo fino al 1720 circa è permeato dal primo grande stile conosciuto come “Luigi XIV”.
ll Re Sole si circonda di bravissimi ebanisti e disegnatori che, con i loro manufatti esaltano la personalità del sovrano.Il vero protagonista, tuttavia, è André-Charles Boulle, che utilizza la particolare tecnica dell’intarsio.
Durante l’ultimo periodo del regno di Luigi XIV si abbandona la grandiosità ornamentale in favore di manufatti più leggeri e aggraziati che anticipano lo stile “Reggenza”.
REGGENZA
E’ uno stile di passaggio e di ricerca in cui si riflettono mutamenti storici e sociali. Il potere reale, in attesa della salita al trono di Luigi XV, diminuisce.
Si alleggerisce il gusto in favore di una concezione esistenziale più liberale.
I mobili non sono più solenni e formali, ma eleganti e comodi. Coesistono linee curve e diritte. I legni formano intarsi geometrici, in cui la losanga è il motivo ricorrente.
ROCOCO
Durante lo stile Reggenza germoglia il Rococo.
Il termine deriva dalla parola francese “rocaille” che indica una moda decorativa eccessivamente bizzarra e appesantita
da grottesche, arabeschi e conchiglie, presenti nell’ultima fase del Luigi XIV e durante tutto il governo di Luigi XV.
E’ uno stile leggero,
un po'’ frivolo, che anticipa il Neoclassicismo.
LUIGI XVI
Lo stile nato nel 1755-1760, assorbe le caratterisiche del Neoclassico. Ogni mobile, utilizzando la tecnica della “marqueterie”, ovvero dell’intarsio, è decorato con festoni, ghirlande volute floreali e paesaggi romani. Importante, in questo periodo, è “la commode”.
Il sécrétaire”, se appoggiato contro il muro si chiama “en armoire”, se posto al centro-sala sarà “secrétaire a cilindro”.
Le sedie, con dimensioni ridotte, possiedono gambe diritte rastremate verso il fondo con scanalature verticali, oppure gambe con un intaglio a spirale sormontato da foglie di acanto. 
Il legno, generalmente noce, viene dipinto con un delicato color avorio.
Giovanna3.rm
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Giovanna con te impariamo lo scibile di un’arte per molti sconosciuta ma nello stesso tempo ripassiamo, in modo piacevole, anche la storia che cammina parallela ai vari stili del mobile che hai magnificamente illustrato. Grazie.
Mi piacciono tanto. Grazie.
Interessante e dettagliato come sempre Giò, complimenti!
Giò,grazie per averci accompagnato a conoscere gli stili più vari e di rara fattura, il tuo articolo è veramente interessante, come tutte le foto dei vari mobili. Continua il tuo percorso.
bravissime ,giovenna ,e sabrina con questi due percorsi d’arte molto bella e preziosa ,,grazie ,continuate ,ad incuriosirci ,con questi interessanti argomenti ,,ciao
Nella mia casa in Puglia c’è un como’,una cassapanca enorme e un mobiletto(credo bar)rivestito internamente di specchietti piccolissimi,ci sono 2 maniglie in ceramica decorate con fiori,belli indubbiamente,dicono che fossero della madre di mia suocera,ma,cè un ma,tutti tarlati.Nella mia ignoranza volevo dargli fuoco ma mio marito si rifiuta,farli ristrutturare costerebbe un capitale.Dimmi Giovanna,cosa ne faccio?
Nadia, per carità non pensarci proprio a dargli fuoco! La prima cosa da fare è parlare con un ebanista, diciamo pure un falegname se sei al paese, sicuramente saprà dirti se è legno massello, di vecchia data, insomma le prime informazioni.Poi gli chiedi se conosce qualcuno che se ne intende di mobili antichi e lo fai venire a vederli. Se il falegname del tuo paese è persona seria non ti manderà uno speculatore, sicuramente. In epoche lontane, c’erano bravissimi ebanisti al nord e al sud e hanno creato mobili preziosi: chissà che tu non ne abbia ricevuto qualcuno in eredità!!!
Fammi sapere il seguito.
Ciao un abbraccio.
l’ottima idea di Sabrina di seguenziare le foto rende il tutto più vivace.
Sì, Angelo, proprio un’ottina idea, si possono rivedere sia le immagini dell’articolo che molte altre. Il sistema è perfetto, molto meglio del video.
Cari saluti anche a Lucia.
Grazie a te, Giuseppe, di seguire con interesse i nostri servizi.
Un caso saluto.
bello bello bello!!! grazie Giòòòòò e sco , naturalmente…