Scritto da Scoiattolina il 1 Dicembre 2011 |
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Fischio: il cane che da due mesi aspetta
il ritorno a casa del suo padrone

"Per tanti anziani la compagnia di un animale, specialmente di un cane, può essere importantissima, e il legame tra l'uomo e l'animale che si viene a formare profondissimo e unico. Ma cosa succede quando l'anziano, per motivi di salute, non può più occuparsi del suo amico a quattro zampe?
Spesso il risultato è una storia molto triste, come quella che stiamo per raccontarvi.
Lui si chiama Dario (nome di fantasia) e il cane Fischio. Lui è un anziano signore di Perugia che ha adottato un cucciolo di cane tre anni fa. E da allora hanno vissuto in simbiosi.
Due mesi fa Dario ha dovuto lasciare la sua casa per essere ospitato in un ospizio, non permettendogli le sue precarie condizioni di salute di essere autosufficiente. Da allora Fischio non smette di aspettare il ritorno del suo padrone davanti alla porta di casa.
La storia, che è seguita da vicino da alcuni volontari, ha commosso l'opinione pubblica, e si spera che presto Fischio trovi un'altra casa.
Ma il lieto fine sarebbe che il cagnolino e il suo padrone possano tornare a vedersi, permettendo magari a Fischio di passare i suoi giorni nella struttura che ospita il suo amico Dario."

Una storia stupenda, come sono stupendi tutti i nostri animali. Speriamo che ci sia un lieto fine.
Ben tornata Giovanna e grazie per la storiella molto significativa che ci induce a riflettere sull’amore/fedeltà dell’amico cane verso il suo padrone. Fischio ne è un esplicito esempio ma non è il solo: casi analoghi sono molto frequenti. Grazie ancora.
Ben tornata Giovanna e grazie per la storiella molto significativa che ci induce a riflettere sull’amore/fedeltà dell’amico cane verso il suo padrone. Fischio ne è un esplicito esempio ma non è il solo: casi analoghi sono molto frequenti anche se non sempre vengono riportati in cronaca. Grazie ancora.
Ben tornata giovanna!
Rientri con una storia strappalacrime, Giò, sono commossa, e penso che gli animali, i cani in special modo, hanno una dedizione verso l’uomo che non merita proprio….
Speriamo che Fischio venga addottato nella struttura in cui vive il suo amico”padrone”, sarà la gioia anche per altri anziani…
Un ottimo articolo Giovanna, ma per conto mio devo dire che nel nostro paese si parla tanto di animali, anomalisti, ma in concreto sono pochi quelli che veramente si danno da fare per migliorare la situazione, ti ringrazio in modo particolare Giovanna perche hai saputo unire due mali che affliggono il nostro paese, l’abbandono degli anziani da parte delle istituzioni, e l’abbandono degi animali da parte di molti di noi.
si parla tanto di pet terapy, poi quando si costituisce un binomio inscindibile a volte fino alla morte dei due, le istituzioni fanno di tutto per scioglierlo, non sarebbe più semplice che con regole igeniche e appropriate a tenere un animale, questi posti si adeguassero ai tempi?,
Ti ringrazio da parte mia e anche come facente parte del gruppo la coscienza degli animali. diretto dal pro Veronesi, e dalla signora Maria Vittoria Brambilla,
Giovanna grazie ,e grazie ha scoiattolna x averlo publicato e’ una storia commovente ,sia x il cane che x dario ,soffriranno allo stesso modo,x il distacco spero trovino un posticino anche x fischio in quella struttura sarebbe bello ,saperli ancora insieme .grazie
Che piacere entrare e trovare un articolo proposto da Giovanna, è sicuramento un buon segnale che le sue condizioni vanno migliorando. La storia che ho appena letto è simile a quella che ho vissuto da vicino, un cagnolino che per mesi, dopo la morte del proprio padrone, ha aspettato di fronte al portone il suo ritorno.Questi esempi ci dovrebbero far meditare su quanto affetto ci possono regalare e tante solitudini possono colmare…
Pochi giorni fa ho visto una trasmissione in tv: una casa di riposo ha aperto le sue porte agli animali! Gli addetti di un canile portano le bestiole regolarmente in visita,e la gioia di tutti era commovente. Gli anziani facevano a gara a coccolare,e i cani al loro ritorno riconoscevano i loro nuovi “padroni”! Un bellissimo esempio, che sarebbe da imitare!