La Domenica del Bosco !!

Ancora un racconto di bambini nel periodo 1940-1945

CRONACA DI UN BOMBARDAMENTO

LA GUERRA (Nella memoria di un bambino)

Avevo poco più di cinque anni. Da pochi mesi ci eravamo sistemati in questo paesino di poco più di 200 abitanti a seguito dello ‘sfollamento’ dalla città, Cagliari che era stata oggetto delle incursioni aeree nemiche e dei bombardamenti inizialmente su obiettivi sensibili quali il porto marittimo, l’aeroporto, la stazione ferroviaria e in un secondo tempo anche bombardamenti a tappeto sulle abitazioni civili e monumenti cittadini. Con inizio dal 17 febbraio 1943, in pochi giorni la città era ridotta ad un cumulo di macerie, innumerevoli morti e feriti. Mio padre, richiamato al servizio militare, fu destinato ad una caserma del centro Sardegna dalla quale dipendevano le postazioni antiaeree ubicate in difesa della diga sul fiume Tirso. In tale diga funzionava una importante stazione idroelettrica per la produzione di energia. Mio padre, nelle incertezze del momento, pensò di avvicinare la famiglia e aveva dato a mia madre le indicazioni per raggiungere questo paesino nelle vicinanze della caserma ove egli era stato destinato. Ricordo che era stato un viaggio faticosissimo, in parte in treno e parte in pullman, durato due giorni e una notte. Notte trascorsa, in una sala d’attesa di una stazione intermedia, accovacciati per terra sui fagotti di lenzuola e coperte contenenti le cose essenziali portate via da casa, aspettando l’arrivo del treno che ci avrebbe consentito di proseguire il viaggio verso la destinazione finale.

Tante volte ho sentito raccontare che all’arrivo, al bambino grande  (che poi ero io), gli fu data una zuppa di latte e pane e fu messo a letto. Dormì fino alla sera del giorno dopo, quindi un’altra tazza di latte e si addormentò ancora fino al mattino successivo. Solo allora  avevo recuperato la stanchezza accumulata in quei due giorni di viaggio! Mi integrai presto nel gruppo dei bambini del paese che mi presero a benvolere. Ogni mattina ci si riuniva per i giochi e si scorrazzava in tutte le vie prive da qualsiasi veicolo a motore. Il più grande di noi forse non aveva compiuto ancora otto anni e gli era stato riconosciuto il ruolo di ‘capo’  perché lui decideva dove andare e il gioco da fare ogni mattino quando ci si riuniva. Sempre lui, per la sua maggiore esperienza, ci indicava quale era il punto più protetto e sicuro dove ripararci quando passava una mandria di bovini o un gregge di pecore al rientro dal pascolo. Era stato lui che aveva smorzato qualche nascente rivalità nei miei confronti da parte di qualcuno del gruppo, motivando il fatto che essendo “strangiu”  (straniero), cioè non del posto, dovevo essere rispettato come ospite, e tutti si adeguarono. Diventai quindi il suo ‘luogotenente’ ed ero orgoglioso del ruolo perché avevo assunto una certa importanza nel gruppo.

Non eravamo lontani dalla guerra perché anche in questa zona avvenivano le incursioni aeree proprio per la presenza della diga con gli impianti idroelettrici che era un obiettivo da colpire per i conseguenti danni cha avrebbe provocato la sua distruzione.  I bombardamenti avvenivano prevalentemente durante le ore notturne e ricordo ancora mia madre che mi scuoteva per svegliarmi dal sonno e mi sollecitava a correre verso gli improvvisati rifugi quando suonavano le sirene d’allarme. Lei, già alla terza gravidanza, mi seguiva spaventata e affannante con in braccio la mia sorellina di appena 3 anni. Per il ripetersi di questo fatto decisero di mettermi a dormire presso la famiglia della casa che aveva nel proprio cortile una sorta di rifugio che altro non era che una buca scavata nel terreno, sotto una enorme pianta di fico, e ricoperta di tronchi, tavole e frasche e che poteva ospitare circa dieci persone. Questa buca veniva illuminata da una candela alloggiata in una nicchia affinché la luce non trapelasse all’esterno. Nella mia nuova sistemazione per la notte non avevo bisogno di vestirmi in fretta e correre verso la presunta salvezza perché dormivo nella stanza di una ragazza, allora 16enne, ed era lei che al suonare delle sirene d’allarme, mi avvolgeva in una coperta e mi portava in braccio al rifugio. Io mi svegliavo al contatto dell’aria fresca della notte e la prima cosa che mi capitava di vedere era il cielo nero solcato dai razzi illuminanti con i quali si cercava di individuare gli obiettivi sui quali sganciare le bombe. Mia madre con la mia sorellina arrivava quando già erano iniziate le preghiere per invocare la protezione della Madonna e dei santi, oltre a quella del Buon Dio. Negli anni successivi, con la maturazione della ragione, capii che quella “buca rifugio” altro non poteva essere che una tomba pronta senza bisogno di altra sepoltura nel caso fosse arrivata la devastazione di una bomba. Le incursioni e i bombardamenti non erano mai mirati verso i centri abitati ma una mattina ci fu un episodio che ho vissuto dal vivo e che ha lasciato un ricordo indelebile nel corso di tutta la mia esistenza:

Durante il giorno capitava di vedere il passaggio di aerei in volo di ricognizione per individuare gli obiettivi da colpire poi nelle incursioni notturne. Erano voli in quota, fuori dalla portata dell’offensiva delle postazioni contraeree. Quella mattina apparve in alto una formazione di tre aerei, probabilmente caccia da ricognizione francesi provenienti dalla vicina Corsica. Un gruppo di donne del paese si fermarono ad osservare e noi ragazzini/bambini incuriositi facemmo altrettanto, addossati ad un muretto che su un lato della strada fungeva da parapetto verso la scarpata mentre sull’altro lato c’era una serie di case in mattoni crudi (lardiri, ovvero mattoni di fango d’argilla e paglia), tipiche di vaste zone della Sardegna. Uno degli aerei si staccò dalla formazione e si diresse verso di noi. Non si ebbe il tempo di capire cosa stesse succedendo e ce lo trovammo davanti sempre più vicino. Il rombo dei motori dell’aereo in picchiata e subito dopo in cabrata forse coprì il rumore della sventagliata di mitra che ci passò poco sopra la testa. Solo dopo ci siamo resi conto che avevamo corso un bel rischio perché l’unico a farne le spese era stato un vecchietto del paese che era seduto, addossato al muro, sull’altro lato della strada per godersi i primi tepori del sole primaverile. Conseguente lutto cittadino ed esequie della vittima il giorno successivo. Noi ragazzini, nella nostra incoscienza infantile continuavamo a giocare nelle strade e proprio mentre gli adulti partecipavano ai funerali della incolpevole vittima, noi ci siamo dedicati al recupero delle pallottole conficcatesi nel muro di mattoni crudi. Il capo banda né recuperò tre per non doversi smentire del ruolo di capo mentre io, a fatica, ne recuperai solo una ma tanto bastava perché anche io avessi il mio trofeo e convalidassi la mia importanza nel gruppo. Chiaramente il tutto ci fu poi sequestrato dagli adulti che ci redarguirono severamente per aver recuperato quelle pallottole allargando il foro nel muro lasciato dalle stesse. Ancora oggi mi domando cosa abbia spinto l’equipaggio di quell’aereo a buttarsi contro degli inermi civili contravvenendo, forse, agli stessi scopi della missione di perlustrazione diurna. Volevano solo spaventare degli inermi civili o volevano compiere una strage?  Oppure dimostrazione di forza e voglia di vendetta perché nei giorni precedenti era stato abbattuto un loro aereo proprio dalla contraerea della zona? Domande destinate a restare senza risposta per sempre. Ma questa è la guerra.

Perdonate la mia prolissità: doveva essere un racconto breve ma i ricordi che via, via mi tornavano alla mente mi hanno preso la mano e vi prego di scusarmi se, alla fine, sono stato noioso ma volevo raccontarvi anche questa storia.

Nel ringraziarvi per la cortese attenzione auguro a tutti una serena Domenica.

                                                                            Giuseppe

 


COMMENTI

  1. il 18 marzo, 2012 giuseppe3.ca dice:

    SABRINA SEI SEMPRE FANTASTICA: SEI STATA CAPACE DI SORPRENDERMI E COMMUOVERMI INSIEME. TI RINGRAZIO CON UN ABBRACCIO DI GRANDE STIMA – LA CANZONE CHE HAI SCELTO HA RIDESTATO IN ME RICORDI MERAVIGLIOSI E SEI RIUSCITA A RINGIOVANIRE IL CUORE: UN GRAZIE SINCERO PER LA TUA PREZIOSA AMICIZIA.

  2. il 18 marzo, 2012 Lorenzo.rm dice:

    Grande racconto e resoconto di guerra,Giuseppe. Bellissima canzone di un intderprete che non abbiamo dimenticato, Gino Latilla. Infine, Amico, un augurio affettuoso di buon compleanno.

  3. il 18 marzo, 2012 lieve dice:

    Buon compleanno, Giuseppe!
    Che belli questi racconti,forse mi ripeto , ma vorrei tanto che fossero letti dai ragazzini di oggi, capirebbero quanto sono fortunati….
    Chissà se ci sarà qualche scuola interessata ad una raccolta di testimonianze tanto toccanti…

  4. il 18 marzo, 2012 giuseppe dice:

    Resoconto di guerra mi dici Lorenzo. In effetti è il racconto di un episodio del periodo bellico come è stato visto e vissuto dai bambini dell’epoca. É bene sciverli per non perderne la memoria ed è ciò che ho fatto ed invito ancora i bambini di allora, oggi ultra 70enni, a fare la stessa cosa. Grazie.

  5. il 18 marzo, 2012 sandra vi dice:

    Buon compleanno Giuseppe ,quanta nostalgia in questi racconti che noi abbiamo vissuto sulla nostra pelle .Potessero servire ai nostri ragazzi…Ottima l,idea di lieve

  6. il 18 marzo, 2012 giuseppe dice:

    Grazie Lieve! Il tuo è un suggerimento prezioso che non dovrebbe trovare difficoltà ad essere raccolto con successo.
    Intanto noi abbiamo iniziato a metterli insieme e chi ne ha è invitato ad aggiornare la lista, poi vedremo il da farsi.
    Grazie ancora.

  7. il 18 marzo, 2012 giuseppe dice:

    Ti ringrazio Sandra per i tuoi graditissimi auguri. Nell’antologia che si potrebbe costituire c’è posto anche per il tuo racconto e se ne hai un altro ben venga. Ciao.

  8. il 18 marzo, 2012 giovanna3.rm dice:

    Giuseppe, carissimo amico, auguri di tutto cuore.
    Grazie per il bel racconto: sono d’accordo anch’io con Lieve, una bella raccolta per le scuole sarebbe assai interessante.

  9. il 18 marzo, 2012 edis.maria dice:

    Giuseppe, tanti , tanti auguri!

    Ricordiamoci sempre del nostro tragico passato, perchè non ritorni più! Coloro che l’hanno vissuto lo raccontino così ,in modo semplice e naturale ,in modo che anche i loro nipoti capiscano che la guerra non è solo quella che si vede in TV, ma che ha toccato da vicino i loro cari e i loro parenti! I ragazzi già leggono sulle loro antologie scolastiche,resoconti di guerre, ma sentirle raccontare personalmente ha un altro impatto.

  10. il 18 marzo, 2012 nikodireggio dice:

    auguri giuseppe…………la storia come vedi non ha insegnato niente
    l’uomo continua a bombardare………e si rendendo complice di crimini da drizzare i capelli………ma noi continuiamo a predicare
    come dicono la speranza è l’ultima…..ma può essere anche una fregatura per stare inermi
    che la vita ti sorrida

  11. il 18 marzo, 2012 scoiattolina dice:

    AUGURIIIIIIIIIII GIUSEPPEEEEEEEEEE BUON COMPLEANNOOOOOOOOOOOO ….

  12. il 18 marzo, 2012 galante dice:

    Tanti cari auguri di Buon Compleanno Giuseppe

  13. il 18 marzo, 2012 franco 37 dice:

    Noi bambini di prima della guerra ….abbiamo anche questi ricordi! Ci saranno serviti per essere più buoni e lottare con tutte le nostre forze contro ogni sopraffazione ?Speriamo…intanto auguri Giuseppe e grazie del racconto.

  14. il 18 marzo, 2012 giuseppe dice:

    GIOVANNA RM EDIS MARIA NICOLETTA
    Vi ringrazio con grande stima per i voltri calorosi auguri.

    Per quanto riguarda i racconti della guerra vissuta da noi bambini l’idea è di farne una piccola Antologia ad uso dei bambini di oggi ma occorrerebbero altre testimonianze dal vivo come quelle già pubblicate qui nel Bosco. Speriamo che arrivino, poi ne riparliamo. Grazieeeeeeee.

  15. il 18 marzo, 2012 giuseppe dice:

    SCOOOOOO, QUANTO ENTUSIASMO, BRAVISSIMA, SEI UNICA…… GRAZIEEEEEEEE

  16. il 18 marzo, 2012 giuseppe dice:

    Grazie Galante, auguri graditissimi.

  17. il 18 marzo, 2012 giuseppe dice:

    Franco non so se quei ricordi siamo serviti a renderci più buoni ma è certo che hanno contribuito non poco ad anticipare la nostra consapovolezza sui valori della vita umana, a renderci più responsabili nel rapportarci con gli altri e molto oculati sulle decisioni da prendere in ogni circostanza con una forma-mentis diversa da quella delle generezioni successive che della guerra ne hanno sentito parlare non sempre in modo obiettivo.
    In un commento precedente mi era sembrato di capire che volessi partecipare con un tuo contributo. Un tuo racconto sarebbe gradito e utilissimo, ti aspettiamo.
    Grazie per gli auguri, sempre graditi.

  18. il 18 marzo, 2012 cicco53 dice:

    Giuseppe un sincero augurio di un felice compleanno, considerando che il blog usa un linguaggio ( cito le parole scritte dai vari interventi) ,noi siamo per un dialogo e il rispetto ecc…….. Secondo me sono frasi al vento ,poi in realtà i comportamenti sono diversi , date spazio a chi volete voi e destinate auguri a cani e porci . Comunque non fa nulla se il mio compleanno è passato in osservato il 10/03 ,questo dimostra la vostra serietà e lo spirito di solidarietà ,e soprattutto , il mio impegno nel blog ,grazie ……. non ho bisogno dei vostri spazi e neppure apparire come fate spesso voi ,il fatto di predicare concetti di lealtà che sono frase di retorica che non hanno nessun valore, forse è meglio guardarsi dentro prima di scrivere,buona serata a tutti

  19. il 18 marzo, 2012 ANGELOM dice:

    Il racconto di Giuseppe mi ha fatto ritornare indietro nel tempo, anch’io ho vissuto queste vicende della guerra, dal mio paese, un sera, scappati da casa per posti più sicuri, vidi il grande bombardamento di Foligno, luci abbaglianti e distruzione completa, non auguro mai ai nostri ragazzi di trovarsi in simili situazioni, dopo tanti anni passati ho ancora le stesse immagini impresse nella mia mente.
    Ritornando a pensare cose migliori, carissimo amico Giuseppe, il mio più augurio più fervido per il tuo compleanno, che sia per te e la tua famiglia un giorno piena di felicità.

  20. il 18 marzo, 2012 giuseppe dice:

    Cicco53, il tuo commento mi sembra uno sfogo un po’ fuori luogo se te la prendi perché non sono stati fatti gli auguri per il tuo compleanno. Non è detto che la redazione di Eldy abbia impostato lo scadenzario con le date dei compleanni di tutti i propri iscritti, che sono tantissimi, e quindi si rischierebbe di utilizzare un blog importante come questo solo per lo scambio degli auguri e potrebbe diventare tedioso per chi legge. Tieni presente che non sempre c’è lo spazio perché altri argomenti incombono. Mi scuso se oggi gli auguri erano dedicati alla mia persona ma c’era un mio articolo e quindi si è fatto un tutt’uno (per cui può essere perdonabile e non era il caso di prendersela per così poco).
    Per quanto relativo al guardarsi dentro prima di scrivere sono d’accordo ma facciamolo tutti con la dovuta obiettività: io da parte mia l’ho sempre fatto! Impariamo a regolarci di conseguenza con una bella autoanalisi. Grazie per gli auguri, graditi perché ritengo provengano da un amico.

  21. il 18 marzo, 2012 giuseppe dice:

    Angelo, sei l’amico pacato e sincero che sa dare il giusto tono a tutte le cose. Auguri graditi, grazie di cuore.

  22. il 19 marzo, 2012 carlotta dice:

    Auguri di Buon Compleanno…e Buon Onomastico ^_^

  23. il 19 marzo, 2012 giuseppe dice:

    Carlotta, carinissima, grazie.

  24. il 21 marzo, 2012 silvana1.ge dice:

    Giuseppe, vivissimi auguri ! I compleanni della maturità sono il risultato di una ricchezza acquisita vivendo e bisogna festeggiarli alla grande! Ti auguro tanta salute, serenità ed entusiasmo per guardare al domani con l’entusiasmo di un ragazzo…
    Un altro vissuto di guerra, con tutte le paure e le incognite della gente comune che lotta per difendere i propri tesori, cioè i bambini. E poi lo sguardo innocente dell’infanzia, la voglia di ritagliarsi spazi di gioco..come dire… la vita continua con le piccole cose di ogni giorno, che tuttavia assumono una valenza straordinaria, in attesa che ritorni la pace. Grazie per la tua testimonianza.

  25. il 21 marzo, 2012 Giuseppe dice:

    Silvana, il tuo commento è ricco della saggezza di una persona che ha saputo cogliere positivamente le esperienze della vita e riempie l’animo di gioia. Infinite grazie.


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