L’Angolo del dialogo
Scritto da giovanna3rm il 24 Gennaio 2013 | 53 commenti- commenta anche tu!
E’ un articolo di Gianni Pardo pubblicato sul giornale web Il Legno Storto del 19 dicembre 2011. Lo sottopongo, come sempre, alla vostra attenzione, sperando che possa fungere da “apripista” per un dialogo fra noi. Sono concetti di economia che può essere utile chiarire. Purtroppo siamo in una situazione difficile come Paese e, per giunta, in campagna elettorale. Però, ripeto, parlarne fra noi può far chiarire i problemi e, in ogni caso, contribuire ad una serena discussione, che non fa mai male.
Ecco l’articolo:
“Se un uomo si rompe una gamba ed ha la diarrea, soffrirà dell’ingessatura e del dover correre continuamente in bagno. Naturalmente ognuno dei due mali renderà peggiore l’altro, ma questo non significa che la frattura dipenda dallo stomaco o il mal di stomaco dipenda dalla frattura. Nella crisi economica italiana si rischia una analoga confusione. Noi soffriamo del peso degli interessi sul debito pubblico e della recessione economica, ma i due fenomeni non sono eziologicamente collegati: l’unico punto comune è che l’uno aggrava l’altro.
Debito Pubblico
La grande massa del debito pubblico si è formata in anni lontani, mentre negli anni recenti l’Italia è stata molto virtuosa: i proclami di Tremonti non erano infondati. Ma c’è stata la crisi mondiale cominciata nel 2008, si è avuta la crisi della Grecia, l’Italia si è avviata alla recessione, i mercati si sono preoccupati e la cosa ha fatto valanga: da questo l’aumento dei tassi di Bot e Btp. L’Italia aveva ed ha necessità di venderli per pagare col ricavato quelli in scadenza e abbiamo toccato picchi dell’8% di interesse: con impegni che domani potrebbero salassarci a morte.
Situazione economica
Facciamo l’ipotesi che la crisi si fosse verificata mentre l’Italia andava a gonfie vele, il pil aumentava del 4% l’anno - non si sta dicendo niente di mitologico - e le prospettive economiche erano rosee. I mercati, pur preoccupati per la crisi mondiale, si sarebbero detti che, comunque, l’Italia rimaneva solida. È quello che pensano della Germania, e proprio per questo i suoi tassi d’interesse sul debito pubblico sono tanto più bassi dei nostri (il famoso spread). Se domani l’euro scoppiasse, non è che la Germania non piangerebbe: ma la sua situazione interna è più rassicurante e i mercati ne tengono conto.
Crisi prolungata
In Italia siamo nei guai perché la crisi dell’euro e il macigno del debito pubblico pesano su una nazione che economicamente non progredisce più ed anzi indietreggia: si chiama recessione. La domanda diviene dunque: come se ne esce? La formula scelta dalle autorità europee ed italiane, fino ad ora, è stata quella di un aumento della pressione fiscale. Gli italiani sono stati “invitati” a dare di più allo Stato e consumare meno per loro stessi. Solo che il denaro dato allo Stato è sterile, non produce ulteriore ricchezza, mentre consumando di meno gli italiani comprano di meno, i commercianti vendono di meno, gli industriali producono di meno e lo Stato intero tende ad impoverirsi, accentuando la recessione. Prosit.
Un’altra formula, molto in voga nel secolo scorso, era quella di John Maynard Keynes, se l’abbiamo capita bene. Lo Stato lancia (facendo debiti) enormi lavori pubblici, in modo da combattere la disoccupazione, far produrre di più le imprese, immettere liquidità nel sistema, e far ripartire l’economia. Sempre se abbiamo capito la teoria di Keynes, questo “acceleratore” funziona se il piede su di esso è tenuto momentaneamente, mentre nel secolo scorso non lo si tolse più dal pedale e questo creò il debito pubblico. Oggi Keynes è visto come uno che aveva torto e non bisogna parlarne, mentre forse non è la teoria ad essere sbagliata ma l’applicazione che se ne dette.
Posto di lavoro
Rimane l’ultima soluzione, quella di cui nessuno vuole parlare: un cambio di modello produttivo. Invece di invitare la Cina a fare come noi, noi dovremmo fare come la Cina. Attuare una liberalizzazione selvaggia del tutto dimentica delle famose “conquiste dei lavoratori” che ci hanno portato dove siamo, fino a rilanciare la nostra economia come una tigre. Ché poi, quando fossimo riusciti a riconquistare la prosperità economica, si potrebbe anche riparlare di salari minimi, stabilità del posto di lavoro, pensioni anticipate e ogni sorta di bonus. “Intanto guarisci dalla malattia e vai a lavorare, poi ti godrai le ferie a Montecarlo”. Ma non c’è speranza. Il dogma corrente è che l’economia deve funzionare e produrre ricchezza anche se si fa di tutto per intralciarne il cammino. Se poi rallenta, la soluzione è aumentare la pressione fiscale e andare a cercare altri evasori. Il grande tecnico Monti non vede altro: da bravo antiberlusconiano, per lui uno Stato serio è uno Stato che impone tasse, e che, quando le cose vanno male, impone tasse, tasse e tasse. Come diceva lo scorpione alla rana, in un famoso aneddoto, “è la sua natura”. E, purtroppo, la natura dell’intera Italia”.
Il ragionamento sembra filare. Io qualche dubbio (anzi tanti) ce l’ho. Ma qualcosa bisognerebbe fare. Intanto. dialoghiamo fra noi, se vi pare.




le persone come me, nn vivono x sapere cosa sia lo spread, nn capiscono tutti questi termini, il pil, lo spread, il debito interno, gli interessi sul debito , le persone come me mandano avanti la famiglia facendo il passo secondo la gamba, fanno quel che possono attuando le più stupide risorse al risparmio, le persone come me hanno perso il lavoro e si sono arrangiate, io vedo solo chiedere alla povera gente sacrifici, promettono ma nn mantengono e cosa più importante nn fanno alcuna economia, e nessun controllo, siamo lo zimbello del mondo intero, come è possibile che in uno stato dove il computer è il mezzo più innovativo, nn ci sia la possibilità di avere per via telematica il sistema del catasto per esempio, quante case che ancora nn risultano, e allora ricatastalizzano quelle che già hanno e pagano sempre quelli, oppure che i decessi di un qualsiasi comune nn vengano notificati dal comune stesso all’inps, cosìcchè nessuno potrebbe approfittarsene e percepire la pensione di una persona deceduta da anni, oppure che nei vari ospedali chi dovrebbe lavorare timbri il cartellino e se ne vada a casa o a fare la spesa, o che ci sia gente che percepisce la pensione di agricoltore nn avendo nemmeno un giardino o una sola gallina, io questo vedo….. gente che è cieca e guida la macchina, ma la commissione che ha dato l’invalidità, perchè sono più di un medico, invece di stare seduti davanti ad una scrivania e scrivere facessero quello che gli compete …. forse saremmo andati un po meglio, vedo che i politici nn hanno rinunciato a niente …. Le ditte chiudono i cantieri sono fermi, un calciatore prende miliardi x correre dietro ad un pallone e uno scienziato un medico specializzato che fa trapianti prende 15oo euro al mese questo siamo noi…i nostri nipotini nascono con un debito sulla testa x mantenere tutti questi imbroglioni. mi sono scordata una cosa che proprio mi da noia, i pensionati che lavorano in nero, nn è vero che il lavoro nn c’è, nn c’è x essere regolare nella mia zona i giovani sono disoccupati o lavorano per le cooperative e sono sfruttati e i pensionati continuano regolarmente a lavorare nelle industrie dove lavoravano prima della pensione.mi chiedo come vengano pagati dalle imprese, vuol dire che anche le ditte nn dichiarano tutto. Purtroppo ho manifestato la mia ignoranza in materia dell economia mondiale ma una cosa la so che nn c’è mucchio che nn finisca il mucchio italia è finito da un bel po’ chiamtelo come volete ma purtroppo l’italia che lavora nn c’è più è rimasta l’italia che pur avendone voglia nn è messa in condizione di lavorare, e se una nazione nn ti da la dignità di lavorare e di vivere nn è una nazione …. chiamatelo come volete ma alla fine la maggior parte di noi chiede un lavoro per vivere dignitosdamente
Enrica, hai scritto tutta una serie di cose giuste, che condivido. Non possiamo neppure rintanarci e far finta di nulla. O aspettare tempi mitici, migliori di questi in cui viviamo. O rivoltarci per rivoluzioni da paradiso terrestre. Dobbiamo dire solo la verità. Forse, così facendo, troveremo il miracolo dei mutamenti necessari e possibili.
Come hai ragione, Enrica!!! Sarebbe ora di finirla con tutti questi privilegi.. se crisi c’e’ la si deve combattere insieme. Basta “furbetti “… ne abbiamo le.. tasche piene!
Vero Lorenzo, Gianni Pardo scrive sempre dei bellissimi articoli sui quali concordiamo e tu fai bene a proporceli per conoscere il nostro parere. Purtroppo tutti quelli che si avvicendano a governare danno sempre la colpa a chi li ha preceduti e promettono un futuro migliore auspicando che la ripresa sia prossima ma in realtà si allontana sempre di più. Penso che l’asso nella manica per la risoluzione della crisi non ce l’abbia nessuno e quei pochi che promettono il paradiso in futuro se fai sacrifici oggi (pagando pure tasse salate), quelli, le ferie a Montecarlo continueranno a farle comunque. Così va il mondo!
Enrica saresti un Pubblico Ministero perfetto, hai fatto una analisi precisa della situazione. Da parte mia meriteresti la Laurea ad Honorem e la nomina a Senatore a vita poi ti affiderei la gestione del problema e sono convinto che sapresti trovare la soluzione in modo indolore e in tempi brevi. Grazie, il tuo intervento è illuminante.
Enrica, come sei brava! Hai già esposto una serie di concetti, interamente condividibili, toccando vari aspetti dell’economia del nostro Paese. Le pecche sono infinite ed è bene parlarne, anziché ignorare tutto ciò che accade a livello locale e nazionale. Certo, occorre anche domandarsi come e chi sanerà tutte queste situazioni negative, almeno quelle più macroscopiche…..Indicarle è, comunque, già un modo attivo di intervenire e mi complimento con te per averlo fatto.
Un abbraccio.
Gianni Pardo non è certo la voce che ascolto più volentieri
ed anche questa volta ,come suo solito , spara nel mucchio gauardando da un ben precisa parte. Strano che i citati proclami di Tremonti avessero come controaltare chi diceva che i ristoranti e gli albeghi erano pieni e che la recessione era solo propaganda comunista. Strano anche che la colpa dei debiti ,venga solo da un lontano passato e che negli ultimi dieci anni l’Italia sia stata virtuosa ….ed il termine virtuoso mi sembra proprio il meno indicato, forse un pò di pudore ci vorrebbe!
Questi tagli con l’accetta senza uno sguardo nel futuro servono solo a fare sterile confusione.
E’chiaro che in un momento come questo le prime cose fatte sono state in nome del rigore ,ma poi dovrebbero susseguire …azioni di equità e di ripresa. Possono andar bene interventi keynesiani , riduzioni delle spese ed altro ,l’essenziale è che si arrivi ad una politica stabile e fatta da gente PULITA.
Sono in pieno accordo con l’esposizione di Enrica ,che penso rappresenti il pensiero, la rabbia, lo sconforto della maggioranza degli italiani.
Personalmente sono fiducioso …abbiamo il voto ….è un nostro diritto/dovere ….basta non ascoltre i pifferai …che di magico non hanno proprio niente.
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Armida, hai ragione di prendertela con i furbetti. Da lì si comincia. Per il resto il nostro Paese ha una serie di problemi che dipendono da varie cause: quelle istituzionali, quelle politiche in generale, quelle economiche. Per anni ci siamo cullati nell’idea che la barca comunque andava. Ora semplicemente non va più.
Sì, Pino, c’è un problema di classe politica, che antepone a tutte le questioni il suo specifico interesse: benefici, soldi, collegamenti di prestigio al livello internazionale. Ebbene, non abbiamo grandi statisti, se mai li abbiamo avuti. Sarà duro trovare il bandolo della matassa e non ci vorrà poco tempo. Avevano messo un tecnico, che ha voluto alla fine “salire” in politica. Vedi un po’ con quale lungimiranza. Che dire? Ognuno di noi ha i suoi problemi. Ma i problemi dell’Italia sono soprattutto quelli di un Paese che deve avere e mantenere un assetto produttivo avanzato, capace di dare occupazione soprattutto ai giovani. Ed un sistema di garanzie sociali capace di far sopravvivere le categorie più a rischio: giovani, donne, bambini, anziani, malati, ecc. L’impegno ci deve essere e va rivolto verso i grandi problemi che abbiamo. E’ stucchevole parlare sempre della UE e dei sacrifici che in quella sede ci impongono. Prima di tutto l’Italia. Meglio se in collegamento con altri paesi che stanno peggio di noi.
Mi unisco ancora ai rallegramenti di tanti per Enrica, capace di analisi accurate e senza veli. Da lì bisogna partire.
Franco, a differenza di te io cerco di ascoltare tutti, quindi anche Gianni Pardo, che può avere idee radicate ma che comunque sollecita un dibattito considerando i problemi in modo sfaccettato. Perché la realtà è, appunto, sfaccettata. Magari ci fosse un solo responsabile. Basterebbe eliminarlo e tutto sarebbe risolto. Dunque ci sono svariati motivi per i nostri problemi attuali, soprattutto economici, che sono quelli che contano ai fini dello sviluppo e della stessa sopravvivenza. Un repulisti va fatto ma non si farà. Le stesse elezioni che si vedono all’orizzonte verranno svolte secondo le vecchie regole. E si farà il solito scaricabarile. Votatemi e poi si vedrà. I programmi non si vedono. I partiti non ci sono più e, col senno di poi, non possono essere sostituiti da raggruppamenti di tipo personalistico. Insomma soffriremo ancora per la rappresentanza ed i programmi. Ma i problemi li abbiamo tutti ed hanno caratteristiche precise che bisogna affrontare e risolvere. Primo fra tutti è il problema dell’occupazione e, strettamente collegato ad esso, quello dell’assetto produttivo da cui dipende la crescita e la stessa sopravvivenza del nostro Paese. La polemica politica riguarda invece altri temi rispetto a quelli dell’economia reale e si compendiano in quelli della UE e degli impegni a cui siamo chiamati, soprattutto sul piano finanziario-contabile. Personalmente non sono d’accordo, ma io sono uno. Mi piacerebbe un po’ più di orgoglio nazionale e un po’ più di socialismo democratico. Naturalmente per contribuire a risolvere i problemi e non per farci andare definitivamente a gambe all’aria. Ma siamo in campagna elettorale, purtroppo. E prevarranno le polemiche senza soluzioni.
Lorenzo…pensa che ho in casa …..i moderati rivoluzionari (ossimoro politico)di Giampiero Samorì , che conosco da bambino in quanto montesino (anche mia moglie è montesina ed abbiamo in questo bel posto una casa nella quale passiamo buona parte delle vacanze).Non esprimo pareri per pudore!
Tutto questo per confermare l’assurda frammentazione politica che si stà creando……però qualche partito degno di questo nome c’è ancora.
Io credevo di avere ESAGERATO……
ne avrei ancora da dire ma lo farete Voi
Evviva, Franco. Siamo fra l’incudine dei partiti tradizionali e il martello dei movimenti nuovi di zecca. Ci sarà qualcuno che si ricorderà dei problemi del nostro disgraziato Paese? Dico disgraziato perché presumiamo di essere ricchi ma in realtà il nostro sviluppo è scritto sulla sabbia e non sulla roccia. Naturalmente lo sviluppo materiale. Quello della mente e del cuore è tutto da scrivere. Ti abbraccio.
Continua a dire, Enrica, continua a dire.
Gianni Pardo commenta sempre articoli interessanti, anche se come tutti i giornalisti, scrittori esprimono le loro idee a volte in contraposizione alle nostre, ma è giusto così confrontarle anche se ultimamente non mi sembra più informazione ma indottrinamento. Detto questo, difficile è non rimanere perplessi di fronte all’approccio delle sfere politiche all’economia reale, ogni giorno è un bolettino di guerra sul default, disocupazione, chisure di fabbriche, esodati, ecc..,i dati e previsioni fanno tremare le vene dei polsi, e di questo già ne abbiamo parlato tempo fa in questo blg, eppure nessun politico-leader-dice qualcosa o prova a presentare un piano credibile basato su numeri e scadenze. Nei vari dibattiti in tv, e radiofonici, le parole si sprecano, tutti cercano di vendere aria fritta e coriandoli visto che siamo già in tema di carnevale, in primis il professore e compagni cercano di oscurare la pazzesca operazione occultata fatta a favore di Mps, ma alla stessa le è stato dato 3,9miliardi nostri soldi e guarda caso corrisponde alla prima rata della tanto odiata IMU, questa banca è la terza più grande che abbiamo in Italia, è nata nel 1472 come monte di pietà per dare aiuto alle classi agricole e disagiate della città in cui ha sede, dopo napoleone è sopravissuta a due guerre mondiali, ma non a questa manovra occulta nascondendo la verità pur di mantenere l’indipendenza del governo. Draghi che all’epoca dei fatti il capo di banckitalia doveva vigilare, invece con il suo amico Monti e altri politici a cui la banca stessa elergiva soldi per mantenere il partito ( non per nulla è chiamata banca rossa) coccolavano le banche specialmente la Mps, dando schiaffi al ceto medio, e ora gli stessi si incolpano a vicenda per il crac. Certo che per mezzo secolo l’Italia è stata governata da Pci, e Dc, ovvero idee contraposte una parte bigotta e tradizionalista, l’altra atea e arretrata culturarmente, poi arriviamo ai giorni nostri con sprechi, ladronerie, privilegi a discapito di tutti noi. Se non arriviamo ad una terapia d’urto seria sarà il declino, servono subito alternative con scelte immediate altrimenti la ferita industriale, artigianale, commerciale, agricola, sarà sempre più emergenza socio-economica. Invece i nostri cari politici ora sono sempre più presi a pensare non a questi programmi, ma a spartire sedie e posti importanti mettendo in lista anche gente condannata, inquisita, pur di prendere voti, pensano alla prorpia immagine, e sono arrivati perfino a diffidare i promotori del carnevale di -Cento- di non mettere nessuna maschera che asoomigliano i politici, motivazione che la sfilata coincide con le elezioni! Il nostro prestigio inernazionale come hai detto tu Lorenzo va a farsi….il fondo monetario Europeo toglie le stime sempre di più al nostro paese, poichè il debito pubblico è sempre più in rosso, per non parlare poi dei “derivati” a cui risultano collegate le materie prime, -petrolio-questi -derivati-dove il valore cambia al variare delle attività finanziarie, è un’arma di distruzione, ma i nostri politici con questa arma giocano come alla playstation. Parlando poi della Grecia, il trucco nasce già dal 2001 quando Atene, stipula un swap con la GoldmaSachs, 2,8miliardi di debito, che vengono trasformati in un tasso fittizio, nascondendo il tutto alla comunità europea fino a quando poi è scoppiato lo scandalo. Ci saranno le votazioni ancora con il sistema -porcellum-, ci sarà forse un nuovo governo, ma i problemi restano! Però noi siamo un popolo tenace, che ne abbiamo passate tante e spero che passermo anche questa rimettendoci noi tutti qualcosa. Infine ieri è arrivata notizia a Bruxelles, che la Gran Bretagna svolgerà entro il 2017 un referendum sulla permanenza se stare o nò nella comunità europea, notizia non molto entusiasta visto gli equilibri e compromessi che ci sono in atto.
Io sto con la Gran Bretagna, Nembo. E quindi con gli Stati Uniti. E soprattutto con l’Italia, che deve trovare un suo specifico ruolo nel mondo.
Affermativo L’Italia in primiss.
Che dire con semplicità femminile Enrica ha scritto un commento che fa meditare, i nostri politici, che ci riempiono le tasche con il loro idioma incomprensibile alle persone normali, tutto questo per riempire le nostre teste di bugie, e creare la guerra tra poveri, loro vivono su di un altro pianeta.
un saluto al bosco.
Grazie, Riccardo, del tuo commento, che centra la situazione di disagio in cui ci troviamo. E non si tratta solo di onestà ma di serietà e professionalità, che mancano completamente alle nostre classi dirigenti.
Non mi dilungo in analisi d’ingegneria politica sono un semplice uomo della strada,di chiacchiere ne leggo a tutti i livelli ma sono i fatti che contano.Un capo famiglia per sanare il proprio bilancio famigliare ha il dovere di dare l’esempio di austerità,diminuire i consumi e aumentare le entrate con lavoro straordinario ( semplice no? )
Ora invece di fare tante chiacchiere e organigrammi politici i nostri governanti e poitici tutti dassero un esempio concreto invece di blaterare per coltivarsi la propria posizione di privilegio anche il semplie cittadino si metterebbe in riga ( ma questo non avviene e non avverrà mai) chi ha il potere politico cerca di mantenerselo con tutti i mezzi leciti ( voto e propaganda politica ) e molto spesso inleciti. E voi pensate che milioni di cittadini si sacrifichino spontaneamente all’austerità ? quando vedono sprechi e privilegi ovunque ? siamo nella fase del, si salvi chi può ! non tiene più nulla, valori inesistenti crisi economica tutta nostra incentivata dalla crisi mondiale e dalla globalizzazione; adesso aspettiamo il rinnovamento! io lo aspetto da 40 anni, l’unico rinnovo sono le tasse per i ceti medi, pensionati, lavoratori quando hanno un lavoro. mi si dice abbiamo i strumenti…. la democrazia, il voto, le istituzioni……balle servono solo a chi è al potere per mantenerselo, la classe poilitica è al disopra delle classi ed e orientata dalla classe finanziaria mondiale.
Potrò con il mio ragionamento fuori linea con al solito, ma io la vedo cosi, non vedo luci ma solo imposizioni,tracotanza, e lamentele.
buona serata
E io sono d’accordo con te, Alessandro. Anche se penso che ognuno di noi debba porsi l’obiettivo di dire, apparire, metterci la faccia. E che Dio ce la mandi buona.
Caro Lorenzo, io è dal 58 che ci ho messo la faccia e tutto me stesso, pensa quanto tempo è passato e avevo 18 anni, oggi sono veramente stufo e disgustato.
grazie Giuseppe nn so se potrei essere un pubblico ministero, mi manca la preparazione……
Ma so x certo che nn vorrei essereun senatore a vita, è un’altra categoria che eliminerei, nn vedo xk dobbiamo mantenere a vita queste persone, posso capire il titolo, sono persone meritevoli, ma ritengo siano troppi i privilegi, vorrei avere invece una buona cultura, che nn ho per meritare la tua LAUREA AD HONOREM,ma sono solo una donna delle pulizie
Titolo più onorato di un senatore.
complimenti enrica x il tuo commento,ai detto cose saggie ,adesso i nostri politici ci chiedono anche il voto ???queste votazioni servono solo x buttare altri debiti nel caglierone il berlusca a gia fatto tutto il suo governo ,
I politici -tutti- ad alto livello hanno bisogno di essere eletti per “baipassare” la giustizia, nn per il bene della Patria.
enrica ai ragione su quando ai sviscerato nel tuo commento,ma ora usiamo questarma che abbiamo per cercare di cambiare,come;mandandoli a casa.per far questodobbiamo almeno seguire cio che sta succedendo in que,sti ultimi tempi, quando andiamo alle urne dobbiamo avere le idee chiare,sulle persone che vogliamo che ci rappresentano,magari dopo potremmo anche accorgerci di aver sbagliato, ma noi ci abbiamo tentato.
Alessandro, il primo dovere che hanno i governanti nei rigardi del loro popolo è la verità. Mi ricordo che negli anni in cui incominciai a lavorare, fine 1962, era di moda, ma era anche un impegno, parlare di programmazione dello sviluppo. E si susseguirono gli esempi di programmazione democratica nei quali al centro era l’interesse del popolo, inserito, ovviamente, nel contesto internazionale. Non si può lasciare l’economia e la politica allo sbando. A questo riguardo devo dire che si è andati sempre peggiorando. Poi c’è la questione dei limiti allo sviluppo. Si sente dire che abbiamo il dovere di far sì che i giovani stiano meglio di noi. Ma questo non sarà possibile in situazioni di grandi differenze economiche e sociali fra i paesi nel mondo. Si parla così della necessità di uno sviluppo sostenibile, anche con riguardo ai beni limitati della natura, che va protetta e anzi sviluppata, ove possibile. Non mi sembra che questi tempi siano di grande impegno, sociale, culturale, economico e politico.
Grazie, caro Giuseppe57 e benvenuto. Sì abbiamo il dovere di parlar chiaro e tentare, con tutti i limiti alla nostra portata, di produrre, o almeno avviare, un cambiamento.
Giosué, posso dirti che aspetto con una certa ansia ogni tuo commento? Li trovo sempre in sintonia con i miei stati d’animo. Nessuno di noi deve sapere tutto ma ha il diritto di non essere preso in giro.
ascive Lorenzo:
“Ma questo non sarà possibile in situazioni di grandi differenze economiche e sociali fra i paesi del mondo”
Questo pensiero mi riporta indietro di 50 anni alla famosa ” QUESTIONE MERIDIONALE ” ne sapete qualcosa? che fine ha fatto!
Credo che bisognerebbe pensare alle ( Nostre ) differenze sociali prima di pensare a quelle mondiali.
A qusto proposito vi racconto una storiella che raccontavo a suo tempo quando ero impegnato.
Uno scenziato ( grande politico ) disquisiva con naso all’aria sui problemi delle costellazioni e sull’universo, camminando non si accorgeva che la stada era accidentata, finchè non inciampò in una profonda buca e si ruppe l’osso del collo e lì rimase.
Per dirvi: prima i problemi di casa nostra poi quelli mondiali.
Hai perfettamente ragione, Alessandro. Prima guardiamo in casa e facciamo sì che le nostre cose siano in ordine. E’ l’impegno preliminare. Ma sia ben chiaro che qualsiasi programma ci diamo, esso deve essere “tarato” sul piano delle sue possibilità di realizzazione. E qui viene acconcio un richiamo al peso e alle necessità degli altri. Oltre che per motivi ideali. Faccio due brevi appunti. Il primo: ci stiamo sempre più fissando sugli andamenti degli indici finanziari e, in generale, dell’economia finanziaria e monetaria invece che di quella reale. Per me è giunta l’ora, sarebbe giunta l’ora, di non fidarci solo di questi riscontri ma di badare a ben altro per assicurare ai popoli la sanità dei loro sistemi. L’altra chicca. Si è digerito senza alcuna riflessione il concetto della globalità, per il quale risorse e uomini vagano per il mondo senza barriere dando per scontato che ciò produca ricchezza per tutti. Il concetto dovrebbe essere dichiarato fasullo una volta per tutte. Basti pensare ai rivolgimenti provocati dall’immissione massiccia nel nostro sistema degli immigrati, per mezzo della quale non c’è stato un loro innalzamento ai nostri livelli ma un peggioramento dei nostri alla stregua dei loro livelli di partenza. Lungimiranza degli imprenditori, assenza della politica o che cosa?
Convenienza degli imprenditori senza scrupoli e CONNIVENZA con il sitema politico….. credo di essere stato chiaro.
un saluto
avrei qualcosa da dire a proposito posso?
nn so voi ma io ho le idee un po confuse sul voto, se nn sbaglio qualche anno fa dovevamo ridurre il numero dei partiti …. ora nn so se avete visto che marasma di simboli … il riciclo del riciclato
Per come la vedo io, se questa è la chiarezza alla quale le persone normali, quelle che si arrabattano alla fine del mese, si devono affidare …..Aiuto….io so che si capisce sempre meno e si hanno sempre meno possibilità,e che sono tutti e dico tutti riciclati, se sbaglio correggetemi, ditemi dove è il nuovo ditemi cosa propongono ….io onestamente nn ci ho capito un emerito piffero….
Non credo che ci siano limitazioni Nico, l’unica cosa è il rispetto delle idee altrui.
io non capisco ancora a noi cosa serve una democrazia, che abbiamo politici dittatori corotti mafiosi,ditemi voi se si puo’ aver fidicia ,di questi nostri politici che ancora vogliono comandare e che a sentirli parlare x tv anno tutti ragione ,è tutti sanno come fare migliorare l’italia ,,i fatti del m.p.s, molti sapevano ma la colpa non sarà di nessun politico ,
Sei stato chiaro, Alessandro. Chiarissimo.
Certo che puoi, Nico. Parla.
Enrica, hai ragione: non ci si capisce un tubo e la tua insicurezza, per esempio, è anche la mia. Ci si spinge a dividerci e non ad essere uniti, come sarebbe nostro interesse.
Giosué, della democrazia parlano tutti ma molti lo fanno a sproposito, soprattutto quelli che non ci credono. Dobbiamo resistere.
Caro Giosuè , il fatto che puoi dire che abbiamo politici dittatori ,mafiosi e corrotti ,significa che siamo in democrazia.
Poi chi li ha votati questi signori?
Forse un pò di colpa l’abbiamo anche noi , nell’aver accettato supinamente ciò che ci è stato proposto…senza minimamente partecipare e nel lamentarci senza agire.
La democrazia è come la libertà …..e come canta Gaber……la libertà è partecipazione.
io voi vi capisco allora ditemi dove l’italia sommersa da debiti dove va a finire,con questa democrazia non si va da nessuna parte,io ho fatto delle previsioni stanno andando a mio favore ,ma non aspettiamoci niente di buono ,dobbiamo toccare il fondo x poter risalire ,io questo modo andiamo sempre peggio.
caro franco, la democrazia è una grande conquista , ma quando si arriva a quersta situazione non è piu democrazia ma è…….a voi laggettivo.per quando rioguarda i nostri politici che ci rapprersentano sono stati votati da una branca di cittadini per la quale stava bene quel modo di amministrare , ed anche da qualcuno che ha creduto alle promesse delle campagne elettorali, che non si sono mai avverate.vediamo adesso di raggionare guardando al passato
D’accordo con te, Franco, sulla democrazia, che deve potersi esercitare per crescere. Il fatto è, però, che non siamo sufficientemente informati, per non dire di più.
E’ sempre valido un vecchio proverbio: Sotto la banca la politica campa! Anche il ridicolo dovrebbe avere un limite, mi riferisco alla Mps.
Riporto un commento di una nuova amica eldyana, Romilde.to: BUONGIORNO A TUTTI BUONA GIORNATA
E’ DA POCO CHE MI SONO ISCRITTA AD ELDY TROVO QUESTA RUBRICA MOLTO INTERESSANTE HO APPENA LETTO L’ARTICOLO GIORNALISTICO PROPOSTO: DIFFERENZA TRA CRISI ECONOMICA E CRISI DEI MERCATI. QUANDO SI PARLA DI CRISI DIFFICILMENTE VIENE SPIEGATA E SOPRATUTTO COME VIA VIA SI E’ ANDATA FORMANDO. QUESTO MOMENTO PER MOLTE PERSONE E’ VISSUTO COME UNA INCOGNITA CON POCHE VIE DI RISOLUZIONE SE NON QUELLE PROPOSTE DAL GOVERNO FATTE DI TANTI SACRIFICI E POCHE CERTEZZE. QUESTO PERCHE’ ALLA BASE DIFFICILMENTE CI HANNO ABITUATO A RAGIONARE CON LA PROPRIA TESTA, USANDO IL BUON SENSO. SI E’ PENSATO SOLO A DARE UNA DIREZIONE ECONOMICA ALLE PERSONE SENZA TENERE CONTO O MOLTO POCO DEL LATO UMANO, COSA CHE AVREBBERO DOVUTO FARE SOCIOLOGI E FILOSOFI.
ABBIAMO IN UN CERTO SENSO DIMENTICATO LA VIA DI MEZZO CHE CI PERMETTE DI TROVARE IL GIUSTO EQUILIBRIO TRA ECONOMIA, LAVORO, ED UMANITA’. LA TROVEREMO? VOI COSA NE PENSATE?
ARRIVERECI A TUTTI I COLLABORATORI ED A QUANTI HANNO AVUTO LA PAZIENZA DI LEGGERMI OGNI BENE
Cara Romilde, benvenuta fra noi. Hai ragione: quando le difficoltà si ampliano, si intersecano e si aggravano non ci capiamo più nulla. E viene voglia di mandare tutto a catafascio. Tanto più quando notiamo che chi ha vere responsabilità decisionali, e quindi avrebbe il dovere di indicare strade sicure, si perde in chiacchiere o, peggio, si mette ad individuare le responsabilità…degli altri. Le misure da intraprendere devono essere assunte qui e oggi e devono essere chiare ai cittadini. L’articolo mostra, a mio avviso, un lato importante, il più importante del problema: quello dell’economia reale, in soldoni: produzione, consumo, commercio, occupazione, ecc. Negli ultimi tempi ci stiamo perdendo in discussioni senza fine sugli indici finanziari, peraltro proposti dai paesi che comandano in Europa, senza spiegare inoltre che dentro quegli indici ci sono tante, tantissime, manovre di tipo speculativo.
Malizioso Nembo: ma chi ha comandato in questa vicenda MPS, il PD sulla banca o la banca sul PD? E’ una battuta, non vogliatemene. Non faccio politica in Eldy.
Condivo Lorenzo la tua battuta, e mi astengo di aggiungere altro in questo blog, quà nn si fà politica, ho scritto quel proverbio poichè ho visualizzato il nome Mps!
Romilde, ho letto che sei da poco in Eldy, quindi benvenuta. Le tue osservazioni su “Differenza crisi economica e crisi dei mercati”, l’ho trovato anch’io interessante e, come puoi vedere, è stato portato tra i commenti: sulla destra, come l’avevi lasciato, sarebbe sparito dopo poco tempo.
Volevo poi dirti che se hai voglia di pubblicare un tuo articolo – mi sembra di aver colto il tuo desiderio qualche giorno fa – invialo a uno dei redattori del Bosco e lo inseriremo nella rubrica adeguata. La mia mail è la seguente:
deemin@libero,it.
Un caro saluto.
Giovanna
Ciao Romilde benvenuta in Eldy nel blog del bosco.