L’Angolo del dialogo – Pianeta Donna

 

AVVISO   AI  LETTORI

 

Stiamo cercando di coinvolgere maggiormente i nostri amici a proporre loro scritti sul Blog. Ciò comporterà, se la nostra proposta avrà   successo, una    pubblicazione più accelerata dei vari pezzi. Invitiamo pertanto  i   lettori a   non   leggere soltanto il primo degli articoli che compaiono giornalmente, ma a proseguire nella pagina, passando a quella successiva e   a  quella   precedente   per  la   ricerca  di  scritti   recenti. Vogliamo   fare   del   Blog un nostro giornale, in  questo è lo spirito del nostro avviso.  Tra  qualche giorno,  all’inizio di  ogni  servizio  troverete   l’indice  degli articoli  apparsi nel corso dell’ultima  settimana. Grazie della collaborazione.

                                                             La Redazione del Bosco

   

   

Veramente il titolo completo dell’articolo è “Iran, il no alla legge del taglione. Una lezione di civiltà al femminile” ed è stato scritto da Eva Cantarella e pubblicato sul Corriere della Sera dell’1 agosto 2011 a pag. 31.

E’ breve e lo leggo insieme a voi. Ogni parola dell’articolo  è pietra da valutare e “digerire”. Ah, queste donne!

 

“Sono molte e contrastanti le reazioni (e le emozioni) alla lettura della storia di Ameneh Bahrami, la giovane donna iraniana sfigurata e accecata con l’acido da Majid Movahedi, l’uomo che aveva rifiutato di sposare. Avvenuto nel 2004, il fatto è stato ripreso dalla stampa per i successivi, più recenti sviluppi. Nel 2008, Majid era stato condannato secondo la legge del taglione, prevista dalla sharìa: sarebbe stato a sua volta accecato con gocce di acido sugli occhi. L’esecuzione, affidata alla vittima e fissata per lo scorso 14 maggio, è stata però all’ultimo minuto rimandata. Secondo quanto dichiarato dal procuratore di Teheran, Ameneh aveva perdonato Majid, chiedendo di essere risarcita con una somma, pare destinata a sostenere il costo di una plastica facciale.

 

Ameneh Bahrami  (prima)

 

Superfluo dire che quel che più colpisce nella storia è da un canto la sopravvivenza di una giustizia così primitiva e barbarica e dall’altro il fatto che a rinunziarvi sia stata una donna. Forse che, mi sono chiesta, la vendetta (di cui il taglione è una forma) sia veramente qualcosa che non appartiene al mondo femminile? Nel mondo greco vendicarsi era un dovere sociale, che consentiva agli uomini di lavare un’offesa all’onore. Le donne che si vendicavano (Medea, Clitennestra…) erano personaggi terribili perché usurpavano un ruolo maschile. Ma, al di là della difficile verifica storica, una cosa è certa: questo straordinario esempio viene, appunto, da una donna. I cui meriti, bisogna aggiungere, non vengono in alcun modo diminuiti dalla inquietante notizia che le autorità iraniane avrebbero fatto pressione perché perdonasse.

 

Ameneh Bahrami (dopo)

 

Se questo è  vero, come non chiedersi  se le stesse pressioni sarebbero state fatte qualora a dover subire il taglione non fosse stato Majid  ma una donna? Se, vale a dire, non ci si trovi di fronte al permanere di un’antica tolleranza delle violenze sulle donne? Ripeto, senza che questo minimamente diminuisca  il valore della importante e generosa scelta di una donna, che ha dato una lezione straordinaria di civiltà, che speriamo indurrà altri a seguire il suo esempio. Ivi compresi e soprattutto quei padri, mariti e fratelli che continuano a lapidare, per colpe vere o presunte, le proprie figlie, mogli e sorelle”.

 

Io trovo l’articolo bellissimo e, ai nostri fini, molto utile per un sereno dibattito, anzi dialogo, tra noi.

       

Richard Clayderman - Donna, Donna


COMMENTI

  1. il 03 aprile, 2013 enrica.co dice:

    Se gli uomini avessero dovuto subire, solo la minima parte dei soprusi che la loro categoria, e la loro poca apertura mentale, hanno fatto alle donne complici anche l’educazione di altre donne(solitamente le madri) forse nn ci sarebbe più prevaricazione, noi donne abbiamo il difetto di sopportare, e lo abbiamo fatto per molti secoli,e anche di credere che gli uomini possano cambiare, e perdoniamo, i soldi che il marito di Ameneh, pagherà sono solo una atto dovuto, e saranno sempre troppo pochi, il perdono lo ha dato gratuitamente, secondo me è questa la differenza,
    Speriamo solo che un essere simile abbia imparato la lezione, e capito che nessuno ha diritto di decidere per un’altro e men che meno di vendicarsi

  2. il 04 aprile, 2013 giovanna.rm dice:

    E’inconcepibile che un essere, coddetto “umano”,
    procuri lo sfacelo fisico della sua compagna e, ancor peggio, quello morale. Ma questo accade ancora molto spesso nei confronti delle donne, ahimé, e non solo nei paesi Islamici. Da quelle parti, però, occorre fare i conti anche con il fanatismo religioso e la situazione peggiora ancora.
    In ogni caso, i secoli di predomimio maschile hanno prodotto risultati vergognosi di violenza verso le donne che tuttora ne pagano conseguenze durissime.
    Finirà mai questo calvario?
    C’è solo da sperare nelle nuove generazioni: dipenderà soprattutto dai genitori e dai loro esempi ed insegnamenti. Saranno finalmente capaci di insegnare ai loro figli il vero rispetto che devono avere verso tutti e in particolar modo verso le donne, che hanno caratteristiche e sensibilità diverse? Credo ci sia ancora molta strada da percorrere, anche se qualche barlume talvolta si intravede!
    Mi viene spesso da riflettere sugli effetti negativi prodotti dall’educazione materna ai figli maschi: un amore spesso acritico, assecondando il figlio in ogni sua richiesta, non pretendendo il benché minimo impegno, sacrificio o divisione di compiti in famiglia, ecc.ecc. In tal modo, il rampollo crescerà dipendente in toto dalla madre, per la quale, in ultima analisi, non avrà rispetto e tale sentimento sarà rivolto anche verso le altre donne.
    Coraggio, giovani mamme: il vostro compito è sicuramente tra i più difficili, e spesso il buon sesno non è sufficiente. Oggi, però, esistono mezzi di conoscenza
    mirati molto estesi e abbastana accessibili. Fatene buon uso.

  3. il 04 aprile, 2013 lorenzo.rm dice:

    Sapevo di muovermi su un terreno “minato” proponendo la pubblicazione dell’articolo. Ma mi è parso utile sottolineare il modo differennte con il quale la violenza viene considerata, vissuta e gestita, è stata considerata, vissuta e gestita, da una donna rispetto ad un uomo. Se si deve ricostruire, come si deve ricostruire, un campo di solidarietà e amicizia inteso a raggiungere obiettivi di pace e di pari dignità, di rispetto e libertà,fra i due generi, le donne offrono esempi di grande rilievo. Papa Francesco, nell’udienza generale di ieri, ne ha ricordato l’importanza fondamentale. Inutile dirvi che sono completamente d’accordo con lui. Grazie Giovanna e grazie Enrica.

  4. il 04 aprile, 2013 Nembo dice:

    Come già sviscerato altre volte in questo Blog, l’argomento violenza sulle donne non è mai abbastanza, bisogna sempre tenere vivo l’argomento,la violenza nel mondo è il peggior crimine che viola i diritti umani, centinaia di paesi nel mondo sono ancora privi di legislatura specifica contro la violenza sulle donne, succedono ogni giorno anche stupri e violenze di massa che nessuno ne parla perchè secondo gli organi di informazione lasciano il tempo che trovano es. in Congo, Afghanistan, ecc…, solo recentemente hanno parlato del’India ( solo perchè c’è la storia dei nostri Marò) I diritti delle donne da noi in occidente è stata una conquista dovuta, quindi siamo noi l’eccezione, nel resto del mondo invece è ancora legato a fondamenti mediovali, usi e credenze religiose diverse. La piaga del maschilismo che poi non è altro che la legge del più forte è talmente applicata che nessun paese può chiamarsi fuori. La storia proposta da Lorenzo, ci deve far riflettere molto. C’è solo da sperare che l’arco delle violenze contro le donne abbia sempre più una sensibilizzazione con impegno di diffusione di iniziative per combattere questa piaga

  5. il 04 aprile, 2013 Giuseppe3.ca dice:

    Uomo e Donna sono diversi: Dio e la Natura li hanno fatti diversi anche nel modo di perpetrare una vendetta. In questo caso l’uomo ha reagito in modo violento e distruttivo nei confronti della donna per il rifiuto ricevuto mentre la donna ha successivamente perdonato. É vero che la donna per sua natura è più propensa al perdono ma questo non significa che non sia capace di vendicarsi. Solo che la vendetta della donna è più acuta, sagace, penetrante e mirata a lunga scadenza e quindi deve maturare nel tempo. La donna sa aspettare ma l’uomo quando capirà?

  6. il 04 aprile, 2013 lorenzo.rm dice:

    Nembo, se l’altra metà del cielo sta male sta male tutto il cielo. Chissà perché non si riesce a capire una così sacrosanta verità. E’ vero, il punto di partenza è determinato dalla violenza, ma quanti rapporti ingiusti, quante umiliazioni, quanti mutamenti da auspicare. Fino a quando ci saranno violenze insopportabili dobbiamo reagire, anzi, agire per eliminarle.

  7. il 04 aprile, 2013 lorenzo.rm dice:

    Sì,Pino, l’uomo e la donna sono diversi, e meno male, aggiungo. Sono diversi ma, come è legittimo ritenere e come ci ha insegnato la nostra religione, sono due facce di una medaglia. Insieme riescono ad assicurare l’equilibrio naturale, l’armonia del mondo. L’uomo, al progredire dell’emancipazione femminile, s’è ritratto impaurito e agisce con violenza. La donna, per sua innata intelligenza, aspetta e comprende l’uomo senza odiarlo come dovrebbe. Sulla sensibilità, pazienza ed intelligenza della donna si fondano i destini del mondo.

  8. il 04 aprile, 2013 sandra vi dice:

    Anch’io voglio ricordare le parole di papa Francesco e l’esaltazione che ha fatto del ruolo della donna nella societa’.Penso che e’ appunto nelle famiglie che inizia l’opera di educazione e di rispetto reciproco,sentimenti che verrabnno adottati nei confronti degli altri.

  9. il 04 aprile, 2013 Anna B. dice:

    Sono convinta che il primo passo che una donna debba fare per affrancarsi davvero dal ruolo oggi mascherato e strisciante che la religione e la storia le hanno assegnato sia quello di essere consapevole delle dinamiche perverse di cui è ancora suo malgrado vittima e cercare gli strumenti per riconoscere e distinguere l’amore dalle pratiche sadiche degli uomini che odiano le donne evitando di considerare terminato il percorso non verso la parità, ma il reciproco riconoscimento e rispetto.

  10. il 05 aprile, 2013 lorenzo.rm dice:

    Sì, Anna, hai perfettamente ragione. L’impegno di consapevolezza sia della donna, in particolare. Ma anche dell’uomo e dell’intera società.

  11. il 05 aprile, 2013 elisabetta8mi dice:

    LE PAROLE DI PAPA FRANCESCO ,SONO PERLE D’AMORE.BISOGNA FARNE TESORO.LE PERSONE VANNO RISPETTATE,PURTROPPO TANTI NON SANNO CHE COSA SIA IL RISPETTO.E IN ALQUNI PAESI ANCORA MENO.DICI IL VERO LORENZO DICENDO DI MUOVERT IN UN TERRENO MINATO,SI TOCCA LA SUSCETTIBILITA’ DI TANTI UOMINI CHE PENSANO IN MODO DIVERSO .LA DONNA HA UNA SENSIBILITA’MOLTO PIU’ PROFONDA ED E’ MOLTO ATTENTA IN TANTISSIME COSE DATE X SCONTATE.LA VENDETTA MAI E’ UNA COSA ORRIBILE.QUESTA DONNA COSI SFIGURATA FA MALE A GUARDARLA E SARA’ LA GIUSTA PUNIZIONE X L’UOMO SE COSI SI PUO CHIAMARE X IL SUO GESTO INSANO.

  12. il 05 aprile, 2013 lorenzo.rm dice:

    No, Elisabetta, non può chiamarsi uomo chi si comporta così nei confronti di una donna. E la vendetta non è il mezzo giusto per cambiare le cose. Sono due punti fermi a cui si deve aggiungere la grande sensibilità della donna. Senza di lei non si va da nessuna parte.

  13. il 05 aprile, 2013 cicco53 dice:

    Io penso che una violenza cosi atroce va considerata in tutte le le sue chiavi di lettura, senza nessuna giustificazione, anche per una causa nobile che va dal fanatismo religioso e politico. Sono segni di violenza che una donna non potrà mai dimenticare cambia totalmente il suo modo di essere sia come immagine e come amore in se stessa,si distrugge una bellezza naturale che il sogno di ogni essere umano, con domande che non trovano mai una risposta, solo la sfortuna di essere nata donna, che l’uomo con un semplice gesto scongiura senza riflettere. A volte mi domando , che senso ha fare del male ! e non entrare mai in una ottica di considerare gli altri per quello che rappresento e quello che ci possono dare, con il loro linguaggio, con i vissuti quotidiani di una relazione costruita di sentimento puro senza ricorrere alla violenza dovuto perchè nel suo inconscio sono rimaste tracce di abusi, che pere rimuoverli debbano per forza usare il linguaggio violento ecc.Considerando ormai un dato acquisito, di parità fra un uomo e una donna ,almeno sulla carta istituzionale come forma di diritto, ma nella realtà quotidiana non viene quantificato il lavoro della donna in casa ecc. E’ un problema molto diffuso all’interno della coppia spesso in conflitto di non accettazione del ruolo della casalinga dopo una giornata di lavoro con le stesse dinamiche del maschio ecc. Si parla, si decanta la democrazia, la libertà di pensiero, ma ognuno esprime sentimenti negativi nei confronti di queste conquiste che hanno segnato un’epoca di sotto cultura dominata dall’uomo con forme di violenza inaudita . Mai come ai giorni nostri la donna ha avuto un posto importante e gravoso nella società. Non c’è lavoro cui essa non partecipi ,che essa non svolga con grande perizia e con ottimi risultati,pur non lasciando le sue più naturali occupazioni,responsabilità e funzioni nella casa e nella famiglia. Le maggiori esigenze della vita modera,il suo tenore più elevato,il costo sempre crescente di quanto necessità per vivere,hanno reso necessaria la collaborazione della donna per fornire alla famiglia il denaro necessario alla sua vita. Le studentesse,le laureate ,le impiegate, cosi come le operaie o le contadine,vanno al diuturno lavoro ,dopo aver provveduto a sistemare l’andamento della casa e dei figlioli durante le ore della loro permanenza fuori,e,al loro ritorno,ci sono i fornelli che le attendono ,la spesa,i vestiti dei ragazzi . La loro è veramente una vita su sacrifici,anche si di maggior soddisfazione di un tempo. Ci sono tanti elementi per un confronto dialettico, dare finalmente le tante risposte al problema visto i tempi di crisi e di culture non coincidenti . Buona riflessione .

  14. il 06 aprile, 2013 lorenzo.rm dice:

    Caro Cicco, grazie di essere venuto e di averci dato innumerevoli elementi di discussione e di approfondimento. No, non poaassiamo cavarcela con poche parole di circostanza e di comprensione superficiale. Il rapporto donna-uomo è fondamentale in tutte le società e circostanze e, fino a quando non si risolve, il mondo sarà come un’opera irrealizzata, come un abbozzo incompiuto. Ognuno di noi deve prenderne atto e dare il suo contrinuto, piccolo o grande che sia. Ti abbraccio.


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