Terremoto dell’Aquila
AVVISO AI LETTORI
Stiamo cercando di coinvolgere maggiormente i nostri amici a proporre loro scritti sul Blog. Ciò comporterà, se la nostra proposta avrà successo, una pubblicazione più accelerata dei vari pezzi. Invitiamo pertanto i lettori a non leggere soltanto il primo degli articoli che compaiono giornalmente, ma a proseguire nella pagina, passando a quella successiva e a quella precedente per la ricerca di scritti recenti. Vogliamo fare del Blog un nostro giornale, in questo è lo spirito del nostro avviso. Tra qualche giorno, all’inizio di ogni servizio troverete l’indice degli articoli apparsi nel corso dell’ultima settimana. Grazie della collaborazione.
La Redazione del Bosco



Ancora oggi, quando ci penso, sento un groppo alla gola ed un senso di nausea. Aggravati dalla coscienza: che si poteva e si può fare molto di più, prima e dopo.
Davanti a certi avvenimenti siamo tutti impotenti, oggi giornata del ricordo e di commemorazione. Un forte abbraccio a tutti gli Aquilani.
Abbiamo dato il nostro piccolo contributo e nel ricordare rinnoviamo ancora le nostre parole di conforto e incoraggiamento per tutti gli aquilani che stanno già facendo tantissimo con le loro forze malgrado gli aiuti siano tardivi e insufficienti.
Cari amici Aquilani: avete dato prova di grande coraggio, pazienza e fiducia nelle istituzioni che, purtroppo, non hanno risposto come avrebbero dovuto.
Ci auguriamo tutti che l’Aquila ritorni ad essere quella bella Città che molti di noi hanno conosciuto e amato.
Un abbraccio caloroso di piena solidarietà.
Il rammarico più grosso, per chi ha perso tutto, è che dopo tante tantissime promesse, nulla è stato fatto.
In questa Italia dove si sprecano le parole, fatta da ladruncoli, ladri e ladroni, chi ha perso tutto, oltre al dolore personale,si trova a fare i conti con il ….nulla…….perchè nessuno ha risposto ….
Nelle nostre case, c’è tutta la nostra vita, i sacrifici fatti, i nostri ricordi, la nostra continuità, il posto dove rientrare dopo tante fatiche, in un attimo spazzate via da un evento incontrollabile ……potrebbe capitare ad ognuno di noi, un paese civile dovrebbe rispondere a queste esigenze e in tempi celeri, ma anche le mie sono parole, purtroppo….se dovesse capitarmi nn saprei da che parte ricominciare, e ammiro la loro forza di volontà.
Per non dimenticare, certo! Ma sono quattro anni che si parla di ricostruzione e, finora, poco o niente si è fatto. Ogni tanto passa dall’Aquila un personaggio politico, un nuovo ministro, un neo-deputato, guarda e…promette!!! Poi se ne ritorna nel suo limbo, dimenticando tutto e condannando a morte, per la seconda volta dopo il terremoto, l’Aquila e i suoi abitanti.
E’ giusto ricordare tutte le vittime del terremoto dell’Aquila, ci aiuta a crederci di più ai poteri e fenomeni naturali di una certa entità ecc. Però la rabbia è tanta ,nella misura in cui una buona parte di persona potevano essere salvati ,vedi ( gli alloggi degli studenti ),appena ristrutturati . Questo è grave perchè ancora una volta gli amministratori hanno lavorato e speculato sui materiali e strutture portanti di materiale scadente per i loro bisogni d’interesse personali di ricchezza. Questo sinceramente non è giusto , e antidemocratico pensare a se stessi in una situazione di rischio e di competenze. Ancora adesso questi stabili sono lo scempio di una cultura decadente dove le spese sono a carico dei cittadini onesti che pagano le tasse complesso i poveri terremotati senza nessun beneficio. Poi la letteratura quotidiana ci racconto di assessori Regionali di tutti i partiti , che usano i nostri soldi ,per comprarsi ,addirittura i gratta e vinci, non solo le cartucce per andare a caccia e chi ne ha più ne metta , non mi pare sensato tutto ciò? Però succede senza pudore e dignità di chi ha perso una casa e i suoi sogni fatta di tanti sacrifici ecc. Bisogna dire basta a questi abusi di potere che pensano solo a se stessi, di qualsiasi colore politico, perchè non si può calpestare la dignità di tutta la gente che con il proprio lavoro, si trova distrutto sia moralmente che economicamente per gli errori degli altri .
E’ doverosa la commemorazione di questa tragedia. Siamo vicini a coloro che hanno perso tutto, affetti compresi, e sono delusi per essere stati abbandonati, dopo tante promesse. Gli aquilani hanno dimostrato compostezza, pazienza, hanno dato fiducia a chi prometteva e prometteva…, eppure stanno ancora aspettando la ricostruzione della loro città, dovuta, perchè sono cittadini italiani che ottemperano ai doveri civici, ecc.I potenti di turno dovranno dare risposte concrete ai bisogni di una comunità così dignitosa. I soldi si devono trovare. E’ tempo di abbandonare i discorsi retorici.
Dal terremoto dell’Aquila, i nostri amministratori dovrebbero perlomeno trarre insegnamento, ma aimè questa è e sarà il copione di una storia infinita. Mi sento disarmato e impotente, non riesco più ad arrabbiarmi perchè, oggi di normale in questo paese, non c’è più niente.Chi reba e specula in questo paese siamo tutti : non solo i politici.
Questa notte 309 rintocchi di campana a L’Aquila hanno ricordato le 309 vittime del terribile terremoto che quattro anni fa devastò la città capoluogo dell’Abruzzo. E’ stata una notte di veglia, preghiere e ricordi con una grande fiaccolata di memoria alla quale hanno partecipato circa 12mila persone. Un quarto anniversario caratterizzato però dalla delusione degli abitanti della città per una ricostruzione che stenta a ripartire e che ormai ha fatto perdere la speranza a molti.