Un bell’argomento di discussione proposto da Mario33.co, leggiamolo in serenità per esprimere il nostro parere, grazie.
LA MARIJUANNA LA VA IN CAMPAGNA
Questi 30 anni hanno portato il mondo a dei notevoli cambiamenti tecnologici, di costume di mentalità.
Questi cambiamenti non hanno avuto nessun riscontro di rilievo sul versante morale e sociale. Per dirla in parole povere, la società è cambiata in innovazione, in consumi, ma non è cambiata in leggi veramente progressiste, adeguate al cambiamento socio economico in atto. Anzi vi è stata una certa recrudescenza, un revisionismo legato a schemi del passato come il divorzio, l'aborto, l'omofobia. Vorrei permettermi di parlare di alcune patologie come l'alcolismo, la droga, il gioco, il tabagismo.
Mi vorrei soffermare sulle droghe, sul proibizionismo.
Pianta, semi e germogli di cannabis
Il proibizionismo alcolico in passato (anni 30 in America), ha creato una guerra di bande, di delinquenza immensa. Mi chiedo... perché una nazione democratica, progressista non deve liberare le droghe togliendo di mano interessi miliardari a mafie e vari cartelli sudamericani. L'unione Europea ha dedicato una sorta di pamphlet ai detenuti per reati di droga (dal traffico al piccolo spaccio) nel decennio 2000/2010. L’Italia risulta il primo, con la cifra record dello 0,08% del Pil (dato medio 2000÷2010), di poco sopra l’Olanda e contro una media UE dello 0,05%. Considerato che nel periodo analizzato il Pil italiano annuale viaggiava intorno ai 1500 miliardi di euro, stiamo parlando di circa 1 miliardo e 239 milioni di euro.
Spese per vitto, alloggio ed eventuale trasporto detenuti, spese per le forze dell’ordine deputate alla custodia (polizia penitenziaria), spese per il personale dell’area socio-psico-pedagogica e per i dirigenti, per i centri di recupero. L’Italia, nel solo 2010, aveva il 45,8% della popolazione carceraria in custodia cautelare, di cui quasi un terzo, - 8.627 persone – per il solo reato di spaccio e detenzione di sostanze stupefacenti. Un discorso che potrebbe scandalizzare i ben pensanti! Però... se noi leggiamo le cronache, vediamo, che come in America la pena di morte non è un deterrente valido per diminuire i casi di omicidio, possiamo affermare che una legge di liberalizzazione se approvata, eliminerebbe tutta la delinquenza che vi gravita intorno, ricevendo anche un rilevante ritorno economico per la comunità.
Pianta di marijuanna nel suo pieno sviluppo
Non è proibendo, (situazione che vale anche quando si è bambini), che si ottengo i risultati migliori. La nostra società è per molti aspetti malata, ha bisogno di educazione, di insegnamenti, di esempi positivi, per i nostri giovani. La nostra società ha bisogno di far vivere le persone soprattutto i giovani in un ambiente familiare e sociale sano. Bisogna loro insegnare cosa sono le droghe, cosa è l'alcol, il sesso, cosa è il gioco, il tabagismo. Ci vogliono campagne dei midia di sensibilizzazione. Non bisogna nascondere la testa sotto terra come gli struzzi. Bisogna fare in modo che i nostri ragazzi vivano in ambienti familiari (gioca molto l'aspetto economico), sani senza traumi, senza inibizioni, senza fobie. É un po' utopico ma... mi auguro che ci si possa arrivare. Le sigarette, il gioco, l'alcol, sono patologie che però non portano delinquenza (almeno non ad alti livelli) uno si compera le sue sigarette, la sua bottiglia d'alcol, se ne va a casa ne fa uso e tutto finisce li a livello delinquenziale, non certo a livello psicologico è qui che bisogna intervenire precocemente con la famiglia, le scuole, le politiche sociali. Una democrazia del benessere psicofisico non solo economico.
Lo Stato produrrà marijuana a uso terapeutico.
Piantine di marijuanna in vivaio
Per un paradosso della storia, a produrla sarà l’esercito italiano: verrà coltivata dallo stabilimento chimico militare di Firenze. Oggi lo stabilimento fiorentino, nato con l’obiettivo di produrre medicamenti per il mondo militare, ha esteso la sua attività anche al settore civile. E ora produrrà i farmaci derivati dalla cannabis attualmente importati dall’estero a costi elevati. Il via libera è stato dato dai ministri della Difesa e della Salute. Questa potrebbe essere una vera legge innovativa, che segue un mondo in movimento, un progresso difficile da fermare dove il legislatore deve concorre se non precorrere i tempi.
Nell'augurare a Giovanna un pronto rientro operativo nelle sue indispensabili funzioni di Responsabile del Bosco, ascoltiamo uno dei pezzi musicali da lei preferiti.
Richard Clayderman – Ballade pour Adeline
COMMENTI
il 09 luglio, 2015 lorenzo.rm dice:
Che dire, Mario? Hai ragione per certi versi: non è con il proibizionismo che si risolvono i problemi. Ma ci sono politiche di supporto e di soluzione dei problemi o c’è un semplice disinteresse che lascia ad ognuno il compito di badare a se stesso? Purtroppo, a mio parere, c’è da essere sfiduciati. Auguri, genere umano, auguri!
il 09 luglio, 2015 Nembo1 dice:
Argomento interessante che ci ha proposto Mario33-co, la marijuana la va in campagna…, io aggiungerei anche la va… sui balconi, perché molti la coltivano in casa. Vero dal dopoguerra ad oggi molte cose sono cambiate e con esse anche il modo di vivere e di pensare, si pensi ad esempio alla liberalizzazione del divorzio, della prostituzione, ed altro ancora. La liberalizzazione delle droghe che da un lato toglierebbe il fascino del proibito, dall’altro consentirebbe di controllare la qualità del prodotto e del prezzo delle varie sostanze, toglierebbe altresì una fonte di guadagno alla malavita, in realtà la faccenda non è così semplice, arriverebbe inesorabilmente il contrabbando e a quale prezzo? Con quale sostanze? Quante vite perderemmo? Certamente i criminali non diventerebbero agricoltori, operai o altro, quando un’attività illecita viene debellata o a mancare, si dedicano ad altre attività del malaffare. Allora a mio parere meglio evitare, quindi, l’accattivante idea che la liberalizzazione delle droghe dia un colpo alla malavita. Vorrei ricordare che l’esempio l’abbiamo avuto degli States molti anni fa, con la fine del proibizionismo negli USA non fu affatto la fine della “Mafia” perché come già accennato la mafia si dedico ad altre attività illecite tipo estorsioni, gioco d’azzardo, sequestri di persona, droga. In altre parole nei confronti della droga non c’è quel diffuso avallo etico e morale che sostituisce un presupposto alla liberalizzazione. In Olanda dove tutti credono che c’è la liberalizzazione di canabis e suoi derivati, non è proprio tutta verità, perché è permesso solo ai maggiorenni e il limite è di 5grammi e si acquista solo nei famosi “Caffe shop” e, da quando è stata liberalizzata il consumo è aumentato dal 19% al 22,5%. Se si va oltre le pene sono pesanti e certe. Sono e rimango dal parere che tutte le droghe fanno male intaccano il cervello e altre parti del corpo, e, che lo spinello è l’anticamera della dipendenza che porta poi al consumo di altre droghe più pesanti. Un Saluto
il 09 luglio, 2015 Giuseppe3.ca dice:
La cannabis è una pianta che ha proprietà medicinali quindi è ampiamente utilizzata dall’industria farmaceutica. Che siano le strutture dell’esercito italiano a curarne la produzione mi sembra utile sia per ridurre i costosi oneri di importazione, sia per evitare di affidare la produzione a privati che potrebbero favorire l’uso per fini poco leciti. Complimenti Mario, un articolo di grande interesse.
PASSA IL TEMPO....
Le lancette della vita ... scorrono nella perfetta sincronizzazione dei secondi....
e ad ogni movimento del tempo....nulla sara mai come prima....
E anche se non potrò vederti, parlarti, ascoltarti ....in questo presente....
Ti vedrò , ti parlerò, ti ascolterò nei secondi di tempo che ho fermato nel mio cuore.....
m.d
Che dire, Mario? Hai ragione per certi versi: non è con il proibizionismo che si risolvono i problemi. Ma ci sono politiche di supporto e di soluzione dei problemi o c’è un semplice disinteresse che lascia ad ognuno il compito di badare a se stesso? Purtroppo, a mio parere, c’è da essere sfiduciati. Auguri, genere umano, auguri!
Argomento interessante che ci ha proposto Mario33-co, la marijuana la va in campagna…, io aggiungerei anche la va… sui balconi, perché molti la coltivano in casa. Vero dal dopoguerra ad oggi molte cose sono cambiate e con esse anche il modo di vivere e di pensare, si pensi ad esempio alla liberalizzazione del divorzio, della prostituzione, ed altro ancora. La liberalizzazione delle droghe che da un lato toglierebbe il fascino del proibito, dall’altro consentirebbe di controllare la qualità del prodotto e del prezzo delle varie sostanze, toglierebbe altresì una fonte di guadagno alla malavita, in realtà la faccenda non è così semplice, arriverebbe inesorabilmente il contrabbando e a quale prezzo? Con quale sostanze? Quante vite perderemmo? Certamente i criminali non diventerebbero agricoltori, operai o altro, quando un’attività illecita viene debellata o a mancare, si dedicano ad altre attività del malaffare. Allora a mio parere meglio evitare, quindi, l’accattivante idea che la liberalizzazione delle droghe dia un colpo alla malavita. Vorrei ricordare che l’esempio l’abbiamo avuto degli States molti anni fa, con la fine del proibizionismo negli USA non fu affatto la fine della “Mafia” perché come già accennato la mafia si dedico ad altre attività illecite tipo estorsioni, gioco d’azzardo, sequestri di persona, droga. In altre parole nei confronti della droga non c’è quel diffuso avallo etico e morale che sostituisce un presupposto alla liberalizzazione. In Olanda dove tutti credono che c’è la liberalizzazione di canabis e suoi derivati, non è proprio tutta verità, perché è permesso solo ai maggiorenni e il limite è di 5grammi e si acquista solo nei famosi “Caffe shop” e, da quando è stata liberalizzata il consumo è aumentato dal 19% al 22,5%. Se si va oltre le pene sono pesanti e certe. Sono e rimango dal parere che tutte le droghe fanno male intaccano il cervello e altre parti del corpo, e, che lo spinello è l’anticamera della dipendenza che porta poi al consumo di altre droghe più pesanti. Un Saluto
La cannabis è una pianta che ha proprietà medicinali quindi è ampiamente utilizzata dall’industria farmaceutica. Che siano le strutture dell’esercito italiano a curarne la produzione mi sembra utile sia per ridurre i costosi oneri di importazione, sia per evitare di affidare la produzione a privati che potrebbero favorire l’uso per fini poco leciti. Complimenti Mario, un articolo di grande interesse.