STORIA DEI TEMPI ANDATI (epilogo)

LA DONAZIONE epilogo

   

LA DONAZIONE

La storia di Camilla

(epilogo)

Nel paesello la vita continuava nella sua monotonia, tutti i giorni uguali ma movimentati in ogni tipo di lavoro mirato sempre a recuperare qualcosa per sbarcare il lunario e  le altre esigenze della vita. Gli uomini in campagna per i vari lavori stagionali, le donne, prevalentemente casalinghe, oltre ai lavori domestici nella propria casa, si riunivano in gruppo nel giorno che si faceva il pane per tutta una settimana, in casa dell’una o dell’altra ma comunque in quelle case dotate del forno per cuocere il prezioso alimento.PANE--180x140

C’era anche il giorno dedicato al bucato per cui un giorno alla settimana si riunivano per andare al fiume per lavare i panni e i propri indumenti. Più che fiume era un ruscello dove scorreva acqua pulita, allora non contaminata da scarichi di nessun genere. Le più umili facevano questi lavori per le signore più facoltose ricevendo in cambio non denaro che ne circolava veramente poco, ma legumi, farina, formaggio, lardo, olio, salumi e quant’altro poteva servire per il sostentamento della famiglia.

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Camilla faceva i tuoi turni e due volte alla settimana si recava per i lavori nella casa di Franciscu perché questi erano gli accordi per assolvere il costo dell’affitto della casa dove abitava che era di proprietà di quest’ultimo.

Olio d'Oliva extra-vergineCome sappiamo dalle precedenti puntate, tra loro era nata una sorta di relazione affettiva, chiamiamola così, che andava avanti con tutte le cautele del caso per i possibili risvolti disastrosi qualora fosse venuta alla luce od anche che trapelasse qualche sospetto.

C’era sempre qualcosa di precario ma Camilla, nella sua lungimiranza, voleva arrivare ad una soluzione definitiva e tra una approccio e l’altro, tra una tenerezza e l’altra, finta o reale, disse a Franciscu che la cosa andava avanti ormai da troppo tempo e lei non poteva continuare così e palesò con molta decisione che avrebbe voluto la proprietà della casa dove abitava perché era un diritto che si era guadagnata e che le spettava in dipendenze della bambina che era nata dalla loro relazione clandestina. Così almeno asseriva Camilla e metteva in gioco il fatto che lui stava invecchiando e che alla sua morte, il figlio o i nipoti di lui avrebbero acquisito il diritto all’immobile e lei, ma soprattutto la figlia, sarebbero rimaste senza niente. flora-312815__340

Ci volle un po’ di tempo e tutta la martellante perseveranza della donna, ma alla fine Franciscu entrò nello stesso ordine d’idee di Camilla e si convinse che era la cosa giusta da fare ma voleva la garanzia che Camilla avrebbe continuato ad assisterlo in tutti i sensi  per quanto fosse rimasto in vita. Camilla si dichiarò d'accordo. Bisognava solo trovare il modo e la giustificazione di questo passaggio di proprietà che non era un acquisto in quanto non c’era pagamento in denaro. Per la soluzione i due decisero di recarsi nel capoluogo di provincia per interpellare un famoso notaio titolare di uno studio notarile che era diventato storico ormai perché da decenni era assicurata la continuità da padre in figlio e quasi tutti i passaggi di proprietà che avvenivano nella provincia venivano registrati in questo arcinoto studio.

Il buon notaio ascoltò le intenzioni e le motivazioni dei contraenti e suggerì che la migliore soluzione era un atto di donazione quale compenso per i lavori prestati ormai da tempo da parte di Camilla nella casa di Franciscu con la condizione che la stessa si impegnava ad assistere il vecchio finché era in vita.

Definiti gli accordi e stabilita la data per la stipula dell’atto i contraenti si recarono dal notaio accompagnati dai testimoni che avrebbero dovuto confermare con la firma la regolarità del rogito.

Al momento della deposizione della firma, Franciscu ebbe un attimo di esitazione e chiese di consultarsi privatamente con il notaio al quale domandò se nell’atto era scritto che Camilla si impegnava anche a scaldargli saltuariamente il letto come aveva fatto finora perché questo era l’accordo segreto tra lei e la donna beneficiante della donazione. plants-576585__340

Il buon notaio si fece un sorrisetto sotto i baffi e con diplomatica pazienza gli fece capire che questo non poteva essere sancito in un atto pubblico… erano accordi strettamente privati.

Franciscu capì che doveva fidarsi della parola di Camilla, si rassegnò e, alla presenza dei testimoni, appose il segno di croce come sua firma, il poveretto non sapeva né leggere, né scrivere. Seguirono la firma di Camilla, e dei testimoni, il tutto sancito dalla formula di rito sottoscritta dal notaio. L’atto era valido e sarebbe stato trascritto nell’Ufficio del Registro e al catasto immobiliare.

Nello studio notarile c’era anche Antonicu ma astante neutrale a tutta la vicenda, padrona della casa era divenuta Camilla.

Quando rientrarono al paese, nell’entrare nella loro abitazione, Camilla abbracciò Antonicu e disse: “Ora abbiamo una casa nostra, la famiglia sta crescendo e devi darti da fare per costruire un’altra stanza e un bagno con la vasca, ma ti chiedo anche un'altra cosa: con i tuoi amici potete costruirmi pure un forno che voglio cuocere il pane in casa senza andare a sempre a chiedere il favore alle vicine.

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La piccola Maria Grazia cresceva anche lei e diventava veramente una graziosa bambina dai lineamenti molto somiglianti al padre Antonicu, non ci sarebbe stato bisogno dell’esame del dna per capire che era figlia della coppia regolare. Camilla lo sapeva fin dall'inizio, quanto aveva lasciato credere a Franciscu era stato un sapiente inganno di donna. É proprio vero che le donne ne combinato di tutti i colori, ne sanno sempre una più del diavolo, povero diavolo.

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Venendo al nocciolo, si era trattato quindi di una doppia donazione ma nello scambio chi ha dato di più: Franciscu, con la cessione dell’immobile o Camilla, con la donazione di sé stessa e del suo lavoro? E il buon Antonicu, in quale situazione si è venuto a trovare: ha perso o guadagnato?

A voi la risposta, la vita continua…

 

Giuseppe__35956 A

  buona domenica  

Ed ora un pò di allegria musicale

 

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COMMENTI

  1. il 26 febbraio, 2017 lorenzo12.rm dice:

    Tutti hanno guadagnato e tutti hanno mentito. Insomma, è una vicenda tutta umana in cui il diavolo ha messo lo zampino. Ma, giustamente, la vita continua e speriamo che sia meno fasulla. Grande Giuseppe.

  2. il 26 febbraio, 2017 Giuseppe3.ca dice:

    Si Lorenzo, una vicenda tutta umana che può avvenire in ogni tempo, ieri come oggi e la vita continua, giustamente, con le sue bugie, falsità e inganni e per giustificare l’operato umano, ci salviamo dando la colpa al diavolo… povero diavolo. Ciao, Buona Domenica.

  3. il 26 febbraio, 2017 edis.maria dice:

    Naturalmente ci ha guadagnato Camilla con la sua astuzia tutta programata! Il ” fatto” è tutt’altro che nuovo! Antico, ma anche molto, molto recente!Sono al corrente di storie nuovissime, accadute in queste ultime circostanze tra vecchietti e le loro badanti con finali simili!Non intendo asserire che ciò accada spesso, ma abbastanza frequentemente ed è buona norma che i parenti sorveglino!Naturalmente intendo colf straniere, ma anche italiane!

  4. il 26 febbraio, 2017 sandra.VI dice:

    Una storia vera simpaticamente tutta umana.CAMILLA ha giocato bene le sue carte .Un colpo al cerchio,un colpo al barile ed ecco la sua ricompensa,LA SUA CASETTA ,finalmente ,definitivamente sua ,ora finito l’incubo delle scadenze delle rate d ‘affitto,si può penare a farla più bella.Complimenti GIUSEPPE bellissimo racconto di vita paesana ,un vero caleidoscopio ,col suo celare inganni ,nascondersi dietro piccole bugie ,,non essere sinceri per coprire poco piacevoli verità .In fondo tutto il mondo è paese.Bella e idonea anche la musica ,un caro saluto

  5. il 26 febbraio, 2017 Giuseppe3.ca dice:

    Concordo Edis, la storia si ripete, in tempi andati forse erano casi più rari mentre oggi il fenomeno tende ad ampliarsi anche per effetto delle badanti straniere e non. É vero che i parenti dovrebbero sorveglare soprattutto non facendo mancare l’assistenza ai loro “arzilli vecchietti”. Un caro saluto, ciao.

  6. il 26 febbraio, 2017 Giuseppe3.ca dice:

    Certo Sandra una storia di grande umanità e possiamo capire e pure perdonare Camilla per i suoi inganni: ha agito in stato di necessità e lo ha fatto non per sé stessa ma per il bene della famiglia che per lei era la cosa essenziale. Tante altre “Camilla” sono protagoniste di storie come questa ma non possiamo conoscerle tutte. Grazie per l’approvazione della musica… un caro saluto.

  7. il 26 febbraio, 2017 tonia.fi dice:

    Ho letto con trepidazione il racconto di Camilla, con l’ansia di arrivare alla fine quasi come fosse un giallo. Camilla ha mostrato tutte le sue capacità femminili e ammetto anch’io che noi donne ne sappiamo una più del diavolo, quando vogliamo ottenere qualcosa sappiamo come agire. Camilla si è dimostrata furba con i suoi inganni ma è perdonabile perché gli atti compiti in stato di miseria sono sempre perdonabili. Grazie Giuseppe, inventacene un’altra, storie come questa, mi piacciono.

  8. il 26 febbraio, 2017 Giuseppe3.ca dice:

    Grazie Antonella.. ma devo fare tutto io? Datti da fare anche te, mandaci una tua storiella, il Bosco ti aspetta e gli amici ne saranno contenti.
    Hai ammesso che, in quanto donna, anche te ne sai una più del diavolo e allora scrivi, a noi baata una piccola storia, poi il Bosco te la fiorisce e la fa bella.

  9. il 26 febbraio, 2017 gianna dice:

    GIUSEPPE3, cercavo di concentrarmi al meglio di questo bel racconto di Camilla, una donna molto astuta, sapeva con calma giocare bene le sue carte, sono anche storie correnti accadono spesso in queste circostanze tra vecchietti e le loro badanti con simili fatti come norma i suoi parenti seguono molto la situazione giustamente ci sono molte colf, straniere e anche Italiane, sono molto felice che Camilla sia la vincitrice, molto attenta a tutte le mosse che volevano fare a suo svantaggio. invece Camilla ora è la vincitrice. Bello il video e la loro canzone (Vola.Vola.Vola) Un saluto.

  10. il 26 febbraio, 2017 giuseppe3ca dice:

    Tutto vero quanto affermi Gianna, Camilla ha agito per neccessità mantenendo la volontà di salvaguardare le necessità della sua famiglia in una situazione difficile per l’epoca nella quale viveva. Il post in effetti è in favore della Donna che, in tutti i tempi, ha dovuto superare difficoltà sacrificando, a volte, anche sè stessa. Allora diciamo W Camilla e tutte le Donne di grande coraggio come lei. Grazie, per l’intervento molto interessante, ciao.

  11. il 26 febbraio, 2017 alba morsilli dice:

    Camilla sarà pure una badante, ma furba come una volpe, lei non fa niente per niente, mente al marito della bambina, si fa fare la donazione per la casa, che vuol dire scaldare il letto qualche volte ma non avere più affitto da pagare. Son sincera mi aspettavo più una cosa romantica ma questa Camilla mi è venuta un pò antipatica, sarà che io ho messo sempre l’amore davanti al denaro, mentre la protagonista è molto materiale ci sono rimasta male per il suo finale, niente c’è di romantico.

  12. il 26 febbraio, 2017 giuseppe3ca dice:

    Raccontaci tu il finale romantico che avresti voluto Alba, mi piacerebbe conoscerlo. Pensa che il titolo originario che avevo dato a questa storia era “MISERIE UMANE”, poi l’ho cambiato. Vero che la vicenda si prestava a due soluzioni: una tragica se si fosse scoperto tutto e una accomodante ed è quella adottata dalla maliziosa Camilla che mirava a tirar fuori dalla miseria la propria famiglia.
    In una situazione comunque ingarbugliata mi risulta difficile trovare una soluzione romantica. Tieni presente che la storia, sebbene abbia cercato di romanzarla e colorirla un po’, trae spunto da un fatto vero, forse di cento anni fa, e la conclusione è quella reale, raccontata, a distanza di tempo, come aneddoto, dallo stesso notaio che aveva stipulato l’atto di donazione.
    Comunque tutti gli amici attendono la conclusione suggerita dal tuo animo romantico, grazie. Un saluto di stima, ciao.

  13. il 27 febbraio, 2017 alba morsilli dice:

    Il titolo “MISERIE UMANE ” va molto bene a donne oneste e dignitose, ma Camilla è solo una grande oportumista, e anche se ho sognato un finale romantico mi resta molto difficile mettere insieme l’amore verso il marito e il denaro.
    Comunque il fesso del marito che beve tutto quello che dice Camilla è la vittima incosapevole, senza mai domandarsi come ha potuto riuscire a fare tutto ciò.
    Lui che crede che la figlia sia sua e poi la casa, perciò da un animo fingardo come quello di Camilla non si può trarre una conclusione romantica, mentre se fosse stata sincera con il marito ecco che il suo donarsi avrebbe un senso anche con il primitivo titolo del racconto “Miserie umane”

  14. il 27 febbraio, 2017 Giuseppe3.ca dice:

    Come vedi Alba, in qualsiasi modo la giri è difficile trovare una finale romantica in questa storia. Camilla è stata molto attenta a non informare il marito di come si stavano mettendo le cose perché era prevedibile la reazione e avrebbe intralciato i piani che lei aveva in mente. D’altra parte se lui accettava si rendeva complice e Camilla ha voluto evitare anche questo. Penso che Camilla si sia prestata al gioco del “vecchietto” ma non ha mai veramente tradito il marito (astuzie di donna) e questo le fa onore. Unica cosa romantica che posso dirti. Ciao…

  15. il 27 febbraio, 2017 Anna dice:

    Un pochino mi sarei aspettata una fine del genere, anche se poco condivido, ma del resto non siamo tutti uguali, fortunatamente.

  16. il 27 febbraio, 2017 giuseppe3ca dice:

    Anna tu hai pensato alla conclusione più logica e forse anche la più scontata anche se la vicenda si prestava a soluzioni diverse: una tragica se fosse stata scoperta la tresca e una soft, quella meno dolorosa per tutti come abbiamo visto. La vita continua… Grazie per il tuo intervento, sempre gradito, ciao.

  17. il 27 febbraio, 2017 sandra.VI dice:

    Io capisco il sacriicio fatto da CAMILLA, Non ha tradito il marito, sono le circostanze della vita che l’hanno portata a… dover scaldare il letto del vecchietto. Se si fosse rifiutata, come avrebbe pagato le rate d’affitto, lui poteva scacciarli subito dalla loro casetta. CAMILLA ha giocato la sua carta, ogni tanto se lo toglieva dai piedi, ma poi… ed infine ha ottenuto quello per il quale ha compiuto il sacrificio (io penso sempre che sia stato un sacrificio perchè amava suo marito) la prova è la bimba era tutta suo padre, ed ora finalmente il sogno era realtà.

  18. il 27 febbraio, 2017 giuseppe3ca dice:

    Concordo Sandra, anche io sono dalla parte di Camilla. Nell’epoca in cui si è svolta la vicenda si vivevano veramente tempi duri e Camilla, da donna intelligente quale ha dimostrato di essere, ha adottato il gioco del tira e molla, forse anche senza concedere troppo ed ha agito nell’interesse della propria famiglia. Penso che alla fine sia stata vincitrice. Grazie Sandra, vedo che la storia si è dimostrata interessante, un saluto sincero. Ciao.

  19. il 28 febbraio, 2017 Gabriella.bz dice:

    Mi è piaciuta la mini serie della storia di Camilla e, se devo essere sincera, la conclusione era quella che mi aspettavo. Penso che Camilla sia da perdonare perché ha dovuto comportarsi così per lo stato di necessità e per poter andare avanti, erano esigenze di vita altrimenti ci sarebbero state troppe preoccupazioni senza soluzione. Mi sorprende che il marito non si sia accorto di nulla, un marito vero avrebbe dovuto sospettare che qualcosa non andava per il verso giusto.
    Bravo Giuseppe, hai fatto veramente un bel lavoro.

  20. il 28 febbraio, 2017 Giuseppe3.ca dice:

    Ti ringrazio per il complimento Gabriella. Relativamente alla conclusione forse era anche scontato che andasse a finire così considerando le condizioni di vita di quei tempi per cui Camilla è perdonabile… Io sono propenso a credere che forse Camilla non ha veramente tradito il marito, con Franciscu c’era la finzione che una donna sa fare mentre con il marito aveva tutta la passione di una donna innamorata per cui Antonicu non aveva motivo di sospettare nulla.
    Per i colpevolisti aggiungo solo una cosa: d’accordo, anche solo l’intenzione, è pur sempre un tradimento ma facendo il confronto con le donne del mondo d’oggi, quelle capaci di concedersi al “Capo” per una promozione, un avanzamento in carriera e tanti altri casi simili, il “tradimento” per necessità di Camilla, è una piccola cosa, la perdoniamo magari senza assolverla.
    Ancora grazie e un caro saluto, ciao.


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