IL RICHIAMO DELLA MONTAGNA di Gabriella.bz
Scritto da Giuseppe il 14 Luglio 2018 | 17 commenti- commenta anche tu!
LE PRIME USCITE
Questa mattina io con un gruppo di amici siamo partiti per salire su una montagna delle Dolomiti. Avevamo deciso di rimanerci tre giorni al massimo, infatti al rifugio avevamo prenotato solo per quei pochi giorni. Con noi viaggiavano gli zaini e l’allegria che accompagna solitamente i montanari, se non devono camminare. Se si deve camminare prevale il silenzio. Le forze, lo zaino per le provviste e l’acqua in particolare, sono le nostre virtù, assieme ad un bastone ed un berretto in testa.
Dopo quasi due ore in auto siamo arrivati al punto base. Io conoscevo il posto ma dopo tanti anni erano cambiati i gestori del rifugio, gli ho trovati giovani e gentili ed il tempo era meraviglioso. Subito i miei compagni decidono per una scampagnata, io preferisco rimanere, il mio infortunio non mi lascia camminare tanto, preferisco fare due passi da sola.
Uscendo trovo dopo pochi passi tanti fiori che noi non troviamo più sulle nostre montagne, ormai sono spariti, poi in alto vedo la croce, come la ricordavo, mi sembra ieri che andavo su, ora non posso certamente andarci, la malinconia di non riuscire ancora a camminare, non per la città, ma per i miei adorati monti mi stringe il cuore.
Mi siedo e penso a tanti anni fa, ma un bel cane lupo non mi lascia pensare, si mette vicino e si lascia accarezzare, allora parlo con lui, mi posa la sua testa sulla mia spalla, poi le dico; ora andiamo a casa, passo, passo mi accompagna al rifugio quando entro lui rimane fuori.
Io mi siedo ad un tavolino per attendere gli amici. Da qui posso vedere la Val d’Adige con i suoi vigneti. Mentre ammiravo la natura nella sua bellezza, sento il cane nuovamente vicino a me. Da adulta non ricordo un solo cane che si sia avvicinato tanto per farsi accarezzare. Non conosco molto i cani, ricordo solo quelli della nonna, sempre rigorosamente dei cani lupo. Di quelli quanti ricordi festosi e quante corse tra noi cuginetti ed i due cani. Ricordi gioiosi, fatti di poco o niente ma lieti anche per la loro semplicità. Mentre pensavo ai due vecchi cani sentivo questo che mi teneva compagnia come fosse un vero amico. Penso che tutti gli animali, ma il cane in particolare, abbiano una sensibilità superiore a quella umana. Infatti questo sembrava avesse capito che ero sola e mi stava vicino per tenermi compagnia.
Dopo qualche tempo son ritornati gli amici, allegri, affamati e stanchi. Siamo andati tutti a fare toeletta, per scendere a cena, mi volevano amareggiare raccontandomi dove erano andati, ma gli ho prevenuti dicendo loro che conoscevo benissimo quei luoghi e la montagna, invece mi era nuovo il cane che mi ha fatto da camerata più di loro. Finito di mangiare siamo usciti a bere chi il caffè, chi un digestivo e guardando la croce che si vedeva il alto, mi chiedono; ci sei stata? Si ci sono stata ma pagherei per poter ritornare lassù. Andate voi, forse non tutti arriverete, ma sarà un piacere enorme arrivarci, ricordo il cuore come batteva mentre toccavo la croce, la soddisfazione ti faceva piangere. Non importa se poi la discesa è dura da farsi, ma nel cuore hai la gioia d’essere arrivata là in alto, ti sembra d’essere in Paradiso.
Perciò amici voi andate, io ho trovato un amico a quattro zampe e andrò a girare sul piano con lui. Un po’ alla volta ridendo e chiacchierando siamo andati a dormire, ma io pensavo alla croce, piano piano mentre ero ancora vestita sono uscita per vederla di notte, era bellissima proprio come la ricordavo, ed il monte sembrava che mi chiamasse. Ciao montagna, ciao croce vi saluto in silenzio come mi hanno sempre insegnato.
UN SALUTO A TUTTI GLI AMICI







