NATALE: LEGGENDE, POESIE, RACCONTI, LETTERE, AUGURI
Scritto da Giuseppe il 22 Dicembre 2018 | 15 commenti- commenta anche tu!

LA LEGGENDA DEL VISCHIO
Era la notte di Natale ed un mercante vecchio senza famiglia ma ingordo di denaro, non riusciva a dormire. Si alzò e vide tanta gente che si incamminava per una strada, qualche persona lo salutò gentilmente trattandolo da fratello, ma lui si chiedeva, dove andava tutta quella gente e perché lo salutavano tanto gentilmente, quando lui aveva sempre cercato di far pagare più di quel che costava la sua roba solo per il bisogno di essere avaro. Continuò a camminare finché tutti si fermarono ad una grotta. Tutta la gente si inginocchiò e porse un dono, solo lui era senza un piccolo presente. Si appoggiò alla grotta e pianse tutta la notte chiedendo perdono, al mattino seguente da quelle lacrime era nata la pianta di vischio.
La leggenda vuole che baciarsi sotto il vischio porti fortuna e allora scambiamoci un abbraccio e un piccolo bacio per augurarci tutti insieme

Aggiungo una semplicissima poesia di Natale, quella classica che i bambini imparavano a memoria e che recitavano dopo il pranzo di Natale, rigorosamente in piedi sulla sedia!...
POESIA di NATALE
Zitti tutti, fermi e attenti
posso dir 4 parole?
A voi tutti, qui presenti
il mio cuore gridar vuole
il mio affetto e l’allegria
“Gesù è nato! Osanna! Osanna!
Benedetta sempre sia
la sua misera capanna!”
Se ci lega un po’ d’amore
non occorrono ricchezze.
Se speranza e fede ha ilcuore
non esistono tristezze!
Il mio augurio val per cento:
la salute e un buon panino,
gioia e amor per condimento…
e il sorriso del Bambino!
La letterina di Babbo Natale
Vicino al circolo polare artico, tra meravigliose aurore boreali esiste la casa di Babbo Natale, che seduto sulla grande poltrona di legno coperta da pelliccia, sta ancora sfogliando milioni e milioni di letterine ricevute da tutti i bambini del mondo, davanti a lui seduto per terra con le gambe incrociate e la testa tra le mani nel suo completino verde c'è il folletto Busky Evergreen suo assistente. "Che cosa c'è che non va mio fedele folletto? " "Ho saputo una cosa che mi rattrista molto, anzi mi ha sconvolto" "Quale?" Aggiunse preoccupato Babbo Natale. "Dicono che sulla terra ogni giorno muoiono di fame venticinquemila bambini". Il vecchio saltò dalla sedia lasciando che gli occhiali cadessero sul pavimento."Ma è una cosa tremenda! Pensi che i bambini che hanno scritto queste letterine lo sappiano?" "Non so, spero di no, forse neppure i loro genitori lo sanno" Babbo Natale scosse il capo e si mise a gironzolare avanti e indietro nella grande sala con le mani dietro la schiena. Poi d'improvviso prese una decisione e rivolgendosi a Buski disse" Dammi una delle mie lettere magiche, la invierò a tutti i bambini che mi hanno scritto". Il folletto non se lo fece ripetere due volte e portò il foglietto luminoso e la penna all'inchiostro di stelle. Babbo Natale si sedette al grande tavolo, stette con la penna a mezz'aria per qualche secondo poi scrisse:
"Cari bambini ho saputo che tanti vostri coetanei moriranno anche nella notte santa perché non hanno nulla da mangiare, vi chiedo un piccolo sacrificio, vi porterò giocattoli meno costosi e la differenza la trasformerò in cibo da dare ai bambini poveri. Lo so che mi approverete, un abbraccio”
Babbo Natale
Prese dal tavolo la scatola della polverina magica, la versò sul foglio e d'incanto la lettera si moltiplicò milioni di volte e come una caduta di stelle si propagò sulla terra. A Babbo Natale cadde una lacrima che scintillò nella notte.


