Scritto da Giuseppe il 20 Aprile 2024 |
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VERGINITÀ
Storia di un piccolo fiore
Il sole ancora non è sorto
e tu sei lì che aspetti.
Un’aura di vento freddo
fa oscillare il tuo esile stelo,
i tuoi petali son chiusi
per proteggersi dal gelo.

Il sole sorge,
il primo raggio arriva e t’accarezza
tu senti il suo tepore e t’abbandoni
le tue palpebre
s’aprono al nuovo giorno,
tu vuoi capire il mondo,
ed emani nell’aria il tuo profumo.

Oh, esile fiorellino, tu non sai.
Un’ape avida, per gli interessi suoi,
va a cogliere il tuo nettare
che tu, benevolmente dai,
poi va via e non la vedrai più mai.

Povero fiore hai fatto la tua parte,
la giornata è finita
e ti ha messo in disparte,
il tuo stelo si china lentamente,
all’altra gente, del tuo soffrir
non gliene tange niente.

Per l’ape,
indifferente alla tua pena
domani ci sarà
un altro fiore e un'altra cena.


Giuseppe, attraverso un poetico ed evocativo racconto, leggendolo ci fa capire qualcosa, ovvero se guardiamo un fiore e cerchiamo in lui tutte le qualità anche se è fragile,esso ci rivelerà un mondo, un mondo piccolo e nascosto che si scopre solo se si vuole guardare fino in fondo come tutte le cose. Un saluto
Poesia chiama Poesia! Molto vero quanto dici Nembo, la nostra generazione ha il pregio di non fermarsi alle superficialità, ma guarda nel profondo per capire l’essenza e l’importanza anche delle piccole cose.
Grazie! Buona Domenica.
Una poesia molto bella Giuseppe, dove trovi la violenza anche nella natura. Un saluto ciao
bello il tuo post Giuseppe- dalle piccole cose nascono le grandi cose – che come tutto- nascono, crescono e se ne vanno lasciando qualcosa dentro: la dolcezza
Certamente Gabriella, anche nella dolcezza c’è una piccola violenza, lo sfiorarsi delle labbra in un bacio, anche questa è una piccola violenza… ma proprio da questi piccoli gesti di dolce violenza nasce l’amore e cresce la vita. Grazie per il gentile intervento, il Bosco si alimenta con i nostri piccoli tasselli quotidiani. Ricambio il saluto, ciao.
Ti ringrazio Carlina, in tutte le cose il ciclo della vita è un susseguirsi di piccoli atti svolti a fin di bene, l’ape succhia il nettare del fiore e nello stesso tempo compie l’impollinazione che consente al fiore di creare il frutto. Per tutti la vita è un continuo do ut des.
Un caro saluto.
Bellissimo e struggente questo tuo poema. Bellissima la morale, ci fa capire quanta indifferenza vi è a questo mondo, prima ti adoperano e poi ti lasciano incuranti del tuo dolore