Discutiamone Riflettendo …Malattia e amore !!
Scritto da Scoiattolina il 24 Febbraio 2011 | 26 commenti- commenta anche tu!
Malattia e amore
Nel Venerdì di Repubblica del 2 luglio 2010 alle pagine 124-125, nella Rubrica “Questionì di cuore” a cura di Natalia Aspesi , c’è una bella lettera di una lettrice e la risposta della Aspesi che voglio far conoscere agli amici di Eldy per spingerli possibilmente ad una discussione.
Scrive la lettrice, che si firma Alice’76:
“Trentaquattro anni, una famiglia unita, benestante, un lavoro gratificante dopo anni di studio, viaggi, un matrimonio da favola con il ragazzo della mia vita, compagno di indimenticabili giorni. Poi il dramma: a soli due mesi dal matrimonio una diagnosi di tumore e il mondo ci crolla addosso. Ora sono due lunghissimi anni che combattiamo e la nostra vita è fatta solo di visite mediche e consulti con prognosi sempre più sconfortanti.
Non ci sono natali, estati, giornate di pioggia o di sole che non siano accompagnati dalla sofferenza, dalla difficoltà di accettare, così giovani, un destino tanto avverso. Mi sento sola nel mio dolore di giovane moglie, sola in mezzo ad amiche che parlano dei loro figli, sola in mezzo ai colleghi che discutono di vacanze, sola in mezzo a una famiglia che, per quanto mi sia vicina, è comunque distante dalla quotidianità del mio dolore. L’immenso amore per lui mi fa promettere ogni giorno di più che gli starò accanto sino alla fine dei suoi giorni, anche se a volte il desiderio più profondo sarebbe quello di scappare e privare me stessa dell’insopportabile dolore di vedere il suo corpo di 35 anni devastato da cure interminabili.
Mi conforta pensare che se non accadrà il miracolo della sua guarigione, la vita saprà comunque ricompensarmi. Per ora mi sollevo guardando i suoi occhi pieni di coraggio e di una straordinaria voglia di vivere e mi rincuoro con le mie piccole gioie: i sorrisi del mio nipotino, gli abbracci insostituibili della mia migliore amica, l’affetto incondizionato del mio inseparabile cane”.
Questa, la lettera di Alice ’76.
E questa è la risposta di Natalia Aspesi: “Io non so dare parole di conforto, e inoltre al conforto anche sincero degli altri io non credo molto, perché, proprio come lei sa dire con tanta verità, il dolore lascia soli, lo si vive in totale solitudine, anche quando parenti davvero affettuosi, amiche davvero desolate, vorrebbero condividere, aiutare, lenire. Un dolore come il suo chiude in una prigione da cui giustamente si vorrebbe evadere, ma non si può: e l’unica persona con cui può condividerlo è proprio chi con il suo male glielo procura. Ed è proprio questa persona, quest‘uomo così giovane e così sofferente, l’uomo con cui è stata tanto felice per un periodo troppo breve della vostra vita, il solo che alla fine sa consolarla, farla sentire viva, proprio per quel coraggio che ha e che le comunica, quella voglia di vivere che lo sostiene e che la sostiene. Io non so se esistano i miracoli, ma so che la vita riserva sempre sorprese, e gioie, e che sperare insieme che la malattia arretri e vi consenta un futuro, sia possibile e vi aiuti a continuare ad amarvi”. Natalia Aspesi
Per me è uno scambio di lettere che ha del miracoloso in un mondo così pieno di problemi che fa finta di non averne, in un mondo di distratti che non avrebbe alcuna ragione di distrarsi. Discutiamone riflettendo, se vi va. Grazie.





Cari amici, è un quadro, questo di cui vi parliamo, che ci fa tornare, e rimanere, con i piedi ben fissi in terra, un quadro di profonda umanità.In cui una “coppia” rimane tale, si potrebbe dire, oltre la vita. Malattia, amore e vita/morte, intitolerei questa storia, nel senso che l’esito, purtroppo, è aperto a due possibilità. Speriamo.
Devo dire la verità: la sofferenza di chi ama e sta vicino ad un ammalato grave, mi mette sempre un pò di angoscia.Per quanto possa essere empatica so perfettamente che non conosco quel dolore,perciò nn riesco ad aiutare chi soffre.Questo mi provoca dei sensi di colpa e sinceramewnte mi dispiace, non riesco proprio… Se posso, aiuto sbrigando pratiche e altro , ma quel dolore non riesco ad alleviarlo…
E non puoi, Lieve. E’ proprio questo il senso dello scambio di lettere e la Aspesi coglie perfettamente il senso del dramma che quella coppia sta vivendo; insieme hanno vissuto la felicità ed insieme vivono il dolore. Insieme lo supereranno, nella vita e nella morte.
Due lettere meravigliose, così piene di speranza e voglia di vivere, nonostante tutto.
Una storia di sofferenza, di solitudine ma di grande amore.
Grazie Lorenzo di avercela proposta.
Ammiriamo Alice76 per la sua grande dedizione ispirata dall’amore sincero, profondo, puro e incancellabile per la persona che aveva scelto come compagno per la vita con tante aspettative di felicità e di gioia. Di fronte alla malattia e al dolore, Alice ci dà una grande lezione: non perde la speranza e intanto cerca di cogliere anche dalle piccole cose quegli attimi di gioia che possono darle forza a continuare e che non la fanno sentire completamente sola.
Un invito a riflettere a quelle persone che dichiarano di sentirsi “sole” per piccoli screzi o cose molto meno importanti.
un invito a riflettere per quelli ke si sentono sempre giovani + intelligenti meglio degli altri snobbano insultanoo il prossimo con gratuità……………e non san manko dialoga’ proprio per la mancanza di vera materia grigia e coscienza………..
Convengo con te, Giovanna. Le due lettere sono meravigliose e coinvolgenti, ci fanno capire che l’umanità, pur essendo costantemente sul ciglio di un burrone, può ancora salvarsi. E’ d’obbligo un augurio forte alla coppia che si trova a vivere questo incredibile dramma.
Giuseppe, grazie. Sono proprio situazioni gravi come queste che ci fanno ridimensionare i problemi piccoli dai quali spesso ci facciamo trascinare arrabbiandoci e menando fendenti a destra e manca. Ti abbraccio.
Lieta, grazie. Il cervello scisso dal cuore è niente. A volte, peraltro, non c’è nemmeno il cervello in persone che dichiarano di averlo.
ecco queste sono le vere donne italiane non quelle descritte dai giornali ,c,è tanta sofferenza , ma anche tanto amore
Quando si vive una situazione come quella della nostra amica Alice 76, non è facile stare accanto ad una persona che soffre di una malattia grave, occorre affrontarla con sufficiente serenità, solo la stima, i ricordi, l’amore ti può dare quella forza, insomma un miscuglio di sentimenti veri e puri. Il rischio è quando questi sentimenti vengono meno, si affievoliscono, allora anche quella forza ti abbandona fino a venir meno a questa attrazione.
Scusate, Marisa ed Angelo, rispondo a tutti e due. Quanto alla bellezza, dolcezza, sensibilità, spirito di sacrificio delle donne, chi di noi non ne è cosciente? Ho sempre ritenuto che, senza le donne, il mondo si fermerebbe, il sorriso stesso si occulterebbe e la vita sarebbe colma di infelicità. Come uomini, che indegnamente, spesso e volentieri, godiamo del loro attaccamento, della loro simpatia, dobbiamo esser loro grati per la vita. Certo, ci vuole l’amore, e quando non c’è in situazioni così gravi come quella che abbiamo raccontato, non c’è niente da fare: rimane in questo caso l’orribile situazione di chi soffre e si considera condannato. Vorrei fare una parentesi finale. Il modo in cui ci rapportiamo, come eldyani, di fronte agli argomenti che proponiamo, ci conferma, mi conferma, sulla giustezza del metodo usato: posizione di un problema in termini “aperti”, che consenta un dialogo vero, e non presentazione di una tesi “chiusa”, sulla quale si può esprimere solo un sì o un no. Grazie, amici, di averlo compreso.
Sno situazioni gravissime che non dovrebbero esistere, la sofferenza è atroce, ti logora giorno per giorno anche se hai la forza di continuare , niente nella vita va temuto, dell’essere solo compreso con tanto amore.
Quando quel giorno davanti all’altare e davanti a Dio ci scambiamo la promessa “…prometto di esserti fedele sempre, nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia e di amarti e onorarti tutti i giorni della mia vita” travolti dalla felicità, dalle emozioni e dalla convinzione che nulla e nessuno potrà mai separarci, anche
se consapevoli di quanto stiamo pronunciamo, quella frase
“nella salute e nella malattia” ci appare improbabile o quanto meno molto lontana nel tempo.
Il destino avverso invece quando ci sorprende alle spalle, non fa distinzioni di sorta: età, estrazione sociale, ricco
o povero, buono o cattivo… e ci presenta il conto.
Il percorso di dolore straziante è uguale per tutti, non ci sono sconti per nessuno.
Oggi le cure mediche intensive consentono una sopravvivenza anche pluriennale a persone gravemente malate, ma non per questo meno lucide e consapevoli del loro destino.
Ma per quanto efficaci siano le strategie di elusione sulla gravità della malattia, di gestione dell’angoscia e della paura, i sistemi difensivi in gioco richiedono di essere costantemente riaffermati e difesi, proprio perché la dubitabilità di ogni singola consolazione si impone come inevitabile. E allora, quale altra parola se non “Amore” può esprimere appieno la dedizione, il sostegno e le cure della persona che si ha accanto?
Con le sue parole Alice, ci pone di fronte alla assoluta straordinarietà di tutte quelle donne – madri, compagne, mogli e figlie – che come lei, ogni giorno e ora dopo ora, vivono con sacrificio e senza mai smettere di sperare, la disabilità, la malattia o l’attesa del compiersi di un calvario, della persona amata. E sono davvero tante.
DONNE così non hanno bisogno di scendere in piazza per affermare sè stesse, hanno una marcia in più…l’Amore e dignità da vendere.
La sofferenza e’ atroce,e tu continui a sorridere con la morte nel cuore perche’ sai che solo il tuo amore gli puo’ dare un po sollievo,lo vedi morire poco a poco non puoi fare niente,niente
non so cosa dire,leggo è piango,so solo che per il mio amore sono disposta a mettermi il mondo sulle spalle.Sono sposata da 40 anni e l’amore e il rispetto che porto a mio marito non si è minimamente scalfito.Proprio in questi giorni abbiamo affrontato una prova terribile,ma la supereremo insieme,come abbiamo sempre fatto,mano nella mano
,ci saranno giorni ancora felici ,altri un po meno,ma non fa nulla,li affronteremo,ma sempre insieme.Non voglio peccare di superiorita’,ma anche se non giovane come alice mi sento come lei,e come alice e me ci sono molte donne cosi’
Chi ci è passato su questa strada difficile, che stai percorrendo Alice, sa che non tutto si conprende in quel turbinio di sentimenti che si provano in quei giorni dolorosi, ma tienili stretti alice saranno solo un ricordo se la sorte sarà con voi. Nel caso avverso saranno un aiuto per te ricordando ogni sfumatura di quel grande dolore ma ti accompagneranno verso un futuro certamente diverso ma ancora da vivere . io incrocio le dita per te si forte e coraggiosa la fortuna puo essere dalla tua parte un abbraccio sincero robbi
Quanti bei riscontri, amici. State davvero mostrando il meglio delle vostre anime. Non posso che ringraziarvi, anche perché avete affrontato il problema da diversi angoli visuali. Grazie, Nembo, secco e sintetico quando affermi l’essenzialità dell’amore in situazioni del genere. Grazie, Carlotta, per il tuo richiamo ai doveri dell’unione consacrata nel matrimonio. Grazie, Sandra, che ci mostri nitidamente la visione di un sorriso pur avendo la morte nel cuore. Grazie, Nadia: ti formulo i più affettuosi auguri per le difficoltà attuali, che saranno certamente superate, da parte tua e di tuo marito. E a Robbi che dire? Per il suo parallelo Fra sentimenti con un decorso positivo o negativo? Tutto vero e intelligente. Rilevo che sono in gran parte amiche quelle che hanno commentato. Ce ne possiamo dimenticare?
Carissima Nadia, quello che conta è che tuo marito, così come il marito di Alice, sentano di avere accanto la loro donna ad aiutarli e sostenerli in ogni momento, di poter condividere la paura ed il dolore fisico, senza doversi nascondere. Ci saranno momenti duri e difficili da superare ma voi sarete lì al loro fianco e li supererete insieme.
I momenti felici li vivrete in maniera diversa e saprete godere delle piccole cose, di quegli attimi così intensi e solo vostri perchè saranno il coraggio, la speranza e l’Amore a guidarvi.
Questo è solo un blog, ma mi piace pensare che le parole di tutti, in qualche modo arrivino a farvi sentire un pò meno sole.
Scusami Carlotta, non ti ho salutato ma non ti avevo visto.
Nadia, le tue parole verso la vostra comprensione, amore e stima reciproca sono bellissime: ne sono sinceramente commossa.
Sono sicura che i momenti bui e la tua grande sensibilità lasceranno il campo ad un’unione ancora più forte.
Intanto ti abbraccio e spero di sentirti presto.
Chi compie delle nobili opere nella vita,riceve il premio della gloria.Il suo nome gode fama tra gli uomini;la sua vita viene citata come esempio di bontà e di valore;le sue opere vengono tramandate ai posteri.Egli cosi,nella notorietà e nella gloria che coronano le sue azioni,riceve la ricompensa opportuna.Ma al di sopra del premio dati dalla società,c’è un altro sentimentopiù puro:la soddisfaszione intima e profonda d’avere compiuta una buona opera,in favore del prossimo,della società ecc.Chi ha fatto della sua vita un apostiolato,e può avere la coscienza di avere messo in opera le sue forze,intellettive e matariali i favore della scienza,dell’arte,aiutando gli infelici,rendendosi benemerito dell’umanità,chiudendosi nel silenzio del suo intimo,può avere la gioia di non avere sciupato invano le sue energie,di non avere trascurato i mezzi che la natura gli ha concesso .Questa gioia intima che viene dalla sicurezza d’aver mobilmente ompiegato la propria esistenza,è il più dolce premio,dopo le fatiche compiute.Esse hanno anche la prerogativa preziosissima d’essere il solo mezzo per il quale possiamo sopravvivere a noi stessi:l’uomo comune,l’uomo che non s’innalza sulla nedia degli altri.Di solito nel condividere ,con le persone meno fortunate di noi,ci aiuta a crescere,sensazioni forti che si manifestano in una gioia di esistere con semplici gesti che per loro sono significative per ritrovare una dimensione di persone normale con tante emozioni .
Grazie, Cicco, per le tue belle espressioni, che postulano sentimenti ed intendimenti profondi. Qualcuno dice che è proprio nel dolore che il genere umano manifesta quel minimo o massimo di umanità che possiede. Ed è vero. Ti abbraccio.
Ho letto delle bellissine,profonde riflessioni sul dolore, soprattutto sull’amore.
Credo che amore significhi condividere tutto, a maggior ragione nel momento delle prove, è naturale porsi all’unisono di fronte ad esse. Ecco che si delinea il senso del sacrificio totale, che tuttavia nel vissuto intimo non viene considerato se non un dono senza soluzione di continuità: si dona attraverso la presenza costante,il sorriso, l’incoraggiamento, il dolore e le lacrime condivisi.Nel donarsi si ha l’occasione per riflessioni profonde: cosa è mai la felicità se non assaporare l’istante, le piccole cose di ogni giorno? Quando il tempo della vita si fa limitato, io credo che ogni ora, ogni giornata trascorsa insiene anche nella sofferenza,assumano una valenza straordinaria perchè si sa di non essere soli, ma insieme, inseparabili e si percepisce che il legame trascenderà l’esistenza stessa.
Chi rimane dovrà metabolizzare il grande dolore, ma avrà conquistato una ricchezza interiore che si tradurrà in forza per affrontare battaglie future. L’amore donato continua a seminare in noi la gioia di essere stati capaci di non risparmiarsi.
Silvana, le tue espressioni mi hanno conquistato. E’ proprio vero tutto quello che scrivi, vero, bello, santo. Io ho conosciuto persone che nel dolore non si sono lasciate andare ma, al contrario, si sono migliorate fino a vette incredibili. Grazie, grazie.
Lorenso, grazie per la condivisione!!!