Cosa sono …IED?

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Salve amici, oggi nembo ci parla di ordigni esplosivi ,

che purtroppo vengono usati dai soldati  in Afghanistan per fermare le forze di pace .

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soldati-di-pace

IED ( ORDIGNI ESPLOSIVI ) Cari amici Eldyani del bosco, ancora una volta ci troviamo a dover pagare la vita di un militare in Afghanistan per un ordigno denominato IED -  improvised ied_drive_2_400xexplosive device - ovvero ordigno improvvisato, che non  lascia scampo: vi voglio dire di cosa si tratta. Sono ordigni realizzati in modo artigianale ma molto potenti. Gli stessi sono impiegati in tattiche di guerriglia ma possono contenere anche componenti idonei  alla guerra chimica, nucleare, o batteriologica. Nel nostro caso, e come succede quasi sempre verso i nostri mezzi militari e contro la forza ISEF, questi ordigni vengono assemblati in modo artigianale con mine, proiettili di artiglieria, materiali detonanti, chiodi, bulloni, pezzi di ferro ecc..., assemblati e uniti tra loro in modo spartano, ai quali viene applicato un detonatore, generalmente  radiocomandato, spesso però attivabile anche tramite un semplice cellulare, o se si passa sopra, nel nostro caso e in altri casi, questi ordigni vengono posizionati lungo le strade e piste battute  giornalmente dei nostri mezzi militari nascosti sotto la sabbia e non visibili, o anche mimetizzati dentro delle   pietre con un’incavo. Devo dire 061115-N-9671T-069che soltanto i cani possono trovare questi ordigni, ma è un’impresa difficilissima percorrere un tragitto a passo d’uomo per kilometri e kilometri, altresì sarebbero molto più esposti al tiro di cecchinini. I talebani sanno anche questo e hanno trovato un altro metodo mettendo ordigni nelle carcasse di animali in decomposizione, eludendo così l’olfatto dei cani ( questo in edifici ). Questi talebani sono un minestrone di predoni, tutta gente di Al Queda, non sono guerriglieri, questi codardi difficilmente cercano il combattimento con le forze regolari governative o contro militari dell’ISAF, poiché sanno che per loro sarebbe una morte certa, perciò usano questi metodi infami. In Irak il 40% delle morti fra i soldati della coalizione sono dovute a questo tipo di ordigni; nel 2009 solo nel mese di aprile  ne esplosero  più di 1000.  Si fanno critiche sui nostri mezzi non idonei,  a volte si ha ragione di credere a queste opinioni, siano veritiere.  Non voglio  entrare nel merito, ma esprimo solo  un parere: un blindato denominato “lince”, in dotazione al nostro esercito in Irak, pesa circa 7,5 tonellate a seconda della configurazione ( armi in dotazione ecc.), il mezzo deve essere veloce e muoversi in terreni molto difficili, lo stesso supporta con sicurezza mine, proiettili di calibro 12,7 mm, ma è vulnerabile a questo tipo di ordigno, tant'è che questi talebani, usano questi ordigni contro di noi, anche negli anni precedenti hanno fatto sempre prove contro i nostri mezzi fino a quando hanno trovatoied-iraq_500lbs-bomb_2004120107a_hr la composizione  giusta per distruggere anche i blindati, qualcuno di voi potrebbe dire: perché non rafforzare la blindatura…comunque sia, il mezzo sarebbe comunque vulnerabile. Per es. un ordigno sparato da un bazooka, calibro 90 mm, può perforare quasi mezzo metro di cemento armato o 30-40 cm d’acciaio. Ve  lo immaginate un veicolo con una blindatura d’acciaio spessa 30 cm? Il mezzo sarebbe troppo pesante per muoversi e  per manovrarlo in sicurezza. Nel caso dell’ultimo militare deceduto, caporale maggiore Gaetano Tuccillo, non si trattava di un lince ma  di un APS ( autocarro pesante adibito a logistica e trasporto adatto  a terreni insidiosi e difficili).  Attualmente noi Italiani, come militari  presenti in Afghanistan con la missione denominata ISAF ( International security assistence force), siamo presenti con circa 4.200 uomini posta sotto il comando Nato. in aiuto e cooperazione per la pace in terra straniera. A breve inizieranno i primi rientri. Una curiosità: la NATO – alleanza politica militare- (famoso patto atlantico per temuta invasione sovietica), è stata costituita a Washington il 4 Aprile 1949. Attualmente ne fanno parte 26 nazioni, di cui 21 sono della U.E. Le lacrime si asciugano inseguendo un sogno, speriamo che  sia pace veramente, che questa tragedia dei nostri militari sia l’ultima in assoluto, onore a tutti i ragazzi deceduti di tutte le nazioni in terra lontana...Nembo

IED 2

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COMMENTI

  1. il 21 luglio, 2011 Lorenzo.rm dice:

    Grazie, Fiorenzo-Nembo, delle importanti informazioni. Tutti noi, con lui, speriamo che pace sia subito.

  2. il 21 luglio, 2011 Giuseppe3.CA dice:

    Grazie Nembo per ciò che hai esaurientemente descritto: è bene che molti sappiano il contesto nel quale operano i nostri militari in missione all’estero. Il mandato politico ha come obiettivo il raggiungimento della pace in quei paesi perennemente tormentati da guerre e guerriglie fraticide e noi speriamo che la pace venga raggiunta quanto prima possibile e che sia pace duratura.

  3. il 21 luglio, 2011 carlotta dice:

    Grazie Nembo, la tua competenza in materia è assoluta.
    Sono pienamente d’accordo sul fatto che tutti noi dovremmo sapere e soprattutto capire in che inferno operano i nostri ragazzi… prima di “storcere la bocca” ogni volta che si rende onore a un militare caduto…
    E noi continueremo a farlo!

  4. il 21 luglio, 2011 NEMBO dice:

    Vero, speriamo che la pace arrivi presto a questo popolo sottomesso alla violenza da anni,la situazione sul campo, gli equilibri geopolitici nonchè gli obiettivi geostrategici, in Afghanistan in questi ultimi mesi sono molto cambiati -vedasi addestramento al personale della forza di sicurezza locale anche femminile Afghano,responsabilità delle zone ai politici locali,implementare le strutture sanitarie, ristrutturazione complessi scolastici-Dal 2012 dovremmo lentamente decrescere il numero dei nostri militari impegnati in Afghanistan e,se i risultati ci saranno, nel 2014 possiamo definitivamente tornare a casa, il nostro impegno è andare avanti in questa fase di transizione con maggiore sforzo che tutti quanti stiamo facendo per raggiungere l’obiettivo fissato ovvero la pace.

  5. il 21 luglio, 2011 ANGELOM dice:

    Nembo ci ha fatto una descrizione particolareggiata dei mezzi offensivi usati dalle nostre forze militari, specialmente con le nuove tecnologie, sono ancora più devastanti. Ci auguriamo che la pace arrivi prima che sia possibile.

  6. il 22 luglio, 2011 lieve dice:

    Grazie nembo!
    Speriamo che l’addestramento ai soldati afgani basti affinchè possano arrangiarsi e raggiungere così una pace duratura. Spero solo che,quando le forze della nato si ritireranno, la gente di Al Queda, non venga sparpagliata in giro per i nostri territori…
    Penso che debbano essere tenuti a bada,sti pazzi predoni…
    saranno anche sbandati , ma molto molto pericolosi…. e tanti , direi…


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