Scritto da giovanna3rm il 13 Novembre 2012 |
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E’ un articolo di Davide Giacalone pervenutomi con la news letter del Legno storto di sabato 29 settembre 2012.
Leggiamolo insieme se vi va e ragioniamoci su.
Ecco l’articolo.
“Quel che meno di un anno fa destava grande allarme, frammisto a terrore, ora lo si vive come normale. Il grande pubblico s’è stancato degli allarmi sullo spread, mentre l’urgenza di un tempo s’è trasformata in attesa di un inesistente Godot dei mercati. Ogni tanto si racconta la favola del lieto fine, della trovata che tutto placa e risolve, ma poi le cose tornano al punto di prima. E ci tornano per una ragione semplice: quel che si fa, quando lo si fa, serve solo a guadagnare tempo, non a risolvere il problema. Salvo che guadagnando tempo si perde denaro. Noi proviamo a dirlo quando tutti sorridono ebeti, sicché c’incaponiamo a ripeterlo non appena prende piede un’ingiustificata delusione.
Aspettando Godot
In sede europea s’è stabilito: a. l’euro è irreversibile, indietro non si torna; b. l’area dell’euro non è riducibile, chi è dentro non esce. Due cose assai sagge, salvo un dettaglio: non si fa quel che si deve per renderle effettive. Anzi, si fa l’opposto, perché fin qui le politiche adottate sono servite a impoverire chi era nei guai e arricchire chi, non avendone, accedeva al credito a un tasso più basso. Se non addirittura gratis. Lo scontro a base di tassi d’interesse, lo abbiamo scritto e riscritto, aveva i contorni di una guerra. Ma certe politiche hanno il volto di un trattato di pace imposto agli sconfitti, che manco hanno combattuto.
Aspettando Godot
La Grecia non uscirà dalla condizione in cui si trova, può solo sprofondare. Salvo l’Unione monetaria spostare più in basso il fondo, di modo che si possa sostenere che non lo hanno toccato. Ma che cambia? La Spagna dovrà chiedere gli aiuti, che non vuole e che allontana come una medicina amarissima, pagando in termini di sovranità e tenuta istituzionale interna. Quando la Spagna sarà caduta, si conosceranno le condizioni cui dovrà sottostare anche l’Italia, che troverà più difficile allontanare il calice. Nel frattempo lo spread può andare su e giù, ma solo perché la Banca centrale esercita supplenza rispetto a un governo europeo inesistente. Nella sostanza non cambia molto.
Aspettando Godot
Per arrivare fino alle elezioni tedesche, nella prossima primavera, consentendo a un solo capo di governo di gestire la propria campagna elettorale, si devasteranno economie e democrazie. Un prezzo molto alto.
A casa nostra, però, ci si occupa di altro e, ancora una volta, il comportamento inverecondo di una classe dirigente inadeguata illude il popolo che fustigati e sanati quei costumi si possa riprendere come prima. Il che non solo è escluso, ma stiamo perdendo tempo prezioso. Che costa. Dovendo scegliere fra bifolchi che si arricchiscono e professori che c’impoveriscono gli italiani non sanno se reclamare contropartite dai primi o affidarsi alla diligenza dei secondi. I cinici prenderanno la prima strada, i moralisti la seconda. Entrambi andranno alla perdizione.”.
Aspettando Godot
Fin qui Davide Giacalone. In proposito io lancerei un confronto a briglia sciolta. Non credo che possiamo fare altro, come cittadini normali.
Dico solo che non mi piace nulla della situazione in cui ci troviamo e che così non si può continuare. Ma, ripeto, non è mio compito dare risposte, soltanto agitare problemi. Penso che questo articolo di Giacalone ne agiti a sufficienza.
Ma mi viene di dire anche: saranno solo quelle le strade da percorrere? E ambedue le strade porteranno alla perdizione? Non ci sarà una terza via? Ma lascio la parola a voi, cari amici.
My way - André Rieu
http://www.youtube.com/watch?v=JSPdAqrYN2o
Voglio aggiungere, in sede di presentazione, un grazie riconoscente a Giovanna per la scelta delle immagini e per la musica, tutto molto bello e significativo. Inutile confermarlo, ma lo faccio confidando nella vostra benevolenza, che spero, come Paese e come cittadini italiani, che ne possiamo uscire.
Lorenzo, mi fa piacere ti sia piaciuto l’insieme dell’articolo.
Per quanto riguarda le previsioni di Davide Giacalome c’è da non dormirci la notte o di avere incubi terrificanti, ma cercherò di essere ottimista e positiva, omunque vadano le cose. Mi auguro ancora che la catastrofe non sia imminente, anzi, che ci sia ancora la possibilità di aggiustare il tiro. Capisco che la situazione sia critica ma, perbacco, qualcuno si sveglierà in tempo per affrontare la Comunità Europea, perché non si accanisca nei nostri confronti e ci tolga dei fardelli pesanti, che si sono moltiplicati nel corso di quest’ultimo anno nel quale il nostro Governo è parso sottostare passivamte ai voleri dell’UE.
Voglia Iddio ascoltarti, Giovanna. Certo che ci vorrà una decisione inconsueta del nostro governo. Sta a vedere che, per l’ansia di essere i primi della classe nella fiamma europea, l’Italia, alla fine, si assegni un trattamento peggiore di quello che è stato imposto alla Spagna e alla Grecia.
Lorenzo, come hai centrato il problema, i nostri politici per mania di grandezza e anche forti del fatto che per loro questa crisi esiste solo perche sentono noi popolo di persone normali lamentarsi da più anni ormai che o si restringe il mese, o si aumenta lo stipendio, pensione, e quant’altro faccia il misero reddito di un operaio, loro sono in un altra galassia, che io chiamo politopoli, quello è un mondo tutto particolare, dove importante è arrivare una volta arrivato perdi completamente la memoria delle promesse fatte in campagna elettorale, e se non perdi la memoria sei fuori dai giochi, perche mentre noi fatichiamo, (e mi fermo solo a fatichiamo per non rendere più drammatica la situazione)loro pensano solo alle finte liti di potere, importante che arrivino alla fine della legislatura, poi con i diritti acquisiti, se ne fanno un baffo della crisi, basta che prendono un bravo scrittore ma povero in canna gli fanno scrivere la loro storia, e campano fino alla fine dei loro giorni, fregandosene del popolo che ogni giorno sempre più trova difficoltà nella vita di tutti i giorni.
Posso solo aggiungere che io non vedo la fine del tunnel, e sono pessimista ogni giorno di più, perche non vedo nuovi politici che dicano o portino programmi nuovi, e quelle figure politiche che appaiono come meteore, prestate dal cinema o teatro, che domani potranno dare alle future generazioni?
La cosa peggiore è che da anni ormai il mio motto è diventato; chi è causa del suo mal……., noi li abbiamo votati, sia quelli di destra, che di sinistra.
Posso solo augurarmi che dopo aver toccato il fondo come ora, si può solo risalire anche se con fatica.
La terza via potrebbe essere quella della solidarietà reciproca tra i paesi componenti l’Unione, cioè, unica mente pensante nello spirito che siamo tutti sulla stessa barca e quindi o ci si salva tutti o si perisce tutti. Escludendo a priori che si debba perire tutti, la strada obbligata è quella del salvataggio complessivo sacrificando ciascuno una propria parte, ma fintanto che vige il sistema del “si salvi chi può” adottato finora dai paesi che si ritengono più forti, si rischia la catastrofe generale, come in effetti sta avvenendo. La realtà è che la Comunità Europea non riesce ancora ad essere comunità unica con unici intenti e unico pensiero. Solo i giovani, forse, hanno già recepito il pensiero di unico stato europeo e si sentono già cittadini d’Europa per cui occorrerebbe attendere il cambio generazionale ma sarebbero tempi troppo lunghi. Rendiamocene conto oggi, altrimenti sarà troppo tardi.
Riccardo, il tuo giudizio sulla casta è giustamente severo e come non potrebbe esserlo? Vedi, avevamo bisogno di un vero salvatore nel marasma che si era determinato. Invece abbiamo trovato il giustiziere finale, quello che con la spada recideva i nostri colli e faceva disperdere le nostre teste. Stiamo applicando i voleri degli altri e stiamo veramente male. In mano alle formule e alle alchimìe. Mentre tutti chiacchierano lontanissimi dai nostri problemi. Certo, forse eravamo andati troppo avanti nell’allegra finanza ma sotto questo profilo nulla è cambiato. Loro, quelli che contano, sono sempre allegri e ci addossano le colpe, e ci fanno soffrire al limite della sopportazione. Ecco perché non possiamo aspettare fidandoci di eventi che forse verranno. Nel dubbio facciamoci sentire, anche se in modo non violento. Pagheremmo anche la nostra giusta rivolta.
Sì, Pino, hai perfettamente ragione. Dovremmo essere un’unica comunità con gli stessi intenti. Ma non siamo una vera comunità: troppe differenze e, al fondo, un capitalismo rapace e speculativo che ha coinvolto come clienti molti di noi: pensionati, lavoratori, persone con pchi denari che volevano salvare i sudati risparmi. E li hanno messi in gravi difficoltà. Ne conosco, sai? E poi le magagne dei nostri politici, l’allegra finanza di lor signori, i latrocini. Insomma ne abbiamo di problemi. E i tecnici hanno “aggiustato” il bilancio facendo pagare ai cittadini le misure restrittive con tasse, diminuzione dei consumi, disoccupazione e quant’altro. In questa situazione che fare? Sì, mi piacerebbe la terza via che hai proposto. Anzi, mi piace molto. Guai a sentirsi senza rappresentanza. Per chi non vuole fare pazzie e rimanere al proprio posto.
Sarei felice come te Giuseppe di vedere la tua terza alternativa attuata, ma purtroppo le vecchie ruggini del passato non sono ancora sopite, come le altrettanto vecchie manie di superiorità dei popoli nordici nei confronti del sud.
Questa per me è una nuova forma di guerra, per una vera pace mondiale basterebbe abolire tutti i debiti degli stati poveri, per dare una spinta al mondo intero, e non gnfiare le casse di stati governo che ne sono già stracolme.
Mentre come giustamente ci fa osservare Lorenzo sia a ivello nazionale che mondiale chi paga è sempre ma classe meno abbiente.
Però amici miei guardiamo sempre il bicchiere mezzo pieno, anche se è sempre più difficile.
Grazie Riccardo. Il tuo auspicio è anche il mio. Quanto agli egoismi fra Paesi, che dire? Oltre a quelli politici-istituzionali ci sono le rivalità nel campo del capitale. Per molti capitalisti è molto più comodo “giocare” con i titoli che assumersi il carico della conduzione delle loro aziende. E abbiamo visto come il mondo finanziario non voglia rinunciare ai redditi attesi: non curandosi degli errori compiuti. Ricordate lo scandalo dei crediti concessi dagli americani ai cittadini che non offrivano sufficienti garanzie per l’acquisto di case? L’odierna crisi mondiale ha origine da quello scandalo, man mano diffusosi in tutto il mondo.
Lorenzo, come sempre con i tuoi articoli estrapolati dai commenti di Giacalone oltre a far agitare le nostre esternazioni, fai anche agitare le pulsazioni. Oggi giornata paneropea con manifestazioni e scioperi in molte città dell’Europa del sud, paesi fortemente colpiti da questa recessione, si manifesta contro questa politica di tasse e austerità con 25milioni di persone disoccupati.
Uscire da questa crisi economica, è uno sprint potrebbero volerci dieci anni, questa amara previsione che in parte condivido viene pronunciata dal direttore generale del –fondo monetario internazionale- Christine Lagarde. Il Sig. Monti vede la luce in fondo al tunnel, credo che lo stesso debba cambiare le lenti ai suoi occhiali, il signore dell’equità ci ha portato sempre più nel profondo del pozzo, anche se l’Italia ha speso troppo da anni e anni più di quanto incassasse, oggi causa anche della crisi mondiale ci troviamo in questa situazione. Non mi trovo d’accordo sul commento di Giacalone che riguarda la Grecia anche se in parte condivido quanto ha scritto, poiché spero tanto che questa nazione non sprofondi del tutto, perché tuttora tutti la danno per spacciata ma non c’è ancora una veritiera relazione da parte dei creditori, ovvero la troita formata FMI, BCE, e commissione europea, siamo messi male in tutta Europa il debito pubblico dell’economia ormai ha raggiunto il livello più alto dalla seconda guerra mondiale e proprio per questo debito delle economie ci sopprime, oltre alla famosa agenzia di reting Twet Standard & Poor’s che spadroneggia (anche se è stata condannata) e che manipola tutto il mercato, la stessa ha declassato banche in 9 paesi europei. Guardando in casa nostra dopo un anno di governo tecnico, ci troviamo ad avere il più alto debito pubblico mai avuto € 1.978.231,…pazzesco, in parole povere ogni cittadino ha sulle spalle circa 33.000 euro di debito, è aumentata la disoccupazione 2.471.194 persone a spasso, 3.179.453 di precari, crollo dei consumi -61%, chiusura di migliaia di imprese, una evasione pari a € 261.752.000, aumento della povertà, ecc…, purtroppo questo governo appoggiato dalla super casta, continua a tartassarci, ora arriverà anche la patrimoniale speriamo non per i soliti noti (pensionati operai a reddito fisso, invalidi, sodati, ecc…) mentre invece sarebbe stato utile e intelligente fare pagare ai ricchi una percentuale del 20% per chi ha soldi nei paradisi fiscali, e mettere in pratica quello che i padri del conservatorismo fiscale hanno sempre predicato, riduzione delle tasse alle imprese, incrementare il lavoro, lavorare sulle accise, sull’energia, telecomunicazioni, trasporti, per competere al pari nelle sfide mondiali, sviluppo sulle infrastrutture escludendo il ponte su Messina che da noi non faremo mai, forse dai cinesi, lo stesso ci costa migliaia di euro al giorno, va rinnovata tutta la cornice politica con una nuova teoria culturale, es. chi ha detto che bisogna lavorare solo 6 giorni alla settima per 48.ore…bisogna spalmare il lavoro sempre se c’è anche su h24, con stipendi adeguati al costo della vita ecc…, in un momento… che dura più di un anno di difficoltà come quello attuale, in molti cercano di ricercare ricette e soluzioni alla crisi globale, dicendo anche tanta aria fritta come i grandi finanzieri che ci fanno intimorire, lo sanno bene i nostri cari politici ma ci stanno al gioco, sanno bene che a volte è pura invenzione delle banche sulla carta moneta che dopo averla scambiata in bot del valore pari a quella stampata su di essa diventano creditori degli stati, facendoli diventare debitori ( non avendo più l’equivalente quantità in oro) in realtà dovrebbero essere gli stati stessi i veri padroni della moneta e non le banche, basterebbe che la politica non fosse complice di questi malfattori, allora si che si vedrebbe la luce in fondo al tunnel. Noi Italiani siamo un popolo di risparmiatori da sempre, spero tanto che con un nuovo governo politico eletto dal popolo, e con le prossime elezioni europee nel 2014, sia un inizio di responsabilità per assolvere in modo virtuoso questa difficoltà economica che stiamo vivendo, con comportamenti e valori eticamente corretti ( senza ruberie perché i soldi sono un mezzo e non un fine) dando motivazioni nuove ai cittadini senza furbizie e comportamenti sbagliati. Sarà dura ma la speranza è tutto.
Renzo, la tua esposizione è precisa, esauriente, e non risparmia nessuno. Condivido praticamente tutti i punti che hai hai saputo trattare, sapientemente, con dati, statistiche ecc. Mi fa piacere leggere commenti come il tuo, espressi proprio con il cuore e la mente ben sveglia.
Ciao caro amico, a presto rileggerti.
Io ringrazio te Giovanna che con la tua meravigliosa musica sottofondo ci fai illuminare il ♥ e la mente, complimenti.
Anch’io ringrazio nuovamente Giovanna per come è stata capace di “nobilitare” il pezzo con musica e immagini. La materia è arida di per sé, anche se incide sulla carne di tutti noi. A me piace esporla con l’incipit di persone terze. Prima di tutto per rispetto della funzione di moderatore che mi è stata data. E poi perché mi sento prima di tutto un eldyano e non Lorenzo, con le mie idee e le mie passioni, anche profonde. Sotto questo profilo debbo confessarvi che mi riesce misterioso il fatto che ancora tanti amici disertano il nostro angolo di confronto, che chiamiamo semplicemente dialogo. Qualcuno mi confessa che non è un tecnico della materia. Qualche altro, senza esprimersi, sceglie altre vie, fra cui quella del silenzio. Che sia un silenzio-assenso? Ma voglio ribadire qui e sempre che tutte le valutazioni, tutte le critiche, tutti i pareri sono graditissimi. E spero di essermi spiegato.
Amico Fiorenzo Nembo, nel condividere le tue valutazioni, appoggiate da dati concreti, vorrei sottolineare alcune cose. Prima di tutto la questione del debito pubblico. Si sa che lo Stato e le varie articolazioni pubbliche si servono, per rifornirsi di mezzi di pagamento, oltre che dagli introiti delle tasse, dell’emissione di titoli, che vengono acquistati dai cittadini e da altri. I titoli vengono anche immessi nel cosiddetto mercato secondario, sicché c’è una quotazione del titolo che può essere molto lontana dal suo valore nominale. Questo può capitare per tanti motivi, non esclusa la speculazione sui titoli. Comunque si deve precisare che il primo acquirente del titolo pubblica può diventare quello che si chiama “cassettista”, cioè colui che aspetta la scadenza del titolo per incassarne il valore mentre incassa la cedola degli interessi ogni anno o ogni semestre, e che nel mercato che si chiama secondario il valore oscilla a seconda di quelle che si chiamano transazioni. E’ da precisare che chi opera le transazioni sono in gran parte le banche e le altre istituzioni finanziarie. E, anche, che il debito rappresenta un “consolidato” dei deficit per sbilancio che si manifestano nei vari anni. Di tutte queste vicende il cittadino non è responsabile perché al massimo acquista i titoli per ricavarne un guadagno, aderendo ad una richiesta dello Stato, che li emette. Ebbene, negli ultimi tempi è invalso il tentativo di far carico ai cittadini la responsabilità del debito pubblico, come se esso dipendesse dal fatto che essi vivono, come viene detto maliziosamente “al di sopra delle loro possibilità”. Continuerò se ci sarà modo il discorso. Non escludendo la questione UE, che tanto ci pesa.
Vero lorenzo esiste anche il cosidetto mercato secondario, ovvero titoli non nuovi. La speculazione poi crea un circolo vizioso del debito che avanza sui rendimenti. Altresì la mancanza di trasparenza a volte impedisce di valutare appieno la natura e i costi derivanti sul debito pubblico Italiano, questo è inacettabile, anche nell’ipotesi (tutto da dimostrare) che i governi Italiani dagli anni novanta in poi abbiano agito in buona fede, senza falsificare i bilanci.
Grazie, Nembo. Diamo per certo che tutti i bilanci, di tutti i paesi, siano in qualche modo “corretti”. I nostri lo saranno pure. Il problema è che chi giudica sono spesso i nostri creditori, sotto le mentite spoglie delle società di rating. Il governo cosiddetto tecnico doveva partire da una attenta, attentissima, valutazione dei capitoli di spesa e intervenire lì e non aumentare le tasse dei poveri cristi. E inoltre non fissarsi sugli “spread”, cioé sugli andamenti comparati dei nostri titoli di debito pubblico rispetto a quelli tedeschi. Qui sotto c’è un enorme imbroglio. Pensiamoci, amici.
BELLO! Bell’articolo, ma non so che dire, un pò per la mia ignoranza , ma anche perchè mi sfugge il filo conduttore;
ci fosse la possibilità di cliccare mi piace , lo farei, perchè ho imparato un sacco di cose.Anzi dirò di più , se vi presentaste alle elezioni vi voterei, avete una grande capacità di esporre i problemi e trovate le soluzioni che non riesco a vedere in chi ci governa e ci ha governato.
Grazie par il tempo e la passione che ci mettete, grazie di cuore!
Giò? sarà possibile far apparire chi legge e non riesce a commentare? Ci saranno molte persone come me,credo, (e spero) 🙂
Grazie, Lieve. Dirò a Sabrina di applicare il congegno di cui parli. Su FB viene adottato.
Condivido lorenzo la tua risposta che mi hai scritto, aggiungo anche che il nostro proff. si vanta sempre con toni trionfalistici e in modo fazioso che ci ha salvato dal tracollo…ricordo che Mina cantava una bella canzone..parole-parole…ecc.,gli spread sono indici di tenere d’occhio ma a volte non sono credibili ai fini economici come ben tu sai, sono le banche, gli istituti di credito che inseriscono valori ai tassi su mutui, prestiti, o finanziamenti. E’ pur vero che i conti si fanno con i numeri, ma l’economia si fa anche liberizzando alcuni monopoli che tengono i soliti-noti-diminuendo le tasse, aiutando le piccole imprese, diciamo la verità la grande industria delle auto è fallita!!!E mi fermo.. Il reting diminuisce se lo spread aumenta.
E gli interessi si coalizzano, Fiorenzo. Sarebbe bello poter discutere di queste cose ma so che è difficile.
Affermativo e buona serata xrchè oggi per te è un giorno speciale. Ciao
AUGURI, AUGURI LORENZO.. PER OGNI COSA CHE TI POSSA DARE GIOIA
Grazie, Armida. Ti sono grato per la tua simpatia nei miei confronti.
il governo penso che avrebbe potuto farev di piu ma non gli sarebbe stato consentito perche il parlamento di maggioranzaè rimsto quello che ci ha portato in questa situazione . altrimenti la sua vita sarebbe stata ancora piu corta