Scritto da giovanna3rm il 12 Dicembre 2012 |
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E’ un articolo del solito Gianni Pardo, pubblicato sulla news letter del Legno storto del 21 febbraio 2012. A me sembra un ottimo punto di partenza per un franco dialogo fra noi. Che ne pensate? Intanto leggo l’articolo insieme a voi.
“La crisi attuale potrebbe dipendere da un modello sociale arrivato ad un punto di svolta. Essa riguarda in primo luogo l’Europa e gli Stati più avanzati, ma anche i Paesi in via di sviluppo, o addirittura arrivati al livello di seria concorrenza (Cina), si avviano ad un modello sociale non dissimile dal nostro. Dunque forse la crisi è mondiale. Anche se da noi colpisce al presente, negli altri Paesi potrebbe colpire in futuro: il percorso sembra lo stesso.
Immaginiamo un grande carro trainato da un solo cavallo e guidato da un conducente di buon cuore. Quando questi vede una vecchietta che fatica ad andare avanti, le offre un passaggio. E lo stesso fa con dei bambini che i loro genitori sono stanchi di portare in braccio. E poi fa anche salire i genitori, perché anch’essi non ce la fanno più. Spinto dal suo buon cuore finisce col riempire ogni spazio, sul carro, e il cavallo, se pure sudando e puntando gli zoccoli sulle asperità della strada, riesce ad andare avanti. Ma tutto cambia alla prima salita: malgrado i suoi sforzi il cavallo è costretto a fermarsi, e lo stesso carrettiere non sa più che cosa fare. Sarebbe inutile frustare la povera bestia, anche se qualcuno di coloro che sono sul carro glielo consiglia
Odissea del lavoro nel Paese dei Balocchi
caldamente, perché il cavallo è esausto e ha già dato tutto quello che poteva dare. L’unica soluzione sarebbe quella di far scendere un po’ di gente dal carro, o magari tutta, almeno fino al sommo della salita. Ma non è cosa facile: le ragioni che hanno indotto il carrettiere a prendere a bordo tutti quei bisognosi sono ancora tutte valide. La vecchina non è certo ringiovanita, anche se ora è riposata, i bambini non sono cresciuti, e tutte le ragioni umane che hanno consigliato quel carico sono presenti. Certo, il carro del collega che non ha raccolto nessuno o quasi si allontana allegramente, scalando la collina, ma si può prendere esempio da un uomo senza cuore?
L'Italia con le stampelle
La parabola deve fermarsi qui perché qui si sono fermate le nostre società.
La rivoluzione industriale e tecnologica ha reso alcuni Paesi così prosperi che il livello della pietà si è di molto innalzato. La bontà infatti presuppone un certo livello di disponibilità: nessuno nutre gli affamati se corre il rischio di non poter nutrire i propri figli. Dunque la prosperità ha indotto le società ad offrire l’istruzione gratuita a tutti, una pensione di vecchiaia anche a chi non si era mai assicurato, l’assistenza sanitaria a chi mai aveva pensato a procurarsene una, e il pronto soccorso a tutti e comunque. Nel corso dei decenni un’umanità sempre più ricca e sempre più morale è come se si fosse chiesta: “E quest’altra buona causa non merita forse l’intervento dello Stato”? Rispondendosi invariabilmente di sì.
Politica e realtà
Il risultato è uno Stato elefantiaco dalle spese elefantiache. All’inizio è sembrato che non ci fosse nulla da temere perché il cavallo, non che rallentare, accelerava e il prodotto interno lordo cresceva gagliardamente. Poi la strada è stata un po’ meno in pianura, e gli Stati da prima hanno fatto fronte alla nuova difficoltà contraendo dei debiti, infine la strada è divenuta improvvisamente in salita, è stato impossibile contrarre nuovi debiti, e il carro si è fermato, Anzi, ha cominciato ad andare indietro, un fenomeno che gli economisti chiamano “recessione”.
E qui si pone il dramma attuale degli Stati. Non solo essi si sono caricati di troppi pesi, ma l’hanno fatto spinti da principi indefettibili. E nel momento in cui la prosecuzione del viaggio è condizionata dal far scendere qualcuno, inevitabilmente questo provvedimento è visto come immorale. Quella spesa, quella provvidenza, quella guarentigia, quel sussidio furono adottati per motivi etici e il popolo li reputa intoccabili.
I Gufi
Ecco lo stallo attuale. Non solo i Paesi ricchi non sono più i monopolisti dell’industria sviluppata, non solo il progresso economico mondiale ha subito un rallentamento, ma l’avere caricato il loro modello sociale di troppi pesi li ha resi non competitivi. E tuttavia essi quel modello sociale non possono cambiarlo. Come dice giustamente la signora Camusso, l’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori, in Italia, è “una norma di civiltà”.
Il problema è sapere se questa “civiltà” non contenga qualche errore.”.
Questo è l’articolo. Non vi sembra un buon inizio per un nostro approfondimento? Se volete un mio parere introduttivo non sono molto d’accordo. Però il problema del giusto modello a cui ispirare le azioni dello Stato esiste. Così come esiste, eccome, il problema delle differenze fra Stati a diversi livelli di sviluppo. In definitiva, la cosa migliore è parlarne fra di noi. A cominciare da come lo Stato acquisisce le sue risorse per gli interventi successivi. Forse con le tasse?

Autumn leaves (Impressions) - Richard Clayderman
http://www.youtube.com/watch?v=Ptmzd7y9K3I&list=FLNSrLyPMe3ffjMLZJhkN44g&index=2
Ringrazio Sabrina e Giovanna per questa opportunità che ci danno di dialogare fra noi in merito ai problemi cruciali del nostro Paese. Parlarne fa bene anche se non risolveremo i problemi, che non sono alla nostra portata,
Interessantissimo il tuo articolo Lorenzo e bella la metafora del cavallo e del carretto.
Sì c’è un cavallo , che trascina un carretto ed è giusto che sul carretto vengano accolti tutti ,anche se la salita è dura.
L’errore è guardare solo …cavallo e carretto, perchè su quella strada transitano anche cocchi trainati da tre o quattro cavalli ….sono la ricchezza, il lusso, lo sperperio , l’evasione fiscale, la corruzzione ecc. …..basta togliere a questo cocchio un cavallo ed allacciarlo al carretto….e vedrai che la salita sarà meno dura e tutti potranno rimanere sul carretto,
Scusa se ho risposto…continuando la metafora.
Mi piace il tuo prosieguo, Franco. E sono d’accordo con te. Mi piacerebbe vivere in un Paese in cui ci si sforzasse un po’ tutti di contribuire a risolvere o, per lo meno, a migliorare i problemi. E non soltanto per noi ma anche per quella parte del mondo che cammina a piedi non avendo neppure il carretto (altro che cocchio).
Arriva il Riccardo e deve fare il menagramo costi quel che costi, dice bene Franco Muzzioli nel seguito della tua parabola Lorenzo, basterebbe togliere qualche cavallo dalle belle quadriglie, e la salita diventerebbe meno impervia per il povero ronzino, ma il padrone della quadriglia è da tempo che pensa solo al suo carretto, e ha capito che siamo arrivati al capolinea senza più ritorno, perciò si tiene ben stretta la sua quadriglia per sfoggiarla nelle feste riservate alla classe superiore.
Mentre noi poveri carrettieri i più fortunati con un ronzino, ma ormai i più si sono mangiato anche quello poverino, aspettano solo il domani, non nella speranza che sia migliore, ma nalla speranza che sia meno peggio del giorno pasato, io e pochi altri lo gridiamo al vento da qualche anno ma i più hanno creduto alle favole di chi ora da altre mummie viene definito una mummia, questo è il risultato, il finale non lo voglio nemmeno pensare, prendo quello che mi dona ogni alba e vivo.
Caro Riccardo hai ragione per noi “grandi” (sinonimo di vecchietti),basta che spunti l’alba e si arrivi sereni alla sera, ma per i giovani……..spero in un albero caduto di traverso sulla strada, che fermi carretto e cocchio e dato che quelli sul carretto sono infinitamente di più di quelli sul cocchio …non dovrebbe esser troppo difficile portarsi via un cavallo.
La parabola di Pardo è significativa, c’è un detto che dice…la salita è dura ma il panorama è stupendo, credo che da Febbraio 2012 a oggi la salita è diventata oltre che più dura anche un calvario per tutti noi. Cè sempre grande incertezza per il futuro politico, specialmente ora che siamo già in campagna elettorale, e come sempre tanto bla-bla, i dati che vengono dalla borsa sono particolarmente allarmanti, questa crisi acclarata, indebolirà ancora di più il nostro paese l’incertezza sul futuro è sempre più buio, come buia è la politica Italiana per colpa dei politici -tutti- non c’è partito che si salva, ricordiamoci gli scandali delle ruberie e altro, con l’ex governo tecnico appoggiato con la casta che sappiamo siamo andati sempre più in deterioramento, Monti che è un i-banker è molto orientato ai capital marcket, insieme al suo amico Draghi hanno iniziato il processo di smantellamento del patrimonio Italiano, chi meglio di loro conoscevano la struttura sociale-economica-finanziaria Italiana, lo stesso ex proff.presidente ha sottratto 10,5 miliardi di euro agli Italiani con la criminale imposta dell’IMU,( la stessa non doveva essere una tassa che comprendeva tutte le tasse!!!) non merita nemmeno di essere radiato dall’albo dei -ladri- lui e chi le ha dato fiducia meritano di essere letteralmente lapidati. Con i nostri euro, in parte già stati devoluti ai banchieri di Stanley Morgan e compagni i quali faranno altre speculazioni finanziarie sempre in loro favore, mentre noi abbiamo cittadini che si sono suicidati, gente che muore di fame, gente disoccupata, giovani laureati e non che non sanno cosa fare, la sanità che è un bene di tutti noi sta andando a rotoli per il troppo buonismo per scelta e non per paura, comuni, regioni, che hanno splafonato il -patto di stabilità- e che ora mettono in pericolo la vita dei propri cittadini, un capo dello stato che dice: dobbiamo prendere i soldi da chi più ne ha, mentre lui si è aumentato lo stipendio! Lui ha messo Monti come salvatore della Patria, lo stesso Monti con l’appoggio della sua casta, ha posto le basi per una svalutazione dal 20-50% del patrimonio immobiliare Italiano fermando tutta l’economia dati forniti dal Censis e riportati sul -sole 24 ore- Mi stoppo…dicendo che sarebbe opportuno condannarli per tradimento agli Italiani. Concordo con Muzzioli per portarsi via il cavallo, veritiero è quello che scritto Riccardo, sacrosante parole che ha scritto Lorenzo, bello sarebbe contribuire a risolvere i problemi per una vita migliore che potremmo dare ai nostri figli e nipoti, giustamente un pensiero va anche a chi nella parte del mondo non va solo a piedi ma anche senza scarpe.
Molto bella la metafora di Pardo, e sono d’accordo con Lorenzo: c’è chi deve andare a piedi non avendo nemmeno il carretto!… Certo che dal Cocchio potrebbero staccare un cavallo e aiutare il ronzino che è ormai stremato….ma chi avrà tanto cuore da distogliere un cavallo alla quadriglia?
Se così fosse, penserebbe anche di rendere meno dura la salita al carrettiere, anche in futuro!
e i portoghesi che affollano il carro?prima facciamo scendere questi signori,e facciamoli spingere fino alla cima,poi parleremo con calma di diritti,ma anche di doveri, o no.Saaaalve,mi.
Noi l’abbiamo presa allegramente e abbiamo fatto bene. Infatti sono talmente poche le occasioni per ridere e stare sereni. Tuttavia c’è poco da ridere e lo sappiamo benissimo. Penso che i cavalli e i carretti non sono in distribuzione gratuita o facile e, vedi caso, sono in possesso di proprietari severi. Li danno a chi vogliono loro. E se glieli prendessimo?
mi accorgo sempre di più,quanto l’Alighieri a proposito del bel paese avesse ragione,Vero o falso?Saaaalve.ancorami.
perché vengano ancora affollati da furbi? Questo è il problema di questo bel paese, i furbi.ancora mi,salute ASL permettendo.
Constatato il bellissimo siparietto fra Franco e Riccardo, dal quale traggo precisi insegnamenti, devo ringraziare fraternamente Fiorenzo Nembo, che ha fatto una succosa disamina dei guai a cui il sistema bancario-finanziario che governa il mondo sottopone l’Italia. Rilevo che, malgrado la caduta o semicaduta del governo cosiddetto tecnico, molti guai si ripeteranno quale che sia il vincitore alle prossime elezioni. Infatti alcune norme sono state inserite indelebilmente perfino nella già intoccabile Costituzione italiana e gli impegni assunti in sede UE dovranno essere diligenrtemente applicate. Io la prenderei un po’ alla lontana: questa Europa dovrebbe cambiare le sue regole di funzionamento se vogliamo evitare il persistente strapotere dei banchieri-finanzieri. Questo è un corno, essenziale, del dilemma. L’altro corno è costituito dagli sprechi, latrocini, inefficienze del nostro sistema politico ed economico. Mi domando: se monti fosse stato uno spirito davvero libero e tecnico non poteva cominciare dal secondo corno?
Sì, Nico, nel carro ci sono anche dei portoghesi, che lo appesantiscono e ne ostacolano il cammnno. Ma chi l’ha detto che di carri ce ne debba essere solo uno?
E hai sempre ragione, Nico, quando accenni al problema dei furbi e della inaffidabilità dei nocchieri. In Italia sembra fatto apposta: i conducenti devono essere fessi o collusi.
Tanto per continuare nella metafora, che tanto allegra non sembra, non mi starei a preoccupare per i “furbi” che sono saliti sul carretto …perchè se stanno lì tanto furbi poi non lo sono, mi occuperei invece di quelli che stanno sul cocchio. Come mai sono sul cocchio? Come mai hanno tre o quattro cavalli ? Stai a vedere che due di quei cavalli erano di quelli del carretto …che stipati nei loro angusti spazi non si sono accorti del furto…..o peggio ancora ..lo han lasciato fare credendo ,chissà, che un domani avrebbero potuto salire sul cocchio anche loro!
Dato che fra due mesi andiamo a votare ….non diamo il voto a quelli del cocchio….mi raccomando.
Giovanna, d’accordissimo con te. Il problema sta in chi predispone cavalli e carretti. Spesso, quasi sempre, chi comanda non sta in Italia.
Franco, no che non daremo il nostro consenso a quelli del cocchio. Mi sembra giusto. E diamo anche un’occhiata alle scuderie per vedere come si forma e si realizza il cammnino di carretti, cocchi, conducenti e passeggeri.
Vero lorenzo quello che hai scritto, sarà capace il nuovo governo di affrontare gli impegni assunti in sede UE, partendo da un quadro politico disastrato avendo rapporto debito/PIL oltre il 120%, l’Italia entro il 2014 deve trovare 750miliardi di euro per finanziarsi, altro che luce in fondo al -tunnel-Il fallimento delle politiche economiche messe in atto dal governo Monti si notano sempre più, 100mila individui nell’ultimo mese hanno perso il lavoro, i giovani sono al 30% disoccupati, il numero delle imprese sempre più in fallimento, questo dice il rapporto ISTAT, l’evidenza non si nasconde, e mostra sempre più inequivocabilmente che le politiche di austerità non riducano, ma semmai aumentano l’indebitamento pubblico, e, se si stabilisce una correlazione con il pil, con sempre attacchi speculativi, questi ultimi potrebbero -paradossalmente- portare più austerità, sono le strette fiscali che uccidono. Il problema è che se l’Italia nn ce la fa, vanno seriamente ad immergersi senza bombole ma in apnea anche Germania e Francia, e con effetto domino anche altri stati. Diamo un’occhiata veramente alle scuderie, ai cavalli, e ai conducenti senza dimenticare i passeggeri, che sono quelli che pagano il tichet. C’è un detto popolare che dice: La cosa più bella del futuro è che arriva solo un giorno per volta. Speriamo che ogni giorno sia sempre più migliore.
Aforisma trovato sul web
Abbraccio chi ha bevuto una volta questo nettare,
rimarrà assetato fino a quando non tornerà alla fonte.
l’INCONSISTENZA DEL GOVERNO MONTI SI MANIFESTA IN MODO SEMPRE PIù EVIDENTE. aLTRO CHE TECNICI. E MALE HANNO FATTO NAPOLITANO E I PARTITI A CREDERCI.
Ma sì, Riccardo, ma sì. Sempre e comunque beviamoci su e gustiamo il nettare che ci è dato bere. E il nostro bicchiere lo vogliamo sempre pieno. Anche se sempre compatibile.
Visto che ora il cocchio avanza osannato ,ossequieto etutti cercano un posto ,penso che ora sta nelle nostre mani la possibilita’ di scelta .Abbiamo modo di vedere da dove parte ,chi porta e cosa ci offre e quali garanzie e sopratutto un minimo di serieta’
Vorrei andare avanti fuor di metafora, ma non penso sia giusto e possibile parlare chiaramente e specificatamente di politica in Eldy.
Dico solo che la colpa di quello che sta accadendo non è (principalmente)da imputarsi a chi attualmente ci governa, che alameno ha ridato credibilità internazionale all’Italia, ma alla speculazione finanziaria ,alle miopie, alle incompetenze ed agli interessi personali di chi ci ha governato prima.
Ok, Sandra, ma non è facile capire. Sappiamo solo che dobbiamo difenderci di più. E attaccare di più.
Sì, Franco. E’ meglio non parlare di colpe ma chiarire i problemi e prospettare necessità. I futuri assetti, come quelli attuali, non dipendono da noi.
L’allegoria dei due carretti rispecchia perfettamente l’attuale situazione sociale. Mentre il carro leggero continua a correre veloce incurante del carretto in difficoltà nell’affontare la salita, gli occupanti del carretto carico si sono resi conto che non li aiuterà nessuno e cercano di aiutarsi da soli. Come? Qualcuno, fra quelli ancora fisicamente validi, scende e si mette a spingere per aiutare quelli che non ce la fanno. É la storia del Volontatiato Attivo ma anche questo non ha risorse inesauribili e se non riceve tempestivi e mirati aiuti esterni è destinato a fermarsi insieme a tutto il resto. Qualcuno dovrà iniziare a riflettere seriamente.
io avevo previsto tutto a questo,e siamo appena agli inizi vedrete in agosto cosa succederà,ancora tasse e aumenti ,x tutti e inizieranno a toccare le pensioni ,la prossima tredicesimapossiamo scordarcela ,
Sì, Giuseppe, dobbiamo riflettere seriamente perché è indubbio che molte attività, così come molti redditi che se ne ricavano, non potranno essere assicurati nel futuro così come vi siamo abituati. Ci sarà qualche spazio per il volontariato attivo se ci rendiamo presto conto che l’antico detto “aiutati che Dio t’aiuta” ha ancora validità. Ma più in generale dobbiamo convincerci che non ci potrà essere ancora per molto una disparita accentuata di ricchezza fra paesi e persone.
Hai perfettamente ragione, Giosuè. Tassa chiama tassa se non si diminuiscono in misura consistente i costi, ed in particolare gli sprechi.
bravo lorenzo vedo che cominci anche te un po capire questa situazione politica, se non si diminuiscono i costi drasticamente non ci salviamo ,loro tagliano tutto sulla nostra testa ,invece loro si arrichiscono con i nostri sacrifici ,
Questi, caro Giosué, volevano vendere anche i beni pubblici per salvare il bilancio. Tu pensa che è come mischiare fave con lenticchie. I beni pubblici sono nel bilancio patrimoniale, mentre il deficit si riferisce alla differenza fra entrate e spese. E’ vero che i deficit che si susseguono formano il debito però è anche vero che è lo sbilancio fra spese e introiti che determina il deficit. Purtroppo si è partiti dalla coda e non dalla testa aumentando le tasse e non contenendo le spese. Adesso, poi, si tagliano le spese utili e non gli sprechi, a cominciare da quelli della casta, che non mi risulta abbia fatto sacrifici di nessun tipo.
avete saputo cosa hanno fatto gli Islandesi?Nessuno ne parla,ma loro sono ISLANDESI,da noi chi conosce la Marsigliese?auguri a tutti,saaaalve.
Nico, gli islandesi semplicemente non hanno pagato i creditori. Hanno fatto bene? Io penso che il male debba essere tagliato fin dall’inizio. Quindi se c’è un minimo di sospetto di speculazione. Con le regole UE noi siamo legati mani e piedi alla speculazione.,
e hanno processato banchieri e politici che li hanno portati a quel punto.e noi,cioè i nostri figli e nipoti cosa resta da fare?
Potrei dirti, Nico, che dobbiamo pazientare, che dobbiamo protestare, che dobbiamo collaborare per un futuro migliore. Ma, in realtà, che cosa possiamo fare? Nulla se non stringere i denti e aspettare, forse, tempi migliori. Ancora il voto c’è e potrebbe detrminarsi, con il voto, una situazione nuova. Io lo spero.
HO LETTO CON MOLTO INTERESSE E PENSO CHE CECILIA SIA UNA CARA PERSONA PERSONA E’ MOLTO BELLO POTER PARLARE DEI PROPRI PROBLEMI CON QUALCUNO E POTER RICEVERE UN PICCOLO AIUTO DI SPERANZA…….
Sì, Abbondanza. Cecilia è davvero una brava persona. Splendida, anzi.