Pianeta Donna

   

     

E’ un vecchio articolo ma secondo me sempre valido. Pensate che è stato fatto molto prima del governo Monti. L’ho ripescato casualmente e penso che i problemi enunciati possano essersi al massimo aggravati. Noi, in Bosco abbiamo già dibattuto i problemi della donna nel lavoro e abbiamo dato per scontato che ci fosse più spazio per le donne in azienda, rilevando, peraltro, i problemi negativi che potrebbero verificarsi in famiglia quando la donna lavora. L’articolo che sottopongo alla vostra attenzione, uscito su Affari & Finanza di Repubblica  (pag. 38 del 7 giugno 2010), è a firma di Lorenzo Briotti e fa capire come il lavoro della donna nell’impresa sia il meno garantito e sicuro. A difficoltà si aggiungono difficoltà, dunque. Vi trascrivo l’articolo e vi prego di commentarlo partendo dal vostro angolo visuale, familiare o di amici che conoscete.

 

“ Per l’82% degli italiani, l’innovazione tecnologica ha migliorato la qualità della vita delle donne di oggi rispetto alle generazioni passate, favorendone l’emancipazione. Il giudizio, praticamente unanime, emerge dai risultati dell’indagine sulla cultura dell’innovazione in Italia realizzata dalla Fondazione COTEC e la rivista WIRED Italia in collaborazione  con l’Istituto di  Ricerche sulla popolazione e le politiche sociali del CNR. Inoltre, è opinione condivisa dalla maggioranza degli italiani che l’innovazione della società a tutti i livelli rappresenti il motore per la crescita collettiva del nostro Paese, senza distinzioni di genere.

 

Casalinga

 

Sono questi, a grandi linee, i segnali positivi emersi dal Rapporto, che per l’edizione 2010 dedica uno specifico approfondimento alle differenze di genere in relazione all’innovazione, grazie al contributo di futuro@lfemminile(www.futuroalfemminile.it), il Progetto di Responsabilità Sociale per le pari opportunità di MicrosoftItalia e Acer. Se gli italiani sono concordi nell’evidenziare la positività dell’innovazione tecnologica per le donne di oggi, lo scenario contingente –caratterizzato dalla crisi economica in atto- crea incertezze e sfiducia verso il futuro: il 40% degli intervistati, infatti, non crede che questa tendenza possa ripetersi anche per le donne delle future generazioni. Inoltre la ricerca evidenzia come nel nostro Paese persistano stereotipi di genere, anche se contingenti al momento che la società si trova ad affrontare. Se da un lato gli italiani

 

Operaia

 

concordano nel dire che non esiste differenza qualitativa fra uomo e donna nella formazione universitaria (anche di tipo scientifico), nell’assunzione di responsabilità professionali e nella leadership politica, dall’altro il 29% -uomini e donne- sostiene che in un momento di crisi sia preferibile che siano gli uomini a conservare il posto di lavoro piuttosto che le donne. Il dato viene posto in evidenza non tanto come percentuale di maggioranza (il 48,9% degli italiani si trova in disaccordo) ma come numero in crescita del 10% rispetto a quello ottenuto cinque anni fa dall’indagine “Social Value, Science & Tecnology” condotta dalla Commissione Europea.

 

Impiegata

 

In questo contesto, che attraversa passato presente e futuro, l’indagine sottolinea come gli italiani –senza rilevanti distinzioni di genere- ritengano che a sostegno dell’occupazione sia necessario rivolgere l’attenzione alle imprese, considerando sia la loro capacità innovativa (17,9% uomini e 16,2% donne), sia l’intervento dello Stato a loro sostegno, sentito soprattutto dalle donne (19,5%)  e per il 17,6% dagli uomini. La maggioranza concorda nell’indicare l’innovazione della società a tutti i livelli e la formazione permanente e di base, quali fattori determinanti per lo sviluppo del Paese, prima ancora dell’attivazione di politiche a favore del lavoro delle donne”.

 

Ripeto, tutto questo molto prima di Monti. Ieri e oggi, dunque, ostacoli su ostacoli per le donne. Ora come sempre. Possiamo parlare, per loro, di parità, dignità e libertà?

 

   

 

Richard Clayderman -  Autumn Leaves (Impressions)

http://www.youtube.com/watch?v=Ptmzd7y9K3I&list=FLNSrLyPMe3ffjMLZJhkN44g&index=4


COMMENTI

  1. il 02 gennaio, 2013 enrica.Co dice:

    Le donne hanno sempre dovuto studiare di più, lavorare più degli uomini per dimostrare chi fossero, in tutti i settori, viene giudicata un problema xk può avere figli, xk nn ha la forza fisica di un uomo, nn valutano la tenacia la passione e la preparazione di una donna….
    In ogni situazione, in ogni circostanza, la donna viene sempre,sminuita…
    ultimamente i media hanno premiato ad alti livelli persone che nn erano modelli sicuramente da seguire ……Le donne sono lavoratrici moglie e mamme, la tecnologia aiuta sicuramente ma la donna ha bisogno di preparazione di approfondimenti, di aggiornare le sue conoscenze proprio xk la tecnologia avanza, e spesso viene ostacolata da tutto quel che gira intorno, marito figli, la casa, tante cose tutte da gestire

  2. il 02 gennaio, 2013 giovanna3.rm dice:

    Enrica, penso tu abbia individuato proprio alcuni punti rilevanti, che non permettono alla donna di esprimere tutte le sue potenzialità. Anzitutto i suoi ruoli, non tutti
    assunti per libera scelta. Moglie, madre, consigliera, amministratrice della famiglia, sulle sue spalle risiede il peso dell’andamento familiare, ma al tempo stesso è resa succube del marito, figli ecc. Non dimentichiamo, noltre, che per molti secoli anche l’istruzione scolastica, per la donna, è stata molto limitata, rendendola inevitabilmente più vulnerabile, insicura e preda del volere altrui. La tua affermazione circa il fatto che le donne, avendo capacità uguale a quella degli uomini, abbiano comunque dovuto studiare di più, lavorare e impegnarsi il doppio, è assolutamente reale. Come possono, quindi,
    esprimere se stesse alla luce di tutti questi condizionamenti?
    Non c’è dubbio che la situazione generale deve modificarsi se si vorrà che la famiglia abbia ancora un senso: ciò presuppone, necessariamente, l’assunzione di responsabilità effettive anche da parte dell’uomo, che riguardi sia l’andamento familiare sia la crescita e cura dei figli.
    In caso contrario, assisteremo pian piano al dissolvimento
    del nucleo familiare e alla crescita incontrollata dei
    “felicemente single”, con tutto ciò che questa posizione comporta.

  3. il 03 gennaio, 2013 Lorenzo.rm dice:

    Prima di tutto un grazie riconoscente a Giovanna, per la musica e le vignette inserite nell’articolo. Sono semplicemente fantastiche. Sull’argomento che dire? Già i primi interventi mi sembrano dare il taglio giusto ad un tema che è essenziale nella vita. Infatti come si può andare avanti se la “metà del cielo” sta male e non si riconosce fra i protagonisti? E non certo per sua colpa? Mi sembra che spesso si usino parole vuote e, che in fondo, si raccomandi alla donna di pazientare ancora, e ancora. e ancora. Ma il nodo non è questo e mi piace l’accenno fatto da Giovanna ai “felicemente single”, come si definiscono, che sono sempre più numerosi, maschi e femmine. Si va verso una società in cui il rapporto fra i sessi, invece di migliorare e saldarsi con reciproca soddisfazione acuista un aspetto sempre più esclusivamente sessuale o di comodo? Quando lo assume?

  4. il 03 gennaio, 2013 Lorenzo.rm dice:

    Un cordiale benvenuto a Enrica, che centra la sostanza del problema con intelligenza e competenza: perché alle donne vengono richieste prove su prove, e ancora prove, per dimostrare che cosa? Che sono brave, impegnate, serie, ma anche affaticate, stremate, arrabbiate? Parliamo seriamente, per favore, e non facciamo solo raccomandazioni. La donna non merita di essere presa ancora in giro.,

  5. il 03 gennaio, 2013 Cecilia Zenari dice:

    La donna ha la gioia di vivere appieno la sua vita, con un lavoro dignitoso che può essere dentro e fuori le mura di casa, con la propria famiglia e con la società intera.
    La donna sa accompagnare, suggerire, dedicare, insegnare, costruire, rafforzare, rasserenare e sa cogliere con intelligenza stati d’animo e situazioni difficili trasformandoli in Gioia.
    La donna è madre e quello è il suo compito primario, dare Vita, dare Vita a tutto ciò che le sta attorno, dare il suo tempo e molto di sè, cioé, se la vita è difficile, portare benessere, amore profondo, con serenità, energia e forza.
    Ma quella forza, la attinge spesso assieme al suo compagno di vita e a tanti fratelli.
    Sì, assieme a persone che ti sollevano, stimano, amano veramente, si fanno cose grandi e senza nemmeno rendersene conto della fatica o dei rischi che potrebbero supportare.
    Quando l’uomo (inteso come maschio) capirà questo, troverà una ricchezza inimmaginabile, perché la sua compagna e sorella di vita saprà dare ancora di più, grazie a quella forza del suo Amore, quell’Amore che il Dio di ogni uomo ha inciso in ogni cuore, indistintamente dal loro sesso o dalle loro capacità fisiche o psicofisiche.
    Quel Dio ha insegnato l’Amore per creare Amore, ha donato Forza per creare benessere.
    Che tristezza quando le persone non lo capiscono e si credono superiori, pretendendo da altri sottomissione.
    Le farfalle se le prendi con le mani … non voleranno più!
    Volare è sentire la libertà dell’Amore.
    L’Amore fraterno costruisce il mondo: l’oppressione reca solo odio e morte nell’animo e nel mondo.
    Valorizzare la donna anche nel suo lavoro è ottenere il doppio con metà fatica, non serve ottenere ma conta il risultato gioioso dell’Amore reciproco!

  6. il 03 gennaio, 2013 giuseppe3.ca dice:

    Da sempre ma soprattutto negli ultimi decenni, con la conquista della parità uomo/donna, sono state coniate tante definizioni: “L’altra metà del cielo”, come dice Lorenzo, “Pianeta Donna”, “Emisfero Donna” e così via… ma tutto questo non ha fatto altro che distinguere ancora di più le differenze e le difficoltà tra i due sessi. Io sarei più propenso a dire che Uomo e Donna sono due Galassie diverse che viaggiano nello spazio Universale e che si intersecano in continuazione.
    Ogni Galassia è composta da miriadi di stelle e tra queste, sia uomo che donna, ci sono le buone stelle che risplendono di luce propria, altre che si illuminano di luce riflessa ed altre ancora che sono dei buchi neri, difficili da definire e da capire. In questo scenario è chiaro che nascono i conflitti che, nella maggior parte dei casi, risultano insanabili perché ciascuno continua a difendere la propria peculiarità ed a tirare l’acqua al proprio mulino. La soluzione, invece, può essere solo la comunione e l’unità tra uomo/donna per difendere insieme i valori della vita e trovare insieme la soluzione delle esigenze dell’esistenza che non sono solo maschili o solo femminili ma hanno un obiettivo comune: il bene dei figli per la continuità della specie. Insieme si vince.

  7. il 03 gennaio, 2013 franco muzzioli dice:

    Ormai queste ovvietà sono sulla bocca di tutti ed in campagna elettorale ci sarà la gara a chi ne dice di più.
    Concordo totalmente con Enrica, Giovanna e Cecilia…facendo presente che i politici ladri , indagati ,condannati, incarcerati, sono per la quasi totalità maschi……un pò di vergogna di genere (noi maschi) dovremmo averla.

  8. il 03 gennaio, 2013 Lorenzo.rm dice:

    Cecilia, amica mia, è vero: la donna è tutto quello che affermi tu e chi non capisce disperde un tesoro essenziale alla vita ed al mondo. Speriamo che in tanti ed in tante si ispirino al modello che hai così bene enucleato. Speriamo davvero. Per ora, come sempre, non possiamo che ringraziarti dal profondo del cuore.

  9. il 03 gennaio, 2013 Lorenzo.rm dice:

    Sì, amico Pino, si vince insieme e si perde insieme: uomini e donne. Ma sono personalmente preoccupato perché, in un’epoca di difficoltà, spesso chi non riesce a risoverle ne prescinde sistematicamente, sì che alla fine le galassie si allontanano invece che connettersi al meglio.

  10. il 03 gennaio, 2013 Lorenzo.rm dice:

    Sì, Franco, vergogna di genere ai maschi, perché si arrampicheranno come sempre sugli specchi per disattendere i problemi delle donne.

  11. il 03 gennaio, 2013 Nembo dice:

    Come ha detto Lorenzo, nel blog del bosco il tema -donna-in generale, è già stato sviscerato più volte ma è sempre giusto ricordare il tema -donna. La dignità e il rispetto credo che si misurano sulla libertà, sulle scelte professionali, e personali, anche e sopratutto all’interno della famiglia. Nella nostra società occidentale la donna si è affermata in molti campi, ed è giusto valorizzare il suo compito nella società. Vorrei spostare questo problema con una riflessione sulla donna non occidentale, in particolare in quella mussulmana, la quale la loro dignità, è misurata in base al ruolo materno ed il rispetto, la libertà, è una luce assai lontana, il velo è interpretato come protezione e garanzia di rispetto e non come libertà come vogliono farci credere. Il ruolo della donna non è determinato dal corano, ma dalle assurde interpretazioni che se ne fanno gli uomini mussulmani. Riflettiamo cosa possiamo fare per restituire a tutte le donne la propria dignità e libertà. Forse sono andato fuori tema, ma credo che ricordare come vivono alcune donne merita una riflessione. Condivido con voi i vari commenti fatti.

  12. il 03 gennaio, 2013 giosue1,vi dice:

    un po di provocazione non guasta mai??dopo che avete avuto la parita ,mi sembra vi siete bruciate il vostro valore di donna i fatti si vedono famiglie sfasciate figli che non sanno piu’ riconoscere i genitori ,?
    molti privilegi che voi avete ricevuto che alla fine si sono rilevati pessimi , non parliamo di leggi a vostro favore ,chi parla è una sposato da 40 anni mai avuto un diverbio con la moglie sempre rispettato il suo lavoro di casalinga i figli che rispettano i genitori e questo non e poco x vivere felici,,,,,vi chiedo scusa se vi arrabiate ,,,ma provate un po a ragionare anche voi..

  13. il 03 gennaio, 2013 Lorenzo.rm dice:

    No, Fiorenzo Nembo, non sei andato fuori tema. Già, il problema della donna va storicizzato e inquadrato nelle diverse aree geografiche. E ci sono vari accidenti che rendono ardue le soluzioni. D’altra parte, la dignità e libertà della donna è affidata soprattutto a sè stessa. Non sarà l’uomo a farle regali. basti pensare a come si sente orfano l’uomo quando gli viene a mancare la dolcezza e remissività della donna. E come si ribella e diventa violento. Le società musulmane, dicevi: è semplicemente una vergogna. Sono certo che se vivesse oggi il Profeta non consentirebbe veli e burqua. Perché tutto progredisce, anche le religioni. Ma le religioni in mano ai maschi hanno una dose, o tante dosi in più, di violenza contro le donne.

  14. il 03 gennaio, 2013 Lorenzo.rm dice:

    Giosué, il tuo discorso ci sta bene nel nostro dialogo. Significa che ogni conquista, direi di tutti, va difesa nella dignità e serietà dei commportamenti. Mi viene da pensare ai lavoratori che si danno malati per vedere le partite. Sono dei bravi lavoratori? certamente no. Ti abbraccio.

  15. il 03 gennaio, 2013 giovanna3.rm dice:

    Nembo, sicuramente occorre pensare alle donne musulmane anzitutto, e non solo…..ricordi che due anni fa ci occupammo a lungo di quella donna Iraniana che rischiò di essere lapidata….non si è più saputo se la sentenza è stata eseguita o no. Le donne arabe che hanno cominciato a sollevare la testa, stanno attraversando periodi pesantissimi e pagando spesso con la vita….La posizione della donna in Italia, anche se non ancora dignitosamente rispettata è pur sempre un traguardo positivo da perseguire da parte di soggetti femminili di altri Paesi, ancora notevolmente arretrati.

  16. il 03 gennaio, 2013 Lorenzo.rm dice:

    Ok, Giovanna.

  17. il 03 gennaio, 2013 nico dice:

    un amico di Salerno,quando si serviva la Patria con la divisa,mi diceva che ci sono tre categorie di persone,Uomini,omminicchi e cocurucù,credo che lo stesso valga per le donne,ci sono DONNE,donnette e quacquaracuà.sono stato per lavoro nei posti più miseri,hò potuto vedere quali sono le colonne portanti di tutte queste società.Quando entravo jn confidenza con le persone,e dicevo scherzando cosa fareste se vi mancassero queste colonne,mi guardavano e si grattavano la testa.ciao ragazzi buon anno,reggitori permettendo.nico.

  18. il 03 gennaio, 2013 enrica.Co dice:

    io credo che la parità sia solo una parola, certo che le famiglie devono crescere insieme certo che i figli nn sono solo della donna…..infatti vengono meno le famiglie dal momento che nn esiste questo scambio …..le donne che hanno saputo dimostrare il loro valore nelle arti nelle varie scienze, nella creatività, e una è da poco deceduta Rita LeviMontalcini, Margherita hach hanno rinunciato ai rapporti interpersonali, nn si sono sposate, nn hanno avuto figli per dedicarsi alla carriera, liberissima scelta, ma la differenza a mio modo di vedere è proprio questa un uomo nn rinuncia a nulla e fa carriera comunque ….. ci sono poi le donne che lavorano in fabbrica (chi ancora ce l’ha) e si alzano alle 4,3o prendono la propria bimba/o li avvolgono in una coperta e li portano dalla nonna, dalla balia, perchè alle 6 iniziano a lavorare, o chi sceglie di lavorare di notte dalle 6 alle 22 per un bel po di anni x stare di giorno coi figli, io ho visto queste realtà ho visto donne correre all’asilo al supermercato a casa a preparare…..e i mariti?
    poi ci sono le varie Minetti della regione lombardia che nn si sa bene in cosa eccella, e una Veronica Lario che dando uno schiaffo morale a tutti gli italiani che si arrabattono con 1000 euro al mese si prende 100000 al giorno…..forse nn conviene far carriera … ma se parliamo di dignità e di parità…..

  19. il 04 gennaio, 2013 Lorenzo.rm dice:

    Grande Nico. Se ci ci addentra sulla qualità delle persone, uomini e donne, hai perfettamente ragione: i sessi diventano secondari. E le colonne portanti, come tu le chiami, diventano essenziali: se non ci sono tutto crolla. Tantissimi auguri, Nico, tvb.

  20. il 04 gennaio, 2013 Lorenzo.rm dice:

    E anche tu hai ragione, Enrica. I sacrifici, in questa nostra società (e abbiamo rilevato che non è certo la peggiore), li fanno soprattutto le donne. Le famiglie sono affidate a loro, e si arrabattono, e si industriano, come si dice, e fanno bella figura. Queste sono le colonne portanti, come le chiamava Nico. Dobbiamo svegliarci e non dare tutto per scontato. In situazioni di crisi, poi, come questa che viviamo, intervengono anche i nonni, e non per aspetti marginali ma sostanziali.

  21. il 04 gennaio, 2013 franco muzzioli dice:

    Ho letto quello che ha scritto Enrica ed altre e guardando casi a me vicini ,non penso che il rapporto uomo/donna sia lo stesso di decenni fa. Ci sono mariti che arrivano a casa prima delle mogli , accudiscono i figli, preparano il pranzo ..fanno insomma quello che un tempo era assolutamente un retaggio femminile.
    Le contingenze lavorative, la precarietà, la frammentazione delle famiglie hanno sparigliato le carte.
    Forse queste problematiche servono anche a parificare i generi , benchè siano ancora tante le ingiuste diversità .E’ certo che questo è un mondo completamente diverso da quello dei nostri padri e dei nostri nonni…..per fortuna…….almeno in parte!

  22. il 04 gennaio, 2013 giosue1,vi dice:

    si lorenzo su questo ai ragione e ce di peggio anche ,ti ricordo che la cicciolina illona sthaner prende ancora 3000 euro al mese come ex onorevole ,,,ciao

  23. il 04 gennaio, 2013 Lorenzo.rm dice:

    Franco, guardando il tuo ultimo intervento, di cui ti ringrazio, e dichiarandomi completamente d’accordo con te, mi viene da raccontare una storiella, basata sul rapporto fra i sessi. Ebbene, quando c’erano le caverne il maschio trascinava la femmina per i lunghi capelli e le faceva violenza in tutti i sensi costringendola non solo alle sue voglie ma anche al disbrigo delle gravose incombenze. Da allora molta acqua è passata sotto i ponti e, nel quadro di una crescita tumultuosa dei diritti delle donne, gli uomini diciamo che si sono adattati non considerando le donne loro proprietà e perfino collaborando. Il problema è che la violenza avrebbe dovuto trasformarsi in empatia, simpatia reciproca, soprattutto con riguardo alle incombenze ormai divenute comuni. Ma spesso e volentieri l’empatia non c’è e quindi i rapporti uomo-donna sono spesso, spessissimo, conflittuali, sì da farli regredire limitandoli a quelli sessuali e non promuovendoli alla collaborazione per fini comuni: la famiglia, i figli, ecc. Tutto ciò considerato, mettendola in soldoni naturalmente, ecco la felicità per i giovani di sentiri perennemente adolescenti e di non volersi gravare di pesi di coppia e familiari. Fino al limite dell’omosessualità. Io, uscendo dalla favola, sarei molto, molto preoccupato.

  24. il 04 gennaio, 2013 Lorenzo.rm dice:

    Quanto ai soldi che prende Cicciolina, che devo dirti, Giosué? Il problema è legato al fatto che è stata messa in lista ed à stata votata.

  25. il 04 gennaio, 2013 nico dice:

    e toni negri? nonostante abbia sposato una “moltotenente” francese,avete notizia che abbia rinunciato alla elargizione degli esapendo urini che gli piovono sul capo come alla cicciolina’?sapendo che vengono anche dal sudore di quel proletariato per cui lui diceva di volersi svenare?o non apparterrà anche lui alla categoria che faceva la cresta sui biglietti aerei?se non fosse che a pensare male si fa peccato…………….ciao a tutti e buon anno,reggitori permettendo,oldyano nico.

  26. il 04 gennaio, 2013 enrica.Co dice:

    Signor Franco, io parlo di quel che ho visto, è vero che gli uomini ora si adattano dio più e rivestono dei ruoli che prima nn avevano all’interno della famiglia e meno male ma sono ancora pochi.

  27. il 05 gennaio, 2013 Lorenzo.rm dice:

    Nico, anche il Negri ha qualche entrata in più, da parte delle istituzioni italiane. Quanto alla sua coerenza ne risponderà, non credi? Un’altra fonte di entrate illecite è giustamente quella dei rimborsi non dovuti. Ci sono incappati anche coloro che ricoprono cariche ad altissimo livello.

  28. il 05 gennaio, 2013 Lorenzo.rm dice:

    Enrica, sono pochi gli uomini che si adattano alle esigenze familiari? Purtroppo potrebbero essere sempre di meno visto l’interesse decrescente che riveste la famiglia da parte dei giovani, maschi e femmine.

  29. il 05 gennaio, 2013 giosue1,vi dice:

    scusa enrica di qualcuno sara’ la colpa che gli uomini non si adattano alle esigenze famigliari noi siamo nati maschi enrica ??

  30. il 05 gennaio, 2013 giovanna3.rm dice:

    Giosuè, sta a vedere che ora la colpa è delle donne!!! Volevo ben dire: ci mancava il tuo punto di vista!!!

  31. il 05 gennaio, 2013 enrica.co dice:

    Siete uomini? ecco dove sbaglio, io nn lo avevo ancora capito….. Arriveremo all’anno 3000 e sarà ancora e sempre colpa nostra, delle donne, o delle femmine, visto che ci considerate tali, ma abbiamo le spalle larghe enn molliamo …
    Ciao Giosuè una buonissima giornata, in fondo siamo diventati amici grazie alle nostre diverse opinioni lecite per tutti noi

  32. il 05 gennaio, 2013 nico dice:

    la passione per” la numismatica” la riva bianca,la riva nera,una passione condivisa,o no……..ave ragazzini

  33. il 05 gennaio, 2013 Lorenzo.rm dice:

    Cartellino giallo per Giosué. Che vuol dire essere nati maschi? Siamo forse impediti, disadattati, oppure in fondo in fondo ci “vergogniamo” di incombenze che non riteniamo al nostra livello, cioè non “da maschi”?

  34. il 05 gennaio, 2013 Lorenzo.rm dice:

    Giovanna, ho mostrato il cartellino giallo a Giosué e questo basti. In Eldy siamo tutti amici, femmine e maschi.

  35. il 05 gennaio, 2013 Lorenzo.rm dice:

    Nico, quanto era bella la canzone che riportava quelle parole: “la riva bianca” “la riva nera” e che splendida interpretazione. Dobbiamo sempre augurarci che si vedano nettamente i colori e che essi non sfumino in un grigio uniforme.

  36. il 05 gennaio, 2013 giosue1,vi dice:

    forse io mi spiego un po’ male lorenzo, giovanna, enrica io non ho mai avuto niente contro le donne, solo che anche voi dovete prendervi le vostre responsabilita di donna
    se l’italia è in queste condizioni un po’ di colpa l’avrete anche voi donne, e poi viva le donne.

  37. il 05 gennaio, 2013 giosue1,vi dice:

    scusa viva le donne

  38. il 05 gennaio, 2013 Lorenzo.rm dice:

    D’accordissimo con te, Giosué. Siamo tutti malconci e la colpa sarà di tutti, no?

  39. il 05 gennaio, 2013 sandra vi dice:

    Ultima parola vorrei dirla anch’io ,giovane vedova ,una figlia 14 anni ,due ditte da gestire ,donna .Ho rimboccato le maniche e in un mondo di signori uomini me la sono cavata molto bene oserei dire ,senza farmi intimorire,aggirando gli ostacoli. Sistemata mia figlia, purtroppo lontana, ora come tutti uomini /donne assistiamo a poco poco allo sgretolamento di quanto abbiamo costruito con fatica, a continue ritrovamenti di ingenti somme sottratte ai contribuenti …………

    u

  40. il 05 gennaio, 2013 giuseppe3.ca dice:

    Onore a te Sandra: devi essere orgogliosa per quanto hai fatto e come te tante altre donne che, nelle difficoltà, hanno saputo e sanno cavarsela da sole, dimostrando il valore di essere Donna anche senza l’aiuto di nessuno ma solo con le porprie forze e capacità.

  41. il 05 gennaio, 2013 giuseppe3.ca dice:

    Dal susseguirsi dei commenti rilevo che ciscuno continua a difendere la propria peculiarità di uomo o donna (maschio o femmina) ma questo non porta a trovare la soluzione ma continua a esasperare le differenze e ad ampliare le diversità. Invito a rileggere il mio commento, il sesto della serie, grazie.

  42. il 06 gennaio, 2013 Lorenzo.rm dice:

    Grazie a Sandra per la sua lezione di vita, che ci inorgoglisve tutti, uomini e donne. E grazie a Giuseppe: non rammaricarti, caro amico, le riflessioni sui problemi ci saranno senz’altro e contribuiremo, anche nel nostro piccolo di eldyani, ad andare sempre più d’accordo.

  43. il 06 gennaio, 2013 nico dice:

    di colonne come sandra scarseggia il nostro traballante paese,senza nocchiero in gran tempesta.saaalve,ragazzi e auguri a tutti.

  44. il 07 gennaio, 2013 rossana 1 dice:

    Ciao,ho letto tutti i vostri commenti, scrivo solo per riflettere,nè voglio scusarmi o diffendermi per il solo fatto di essere nata donna.Lorenzo ha dato il cartellino giallo a Giosuè, ok forse ha scritto un po’ troppo in negativo sulle donne, non condivido di certo il suo pensiero,ma dò atto al coraggio di dire ciò che pensa, perchè tanti forse troppi maschi la pensano come lui, ma non lo dicono così apertamente.Io ho due figli maschi e sò come ora la donna arriva a fare, ma vi chiedo ci sarà un perchè?? ha nuova generazione ora ha quasi invertito i ruoli,credo per come hanno vissuto sin da bambine il ruolo delle loro madri o nonne, e per una cicciolina che prende 3000 euro al mese quanti cicciolini ci sono che lo percepiscono???forse loro ne hanno diritto solo per il fatto di essere nati maschi???grazie

  45. il 07 gennaio, 2013 Lorenzo.rm dice:

    Nico e Rossana, siete stupendi. Vedete, il problema è costituito proprio da quelli che vengono chiamati comunemente “ruoli”. Ebbene, oggi non ci sono i “ruoli” e da qui bisogna partire. Se tu dici ad una donna che il suo ruolo è di portare sulle spalle il peso del mondo, perché così è e sarà e dovrà essere ti guarda come un pazzo. E se dici ad un ragazzo che il suo ruolo deve cambiare nel profondo se vuole raggiungere certi obiettivi, semplicimente ti dirà che non li vuole raggiungere. Occorrerà pazientemente spiegargli che quegli obiettivi lì che non vuole raggiungere sono meravigliosi. Tutto qui. Sembra facile ma non lo è certamente.

  46. il 07 gennaio, 2013 giosue1,vi dice:

    complimenti lorenzo x le tue risposte x il cartellino giallo vero me lo sono meritato ,giovanna vedi mi dici di fare il commento ,io pero il commento lo faccio spontaneo la critica fa parte nel costruire , ciao a tutti

  47. il 07 gennaio, 2013 giovanna3.rm dice:

    Sì Giosuè, hai ragione, devi assolutamente esprimere il tuo pensiero, anche se differisce dal mio, in fondo ti ammiro perché hai il coraggio di dire cose che oggi non sono bene accolte ma, proprio per questo, ne possiamo discutere e forse troveremo un punto d’incontro. Ben vengano, in ogni caso, i tuoi commenti, Giosuè, noi ti aspettiamo in Bosco|
    Ciao

  48. il 07 gennaio, 2013 alessandro22.rm dice:

    Mah!!Ho letto sommariamente qualche intervento, e non vorrei ripetermi sul ruolo determinante della donna sia nella famiglia che nella società; a mio avviso siamo noi uomini immersi in una società maschilista che dobbiamo crescere, dobbiamo toglierci di dosso questa DEBOLEZZAche ci fa sentire superiori….. quando non lo siamo.
    In quanto alle donne mussulmane…. bhe ho dei dubbi che noi possiamo aiutarle ad emanciparsi quando non siamo in grado noi stessi. Perdere il potere del maschio per molti è traumatizande e non capiscono che è una crescita civile.
    BUON ANNO A TUTTI alessandro

  49. il 07 gennaio, 2013 giovanna3.rm dice:

    Alessandro, il tuo è un intervento davvero confortante per noi donne: ce ne fossero degli uomini che ragionassero come te, avremmo risolto molti problemi di antagonismo e incomprensione! Grazie.

  50. il 07 gennaio, 2013 francesco 10.al dice:

    condivido tutto il pensiero di Alessandro 22, la forza fisica dell’uomo è poca cosa di fronte alla forza caratteriale, la determinazione e la volontà delle donne,salvo quelle che per colpa maschile usano il corpo per trarne profitto.Pertanto giù il cappello dinnanzi alle SIGNORE.

  51. il 08 gennaio, 2013 Lorenzo.rm dice:

    Grazie, Alessandro e bentornato. Impossibile non essere d’accordo con te. Siamo sulla stessa lunghezza d’onda.

  52. il 08 gennaio, 2013 Lorenzo.rm dice:

    Così come lo siamo con Giovanna, battagliera e convincente come mai, e con francesco. Sì, Francesco, giù il cappello dinanzi alle nostre amiche, vere colonne portanti della società.

  53. il 08 gennaio, 2013 giovanna3.rm dice:

    Francesco, come non essere d’accordo con te? Solo una piccola imprecisione nel tuo commento: a me risulta che anche “i maschietti” usano il loro corpo per trarne profitto e sicuramente non “per colpa femminile”. Credo sia noto anche a te.

  54. il 08 gennaio, 2013 franco muzzioli dice:

    Non vorrei far sintesi, non ne sono capace, dico solamente che ancora molti passi devono essere fatti perchè esista una vera parità di genere.
    Però….però….nei “comportamenti” ho l’impressione che la donna abbia fatto “salti” da gigante.
    Un esempio: ho passato l’ultimo dell’anno con mia moglie ed altre tre coppie di amici ,in un ristorante molto bello e raffinato , la serata era allietata da piano bar.
    Accanto al nostro tavolo ce n’era uno con una ventina di signore dai trenta ai cinquant’anni con solo tre accompagnatori maschi, signore allegrissime e abbastanza caciarone. Il cantante ad un certo momento ha intonata una beguine molto ritmata, istintivamente mi sono alzato e guardando mia moglie ho accennato un gesto di ballo.
    Una bella signora di un metro e ottante si è fiondata verso di me , mi ha afferrato e mi ha trascinato a ballare. Niente di male , mia moglie ha giustamente riso…ho finito il ballo e salutato con un inchino. Personalmente , anche se solo, mai e poi mai ,mi sarei permesso tanta aggressività e sfrontatezza….Vuoi vedere che le cose stanno cambiando!

  55. il 08 gennaio, 2013 Nembo dice:

    Franco e ti lamenti? Spero che la -beguine- nn era di gruppo… Le cose sono cambiate già da diversi anni…solo che nn vogliamo ammetterlo, io su questo blog, ho sempre detto che le donne ha volte sono più toste di certi uomini, durante la mia vita lavorativa, in squadra avevo due donne, c’èra tra di loro -rivalità- ma ti assicuro che mi sentivo sicuro nei vari compiti di istituto che si lavorava insieme, l’evidenza nn si nasconde e mostra inequivocabilmente la determinazione che ormai hanno le donne, le stesse ora giustamente si trovano sulla prua di una nave e guardano sempre più un orizzonte nuovo, aperto, sempre più illuminato per ogni battaglia che hanno concquistato, lasciandosi alle spalle l’oscurità, i troppi bui per la quale erano soppresse, quale -oggetto- manipolato dai maschi e dai suoi desideri, oppressa anche dal potere di quei tempi dalla chiesa che, secondo gli slogan dei tempi passati vedeva in lei soltanto strumento di -riproduzione- purtroppo questo tipo di emancipazione e determinazione si ha solo in occidente. Però qualcosa si sta muovendo anche nel mondo “mussulmano” che in questi giorni in India per ora solo frange di donne hanno avuto il coraggio di scendere in piazza per manifestare il lo dissenso contro il governo che non ha il coraggio di inasprire le pene per gli uomini (bestie) che violentano non solo donne ma bambine. Mi auguro che presto anche nel mondo mussulamo, certi obiettivi vengono portati a termine a favore delle donne.

  56. il 08 gennaio, 2013 Lorenzo.rm dice:

    Sì, Franco, le donne stanno cambiando, hai ragione. Il problema è costituito dai “pesi” del tra tran familiare, che continuano a sopportare in grande misura da sole.


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