La mia Terra – La Valtellina

     

 

     

Mi preme molto rivisitare  questi luoghi così  suggestivi,  dalle caratteristiche particolari: è una terra difficile e aspra come il suo clima e i suoi abitanti,  apparentemente freddi e schivi, ma profondamente generosi, provati da   vicende storiche  difficili, a causa della prolungata occupazione austriaca che si protrasse fino alla fine della prima Guerra mondiale.

In realtà, è la terra di mia madre,  anche se nacque  a Biasca, Canton Ticino,  ma  la famiglia si trasferì a Bormio, quando era ancora una bambina. Io sono nata a Genova ma,  da giovane, ho trascorso diversi anni in quelle splendide Valli, con i nonni e altri parenti, pertanto, conosco bene tutti i luoghi dei quali parlerò;  gli usi, i costumi, i dialetti, in sintesi,  le varie particolarità, che mi piace ricordare e custodire. Data la notevole distanza da Roma ( oltre 800 km.), sono tornata  molto saltuariamente in Valtellina, ma mi è rimasta nel cuore.

 

Bormio e le Alpi Retiche

 

Il nome “Valtellina” (Tellina vallis) si trova per la prima volta in un testo di Ennodio, vescovo di  Pavia, al principio del sec. VI.   Secondo gli studi attuali, la spiegazione più convincente resta  quella che lo fa derivare da Teglio.  Il nome Telium (Tellium, Tilium),  tuttavia, comincia a comparire solo assai più tardi,   ma la posizione del borgo, dominante sulla media valle dell'Adda, e i reperti archeologici che testimoniano importanti insediamenti umani già in età preistorica, rendono altamente verosimile che Teglio fosse, anche in epoca romana, uno dei centri principali della Valtellina.

Il fiume Adda, scendendo dalla Valle di Cancano, sino a perdersi nel Lago di Como, traccia il corso della Valtellina, la quale tocca a levante il Trentino Alto Adige,  a sud le province di Bergamo e Brescia, a settentrione le terre svizzere dei Grigioni. Se si fa eccezione delle due vallate svizzere di lingua italiana, della Valle Poschiavo e della Val Bregaglia, da tutte queste zone la Valtellina è separata da montagne più o meno alte, alcune altissime fra le prime d'Europa;  basti nominare il massiccio del Bernina, il Cevedale e l' Adamello. Ad occidente la Valtellina finisce nel Pian di Spagna, un tempo paludoso, ora in gran parte bonificato e tocca le province di Como e Lecco.

 

Teglio - Palazzo Besta

 

La valle si sviluppa in una serie di bacini.  Le montagne chiudono quasi la valle, lasciando solo un piccolo e difficile accesso ad un altro ampio anfiteatro, che formava anticamente il contado di Bormio. Alcune Valli portano  all'Engadina e  ai Grigioni,  altre formano  la Valfurva. La Valle offre uno spettacolo suggestivo  di grande bellezza, attorniata dalle Alpi Retiche e  dall’Ortles

I principali valichi della Valtellina sono lo Stelvio che,  con i suoi 2758 metri,  è il più alto d'Europa.  Confina con l'Alto Adige, attraverso il passo San Marco verso la Val Brembana e quello dei Zappelli di Aprica verso la Val Camonica.

All'opposta estremità della Valtellina, verso il Lago di Como, si prolunga a settentrione la Val Chiavenna, terra di grossi traffici.  Le vie di comunicazione salgono per la Valle San Giacomo verso il  Monte Spluga, dal quale si accede alla Valle del Reno e a Coira, capitale del Cantone dei Grigioni. A est di Chiavenna  vi è la Valle della Mera, che comunica con la Svizzera, Val Bregaglia e, superato il Passo del Maloja, con l'Engadina. Il Capoluogo di Provincia è Sondrio. Altre località importanti sono: Morbegno, Teglio,  Tirano, Sondalo, Bormio, Santa Caterina  e Livigno,  che è in territorio extra doganale, come Campione d'Italia.

Ciascuno dei centri indicati ha delle caratteristiche proprie.

 

Teglio.           Vanta il bellissimo Palazzo cinquecentesco Besta.

 

Tirano.            E’ nota per il Trenino Rosso a cremagliera, Tirano-Bernina-St.Moritz, uno tra i  più particolari .  La cittadina vanta anche un Santuario dedicato alla  Madonna di Tirano in cui è situato uno splendido organo del Seicento - finemente intarsiato, la cui altezza raggiunge quasi 15 m. Di queste due meraviglie  ne abbiamo già parlato in Bosco, qualche tempo fa, ma, per chi non avesse in mente le immagini relative, le ripetiamo qui di seguito.

 

Trenino rosso Tirano-Bernina-St. Moritz

   

Tirano - Santuario....Organo Seicentesco

 

Sondalo.            Oggi è la sede   dell'Azienda Ospedaliera Eugenio Morelli.  Un tempo, località molto rinomata per il Villaggio Sanatoriale, il più grande d'Europa,  costruito nel periodo del Fascismo. Ospitava ammalati di tubercolosi, quando questa malattia era molto diffusa nel nostro Paese e non esistevano le terapie odierne.

 

Sondalo - Ex Villaggio Sanatoriale - Oggi Azienda Osped. Eugenio Morelli

 

Bormio - Terme - Piscina 4 stagioni

 

Bormio.            Stazione invernale di Sci.  Altitudine 1.250 m. Nota anche per le sue Acque Termali. Esse scaturiscono da ben 9 sorgenti situate sulle pendici  del monte Reit all'interno del Parco Monumentale dei Bagni di Bormio,  ad un'altitudine variabile dai dai 1280 ai 1420 metri s.l.m. Le acque minerali, tra le pochissime calde dell'area a sud delle Alpi, sgorgano ad una temperatura tra i 37° e i 43°C, variabile in funzione delle stagioni: più calde in inverno, perché il terreno gelato non consente le infiltrazioni delle acque pluviali; a temperatura variabile in estate, in rapporto alle precipitazioni atmosferiche. Sono impagabili, infatti, i bagni invernali alle Terme di Bormio, o "Bagni Vecchi".

 

Santa Caterina di Vallfurva

 

Santa Caterina di Valfurva.  Famosa Stazione invernale di Sci,  altitudine  1.738 m.

 

Livigno.          Territorio extra-doganale: Duty Free Area – Altitudine 1.800 m.

 

Livigno

 

Sulla strada  per Livigno si incontra  il paese di Trepalle, il centro più alto d’Italia e d’Europa,  che si trova a 2.069 m.  E’  uno dei luoghi più freddi in Italia: nell’inverno del 1956 si registrarono 45° sotto zero, considerata  la temperatura più bassa in territorio italiano, in epoca moderna. Chi si sofferma a Trepalle  vede un paese “fuori dal mondo”,  e si domanda come abbiano fatto i  “trepallini” a viverci nei tempi passati.

 

Trepalle -  (Livigno)

 

Il territorio dell’Alta Valtellina offre una grande varietà di spunti per una vacanza unica in montagna. Il paesaggio varia con  l’altitudine,  mostrando rigogliosi frutteti ed  estesi  vigneti  nel fondo valle, per arrivare fino alle nevi eterne dei ghiacciai. Innumerevoli sono le possibilità  per praticare gli sport più diversi e trascorrere il proprio tempo libero, scoprendo chiese, palazzi, vie e angoli nascosti dall’indubbio fascino.

 

Trascorrere  un soggiorno in Valtellina   significa anche gustare sapori particolari  e  piatti tipici.

                

 I Pizzocher (in dialetto valt.)

Bitto                                                                                   

 

Una delle  sue specialità sono  i pizzocheri.   Si tratta di  fettuccine  di farina di grano saraceno: si cuociono con patate a pezzetti,  un mazzo bieta tagliata, la verza, tagliata anch’essa e fagiolini del luogo, di colore giallo, in mancanza di questi a nche quelli verdi vanno bene..  Quando sono cotte, si scolano con il mestolo, eliminado tutta l’acqua, e si depositano a strati un una zuppiera, coprendole via via  con formaggio  fresco locale a pezzettini, spolverandole altresì col  parmigiano. Si condiscono, infine, con burro fuso, fatto sciogliere con due spicchi d’aglio e salvia.

 

Bresaola

 

In seguito, c’è la Bresaola, carne di manzo salata e stagionata. Famosi  sono  i formaggi  valtellinesi, freschi e stagionati:   tra i più noti il Bitto, la Scimuda e il Scimudin. Altra leccornìa, i funghi porcini e la Bisciola. Quest’ultima è un dolce natalizio, simile al panettone, preparata con farina di grano tenero, farina di segale e di grano saraceno, arricchita con fichi, uvetta, noci, pinoli e nocciole.

 

Schimudìn (in dialetto)

 

Infine ci sono i pregiati vini della Valtellina: lo Sforzato, il Sassella, il Grumello, l’Inferno, ecc., il tutto  è accompagnato dalla squisita cordialità  dei Valligiani, che renderà la vacanza assolutamente indimenticabile

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Sassella

 

Altra caratteristica artigianale sono i “Pezzott”. Si tratta di  tappeti storicamente confezionati in Valtellina. La lavorazione è esclusivamente manuale: dalla  scelta dei tessuti fino alla realizzazione del tappeto finito. La creazione di prodotti realizzati completamente a mano e l'impiego esclusivo di materiali di origine naturale, come il cotone, la lana, il lino, il velluto e la ciniglia, sono le basi che si adottano per la loro creazione. In particolare,  l'impiego del velluto per la trama e del filo di lino per l'ordito, sono fra i punti di forza della produzione. Questi materiali sono molto pregiati, ma allo stesso tempo hanno indubbie difficoltà di lavorazione. Un tappeto realizzato in velluto e lino, è innegabilmente un elemento d'arredo di elevato valore stilistico e di notevole pregio artistico.

 

Pezzott

   

 Le usanze locali,  parlando di  tempi abbastanza  lontani, erano varie e particolari. Vivissimo è ancora il ricordo della preparazione del pane e del profumo che usciva dal forno a legna. Oltre a quello abituale di farina bianca,  si usava fare anche il pane di "farina nera". Si trattava della farina di grano saraceno, ed era chiamata così per il suo  colore  grigio. Il tipo di pane veniva chiamato "carcent", il cui gusto e profumo erano deliziosi! Ora, penso che non lo faciano  più.

Altra caratteristica, nelle rigide e nevose serate invernali, era quella di radunarsi nelle grandi  stalle dei vicini benestanti,  di coloro che avevano molte mucche, capre, pecore ecc., dove c'era un bel calore  e  comodi sgabelli, a "far filò"!  Ciò significava passare il tempo lavorando a maglia, cucire, rammendare e raccontarsi  i lavori fatti nel corso della giornata e quelli da fare l'indomani. Questi incontri,  di fatto, rappresentavano anche un tipo di vita sociale, riguardavano soprattutto  le donne, ma non escludevano  gli  uomini. Questi ultimi, tuttavia,  si occupavavo  di  portare il fieno per il bestiame, assistere le mucche in gestazione, pulire le mangiatoie ecc. Intervenivano raramente nei discorsi femminili. La permanenza nelle stalle significava anche un risparmio della legna per i camini.

Infine, è interessante ricordare, l’usanza  legata alla liturgia cattolica, praticata ancora oggi a Bormio: le sfilate dei “Pasquali”, i presepi nel periodo di Natale, e  il “Gabinàt”,  nel giorno dell’Epifania. Chi si fa soprendere dall’esclamazione “gabinàt”, per consuetudine, deve offrire semplici dolci o una bicchierata, cioè “pagà ‘l gabinàt”, a chi l’ha còlto di sorpresa.

E’ sempre molto gratificante ripercorrere gli usi e i costumi delle nostre regioni,  tanto  vari e significativi,  così come è bello ricordare i  dialetti locali,  che sarebbe molto importante continuare a mantenerli vivi e praticarli, almeno quando si è sui luoghi.

   

     

 

Richard Clayderman  -  Pastel


COMMENTI

  1. il 13 giugno, 2013 enrica.Co dice:

    Giovanna come ben sai, la valtellina mi rievoca bei ricord, la moglie di mio fratello è di Morbegno, e mi portava con se e con i miei nipoti, quando andava dai suoi genitori nelle vacanze estive, precisamente nel paese di Civo Chempo,ho visto portare le mucche all’alpe e sempre all’alpe fare il formaggio in pentoloni enormi di rame, poi ho fatto 3 volte il trenino del Bernina ,Livigno e Tre palle, ricordi di una Enrica giovane, che credeva che tutto fosse bello, ho acquistato le mie fedi di matrimonio a Livigno, un gioielliere di Como aveva due negozi e mi aveva mandato a Livigno a prenderle, mi manca Teglio non ho avuto mai modo di vederla e le terme di Bormio, chiamate i BAGNI VECCHI, ora però ci sono anche i bagni nuovi, dicono però che la atmosfera dei bagni vecchi sia speciale, e poi Caspoggio, dove mia figlia per ben 5 anni passava tuto il mese di luglio al fresco, Chiesa in Valmalenco tutti posti bellissimi …grazie Giovanna

  2. il 13 giugno, 2013 giovanna3.rm dice:

    Enrica, è molto bello sentirti parlare dei luoghi che ho appena descritto, che anche tu conosci bene. C’è molta diversità tra i paesi della Bassa Valtellina, come Morbegno, Cosio, Sassella, Colico,ecc., e quelli dell”Alta, sia per le usanze, i dialetti, la cultura etc.
    E’ del tutto evidente, più si sale più le difficoltà, come quelle della temperatura, si accentuano e così il tipo di vita. Anch’io andavo spesso a Livigno: l’impressione era di andare “all’estero”!!! Hai ragione, i Bagni Vecchi di Bormio hanno sempre avuto un grande fascino.
    Grazie per i bei ricordi che hai voluto rievocare.

  3. il 13 giugno, 2013 enrica.Co dice:

    MI SONO SCORDATA DI SCRIVERE CHE UN ANNO CON MIO MARITO E MIO FIGLIO SONO STATA A FUMERO, UNA FRAZIONE FUORI SONDALO POSTO TRANQUILLO FATTO PER PASSEGGIARE E PER CERCARE FUNGHI,SI ORDINAVA IL CIBO IL GIORNO PRIMA E VENIVA CONSEGNATO CON LA MOTO IL GIORNO DOPO MA MI RIEVOCA RICORDI POCO GRADEVOLI, EPPURE e’ UN POSTO BELLISSIMO NON C’è NULLA SOLO PACE E NATURA

  4. il 13 giugno, 2013 Giuseppe3,ca dice:

    Bellissima descrizione Culturale/ Turistica/ Geografica/ Artistica/ Artigianale senza trascurare gli aspetti dei prodotti locali e sapori delle specialità culinarie.
    Brava Giovanna, un intrigante invito a visitare Valtellina e dintorni. C’è proprio da farci un pensierino. Grazie.

  5. il 13 giugno, 2013 Lorenzo.rm dice:

    Ottima l’idea di Giovanna di descrivere anche i luoghi delle sue radici. Luoghi bellissimi e “rudi” che integrano efficacemente quelli di altre regioni illustrati in precedenza. Grazie Giovanna. Visto che le tue origini sono abbastanza complesse, puoi parlarci anche della Liguria e del Piemonte, oltre che del Lazio. Con comodo, naturalmente.

  6. il 13 giugno, 2013 riccardo2.co dice:

    La mia prima volta in Valtellina, proprio nel paesino di Trepalle, è stata anche la mia prima vacanza lontano da casa, avevo quattordici anni e quel viaggio con una vecchia 1100 D l’ho ancora impresso nella memoria, la salita del Foscagno dove se incontravi un altro veicolo rischiavi di finire a valle per la via dei dirupi, il taglio del fieno, le mucche all’alpe, e il trauma della prima colazione alla maniera dell’Engadina, latte, caffè d’orzo, salamini sotto strutto, che andavano immersi nel latte caldo per sciogliere il grasso indurito dal freddo, del sotto scala.
    Mi piaceva molto il loro modo di parlare, e come tutti i ragazzi l’ho capito quasi subito, il problema era parlarlo,
    ma con delle grandi risate degli amici pian piano ci sono riuscito, anche se ora ricordo poco, visto che ho passato alcune estati di gioventù, e poi andavo si in Valtellina, ma nella parte bassa al massimo fino al capoluogo Sondrio.
    Grazie Giovanna di avermi fatto ricordare le mie estati a Trepalle e Livigno.
    Ti saluto con il saluto in rima che mi insegnarono allora.
    Bona nöcch fin doman ora a lì öcch.
    Buona notte fino domani alle otto.

  7. il 13 giugno, 2013 giovanna3.rm dice:

    Ti ringrazio Pino. Proprio tu che parli spesso della tua terra, sai bene quanto importanti siano le origini e le radici, nonché la cura necessaria per mantenerle vive.
    Come ha osservato Lorenzo, le mie sono un po’ complesse, ma
    anche intriganti e mi ha spronato a seguitarne il racconto. Cercherò di farlo, senza annoiare i lettori, mi auguro….

  8. il 13 giugno, 2013 giovanna3.rm dice:

    Caro Riccardo, che simpatico il raccontino della tua vacanza a Trepalle! So bene quanto copiosa, varia , e non proprio leggerina, sia la colazione della mattina dalle nostre parti.Hai dimenticato di aggiungere i vari tipi di formaggio….Spesso si aggiungeva anche qualche avanzo della cena dela sera prima….
    Il detto che riferisci, in dialetto, era uno dei preferiti di mio nonno!
    Un abbraccio.

  9. il 13 giugno, 2013 alba morsilli dice:

    sono nata e vissuta a Genova città di mare ma amo la montagna da morire,dove le persone non si conoscono si incontrano e si salutano.
    Amo la geografia ma non avevo mai letto un libro così perfetto fatto con il il ricordo dei tempi.
    Strana la vita nasci a Genova vivi a Roma ma nel cuore hai la Valtellina

  10. il 13 giugno, 2013 giovanna3.rm dice:

    Hai ragione Alba, nella mia esistenza ci sono stati eventi un po’ strani, che mi hanno portata in diversi luoghi della Penisola!. La vita è sempre piena di sorprese, per lo più impreviste e sfaccettature varie ma val sempre la pena di viverle!
    Grazie per il tuo gradito intervento.
    Un abbraccio.

  11. il 13 giugno, 2013 sandra vi dice:

    Sei stata brasvissima Giovanna hai descritto la Valtellina con tanto amore e precisione ,che mi hai fatto ripercorrere molti di quei luoghi che conoscevo ,con tanta nostalgia .Mio marito amava molto fare le vacanze a livigno ,avevamo amici a Teglio e amavamo anche la cucina locale ,Io ero bravissima a cucinare i pizzoccheri.Appena possibile ho portato i miei nipoti a fare il giro col trenino.Grazie ,quanta nostalgia !Mi fa iacere che se io ora devo limitarmi a ricordare,i miei appena possono un giro nn se lo lasciano sfuggire.

  12. il 15 giugno, 2013 Giulio Salvatori dice:

    Grazie Giovanna. E con questo grazie sarebbe già finito il mio commento perchè ogni cosa detta sarebbe superflua.E sarebbe inutile ancora farti dei complimenti:”sporcherei” la bella descrizione storica,turistica ricca di tradizioni etc.Io che nel mio passato lavoro mi sono trovato spesso fra concorsi letterari etc, raramente ho letto, -voglio dire VISTO- un testo così illustrato, e, non mi riferisco alle foto.Hai saputo inzuppare il pennello nei giusti colori col sentimento del cuore. Mi fermo qui, non voglio apparire il “critico” di passaggio.Mi ha fatto veramente piacere leggerti.

  13. il 17 giugno, 2013 Carlotta dice:

    Bene Giò… mi hai fatta tornare indietro nel tempo ^_^
    Ai paesaggi incantati coperti di neve, alle miriadi di luci che, nel periodo natalizio, li rendono quasi fiabeschi, a quel cielo stellato così vicino…che ti sembra di poterlo toccare.
    La cioccolata calda, bevuta con gli amici dopo una giornata sulle piste, intorno alla stua, il vin brulè nei rifugi.
    L’odore della fonduta e della polenta con i funghi (capriolo-lepre-cervo, mai assaggiati!)
    Livigno, Andalo, Bormio e la Valtellina… sono nel mio cuore.


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