L’angolo del dialogo
Scritto da giovanna3rm il 3 Giugno 2013 | 58 commenti- commenta anche tu!

E’ un articolo di Davide Giacalone che ho trovato in ls Blog.it , il blog in formazione che si avvia a sostituire il Legno storto. Mi pare degno di riflessione, nel caso ne avessimo voglia. Io ci spero.
“Mentre l’Italia, con Roma capitale anche in questo, affonda nella spazzatura e nelle discariche, in Svezia e Norvegia si trovano a fare i conti con un’emergenza rifiuti che da noi sarebbe considerata paradisiaca: ne hanno troppo pochi. Hanno commesso un errore, che se qualcuno lo avesse fatto anche dalle nostre parti meriterebbe un monumento: sono stati costruiti troppi impianti di termovalorizzazione. Il che crea loro un guaio serio, visto che da quegli impianti deriva l’energia elettrica e il riscaldamento per gran parte della popolazione.
La drammatica e ridicola arretratezza italiana è il frutto sì di una classe dirigente e politica pietosa, ma anche di una popolazione con scarso senso della realtà, di un sistema dell’informazione drogato dall’idea che denunciare e maledire serva a vendere ed essere ascoltati, di una collettività (di cui, ovviamente, faccio parte) tendenzialmente idiota. Dunque, si diceva della Norvegia e della Svezia, che ogni anno buttano nelle loro discariche il 2% dei rifiuti. Da noi si considera un gran successo se il 30-40% dei rifiuti riesce ad essere trasformato in combustibile. E la percentuale non si riferisce mica alla totalità dei rifiuti, come nei due paesi nordici, ma a quelli trattati.
Bruciando rifiuti, ricavandone calore e energia, i loro impianti salvaguardano l’ambiente, immettendo nell’atmosfera gas serra in misura largamente inferiore da quelli sprigionati da una discarica. A volere tacere di tutti gli altri avvelenamenti che da quelle derivano. Da noi, invece, se proponi di aprire impianti per il trattamento e la valorizzazione dei rifiuti ti trovi subito a fare i conti con qualche decina di comitati civici che gridano contro i veleni. E l’inquinamento, invece, non solo lo difendono, ma lo promuovono: la diossina derivante da discariche è infinitamente superiore a quella da combustione. I veleni delle discariche li mangi e li respiri, quelli della combustione li imprigioni nei filtri e li porti sotto il livello prodotto dalle nostre caldaie. Noi stiamo utilizzando il sistema più dispendioso, puzzolente e inquinante, ma lo facciamo in nome del non inquinamento e del blocco di ogni iniziativa economicamente sensata.
Loro, in nome del buon guadagno, stanno vivendo con il sistema più redditizio, più profumato e meno inquinante. Vogliamo parlarne, ai tanti forsennati prezzolati dell’ecologismo medioevalistico e affaristico? La Norvegia è un Paese produttore di petrolio, ma lo esporta, arricchendosi. Alla produzione d’energia provvede in parte significativa la spazzatura (oltre che l’idroelettrico). Nel rifornirsi di spazzatura, questi paesi non affrontano una spesa, ma un guadagno: 100-150 euro a tonnellata. Chi paga? I fessi che sanno solo buttarla nelle discariche e che se le ritrovano piene, fetenti e avvelenanti. Noi. Paga il contribuente italiano, che così riesce a diventare più povero e vivere in un ambiente più sporco.
Ma è lo stesso contribuente poi pronto a opporsi agli impianti, anche perché sospinto da informazioni distorte (brava, invece, Elena Dusi, su Repubblica). E’ il contribuente che vuole l’acqua “bene pubblico” pensando così di opporsi ai profittatori privati, invece consegnandosi nelle mani delle municipalizzate politicizzate, inefficienti e tassatorie. E’ il contribuente pronto a credere a tutte le balle che gli raccontano, ma non disposto a vedere le balle di spazzatura che paghiamo per chiedere agli altri (anche tedeschi e olandesi) di sfruttarle e arricchirsene, dato che noi non ne siamo capaci. Passiamo alle proposte: telecamere, giornalisti non anticipatamente deviati, gruppi politici e scolaresche vanno portati in gita a Oslo o a Roskild (Danimarca). Nel programma è prevista la colazione al sacco, nei prati antistanti quegli impianti.




E’ un argomento che ci fa arrabbiare correntemente con discussioni e proteste senza fine. E invece bisognerebbe che ce ne occupassimo in modo positivo. Per trovare soluzioni invece che motivi di contrasto. Io la vedo così.
gRAZIE A gIOVANNA PER LA MUSICA E LE VIGNETTE.
LORENZO HAI MESSO GIU’ UN ARTICOLO A DIR POCO*ESLPOSIVO*NOI LA SPAZZATURA PREFERIAMO*MANGIARLA*RESPIRARLA*PERCHE’DOVREMMO UTILIZARLA IN MODO PIU’ INTELLIGENTE?COME FAREBBERO DOPO TANTE PERONE*AMBIENTALISTI*ECOLOGISTI*CONTESTATORI PROFESSIONISTI*E ANCHE ALCUNI POLITICI*A CONTESTARE?ANCHE XVENDERE LA SPAZZATURA HA UN TORNA CONTO HO NO?NOI LA MANDIAMO VIA MICA GRATIS*DOBBIAMO PAGARE*E CHI PAGA?SEMPRE NOI*E CHI CI GUADAHNIA?MICA IL POPOLINO..MA FORTI ORGANIZAZIONI*NOI COME SEMPRE SAPPIAMO ANDARE NELLE PIAZZE CON STRISCIONI ACONTESTARE*E LI FINISCE*PERCHE’ LE INFORMAZIONE CHE VENGONO DATE DAI MEDIA NON SONO CORRETTE*HAI MAI SENTITO CHE LA SPAZZATURA PUO’PORTARE DEI BENEFICI ECONOMICI?UNA PERSONA SU FOCUSX NE AVEVA ACCENNATO è FINITO TUTTO NEL DIMENTICATOIO*CONTINUIAMO TRANQUILLAMENTE A MANGIARE VERDURA E FRUTTA COLTIVATA VICINO ALLE DISCARICHE*A RESPIRARE LA DIOSSINACHE NE DERIVA DALLE ESSALAZIONE*QUINDI NOI ABBIAMO CAPITO TUTTO* MI FERMO LORENZO*TI HO DETTO CHE IL TUO ARTICOLO è ESPLOSIVO*SE DOVESSI ANDARE AVATI MI MANDEREBBERO IN GALERA* MI PIACEREBBE SENTIRE ALTRI PARERI*MI AUGURO CHE CI SIONO*
Devo dire che fare una raccolta differenziata seriamente impone impegno, dividere carta,plastica, vetro, alluminio, pet e umido non è cosa da poco ci vuole una stanza solo per questo. Recentemente il mio comune ci faceva notare che il grosso dei rifiuti è dato dai rifiuti organici e ci invitava a prendere delle compostiere.IO l’ho acquistata ed è vero il mio sacco nero ci mette molto di più a riempirsi, ma ora ci vuole il trituratore,ci vuole chi la svuota è un’altro impegno,e il nostro comune invita chi non ce l’ha ad usare quello dei vicini, per risparmiare, sopratutto sulle spese, non so dove portano gli altri rifiuti,so che nei paesi vicino al mio hanno fatto un consorzio e tutti i rifiuti dei giardini parlo di alberi siepi foglie vanno portati in un centro chiamato la “grande stufa” e che con questo il paese di Villa Guardia fa funzionare le caldaie di diversi cittadini
ecco cosa hanno fatto in un paese vicino al mio, non me ne int la centrale cogenerazione di teleriscaldamento a biomassa che dal 21 novembre 2010 ha iniziato a coprire il fabbisogno energetico (riscaldamento invernale e produzione di acqua sanitaria) di parte degli edifici del comune di Villa Guardia in provincia di Como.
L’impianto in realizzazione prevede la produzione di calore per riscaldamento urbano in una centrale termica che sfrutta come combustibile residui da lavorazioni agricole, forestali e pulizia dei boschi.
Tale fonte di energia primaria fa parte di quelle fonti di energia rinnovabili classificate come biomasse e di cui le norme di attuazione del Piano Energetico Nazionale (Legge 9 gennaio 1991, n. 10), del Piano Energetico della Regione Lombardia, del Piano Energetico della Provincia di Como e della Commissione Europea (Piano d’azione della biomassa, dicembre 2005) prevedono lo sviluppo e l’incentivazione.
Il progetto ambientale collegato all’iniziativa mira a mantenere in loco le risorse oggi spese per
l’approvvigionamento di combustibili fossili.endo ma Vi sembra anche questa una soluzione?
I nostri avi costruivano l’abitazione sopra la stalla, risprmio energetico, in molte malghe ancora oggi con il letame e gli scarti oganici si crea gas che viene usato per riscaldare e illuminare, piccoli segnali di come si può ricavare beneficio dai nostri rifiuti, mettiamoli in grande con termovalorizzatori di ultima generazione, cominciamo prendendo esempio dai paesi scandinavi, aggiungiamone altri a quelli che nel nostro paese già sono in funzione.
Visto che noi siamo tra i più abili creatori di nuovi progetti diamoci da fare per creare nuovi impianti da poter usare sul suolo nazionale, e rivendere anche ad altri stati forse cosi potremo migliorare la nostra bilancie dei pagamenti, e il nostro territorio già martoriato da discariche legali e abusive.
Grazie Lorenzo ci hai proposto una riflessione che andrebbe fatta oltre che da noi eldyani anche dai nostri burocrati, e anche da quegli ecologisti fondamentalisti che vorrebbero vivere con l’aria e il suolo puliti, ma nel contempo viaggiare in macchina usare il pc e avere ogni comodità alla portata di mano.
Un saluto verde a boscaiole e boscaioli.
Grazie, Enrica, delle valutazioni e delle informazioni che ci dài. Ecco, bisognerebbe che circolasse una ragnatela di elementi atti a far capire e a trovare soluzioni concrete. Se continuiamo con le polemiche e con i casini generalizzati non andiamo da nessuna parte.
E grazie a Riccardo. Le bugie prevalgono spesso sugli elementi di conoscenza. Come, spesso, i manifesti di ambientalisti a senso unico. Facciamo, facciamo e non prendiamoci per i fondelli.
Lorenzo ,il tuo articolo e’ molto interessante,a Desio il comune ha diviso la citta’ in tre zone ha distribuito sacchi con precise normative per il loro contenuto .Ogni condominio ha poi 3 bidoni x carta ,vetro e rifiuti organici da mettere in sacchetti biodegradabili ,La raccolta viene fatta due volte la settimana.Dai rifiuti organici (nn so come funziona ) aabbiammo acqua calda per ora serve scuole e ospedale ,per i condomini occorre fare domanda.Sono lontana da ottobre spero che le cose siano migliorate ,in tutti modi un inizio c’era.
LORENZO ,NOI FACCIAMO DA MOLTI ANNI LA RACCOLTA DIFFERENZIATA*NON SO DIRTI I BENEFICI*ANCHE PERCHE’ NESSUNO DICE NULLA*VORREI TANTO SAPERE*IL COMUNE CI RIFORNISCE REGOLRMENTE I SACCHETTI X L’UMIDO*MI AUGURO CHE ALMENO QUELLO VENGA UTILIZATO*COME ERA STATO DETTO X CONCIME NATURALE*IO FACCIO ANCHE LA RACCOLTA DEI TAPPI E LI DO’ ALLA CHIESA*SONO STATI CON QUESTI PRESI DEGLI ARTICOLI SANITARII X DISABILI*MI AUGURRO CHE ANCHE IL RESTO VENGA UTILIZATO*
Che in Italia i politici siano inetti e collusi ,basta guardare i telegiornali e vedere dove ci hanno portato ,soprattutto negli ultimi vent’anni.
Per le “privatizzazioni” non sono molto d’accordo , basta un caso per tutti “l’ILVA” di Taranto .
L’acqua è un bene troppo importante e sociale per darlo in mano agli speculatori, perchè “il privato” non è formato da monaci trappisti , ma da individui che fanno giustamente il loro interesse .Se mai cominciamo a mettere le mani sulle “municipalizzate” , se necessario le commissariamo, cacciamo gli inefficenti e le liberiamo dai partiti.
Per la “monnezza” , come dicono a Roma ….solo qualche dato sulla “raccolta differenziata” …..dato medio taliano 33,6% ….nel nord 49,1%……nel sud 21,2% ……in Germania ed in Austria (le due nazioni più vicine) la raccolta differenziata supera il 60%……..mi vien che ridère!
il senso civico è un dovere, purtroppo oltre ai politici a noi manca la voglia di fare sacrifici, e forse anche gli spazi, chi vive in un condominio in 40/5o mt quadrati avrebbe bisogno degli spazi per poter separare tutto, nei contenitori esterni, c’è di tutto xk non abbiamo senso civico, e questa e solo educazione e senso civico
Agli inizi degli anni ’90 ebbi modo di visitare una importante cittadina tedesca sede delle storiche industrie Krupp, famose per le acciaierie e per la produzione di materiale bellico durante l’ultimo conflitto mondiale. Con mia grande sorpresa trovai una ridente città ecologica con bellissimi giardini e grandi spazi a misura d’uomo dove i bambini potevano giocare liberamente: di stabilimenti industriali neppure l’ombra. All’interno della città, una vecchia birreria era stata riadattata a capiente ed accogliente ristorante; il ‘gasometer’, la torre in acciaio che era stata un tempo il deposito del gas, era stata trasformata in torre belvedere (alta 117 metri). Fu proprio salendo su questa torre che ebbi modo di vedere in lontananza una ciminiera fumante. Oh, ecco finalmente uno stabilimento industriale, pensai. Da informazioni assunte in loco venni a sapere che si trattava di un impianto termovalorizzatore dove veniva bruciata la ‘monnezza’ proveniente dall’Italia a treno completo. Noi chiaramente pagavamo sia il trasporto che le spese di smaltimento mentre loro ne traevano benefici. Ho voluto raccontare questo mio episodio di viaggio e vita vissuta per mettere in evidenza quanto siamo ancora indietro in materia di riutilizzo delle nostre risorse ‘monnezare’.
Quando ci adegueremo?
Grazie, Elisabetta, del tuo commento, che leggo in ritardo r trovo giusto, coraggioso e stimolante. Tu sai che gli articoli che metto fungono da apripista, in genere per argomenti che possono e devono suscitare un dialogo. Mi sembra che quello dello smaltimento dei rifiuti sia un argomento in cui, più che trovare soluzioni condivise, i responsabili del nostro Paese si sentano autorizzati soltanto a polemizzare tra loro e trovare motivi di divisione, oltre che di propaganda politica. Speriamo che l’esperienza di altri Paesi ci costringa ad imboccare la strada giusta. Ne va del bene dei cittadini e della salvaguardia dell’ambiente.
Grazie, Sandra, delle informazioni che ci dài in merito all’esperienza del comune di Desio. Quando ci torni facci sapere, per cortesia, come funziona l’esperienza.
Grazie, ancora, ad Elisabetta per il secondo intervento, che ci dà preziose informazioni sulla raccolta differenziata nel suo comune. Condividiamo con lei l’auspicio che tutta la spazzatura venga gradualmente impiegata per operazioni di riutilizzo e riciclo.
Grazie a Franco per i suoi giudizi, che personalmente condivido. Sì, salvaguardiamo i beni comuni e utilizziamo la spazzatura nel modo migliore possibile, come sono abituati a fare da tempo Paesi più evoluti e meno “politicizzati” di noi. Ho messo fra virgolette politicizzati perché non è così che si fa o si dovrebbe fare la politica.
Sì, Enrica, ci manca il senso civico ma abbiamo anche sopportato per anni le indecisioni ed i cambi di direzione dei responsabili. Per esempio, sono stati sollecitamente tolti di mezzo gli spazi condominiali per la spazzatura, hanno messo quegli orribili secchioni, sempre pieni e maleodoranti, hanno eliminato la raccolta porta a porta. Ma, al fondo di tutto c’è, o dovrebbe esserci, la volontà, quella politica in particolare. Speriamo.
chissa quanto tempo dobbiamo ancora attendere per valorizzare questa risorsa,che ci porterebbeun grande contrbuto sul risparmio ernergetoco(i rifiuti che oggi spendiamo un sacco di soldi per lo smaltimento ?)
credo che noi italiani soffriamo di un qualche complesso che ci fa volere tutto e il contrario di tutto, ma a spese degli altri. La spazzatura? nooo, vicino casa mia non la voglio, è maleodorante! l’alta velocità? vedi Tav: no è inutile c’è il trasporto via ruote. Le centrali nucleari? sono inquinanti e pericolose, i termovalorizzatori? fanno fumo, ecc.ecc. tranne poi a morire di cancro per l’amianto, che ci è stato imposto di usare perchè allora andava bene e faceva arricchire qualcuno, e poi si è scoperto che era malefico.Bisognerebbe fare dei quartieri, delle città pilota, e adeguare tutti gli altri luoghi in base agli esperimenti fatti. Hanno ristrutturato un quartiere fatiscente che è diventato il fiore all’occhiello del paese con pannelli solari messi sulle pareti ed altre soluzioni che non ricordo più, e si è fermato a quell’esempio. Hanno costruito delle case particolarmente attrezzate per il risparmio energetico, che addirittura come i girasole si spostano per assorbire la massima potenza,e non si è fatto più niente. Ho visto esperimenti molto casalinghi fatti da persone con una bella mente, ma ci vogliono una infinità di permessi e licenze per attuare questi ritrovati. Saremo sempre ad aspettare che qualcuno agisca al posto nostro, che rischino gli altri perchè io ho famiglia…
io credo che dobbiamo scrollarci di dosso il malcostume e diventare piu altruisti.
Il problema spazzatura non dovrebbe esistere, o meglio dovrebbe essere un reddito per il proprio comune, regione, provincia, purtroppo non è così nel nostro bel paese sopratutto al centro sud, perchè il problema dei rifiuti è politico e solamente la politica può risolverlo non escludendo però l’aiuto dei cittadini, è chiaro che ogni territorio si oppone a divenire discarica perchè ognuno poi ha le proprie ragioni, così facendo faremo guadagnare sempre più Svezia Olanda,Germania, Danimarca, Norvegia, ho citato alcuni paesi che con i nostri rifiuti ci guadagnano. Da noi il problema rifiuti esiste e sarà sempre maggiore specialmente ora che arriva estate, si avrà sempre più un delapidamento di miliardi di euro ingrossando sempre più le varie cosche della mafia, camorra ecc… e, dei politici corrotti, gli stessi per motivi di emergenza hanno assunto tramite i vari commissari straordinari, sindaci, vari presidenti delle regioni, centinaia di lavoratori su base clientelari di varie società senza poi adibirli a nessun lavoro per risolvere lo smaltimento dei rifiuti, il lavoro è stato fatto dai militari, con mezzi dell’esercito, mentre poi alcune amministrazioni locali e non hanno messo a bilancio pure le spese per lo smaltimento rifiuti. Senza fare nomi di regioni, le stesse si sono presi i soldi oltre che dallo Stato, anche dalla Comunità Europea per costruire impianti per compostaggio, ma nulla o quasi è stato fatto. Abbiamo delle direttive Europe, ma in certe regioni non si applicano le normative e così paghiamo pure le sanzioni, credo che i rifiuti siano delle opportunità per avere dei progetti virtuosi che migliorano la vita di tutti i cittadini, ma purtroppo non è così. Negli altri stati si costruiscono termovalorizzatori, gli stessi a volte non hanno nemmeno più spazzatura da bruciare, e litigano per averla, noi invece l’asportiamo, pagando milioni di euro. A Sandra posso dire che non solo Desio ha il teleriscaldamento, ne fruiscono anche altri comuni che sono soci del forno sito in Desio ( Bovisio, Varedo,) altresì in Brianza c’è pure Monza, Cinisello B., e altri comuni, bene hano fatto queste amministrazioni dato che dobbiamo bruciare i rifiuti, almeno recuperiamo una parte dell’energia, certo che non saranno le caldaie smantellate per mettere quelle confacenti al teleriscaldamento ad accrescere la gloria di questo comuni virtuosi, oltre agli edifi pubblici, molti privati si sono allacciati specialmente i condomini che hanno usufruito degli incentivi, su questo teleriscaldamento non sono molto convinto poichè per recuperare i soldi spesi per la messa in opera dei vari tubi dell’acqua calda, rottura strade, rifacimento asfalto, ecc.., passeranno anni e anni, tantè che hanno sospeso l’allargamento della rete, così facendo le soluzioni si spostano a valle anzichè risolverli. Bisogna utilizzare le fonti di calore pulite e meno inquinanti tipo ” calore geotermico” ovvero calore della terra energie rinnovabile, così facendo si protegge anche il pianeta. Come dici tu Lorenzo speriamo di avere quella politica “particolare” che ci farà vivere meglio con i nostri rifiuti, non dico di arrivare al record di Pordenone per la differenziata 77%, ma almeno ragingere il 50%!!! In Brianza dicono… la vedi dura! La vedo dura. In passato mai è stato affrontato politicamente con la giusta attenzione questo problema e ora ne paghiamo le conseguenze.
Sì, Wanda, dobbiamo cambiare il nostro modo di pensare. Ma credi che sarà facile? Qualche rischio dobbiamo correrlo anche noi cittadini, che dobbiamo farci sentire di più.
Giuseppe, sono d’accordissimo con te: dobbiamo essere più lungimiranti e altruisti. Ormai è ben chiaro che con i rifiuti, magari diminuiti, dobbiamo convivere e utilizzarli al meglio. Altro che fare manifestazioni per i motivi più futili, il primo dei quali è che non li vogliamo vicini a noi (come se non li avessimo prodotti).
E vengo a te, Fiorenzo Nembo. Dire che condivido tutto ciò che affermi è dire poco. Sono iscritto alla tua squadra, caro amico.
Ancora una volta il Blog che sostituirà “Il Legno storto”, a cura di Giacalone ci presenta un articolo di grande interesse. Ciò che accade nel nostro paese, praticamente in ogni settore, lascia sempre perplessi – per usare un eufemismo – per quanto riguarda il problema della spazzatura raggiunge limiti estremi!
La differenziata nei vari paesi europei esiste da anni e, come ci informa Giacalone, riescono non solo a smaltirla con grande facilità ma sono anche in grado di ricavarne degli utili, sia in energia che in calore, tant’è che sono perfino interessati a comperare la spazzatura da altri paesi, come il nostro. E noi? Che facciamo?
Anzitutto, ora che la differenziata è prevista in diverse regioni, non sappiamo nemmeno gestirla in modo civile: mischiando qualunque cosa nel modo peggiore possibile.
Ma la cosa più importante sarebbe costruire gli impianti necessari per il trattamento e la valorizzazione dei rifiuti stessi, nonché il riciclo di alcuni materiali. Questi impianti, naturalmente, avrebbero dovuto essere creati da lungo tempo, anziché perderne in discussioni sterili e di nessuna utilità.
Invece, come ci precisa egregiamente l’autore dell’articolo,
siamo soltanto capaci di opporre resistenze non avendo, peraltro, le idee chiare in proposito.
Ebbene, anche noi cittadini dovremmo fare il nostro dovere , intervenendo al livello locale: nei piccoli centri sollecitare i rispettivi rappresentanti comunali, noi, a Roma, i nostri Municipi, ad informare correttamente i cittadini e prendere ad esempio proprio da quegli stati come Norvegia, Svezia, Olanda, Danimarca ecc., che sono riusciti a risolvere egregiamente il problema della spazzatura e rifiuti, addirittua con un ritorno economico!
Nel nostro piccolo potremmo agire, scrivendo, preparando petizioni da presentare ai rispettivi responsabili comunali e, credo, che avremmo fatto semplicemente il nostro dovere.
Avendo a disposizione un mezzo di comunicazione come Eldy, non si potrebbe studiare la maniera di riunirsi, a seconda delle città e paesi di appartenenza, per promuovere delle petizioni ben mirate? Pensiamoci….Chi ha fatto politica per lunghi anni potrebbe dare una mano per predisporre un testo, che possa essere inviato alle autorità comunali interessate. Che ne pensate?
Ottima la tua idea, Giovanna. Partiamo, magari, da un comune virtuoso e diamoci da fare.
Condivido il tuo pensiero Giovanna, nel nostro piccolo, con l’unione tra noi, possiamo proporre e fare grandi cose. Proviamoci.
Carissima Giovanna ,quello che scrivi è giustissimo!
Faccio parte di un Comitato di cittadini che si è opposto al fatto che il Comune intendeva costruire sui prati dei pozzi acquiferi di Modena.
Abbiamo tanto fatto ,che l’Amministrazione Comunale ,anche per altre questioni, ha deciso di scegliere per estrazione 100 cittadini che affiancheranno l’Amministrazione stessa nelle decisioni sul PRG.
Fatto sta che molto probabilmente nascerà il “prato dell’acqua” (senza cementificazioni ) dove sorgerà la “casa dell’acqua e
dove i cittadini potranno prelevare acqua superdepurata, refrigerata ,frizzante e naturale.
Cito il caso ,ma che si può aplicare anche alla raccolta differenziata …come ad altri problemi.
La “partecipazione” è inispensabile , ma occorre anche educazione e buona volontà , perchè la raccolta differenziata per buona parte ,è compito del cittadino,che deve sentirsi investito da spirito civico , cominciando a non buttare cartacce, cicche di sigarette, lattine e quant’altro per terra e ,partendo dalla sua casa….differenziare tutto ciò che consuma e getta.
cara Giovanna, farebbe piacere anche a me organizzare o far parte di un comitato di cittadini che propone o lotta per qualcosa di utile per il quartiere o la città stessa, ma questo non è il compito appunto dei rappresentanti dei quartieri o degli amministratori della città per cui fra poco andremo a votare? non voglio che si pensi che sia una di quelle che dicono”comincia tu che io ti seguo” ma è che proprio non so come informarmi su quello che si organizza o si discute in comune e se si può partecipare alle varie sedute e intervenire. Come fare per diventare una cittadina attenta senza essere tacciata di presunzione? mi piacerebbe non dover più assistere alla miserevole visione dei cumuli di spazzatura lungo le strade o davanti alle scuole e agli ospedali.
Ottime le vostre proposte, Franco e Wanda. Dovremmo farci parte diligente nei nostri comuni, secondo l’esperienza di Franco. Poi potremmo valurare congiuntamente i risultati. Senza un impegno personale, individuale, non possiamo fare molta strada.
Franco, ti ringrazio, era proprio quello che intendevo proporre, un comitato di cittadini che sollecitino i propri rsponsabili comunali ad affrontare con serietà e in maniera concreta il problema della spazzatura. Sono assolutamente d’accordo che, anzitutto, occorre avere un serio senso civico e impegnarsi a diversificare correttamente la spazzatura, evitando, naturalmente, di spargerne altra in terra.
Per poterci organizzare e proporre un’azione come quella che stai portando avanti tu, occorrerebbe iniziare da un comune virtuoso, come indica Lorenzo, e radunara alcuni cittadini di eldy appartenenti a quel comune. Da lì partire per poi avvicinarne altri. Che ne dici, forse tu hai qualche idea in proposito. Se hai in mente una località precisa, ci daremo da fare, poi, per raggiungere gli amnici di quell’area.
A risentirci, Franco e grazie ancora.
Cara Giovanna , noi siamo partiti con slancio perchè il parco dei pozzi acquiferi confina con il nostro quartiere (quartiere Giardino), quindi era facile coagulare idee.
Non pensare che siamo in tanti ,solo 12 (4 donne ed 8 uomini) …(se vai in Facebook- Franco Muzzioli) ci vedrai seduti a tavola nella nostra ultima riunione.
Questo per dire che se in un quartiere ,12 persone di buona volontà ,decidono di promuovere la raccolta differenziata (per esempio) , si uniscono in Comitato ,si palesano all’Amministrazione Comunale con un documento preciso e circostanziato ….poi tutto viene da sè.
Creazione di un Comitato cittadino….è possibile secondo l’art.36 del c.c. includendo anche il dlgs 460/97.
Creare il nome, lo statuto e gli obbiettivi .Praticamente è una Associazione per la quale è necessario trasferire l’atto costitutivo e lo statuto in carta da bollo presso l’Ufficio del Resgistro.
Non è complicato …sentire presso l’Ufficio del Registro.
Grazie ancora, amiche ed amci. Muoviamoci, dunque.
caro Franco, e siamo sempre alle solite: per fare qualcosa di buono per tutti, bisogna chiedere permessi,statuti, carta da bollo, ufficio del registro e forse non tutto finisce qua, ma nonostante questo, muoviamoci come chiede Lorenzo…
Se si vuole fare qualcosa insieme ,un documento di programma è indispensabile …chiamalo statuto, chiamala “lettera d’intenti” ..se non altro per trovare una linea comune sancita…..poi puoi non registrarla ….è per essere uffcialmente più credibile ….ma è roba da poco…non ti preoccupare
Wanda,sulla base di tutto ciò che è stato detto, soprattutto con gli ultimi interventi di Franco, mi sembra sia tutto chiaro ormai. Si tratta di radunare un gruppetto di persone, 7/8 e formare un piccolo “Comitato cittadino”, che in seguito può essere allargato. Rivolgere, poi, le proprie richieste all’Assessore per la Nettezza Urbana del proprio Comune, se esiste, altrimenti al Sindaco stesso. Sicuramente un intervento diretto dei cittadini è molto importante e serve a sensibilizzare i
responsabili politici ad essere più solleciti e, in ogni caso, si tratta di un’azione sociale e partecipativa, di grande rilievo.
Nei piccoli centri, poi, è anche più facile raggiungere i giornali locali, ed informarli delle iniziative intraprese…..
Cominciamo col fare un gruppo di eldy che condivide il problema.
Lorenzo: ben detto. Ecco il mio nome:
Giovanna3.rm
eccomi, io ci sono!!!
Ok, ragazze e ragazzi, mandate le adesioni. Io pure ci sono.
Eccone un altro::: +1 e cominciamo a contarci!
per esserci ci sono anche io anche se non ho ben capito cosa dovrei fare.
Mi permetto di dire però una cosa che mi sono scordata di dire la volta precedente, qualcuno di Voi mi sa spiegare perchè alcune cose che per certi comuni sono da raccogliere come differenziata, in certi altri comuni no? un esempio per tutti …..le vaschette in polistirolo per alimenti es contenitori x il gelato nel mio paese devono essere lavati e messi con la plastica, in un paese vicino al mio no si buttano nell’ormai famoso sacco nero, forse un po di chaurezza anche in questo non sarebbe male
Enrica, la nostra adesione serve solo per capire quanti di noi che commentiamo, condividiamo il problema, poi, come abbiamo già detto ieri, ognuno nel proprio comune dovrebbe cercare di unirsi e formare quel comitato cittadino, o come lo si vuol chianare, come si diceva estesamente ieri.
Per quanto riguarda la diversificata, noi a Roma abbiamo un libretto nel quale sono indicate le varie suddivisioni, ma qualche volta si hanno delle esitazioni. Si può, allora, ricorrere ad un numero verde apposito e chiedere precisazioni. Penso sia così anche per altri comuni.
Io penso che la suddivisione prevista nei vari comuni sia legata alla utilizzazione successiva che ne è prevista, cioé alle possibilità di lavorazione. Ma ce n’è del lavoro da fare nelle realtà locali.
sono solo dubbi miei……. ma se una cosa è riciclabile le è sia a Como che a Roma e non si può vivere sempre con un libretto in mano poi per forza che la gente si stanca le regole dovrebbero essere per lomeno uguali dappertutto
Hai perfettamente ragione, Enrica.
OK *IO CI SONO*SO PRONTA A PRENDERMI LE MIE RESPONSABILITA’*TENGO A PRECISARE CHE NEL NOETRO COMUNE*LA RACCOLTA DIFFERENZIATA è ATTIVA DA MOLTI ANNI*VIENE FATTA GIA’ IN CASA*E IN UN ANGOLO DEL CORTILE VI è UN POSTO SISTEMATO SISTEMATICAMENTE CON TUTTI I RELATIVI BIDONI*NON SI FA’ NESSUNA FATICA*LA COSA PROCEDE MOLTO BENE
nel mio paese ce già il comitato che raccoglie vetro carta lattine ferro ,il ricavato va alle persone bisognose del terzo mondo
il comune a dato lo spazio un capannone li come eco centro gestito da tutti pensionati che ogni mese danno 4 ore di lavoro siamo circa 150 amici che mandiamo avanti questa organizzazione
ma ci sno molti che ci mettono il palo tra le ruote ,perche’ dicono che portiamo via lavoro ai giovani ???
Mi sono permesso di creare un marchio per il Comitato ecologico di Eldy….è una casa stilizzata divisa in vari settori, che appunto dovrebbero rappresentare la differenzazione della raccolta. Questo marchio (o carta intestata) ,l’ho inviata a Scoiattolina e potrebbe essere un primo documento ufficiale per mandare petizioni , lettere, o altre iniziative .
io abito alla periferia,nella zona balneare di Siracusa e quì ancora non è partita la raccolta differenziata. Si rimanda di anno in anno ma ancora non c’è un inizio previsto. Anche nella città di Siracusa si era parlato di raccolta differenziata ma i bidoni sono solo tre o quattro in tutta la città e naturalmente la raccolta non funziona. La mia famiglia comunque, differenzia già l’umido dal resto, che viene tenuto in una compostiera. Ci era stato ventilato che facendo questo tipo di raccolta la tarsu sarebbe diminuita per chi appunto attuava questa raccolta. Non se ne è saputo più niente…noi continuiamo con la nostra compostiera che ci fornisce del terriccio per il nostro orto e ci diminuisce l’altra spazzatura che viene smaltita nei bidoni a giorni alterni.
Grazie ad Elisabetta per la disponibilità e le informazioni.
Grazie anche a Giosué con una osservazione relativa all’esperienza nel suo comune. Hanno un bel dire contro i comitati spontanei i soliti guastafeste: mettiamoci bene in testa che non tutto ormai può essere affidato a gente che pecepisce un salario, se non altro perché non ci sono soldi.
Grazie a Franco per il logo che ci ha ptoposto.
E coraggio a Wanda. La raccolta differenziata un giorno o l’altro partirà in termini significativi anche in Sicilia. C’è poco da fare: o si fa la differenziata, e successivamente, la si lavora, o saremo invasi dall’immondizia (o paghiamo somme considerevoli per esportarla all’estero).
Che brava Wanda, tu e famiglia! Siete dei precursori per
quanto riguarda il vostro territorio. Tenete duro, comunque, quando finalmente interverrà la diversificazione
ufficiale, potrete essere d’aiuto a chi non saprà cavarsela.
Un caro abbraccio, Wanda.