Scritto da Giuseppe il 11 Agosto 2013 |
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Seguendo l’esempio di altre amiche, anche la nostra carissima Gianna ha sentito il bisogno di raccontare per il Bosco una sua storia al fine farci conoscere un periodo del suo vissuto, quello nel quale era bambina ma che lei ricorda perfettamente perché per lei è stato un periodo particolare che ha influenzato e determinato fortemente il suo orientamento alla vita e la sua formazione caratteriale, orientata sempre al bene verso il prossimo.
Come in tutte le vicende della vita, anche in questa storia, ci sono le cose belle e quelle meno belle dell’esistenza umana, come ciascuno di noi, nella propria esperienza personale, può testimoniare.
Vi invito a leggere questo bel racconto e ad esprimere il vostro pensiero direttamente alla bravissima Gianna. Grazie e un sentito augurio di
Mi sembra giusto e doveroso segnalare, pure, che Gianna ha concluso il suo racconto con questa bella frase di plauso:
Un particolare saluto a tutta la redazione, ai lettori del
“ il bosco”, e a Giovanna che con la sua bravura riesce a colorare tutte le cose da vera artista.
Coccolata e amata da tutti, sono cresciuta in una grande famiglia di 11 figli, 6 femmine e 5 maschi con mamma Maria e papà Basiglio. In quel tempo le famiglie numerose cominciavano ad essere meno. Lavorava solo papà e alcuni dei miei fratelli più grandi. Dopo la mia nascita, ultima di 11 figli, mamma Maria si ammalò di una artrite deformante. Allora la medicina non era all’avanguardia come oggi e le cure erano solo dei palliativi. Per fortuna le mie sorelle maggiori oltre ad accudire me che ero la più piccola, dovevano fare anche le faccende domestiche e tutto quello che avrebbe dovuto fare la mamma. Ancora bambina non capivo perché gli occhi di mia madre erano sempre tristi. Soffriva perché ancora giovane ma ammalata non poteva aiutare il mio papà. Intanto i miei fratelli maggiori iniziavano a lavorare contribuendo all’economia familiare. Mia sorella Vittorina aveva iniziato, ormai, a fare le veci della mamma: lavava, stirava, cucinava, faceva di tutto. Insomma sotto gli occhi attenti della mamma, che la guidava e suggeriva, era diventata una vera donnina di casa. Io rimanevo sempre la coccolona di tutta la famiglia, vivace, vispa sempre piena d’affetto da parte di tutti ma sentivo la mancanza di un caldo abbraccio materno, della mia mamma che per via della malattia era limitata nei suoi movimenti.
Casale di campagna
Con il tempo, crescendo, cominciavo a capire come mai non poteva abbracciarmi o tenermi in braccio per cui cercavo di farlo io e di coccolarla canticchiandole le canzoni che a lei piacevano tanto. Così passarono gli anni ed io cominciavo a crescere come un fiorellino in un grande prato. Avevo 16 anni quando all’improvviso morì mia madre. In quel momento mi venne a mancare la persona più importante della mia vita. I miei fratelli erano tutti sposati e io rimasi sola con mio padre e mia sorella Vittorina che abitava vicino a noi. Eravamo una famiglia molto unita fino alla morte di mia madre.
Prati e campagna in fioritura
Dopo un pò di anni mi sposai e con molto dispiacere lasciai mio padre e i miei fratelli in quanto costretta a trasferirmi in un’altra città per ragioni di lavoro per me e mio marito. Durante il periodo estivo tornavo sempre da loro a trascorrere un breve periodo di vacanze ma soprattuto per stare insieme. Ho tanti nipoti a cui sono molto legata, soprattutto ai figli di mia sorella Vittorina, la brava donnina di casa che aveva sostituito la mamma nel periodo della malattia. Dopo parecchi anni sono diventata anche io mamma di una bellissima bambina. Tutt’ora sono la piccolina di casa, la zia prediletta dei miei nipoti e quando ci troviamo tutti insieme è sempre una grande festa.
Bel prato fiorito
La sofferenza di mia madre ha condizionato fortemente la mia formazione e il mio approccio alla vita, mi ha lasciato sensibile verso tutte le persone ammalate e carenti di affetto, soprattutto anziani lasciati soli nelle case di riposo e ragazzi con problemi di disabilità. Nelle corsie di un’ospedale cerco di portare conforto e una carezza a tutte le persone che si trovano in stato di carenze affettive.

§ - La grafica, le immagini e il video musicale sono a cura di Giovanna.
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I Collage - Tu mi rubi l'anima
Grazie Gianna. Il tuo racconto è stato un incontro ravvicinato con te, per conoscerti ed apprezzarti meglio. Benvenuta. Ti vogliamo bene.
Ecco una risposta alla sofferenza, quella sofferenza che tutti vorremmo evitare!
Molte volte la sofferenza matura le persone, le rende più disponibili, più sensibili, più vere.
Lo so, non sempre è così, ma nella vita ogni cosa ha un senso e nella tua, Gianna, lo sai dare egregiamente!
Quei gesti di affetto di cui non sempre hai potuto gioire (causa la sofferenza e malattia della tua cara mamma), ora sai donarli egregiamente, con grande predisposizione d’animo verso chi ha tanto bisogno!
Anch’io ti voglio bene, ti abbraccio e ti ringrazio, il tuo scritto mi ha profondamente commosso, credimi!
Un meritato benvenuto a Gianna che ha voluto esternare agli amici del Bosco quanto di più profondo e intimo conserva nella sua anima sensibile: i suoi ricordi da bambina e il suo infinito amore per la sua famiglia. Grazie Gianna, sei meravigliosa nel tuo spirito e nella tua bontà.
Lorenzo,avrai capito da che parte arriva la mia sensibilita’, la sofferenza fa crescere ci conosceremo con tanto piacere grazie ciao.
cara amica Cecilia, ti ringrazio delle tue belle parole, ma come vedi ho dovuto crescere in fretta, non avevo molto tempo da poter scegliere, grazie di cuore, ciao
Giuseppe, grazie le tue belle frasi mi commuovono scusatemi, ma sto tornando indietro nei momenti che mi hanno lasciato tanti ricordi, ma la mia umanita’ verso altre persone e nata da sola,nei ricordo che mai cancellero’ ciao.
Cara Gianna ,alle volte i racconti si assomigliano
tanto.Leggendo il tuo , mi si è stretto il cuore.
Sembrava di sentire mia mamma quando ci raccontava la
sua storia.Un plauso grande per riuscire a fare del bene
nelle case di sofferenza. Bravo sei stata grande a raccontare il tutto.
Un plauso e ringraziamento particolare a Giovanna per la sua dedizione e per la sua minuziosa ricerca. Brava Giò, hai inserito delle immagini splendide e il video musicale è veramente piacevole. Grazie.
Cara amica, Gabriella tutto deve essere fatto con il cuore quanto cercavo quelle mani, che mai potevano abbracciarmi, ora io daro’ alle persone bisognose, tanto affetto e dolci carezze quello che un tempo io desideravo ma non potevo avere, grazie ciao.
Bellissimo racconto Gianna, sà di vita vera, di sensibilità, di valori della vita intoccabili,c’è ancora bisogno di tutto ciò.Un abbraccio affettuoso.
Giovanna, grazie di tutto comprendimi sono emozionata, sei davvero speciale in tutto quello che tocchi e fai un abbraccio, sei davvero unA artista ciao.
complimenti Gianna un bel racconto fatto con le tue emozioni, fatto con i tuoi ricordi, non conta chi ha abbracciato, è come se la mamma l’avessi abbracciata ancora una volta tu
anche questa mattina.
cara amica , Enrica grazie per avere conosciuto in me, la bambina che doveva crescere velocemente,legandomi a tutte queste persone dando a loro affetto e carezze, devo dare a loro quello che purtroppo mamma non poteva darmi, ma i suoi occhi parlavano, come volessi chiedere scusa, mai dimentichero’ quelli occhi meravigliosi, si Enrica io la abbraccio sempre.ciao
ciao Anna grazie ma comprendimi i ricordi dell’infanzia si trascinano pe tutta la vita, spero nell’umanita’ delle persone e di dare una mano a chi purtroppo ne ha bisogno grazie. ciao
Le vere testimonianze di vita sono queste, le parole contano molto meno. La disponibilità dell’animo, gesti concreti.
Questi sono spesso più efficaci di tante medicine. L’affetto fa parte dell’umanità. Dona forza e benessere.
Donandolo disinteressatamente si testimonia il nostro sì alla Vita.
Tempo e disponibilità: bontà d’animo e gesti di pace soprattutto verso i più deboli. Certo, una strada in salita, ma nel percorrerla, oppure alla fine, si incontra la gioia! L’importante è vedere star meglio e sorridere chi incontriamo lungo il cammino.
A volte chi ha bisogno di ciò siamo noi stessi e … capita che … chi semina raccoglie!
IN OGNI FAMIGLIA. LA PRESENZA DEI GENITORI E FONDAMENTALE,MA LA MAMMA E SEMPRE IL FIORE PIU’ BELLO, E LA NOSTRA MAESTRA DI VITA.
Gianna, molto toccante il racconto della tua vita, soprattutto da bambina. La tua vicenda ha sicuramewnte favorito la tua grande comprensione e il senso di solidarietà che hai verso il prossimo.
Sono molto contenta di vedere il tuo debutto in Bosco così ben riuscito. Un abbraccio….mia omonima! Te l’ho già detto che a casa sono anch’io “Gianna”!
grazie Giovanna di tutto, sono felicissima e un racconto della mia infanzia,grazie ciao
cara gianna bel racconto il tuo ,certo chi ha avuto una famiglia numerosa un po sente la mancanza di un abraccio , anchio fam, numerosa 7 fratelli 1 sorella con mamma ammalata, e stata molto dura anche x noi, pero eravamo uniti e contenti lo stesso,
Gianna sei partita con un’ottima base con il tuo racconto di esperienze vissute nella tua fanciullezza piena di sacrifici e sofferenze, gli stessi però anno rafforzato credo il tuo carattere e la tua personalità. Benvenuta nel bosco.
mi piacciono da morire le autobografie delle persone, una volta leggevo un settimanale “INTINITA” non so se esiste ancora, perchè in esso se era verità non so si raccontavano vicende vissute.
Da un periodo a questa parte nel bosco ritrovo il mio giornale, che con le sue storie vere mi fa penetrare dentro l’intimo dell’autore, ed ecco che inizio a fantasticare a pensare di fare un volto a questo scrittore o scritrice,
ma non serve perchè chiudo gli occhi e vedo solo un cuore che lucica come la candela della vita
Nembo, vero sono partita con una base di esperienza,molto triste ma vera, cosi importante nella mia fanciullezza con tanti sacrifici,ma nonostante tutto, mi sono rafforzata come carattere e personalita’, posso dire che questa e stata la mia forza, vedendo troppe sofferenza in tenere eta’ come potevo non ricordarle, le ho vissute come avrai visto,mi hanno fatto crescere velocemente, ora do parte del mio tempo, alle persone che cercano aiuto e conforto e una dolce carezza con affetto. grazie ciao.
Alba sono molto belle le tue parole, ma sono troppo emozionata, questo come avrai capito e la mia infanzia fatti di sacrifici, anche se piccola non riuscivo edentificare il bene dal male,mi coprivano di tanto amore, che sono cresciuta velocemente,mi sento quella candela che luccica nella mia vita. grazie di cuore ciao.
Come ti ho detto Gianna cara ,quando ci colpisce un grande dolore nn ci sono parole che lo possa lenire ,pero’ se lo accettiamo ci da forza e ci aiuta a capire gli altri ,come e; stato per te ,da te emana tanta dolcezza .Il dolore per la perdita dellla tua mamma l’averla tnuta nelle tue braccia e nn viceversa ti ha fatto maturare ,ed ora ti e’ facile aiutare gli altri .Sei veramente una cara creatura ,semplicemente ,fresco il tuo racconto ,un grazie per averlo condivio con noi ciao ricambio tvb.Un ringraziamento per il lavoro di Giovanna.
Sandra, e vero dobbiamo farci forte, ma sai ero ancora giovane, quando provi un dolore da ragazzina, lo porti per tutta la vita, ti fa crescere devi cercare di affrontarlo, ma ora per la sua sofferenza, io dedico delle ore libere, per portare affetto, carezze e dolcezza, per queste persone tristemente sole e aiutarle dove possiamo, voglio portare sempre piu’ in alto la bandiera del volontariato grazie ciao vi voglio bene.
grazie amici carissimi “il bosco” vi abbraccio tutti mi avete dato tantissimo coraggio, ve ne saro’ grata,Gianna
Cara Sandra, come sempre hai pensieri di lode e incoraggiamento per tutti, che fanno molto piacere. Sono lieta di aver dato una mano a Gianna per rendere il suo sentito racconto molto gradevole, anche dal punto di vista visivo. Un abbraccio.
Lorenzo,grazie delle tue belle parole di tutti voi, per la gentile cortesia, nell’avermi accolto con molta simpatia e cordialita’ nel vostro blog “il bosco” ciao a tutti
per gianna la mia migliore amica bravissima
grazie, Sergio del tuo pensiero ciao
Gesue, anche la tua famiglia numerosa, è molto bella ma bisogna sacrificarci di tante cose,ma tanto affetto tra i fratelli, e ci accontentavamo di poco,io ero fortunata ero la piccola della casa. dunque andavo bene, grazie ciao
Ho imparato da qualche mese ad apprezzare la tua gentilezza, Gianna: quella di vederti entrare nelle “stanze” di Eldy e , sempre, salutare tutti.E’ una bella abitudine che hai, ma il tuo scritto oggi mi ha sorpresa,piacevolmente. La storia tua, e della tua famiglia somiglia un pò alla mia.. io sono la nona di dieci fratelli, ma non essendo la più piccola non ricevevo mai le coccole, riservate sempre alla mia sorellina. Avevo un solo fratello.. Dio l’ha voluto con sè appena quindicenne, Ho raccontato altre volte della scomparsa di mio padre, che ha lasciato noi in grosse difficoltà , però ci siamo sempre voluti bene e anch’io, come te ho i nipoti grandi che mi considerano come una sorella. Mi piace che abbiamo in comune anche la voglia di fare del bene..anch’io mi occupo di anziani e disabili.. mi danno molto più di quello che io dò a loro, ma tu lo sai com’è!
Detto questo, mi sembra di conoscerti un pò di più e mi fa piacere , Spero di rileggerti ancora, ora che hai rotto il ghiaccio.. Ciaoo
cara Armida le nostre famiglie un po si assomigliano, mi fa piacere sentirti che da poco tempo comincio conoscermi, io sono di poche parole , ma molto riservata ho sempre paura che una parola e poca due sono troppe, ci conosceremo con tanto piacere, ma io ho questa venerazione trasportata dalle condizioni di salute di mia madre, non potevo lasciare il mio fardello, dovevo cercare di svuotarlo da sola, come avrai capito, ti ringrazio Armida e tvb grazie ciao
Gianna,ho letto la tua toccante storia e ,man mano che scorreva lo sguardo sui righi,la immaginavo come una sceneggiatura del grande Vittorio de Sica,il quale con il suo Neorealismo.ci ha tramandato storie vissute,anche drammatiche,utilizzando spesso attori presi dalla strada,dal luogo dove girava.Ecco,tu sei la protagonista,la prima attrice del tuo peculiare diario,dove con la tua autobiografia,hai trasmesso nel finale un grande massaggio educativo,quello della solidarieta’.Infatti le attenzioni e le carezze che ti sono venute a mancare da quelle mani materne ,ormai consunte dalla malattia,le hai traslate ,come per incanto, alle persone che assisti nel volontariato che pratichi:degenti,anziani,disabili e diseredati,mettendo in atto quella terapia finalizzata all’affetto e alla non indifferenza dell’individuo.
Hans, per questo mio racconto dici che ho saputo trasmettere un messaggio molto educativo,quello della solidarieta’ per dare alle persone,le attenzioni e le carezze che mi sono venute ha mancare,da quelle mani materne che io cercavo sempre,come per incanto trasmetto al mio volontariato ,mettendo in atto quella terapia finalizzata all’affetto alla non indifferenza ,verso le persone bisognose,mi hai saputo commuovere ma è questa la mia sensibilita’,proseguiro’con il mio amore e cerchero’ di portare sempre piu’ alta la bandiera del volontariato e della solidarieta’. grazie delle tue importanti parole ciao.
Buon, giorno a tutta la Redazione ringraziandovi tutti indistintamente per avermi accolto nel bosco” con tanto affetto e simpatia, siete stati gentilissimi avete saputo darmi il coraggio di raccontarmi,posso essere solo fiera di essere una Eldyana mi fate sintire a casa mia.i nomi che conosco sono forse pochi ma chiedo scusa anticipatamente ringrazio (Giuseppe 3.ca Lorenzo,Nembo Giovanna) per sapere colorare tutto da vera artista, tutti coloro che lavorano dietro le quinte, grazie, grazie di cuore, vi voglio bene tutti.siete ormai una parte della mia famiglia.ciao.
Amiche e Amici, vi ringrazio tutti per la bella accoglienza riservata alla new entry, la nostra amica Gianna che è bravissima e merita pienamente tutte le vostre belle frasi di appovazione e tutti i vostri complimenti.
Serviranno per dare a Gianna il coraggio di continuare, Grazie.
Alba Morsilli, hai centrato l’obiettivo. All’epoca non solo “INTIMITÀ” ma anche altri settimanali come “LA DOMENICA DEL CORRIERE” e “LA TRIBUNA ILLUSTRATA” usavano questa forma giornalistica nel riportare piccole storie personali che hanno avuto sempre un largo successo. Io, già da ragazzino, le leggevo volentieri in casa dei miei nonni e mi è rimasta particolarmente impressa la serie “La realtà romanzesca” pubblicata sulla Domenica del Corriere. Qui nel Bosco ho voluto personalmente inserire lo stesso stile proprio nella rubrica “LA DOMENICA DEL BOSCO”, inizialmente con i miei raccontini e ora anche con quelli che ci mandano gli affezionati lettori. Abbiamo raggiunto un buon successo e tutta la redazione, in solidale collaborazione, se ne compiace. Grazie Alba per la tua testimonianza, continuiamo ad alimentare la candela della vita.
Grazie, Giuseppe della tua presentaziona ,per la new entry mi mancano le parole, ma grazie infinite. ciao.
Puoi stare serena Gianna, il merito è tutto tuo. Grazie, tieni presente che gli amici vorranno leggerti ancora.
Giuseppe, comincio essere serena, ma questo mio racconto, mi ha svegliato ancora tutti i ricordi, ma con tanto sollievo mi sono sentita accolta, con tanto piacere e affetto da tutti voi un abbraccio e grazie a tutti ciao.