L’EUROPA di Enrica Bosello
Scritto da Giuseppe il 17 Marzo 2020 | 18 commenti- commenta anche tu!
L' EUROPA
Nella mitologia greca, Europa era la figlia di Agenore re di Tiro, un antica città fenicia nell'area del mediterraneo fino al medio oriente. Zeus, si innamorò di questa bella ragazza. Mentre Europa coglieva i fiori in riva al mare, vide un toro avvicinarsi. era spaventata, ma il toro si sdraiò ai suoi piedi, vedendo che si lasciava accarezzare, si tranquillizzò e salì sulla sua groppa, il toro si gettò in mare, e la condusse fino a Creta.
Il toro che aveva rapito Europa, era Zeus, che riprese le proprie sembianze da dio e le rivelò il suo amore. Ebbero tre figli: Minosse, Sarpedonte e Radamanto. Minosse divenne re di Creta fu colui che mise le basi della civiltà cretese, culla della civiltà europea. Da quel momento le terre al di sopra del Mar Mediterraneo vennero definite Europa. I confini in termine geografico non furono mai ben delineati, durante l'epoca greca.
Mentre grazie all'espansione politica e culturale dell'impero romano su tutta l'Europa mediterranea, venne diffusa lingua latina e del diritto romano fino alle fortificazione che dal fiume Reno giungevano fino al Danubio, oltre a diffondere la cultura greca in campo artistico e filosofico. Grazie all'imperatore Costantino, venne aggiunta anche la religione cristiana e la tradizione del popolo ebraico attraverso il giudaismo.
La caduta dell'Impero Romano d'Occidente, in seguito all'invasione di popoli Germani e Slavi, ma anche all'invasione di popoli Arabi, venne ridotto notevolmente anche l'Impero Romano d'Oriente. In questo periodo la cultura ebbe a che fare con le abitudini e le usanze dei barbari invasori, per mantenere e preservare la cultura religiosa classica europea, e in parte adeguarla, vennero fondati diversi gruppi religiosi, i Benedettini, o Colombaniani

che oltre ad integrare le diverse usanze, riuscirono a convertire al cristianesimo la stragrande maggioranza dei Germani con sorprendente rapidità. In realtà l'Europa comincia a fare la sua comparsa con l'impero di Carlo Magno, il conquistatore che seppe sfruttare attraverso matrimoni, scambi, e strategie militari, la vittoria sui longobardi, di cui mantenne leggi e riconobbe i possedimenti che erano di appartenenza ai duchi, divenne così, oltre ad essere re dei Franchi, per diritto ereditario, re dei longobardi, e grazie agli scambi con lo stato pontificio venne incoronato imperatore da papa Leone III.
Carlo Magno non si poteva considerare francese, ne poteva considerarsi tedesco, perché le due nazioni sono state fondate successivamente, non si parlava né il francese né il tedesco, ma ognuno parlava la lingua romanza della zona in cui viveva.... Quindi nessuna rivendicazione di Patria, non c'è discendenza diretta da Carlo Magno, per le nazioni che oggi formano la nuova Europa, ed è comunque opinione comune fin dai tempi antichi, (Federico Barbarossa) per giungere ai giorni nostri (Helmut Kohl), che Carlo Magno fu colui che ha promosso lo spazio politico ed economico che oggi viene considerato il continente europeo unificato... L'Europa.
Questa Europa che con regole molto spesso incomprensibili non ci permette di continuare a fare il formaggio di fossa, o di conservare il lardo di colonnata all'interno dei contenitori di marmo di Carrara, è la stessa Europa che promuove i valori della pace, che si attiva per la pace, per il benessere fisico, economico dei cittadini, per poter offrire libertà giustizia, sicurezza evitando di alzare frontiere interne.
Per le persone che non sono politici l'Europa a volte è un'entità lontana, sembra un mondo a parte, mentre i nostri politici litigano per tutto, chi invoca l'unione dell'Europa,
chi chiede l'intervento dell'Europa,
e chi vuole uscirne
E chi dice peste e corna, un giorno si e il giorno dopo ancora
e per noi che siamo fuori dai giochi politici, viviamo in una confusione di idee e di ruoli. L'Europa, gli stati, che la compongono, e la Banca Centrale Europea, non dovrebbero tutelarci?
E allora perché basta una sola frase e ci ritroviamo ancora di più in perdita, lo Spread, se ho ben capito è un indicatore della capacità di restituire i prestiti. Siccome noi italiani abbiamo molti debiti, perché il nostro Stato prende soldi in prestito, dai cittadini, dalle banche e dagli altri paesi d'Europa, per emettere titoli di stato (bot e btp) a cui deve offrire interessi sempre più alti.
Oggi il corona virus, ha alzato di nuovo i confini tra gli stati, ma negli slogan si parla di unione. Ma non eravamo già uniti? Poi attraverso la televisione sappiamo che le misure intraprese per evitare il contagio, sono diverse tra i vari stati che compongono l'Europa. Ognuno decide per sé, ma se siamo uniti perché?
Ma c'è anche un'altra Europa, quella di Ursula Von der Leyen, che sembra voglia aiutarci in un momento tanto complicato.
Il nostro Paese l'Italia, così bistrattato, combatte contro un virus subdolo, è il primo paese in Europa ad essere colpito, dopo la Cina. Per gli interventi fatti, per contrastare il contagio, per gli sforzi a livello sanitario, riceve i complimenti dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, per il proprio modo di operare, riceve plausi dell'Europa, ma critiche pesanti dall'opposizione e da membri che fanno parte del suo governo,... chi ha ragione? Dobbiamo essere grati all'Europa, oppure no? Dobbiamo credere veramente che la Germania è più affidabile di noi nel restituire i debiti? La differenza tra i nostri btp e i suoi bund fa allargare lo spread, e se si allarga lo spread, noi come Stato italiano perdiamo credibilità, e di conseguenza pagando interessi sempre più alti non riusciremo più a pagare il debito.
E' come un cane che si morde la coda Ma adesso però, in seguito all'emergenza corona-virus facciamo manovre in deficit, credo che sia come acquistare una casa col mutuo, per fare un esempio semplice. Per questa volta visto l'emergenza, l' Europa ce lo concede, uno sforamento, ce la faremo? Riusciremo, a risalire la china? Supereremo questo altro periodo, non si tratta di vincere, perché sembra che il debito pubblico non riusciremo mai ad estinguerlo, ma a galleggiare? Cosa ci aspetta domani?


Interessante e stringente l’articolo di Enrica. Dal divino all’umano e dall’umano a che cosa? L’Europa, questa sconosciuta, oggi, con tanti che ne vogliono uscire. Questo è. E c’è davvero di che congratularsi con Enrica e con Pino.
Bravissima Enrica! Partendo dalla Mitologia riesci a fare un percorso storico per arrivare all’attuale situazione degli stati in Europa per poi descrivere il marasma economico/sociale scaturito dalla diffusione mondiale di un virus letale e dell’incongruenza di alcuni nostri politici. Complimenti sinceri.
Ti ringrazio Lorenzo ma voglio precisare che i complimenti vanno interamente alla bravissima Enrica la quale ha gentilmente concesso di postare il suo articolo nel Bosco per portarlo alla conoscenza degli Amici Boscaioli. Un sincero grazie all’Amica Enrica, ciao.
In un mondo globalizzato dove esistono mega Stati come la Cina, l’India , la Russia e L’America , per non essere schiacciati l’unica alternativa è l’EUROPA . Poi c’è la politica , quella che vive se ha un nemico , ma non sa che in questo mondo ora vige la legge dei grandi numeri, delle alleanze, dei compromessi . In un momento come questo tutte le forze politiche dovrebbero essere coese nel combattere il Coronavirus , ma è troppo forte per certi politici starsene buoni è in loro una cultura autoritaria e sovranista , nei tempi odierni, solo autolesionista
Bravissia ENRICA ,che altro dirti, come tuo solito hai fatto un lavoro molto valido. Sei partita dalla mitologia per portarci con un importante percorso storico alla formazione dell’EUROPA……. Allo stato attuale di questa povera EUROPA , dilaniata e divisa da questa nuova tragedia “il corona virus”, che ha creato un vero marasma politico e sopratutto finanziario fra gli stati più deboli, che cercano di darsi da fare, riusciremo ad uscirne, riusciremo galleggiare?, un caro saluto , un abbraccio
A parte il discorso che sono partita dalla mitologia greca è sfuggito a tutti un particolare per me importante… È pur vero che Carlo Magno da contottiero ha come dire promosso l espansione politica dell’Europa ma la lingua ufficiale era il latino, la religione era cristiana, ha lascito la DISPOSIZIONE del potere ai Ducati disposti dall’Impero Romano, non ha cambiato nulla tanto che si è fatto incoronare imperatore del Sacro Romano Impero, la civiltà europea è nostra, né francesi né tedeschi possono rivendicarne le origini, noi si, insieme alla Grecia, noi siamo la culla d’Europa.
Grazie ancora Enrica e un ulteriore ringraziamento per questa precisazione, molto utile e perpicace che molti italiani che hanno in mano l’Italia e hanno l’arduo compito di difenderla dagli stati che si dichiarano comunitari ma che nei momenti di difficoltà si trincerano entro i propri confini. Speriamo che tutto si risolva presto per il bene di tutti. Un sincero saluto per te, ciao.
Non bisogna , a mio parere, dimenticare tutti quei popoli che già all’età del ferro (500 a.c.) popolavano l’Europa ed avevano costanti interscambi , soprattutto i Celti , che si erano estesi quasi in tutta l’area centrale dell’Europa insieme ai Britanni, ai Pannoni, ai Galli ,ai Belgi , agli Elvetii, agli Iberici, agli Etruschi , ai Cisalpini , che se ben guardiamo rappresentano le nazioni che formano ora l’Europa, ben prima dell’impero romano e ovviamente del sacro romano impero . I greci, a parte la “magna Grecia ” hanno dato solo il nome , che come tu hai detto , viene da un mito.
Certo Franco, se torniamo molto indietro nel tempo possiamo dar fede solo a quanto possono testimoniare i reperti archeologici che risultano comunque frammentari per cui non rimarrebbe che risalire alle storie della mitologia, ma attenendoci a documentazioni più concrete, sappiamo che, iniziando dall’Italia, intorno all’VIII secolo a.C., si diffuse, in tutta l’area europea, la scrittura greca ad opera dei coloni greci. Detto questo possiamo disquisire a piacimento per affermare che l’Europa potrebbe e dovrebbe considerarsi e affermarsi come popolo unito non solo negli intenti ma anche nella realtà degli obiettivi comuni. Concetto troppo filosofico? Forse non del tutto. Grazie ancora ad Enrica che con il suo scritto ci ha dato la possibilità di scambiare quattro chiacchiere in questi giorni di clausura domiciliare, ciao.
Senz’altro Giuseppe , ma rammenta che “l’italico idioma “(o volgare) nasce con Dante nel 1200/1300, prima nell’italia centrale e meridionale si parlavano dialetti con influenze greche , latine e italiche , mentre i dialetti del centro risentivano l’influenza anche etrusca e quelli del nord soprattutto influenze celtiche e galliche, ovviamente con l’apporto latino, per l’impero romano. Questo è accaduto anche in germania con le ligue sassoni , e in inghilterra con le libgie anglie . La gallia e l’iberia sono pure lingue che nascono con uno sposalizio con il latino. Noi siamo figli dei vari popoli che in epoche non lontanissime (400/300) anni prima di Cristo si sono fusi con romani . Direi che quella è l’Europa , senza contare i popoli nordici Svezia , Norvegia, Finlandia che hanno una storia a parte. Ne fanno testo i nostri dialetti, se io sento ,parlare un sardo in dialetto stretto non capisco nulla (mentre un catalano di Barcellona sì ) nei dialetti padani ci sono influssi gallico/celtici , maggiori che latini(quasi mai greci). L’Europa è un’amalgama molto varia , ma è proprio questa abbondanza di culture tanto diverse l’una dall’altra come lingua , tradizione , religioni che ne fanno una reltà composita di grandissima cultura e possibilità di progresso. Le Nazioni “chiuse” come lingua e con una storia unica , sono ormai come il fortino de “il deserto dei Tratari” di buzzatiana memoria , chiuso in se stesso e senza speranza.
Bene Franco, abbiamo dato ampio spazio alla storia della nascita dell’Europa che ha visto la migrazione di popoli in cerca di nuovi spazi vitali, di armate che arrivavano per depredare e imporre il loro dominio su altri popoli con il conseguente miscuglio di gente di etnie diverse e amalgama di idiomi di varie origini o formazione. Alla fine stiamo cercando di capire perché, oggi, le Nazioni europee, pur consapevoli della proprie origini, non riescano ancora a comprendere che la forza sta nel restare uniti con l’intento di dare priorità al bene comune finora sbandierato solo a parole. È stato sufficiente l’insorgere delle emergenze derivanti dal diffondersi di una pandemia come questa in atto del coronavirus per mettere in evidenza quanto siamo ancora lontano da un vera e concreta Unione Europea. Per fortuna però, dopo i primi sbandamenti, qualcosa si sta muovendo e mi pare sia il caso di dire che non tutti i mali vengono per nuocere.
Speriamo che tutto si risolva presto e bene. Un saluto.
Dall’Impero Romano abbiamo appreso che l’Unione fa la Forza: non a caso nelle parate imperiali i Fasci Littori mostravano al popolo ascicelle di legno tenute assieme da nastri… Il loro significato stava a dire al popolo che assicelle unite diventano una trave forte e resistente sia materialmente che, ed era l’intenzione nelle parate,di far capire alla gente di intendere mentalmente che uniti si diventa forti, ci si puo’ difendere e vincere.(Alleati Seconda Guerra Mondiale) Un esempio recente(500 anni fa) di Unione lo dimostrarono anche gli Stati Uniti d’America, per lo piu’ poveri emigrati dall’Europa, e chiunque puo’ constatare quanto hanno progredito come confederazione. Come sia che le Nazioni europee non ne apprezzino i vantaggi o siano incapaci di governarsi come Confederazione Europea, questo non l’ho ancora capito. Mia opinione: speriamo che la NATO continui la sua funzione europea di protezione reciproca. Sfasciata la NATO e’ solo questione di tempo di essere alla merce’ di pressioni/forze esterne, senza aver la capacita’ di continuare a possedere quello che si ha, per non riuscire a controllare/difendere i propri confini. Cordiali saluti a tutti, Paul
cara Enrica grazie di avere fatto un resoconto dettagliato della nostra storia – portato avanti in base alle diverse opinioni da Giuseppe- Franco e Paul Candiago – sinceramente non avevo + le idee chiare su quanto studiato tanti anni fa – è sempre importante tenersi aggiornati –
Dopo aver seguitoi vari dibattiti di GIUSEPPE, FRANCO E PAUL CANDIAGO, sempre piu d’accordo con ENRICA SIAMO NOI CON I greci la culla d’EUROPA, tracce ne troviamo in quella piccola oasi nella TRUCIA ove tutto dalla lingua ai costumi parla greco ,un caro saluto
Riporto quanto inviatomi da Enrica….
Scrivi a Franco questo:
Quando dico che siamo stati la culla dell’Europa, intesa come inizio di un tempo tanto lontano, mi piace crederlo, e come me lo pensano tanti altri, io sono orgogliosa di essere italiana, non solo ora, ma lo sono sempre stata, ora ancora di più…. Questo è stato lo spunto del mio racconto, io scrivo le mie emozioni, invito peraltro Franco a vistare la Villa Imbonati di Cavallasca, in provincia di Como, un gioiello dove un soffitto di una sala affrescato e dedicato ad Europa rapita da Zeus, è molto bella. Nella bella stagione il sabato pomeriggio fanno delle visite guidate xk è anche sede comunale… Io scrivo solo perché mi aiuta, buona giornata – Enrica
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Cosa possiamo dire ancora? Si, l’argomento è talmente vasto che non basterebbe lo spazio del nostro piccolo grande Bosco per dire quanto ci sarebbe ancora da dire, ma possiamo affermare, senza paura di smentite, che la bella pagina di Enrica ci ha consentito di trascorrere queste giornate di clausura domiciliare (causa coronavirus), con una bella chiacchierata tra noi e siamo sempre felici di ritrovarci in questo modo.
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Enrica, infine, ringrazia Paul per le precisazioni sulle peculiari caratteristiche del fascio littorio risalenti alle parate militari dell’Impero Romano e che dimostrano, una volta di più, l’importanza di creare unione e restare uniti perché l’unione fa la forza-
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Sulla situazione economica degli stati europei, molto significativa la dichiarazione di ieri del Ministro delle Finanze francese Le Maire che ha pronunciato queste parole: “Se cade Roma non si riprende neppure l’Europa” quindi ha esortato gli Stati UE a unirsi contro il coronavirus.
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In proposito il Presidente Mattarella ha detto che unità di intenti e solidarietà devono diventare idea comune per tutti gli Stati d’Europa.
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Questo è il momento di dimostrarlo, speriamo bene.
Un sentito grazie e un saluto sincero per tutti gli intervenuti, Buon fine settimana nella speranza che questa clausura domiciliare finisca presto
Giuseppe.
grazie Giuseppe per il post da te messo nel bosco,,, è veramente interessante,,,,,
Grazie Ely, son contento che l’abbia apprezzato…il merito va all’autrice: la bravissima Enrica Bosello, ciao