Coronavirus, finestre e balconi di Enrica Bosello

IL BALCONE NELL'ARTE

29 marzo 2020.

Io, abito in una casetta, con un po' di giardino, non ho balconi, i miei vicini abitano in case a più piani, o in un piccolo condominio. E' domenica, solitamente in tempi diversi, la zona è molto silenziosa a casa non c'è quasi mai nessuno, oggi invece complice anche la bella giornata, vedo i miei vicini di casa che sono come me, nei confini della loro casa. Siamo comunque dei privilegiati, abbiamo un po' di spazio intorno, chi con un po' di verde, chi con un bel piazzale.

Le famiglie che hanno bambini nel piccolo condominio, fanno scendere i figli nel cortile, in momenti credo programmati, giusto per farli sfogare un pò, tirare qualche calcio al pallone, un giro con la bicicletta, e allora si sentono le bimbe dell'altra famiglia che piangono vorrebbero scendere a giocare con gli amichetti, ma non si può. Si cerca spiegare ai bimbi più adulti, mentre chi ha figli più piccoli deve intervenire con severità: "Non si può, non puoi scendere, o giochi sul balcone o ti porto dentro, non si può."

 

Biagio Mercadante 

 

E' dura far capire ai bambini la privazione della quotidiana libertà e della normale voglia di un bambino di stare in compagnia... Dall'altro lato della strada c'è un papà che gira nel grande piazzale con una bimba nel seggiolino della sua bicicletta, mentre l'altra un po' più grande gira con una biciclettina a rotelle, la mamma li guarda e parla con loro dal balcone, al piano superiore la zia li guarda e fa i complimenti alla bimba che va in bicicletta, al piano superiore ancora c'è la nonna ad un balcone e dall'altro lato su un altro balcone un'altra nipote . In questi giorni stare al balcone, è come affacciarsi sul mondo, per parlare con persone con le quali hai sempre coabitato e invece ora si mantiene la distanza. La frase più gettonata è questa ci dobbiamo parlare così, non possiamo bere nemmeno un caffè insieme. Insomma possiamo scambiare solo poche parole. Poi ci sono quelli come me che non hanno balconi, che si affacciano alla finestra, magari per scrutare l'orizzonte in silenzio, quindi oggi il balcone è un luogo di evasione, tra l’ambiente domestico e l’esterno, dove siamo protetti perché è parte della nostra casa, ma allo stesso tempo ci offre un minimo di partecipazione con l’ambiente che ci circonda.

Dalì

 

Hopper

Anche l'arte ci offre l'immagine di chi si affaccia al balcone, il balcone è stato il particolare di molte scene rappresentate: donne o uomini soli, mogli e mariti insieme, madri e figli sui balconi di ogni città del mondo nel corso dei secoli.

Francisco de Goyay y Lucientes dipingeva nel 1808 le majas rappresenta due fanciulle le majas, due ragazze spesso ritenute due popolane o forse prostitute ben vestite e appoggiate al balcone con due uomini alle spalle in netto contrasto vestiti entrambi di nero.

Sempre Goya rappresenta una Maja sorvegliata da una donna anziana Celestina

Majas al balcone, fu fonte di ispirazione anche per Manet nel 1868 ritrae in un contesto sociale molto diverso, una scena di vita borghese, il balcone diventa il simbolo dell'agiatezza, in un quartiere benestante di Parigi. Berthè Morisot insieme alla violinista Fanny Claus, il pittore Jean Baptiste Antoine Guillemet, Leon Leenhoff, considerato il figlio di Manet ma anche il cagnolino bianco e nero, la differenza di Manet è che raffigura un gruppo di amici in un ambiente colorato, simbolo di vivacità. Sappiamo benissimo quanto fossero spietati i critici del Salon, che nel 1869, dissero che Manet faceva concorrenza agli imbianchini.

 

Il quadro poi, venne acquistato, dal pittore da Gustave Caillebotte, e rimase nella sua collezione per ben dieci anni, fino al 1894, quando divenne proprietà dello Stato, venne in seguito esposto al Musée du Luxembourg di Parigi. Solo dal 1986 è conservato al Musée d’Orsay.

Anche Berthe Morisot ha dipinto "Donna e bambina sul balcone" nel 1872, ora di proprietà privata, mentre osservano il paesaggio, la bambina ha un vestitino bianco azzurro con un fiocco tra i capelli la signora ha un austero abito nero con il tocco di colore dato dall'ombrellino rosa mentre da lontano si intravede la cupola dorata di un grande edificio

 

Caillebotte da parte sua dipinse nel 1877, uomini al balcone ma l'immagine è diversa mentre Goya e Manet dipingevano dall'esterno e di fronte al balcone, Caibellotte li riprende dall'interno verso l'esterno sullo stesso piano e quasi sempre di spalle o da una certa distanza- Boulevard Haussmann è un quadro che ci racconta come Parigi si stava rinnovando i grandi edifici, le grandi ampie strade ricche di alberi, su questo balcone elegante due uomini abbigliati di tutto punto, osservano l'evolversi del sottostante boulevard quasi mantenendo fra loro una distanza come dire di... sicurezza

 

Boulevard Haussamann di Caillebotte

nel secondo quadro lo scenario è simile l'uomo osserva il boulevard ma chi lo ritrae si trova dentro la casa il particolare si nota perché sull’anta della finestra destra, il vetro riflette l’immagine dell’uomo, e la tenda parasole con le balze a righe.

Mentre la Società di Belle Arti di Viareggio è la proprietaria di un olio su tela che ha la firma di Federico Zandomeneghi una "Donna al balcone"

ritratta sempre dall'interno e anche in questo caso il riflesso della donna nel vetro della finestra destra, una bella signora con un viso delicato è leggermente di profilo mentre osserva qualcosa in un giardino particolarmente rigoglioso, è un dipinto raffinato nel toni dei colori pastello e nella rappresentazione.

Nell'opera di Giovanni Segantini 1893, viene rappresentata tutta la semplicità della vita contadina, una giovane donna in abiti tipici raccolti in una cuffia bianca, il balcone è di legno una caratteristica delle case di montagna mentre nello sfondo si nota un campanile che svetta verso il cielo, il panorama avvolge la giovane donna mentre la luce, una luce che si riflette in tutta l'opera. Un’opera custodita ora nel museo Kunsthaus di Coira in Svizzera

Arriviamo in Italia, a Umberto Boccioni che ritrae la sorella Amelia nel 1909 la quale sembra veramente immersa nel paesaggio circostante, Amelia è seduta accanto alla ringhiera del balcone, e tutto intorno la campagna e in lontananza alcuni edifici, ritratta di profilo con espressione trasognata, sul viso un sorriso appena accennato, ha nelle mani un foglio, probabilmente una lettera foriera di belle notizie, Ciò che colpisce il nostro sguardo sono i colori del vestito riflessi di blu viola e verde e sfumature di luce.

   

Nel  1920 Piero Marussig ritrae una scena quotidiana, dove un uomo e una donna; riempiono la scena l'uomo è seduto su una piccola sdraio di legno appoggia il braccio sulla ringhiera del balcone, e osserva l'orizzonte mentre la donna è in piedi e appoggiata sui gomiti, guarda il paesaggio. Intorno non si vedono né prati né alberi, ma alti palazzi: è il ritratto della realtà di un qualsiasi quartiere residenziale, che rappresenta un qualsiasi balcone in una qualunque città.

 

Per molti il balcone e il modo per stare all’aria aperta, riflettere o scambiare qualche parola. Nell'arte a parte quelli citati nella parte sopra molti sono stati i pittori che hanno rappresentato i balconi:

Caillebotte

 

Zandomeneghi

 

Zandomeneghi

 

Hammersoi

 

Caillebotte

 

Hopper

 

Hopper

Pino Giclée

 


COMMENTI

  1. il 05 aprile, 2020 lorenzo12.rm dice:

    Bellissima rassegna,E nrica,dedicata al Balcone nell’arte. Da conservare gelosamente. Grazie a te ed al Regista Pino.

  2. il 05 aprile, 2020 giuseppe3ca dice:

    Grazie Lorenzo, ringraziamo la bravissima Enrica che prende spunto dalla pandemia del Covid-19 (che ci costringe alla clausura casalinga e quindi ci lascia come unica possibilità, balconi e finestre per affacciarci al mondo) per mostrarci una piacevole carrellata di opere d’arte che hanno per soggetto proprio il balcone. Una bella trovata, Buona Domenica.

  3. il 05 aprile, 2020 franco dice:

    Molto bella questa carellata di balconi nell’arte. Quello che mi ha più affascinato è l’uomo in nero con le mani in tasca di Gustave Caillebotte, che rappresenta “il chiuso”, “il segregato”. L’uomo guarda questa strada di città apparentemente deserta e si arguisce una certa malinconica voglia di “fuori”.

  4. il 05 aprile, 2020 giuseppe3ca dice:

    Buongiorno Franco, forse perché è l’immagine che più di tutte in questo periodo di clausura forzata causa coronavirus, rappresenta in pieno il nostro stato d’animo del momento, concordo. Buona Domenica casalinga, ciao.

  5. il 05 aprile, 2020 sandra.vi dice:

    Che si puo’ dirti ENRICA sei veramente brava,mi piace veramente questa tua carrellata di balconi nell’arte ,forse perche sono rappresentativi del periodo che viviamo a me sono sempre piaciuti. Avevo uno schizzo di un balcone che mi aveva fatto uno zio(ero molto piccola) lui studiava a BRERA, Con un caro saluto buona domenica

  6. il 06 aprile, 2020 giuseppe3ca dice:

    Sandra, Enrica aveva detto che non riesce ad entrare nel Bosco ed è probabile quindi che ti risponda in privato. Io concordo per il fatto che questa pandemia che ci ha chiuso in casa e ci ha costretti ad affacciarci su balconi e finestre per gridare la nostra voglia di libertà, ha stimolato Enrica a presentarci questo post veramente piacevole, ha avuto una buona intuizione e la ringraziamo ancora. Un sincero saluto, ciao.

  7. il 07 aprile, 2020 gianna.vr dice:

    Veramente piacevole e rilassante questa carrellata nell’arte e nel pensiero umano. Complimenti, Enrica e Grazie!

  8. il 07 aprile, 2020 giuseppe3ca dice:

    Gianna, come ho detto in precedenza la Enrica non riesce ad entrare in Bosco e quindi non può dare risposte dirette. Io tento di fare gli onori di casa e posso dirti che approvo la tua affermazione: SI, effettivamente è un post valido anche sotto il profilo del pensiero umano, olte che per la carrellata di opere d’Arte. Grazie, un saluto per te, ciao.

  9. il 07 aprile, 2020 carlina dice:

    grazie Enrica x avere fatto una carrellata così varia di opere d’arte relative ai balconi con personaggi che guardano fuori verso la libertà, quella che ora è negata a noi mi è piaciuta in modo particolare il dipinto di Dalì, della ragazza assorta nell’azzurra distesa marina, anche se di spalle mi ha dato una sensazione di uno sguardo rilassato e tranquillo

  10. il 07 aprile, 2020 giuseppe3ca dice:

    Sai Carlina, anche a me piace il quadro di Dalì non solo per la veduta sul lago che, di per sé, già trasmette serenità ma anche il soggetto femminile, seppure ritratto di spalle, trasmette la stessa sensazione. Malizioso Dalì ma brava anche Enrica per averlo inserito mel suo post. Ciao.

  11. il 09 aprile, 2020 elisabetta8.mi dice:

    Ho letto con piacere questo tuo scritto Enrica, posso solo dirti che mi è piaciuto tantissimo, grazie, un abbraccio

  12. il 12 aprile, 2020 giuseppe3ca dice:

    Io ringrazio te Ely per la tua vicinanza e costante presenza, Auguri per una Buona Pasqua in serenità, salute e gioia per te e famiglia, ciao.


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