LA SCELTA DELL’ARBITRAGGIO di Lucio Santangelo

     

LA SCELTA DELL’ARBITRAGGIO

   

Scopo di questa breve esposizione è solo quello di spiegare alla gente cosa possa indurre un ragazzo a decidere di calcare i campi di calcio con addosso la “scomoda” divisa da arbitro anziché quella “scintillante” da calciatore.

 

 

In effetti il mestiere dell’arbitro è difficile però è anche un modo per stare in mezzo al campo da protagonista (senza esagerare con il protagonismo) se non si è viceversa bravi a giocare a pallone ma, soprattutto, è uno strumento particolarmente efficace per crescere caratterialmente, per migliorare la personalità, della serie “o si sopravvive in mezzo a una gabbia di matti e si diventa forti, leaders… o si va a casa”.

Questa crescita servirà ai giovani per affrontare successivamente i problemi della vita con uno spirito diverso e più battagliero.

Qualora scoprissimo di avere voglia di cimentarci con l’arbitraggio, ovviamente dovremo superare una serie di step, prepararci ad affrontare alcuni ostacoli non insormontabili, a cominciare dalla partecipazione ad un apposito corso organizzato dalle Sezioni, sedi periferiche dell’AIA, capillarmente distribuite su tutto il territorio nazionale. Tale corso verterà sull’apprendimento del regolamento tecnico che è alla base di tutto. Al termine dello stesso i ragazzi verranno sottoposti ad una prova scritta ed una orale.

 

Ovviamente questo è solo l’inizio perché da qui in poi bisognerà dimostrare di essere arbitri non per la mera conoscenza delle regole teoriche ma perché si è capaci di “gestire”, ossia tenere sotto controllo calciatori, allenatori, dirigenti che non sempre ci daranno una mano… anzi cercheranno nella maggior parte dei casi di metterci alla prova e se, ahimè..., troveranno terreno fertile potrebbero “mangiare la pastasciutta sulle nostre teste”…, fermo restando che, all’inizio della carriera arbitrale… avremo a che fare anche con “il pericolo pubblico n.1… costituito dai genitori dei bimbi che iniziano a giocare a calcio nelle categorie dei pulcini, degli esordienti, dei giovanissimi..ecc., genitori che potrebbero rivolgere agli arbitri parole irripetibili, dimenticando che il neo arbitro sta imparando… né più né meno di quello che sta facendo il loro figlio in veste di calciatore…

     

Superato il primo scoglio delle categorie giovanili, “l’appetito potrebbe crescere”: bisognerà porsi dei nuovi obiettivi, individuare modelli da seguire, generalmente rappresentati dagli arbitri che hanno raggiunto il traguardo delle categorie nazionali, non certo per caso, ma perché si sono impegnati al massimo delle loro possibilità, hanno avuto fame di crescere e sono diventati vere e proprie “macchine da guerra”…

   

Per cercare di emularli bisognerà innanzitutto allenarsi tanto perché l’arbitro per vedere e valutare bene deve correre più dei calciatori: sotto questo aspetto il giovane arbitro non verrà lasciato solo con sé stesso ma verrà seguito da preparatori atletici che, seguendo appositi dettami tecnici, gli insegneranno il modo migliore per prepararsi alle gare da dirigere.

In questa fase qualche problema potrebbero crearlo ai giovani arbitri gli stessi famigliari, o perché preoccupati per la loro incolumità o perché costretti magari ad accompagnarli sui campi di calcio con le proprie automobili nei giorni festivi… ma, certamente, quando arriveranno le prime soddisfazioni e i primi traguardi raggiunti, consistenti nel passaggio di categorie (arbitro promosso a dirigere gare di livello regionale dopo quelle provinciali…), saranno le stesse famiglie ad assecondare e a supportare l’ascesa dei ragazzi.

   

Altro momento formativo importantissimo per i giovani arbitri sarà quello costituito dalle riunioni periodiche cui dovranno partecipare e tenute da colleghi esperti e competenti che approfondiranno le tematiche regolamentari e proporranno video di gare per fare capire cosa fare in campo… e cosa non fare…

Ancor più importante sarà il supporto degli “osservatori arbitrali”, altri colleghi esperti e molto competenti, che spesso seguiranno da bordo campo le gare dei ragazzi e, terminate le partite, si recheranno negli spogliatoi per dare tanti consigli utili per il miglioramento delle performances, rilevando le cause e soprattutto i rimedi delle eventuali carenze emerse attribuendo anche un voto e fornendo poi un input ai designatori dei ragazzi in merito al tipo di gare che gli stessi potranno successivamente dirigere (della stessa difficoltà o di maggiore difficoltà o anche, a volte, meno complicate perché magari il ragazzo deve ancora crescere… e non ha ancora dimostrato la giusta attitudine al ruolo).

Molto importante per gli arbitri è saper gestire mentalmente eventuali errori commessi in gara, elaborarli immediatamente e non farsi assolutamente condizionare nel seguito della partita, evitando quindi compensazioni.

 

L’aspetto probabilmente più importante per l’arbitro è quello comportamentale, attinente alla relazione con l’ambiente: per saper gestire bisogna essere autorevoli e non autoritari, avere cioè doti carismatiche. Seri e concentrati fin dal primo minuto, bisogna saper percepire subito i segnali dettati da una gara iniziata ad es. in sordina ma che sta repentinamente cambiando perché i toni agonistici stanno lievitando il che indurrà il direttore di gara ad utilizzare armi diverse e più efficaci per gestire gli eventi, passando ad es. dai semplici richiami all’adozione di formali provvedimenti disciplinari, ossia all’estrazione dei cartellini.

 

Gli arbitri più bravi proveranno notevole soddisfazione nel rendersi conto che se una gara di un certo livello di difficoltà gli è stata affidata vuol dire che… se la sono meritata…, fermo restando che grazie proprio a  questo tipo di gare e, a prescindere dall’esito immediato, avranno poi modo di migliorarsi, di affinare le proprie capacità gestionali e, a distanza di tempo, le ricorderanno con immenso piacere , avendo avuto la possibilità in tali contesti di mettersi seriamente alla prova…

Non aggiungo altro…spero solo che quello che ho scritto sia servito a far conoscere un po' cosa c’è dietro alla figura dell’arbitro… nella speranza che qualcuno voglia a questo punto… provare il ruolo…

       


COMMENTI

  1. il 21 febbraio, 2021 lorenzo12.rm dice:

    Bello l’articolo e difficile, anzi difficilissima, la professione.Grazie a Lucio e a Giuseppe.

  2. il 21 febbraio, 2021 giuseppe3ca dice:

    Concordo Lorenzo, una professione sicuramente difficile sotto tutti gli aspetti, umani, sociali, psicologici e di relazione. Ringrazio l’amico Lucio per questa chiara disamina che dimostra la sua ampia conoscenza della materia per averla vissuta sul campo con fischietto, cartellini e blocco note. Un saluto per tutti, Buona Domenica.

  3. il 21 febbraio, 2021 gabriella2.bz dice:

    Un’ardua professione quella dell’arbitro, dove il nostro nuovo amico Lucio ha descritto molto bene che vuol dire arbitraggio. Cominciando dai primi passi, passando poi a livelli superiori. Nonostante la fatica e le difficoltà credo sia una gioia molto grande poter fare questo lavoro. Ringrazio per il post molto bello e per la coreografia.

  4. il 21 febbraio, 2021 sandra.vi dice:

    Non mi sono mai occupata di calcio e mi incuriosi questa persona che correva qua e la per il campo ,le poche volte che assistevo ad una partita. Perciò nn posso che ringraziarti Lucio hai fatto un post veramente interessante iniziando dai primi passi, veramente un’ardua professione quella dell’arbitro, ho capito anche l’arbitraggio, veramente una bella fatica, un caro saluto, anche per la bella coreografia ciao

  5. il 22 febbraio, 2021 lucio.ca dice:

    Grazie, Gabriella ! Sei gentilissima …effettivamente quello dell’arbitraggio non è un mestiere facile…perchè bisogna confrontarsi con 22 calciatori ” scalmanati ” oltre che con i dirigenti in panchina e con gli spettatori in tribuna che, molto spesso , devono sfogare i propri istinti repressi con il povero malcapitato di turno…ovviamente mi riferisco alle gare di inizio carriera…ben altre soddisfazioni per chi riesce ad emergere… in termini di sviluppo della personalità..e di miglioramento della propria autostima…

  6. il 22 febbraio, 2021 lucio.ca dice:

    Grazie anche a te di cuore, cara Sandra ! Voglio solo dire che effettivamente scegliere di arbitrare è una bella prova del 9…nel senso che …si può fallire miseramente e mollare in breve tempo…oppure si sviluppano in maniera esponenziale le proprie doti caratteriali…e questo ci servirà poi per tutta la vita…

  7. il 22 febbraio, 2021 lucio.ca dice:

    Sì, caro Giuseppe, l’ho vissuta sul campo per tanti anni …e comunque continuo a viverla intensamente attraverso i giudizi che, domenicalmente, sono chiamato a dare ai nuovi arbitri a livello nazionale…assistendo alle loro gare dalla tribuna…per aiutarli a crescere e a migliorare le prestazioni…

  8. il 22 febbraio, 2021 lucio.ca dice:

    Grazie di cuore, caro Lorenzo ! Sei gentilissimo ! E’ vero..non è un mestiere facile …ma se si riesce ad emergere…le soddisfazioni sono veramente elevate…

  9. il 22 febbraio, 2021 giuseppe3ca dice:

    Molto bene Lucio, vedo che ti sei inserito con autorevolezza nel “salotto” del Bosco, Amiche ed Amici hanno accolto bene il tuo post di forte impatto e grande importanza perché contiene indicazioni educative e formative non solo nel campo dello sport ma valide pure per chi si inserisce in qualsiasi settore di lavoro. In particolare nell’ambiente dello sport giovanile: preziosi consigli utili per genitori e figli. Grazie Lucio, un caldo invito per un tuo prossimo post, un saluto sincero, ciao.

  10. il 22 febbraio, 2021 carlina dice:

    mi è piaciuto molto il tuo post(scusa il tu) ma in Eldy si è subito amici – non pensavo fosse così complicato diventare arbitri- è davvero una bella lezione di vita dall’inizio fino a quando uno si trova sul campo a seguire una pratita Poi quando tutto finirà dentro rimarranno dei bellissimi ricordi Inutile parlare delle coreografie di Giuseppe

  11. il 23 febbraio, 2021 lucio.ca dice:

    Buongiorno, Carlina ! Innanzitutto , piacere di conoscerti. Ti ringrazio per aver manifestato gradimento per ciò che ho scritto. In effetti è proprio la sintesi di un percorso partito nel lontano 1983 che mi ha portato a conoscere tantissime realtà sportive ad ogni livello… e che oggi continua… come formatore di nuovi arbitri attraverso la trasmissione delle mie conoscenze ed esperienze…


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