ANZIANI -GIOVANI !!
Scritto da Scoiattolina il 5 Maggio 2010 | 23 commenti- commenta anche tu!
Anziani e giovani
Ho letto sulla rivista Style del Corriere della Sera di gennaio-febbraio 2010, a pag. 27, un articolo di Pierluigi Battista sull’argomento dal titolo “Non è un Paese per giovani”. Il titolo contiene già la risposta, ed i giovani a cui si riferisce Battista sembrano un po’ diversi da quelli che conosciamo. Ma i vecchi sono lì, tutti, a presidiare il “loro” potere.
Comunque, io l’articolo ve lo propongo e mi aspetto reazioni e osservazioni.
Scrive Pierluigi Battista:
“Non riesco a capire perché i giovani italiani non abbiano ancora fatto la rivoluzione.
Non quella finta, posticcia, che si inscena stancamente anno dopo anno con le solite okkupazioni e le parodie sempre più logore di un ’68 lontanissimo. No, quella vera: quella contro la fortezza gerontocratica e prepotente che noi oramai anziani abbiamo munito di ponti levatoi per chiudere le porte, impedire l’accesso di forze fresche, monopolizzare tutti i posti a disposizione.
Tempo fa, in un intervento pubblicato dal Corriere, Pietro Ichino ricordava che in Italia l’ultimo concorso per accedere al Conservatorio risale nientemeno che al 1991, quasi vent’anni fa. Un’intera generazione di musicisti buttata via, vocazioni distrutte, opportunità bruciate. SE IN QUESTO VENTENNIO FOSSE APPARSO ALL’ORIZZONTE UN
BRAVO VIOLINISTA, UN VIRTUOSO DEL PIANOFORTE, UN ECCELLENTE PERCUSSIONISTA, LE STRADE SAREBBERO STATE DUE: O L’EMIGRAZIONE OPPURE LA RINUNCIA. Talenti sprecati, prospettive chiuse.
Se un giovane di oggi sentisse la vocazione dell’insegnante, anche accettando stipendi tutt’altro che ragguardevoli, ma seguendo il proprio istinto, dovrebbe rassegnarsi: non metterà mai piede in una scuola.
Nei giornali entrano con il bilancino: TRA I CONTRATTI A TEMPO INDETERMINATO I PIU’ GIOVANI HANNO ORMAI SCAVALCATO DA UN PO’ LA TRENTINA.
La ricerca è territorio proibito: i parenti hanno la strada sgombra, quelli di talento devono adattarsi ad anni di precariato malpagato e appena possono scappano all’estero.
I giovani dovrebbero fare la rivoluzione contro un sistema ingessato, immobile, accondiscendente con le corporazioni
potenti e prepotenti, spietato con il nuovo proletariato anagrafico che non ha nulla da perdere se non le proprie catene, per parafrasare il celeberrimo detto di Karl Marx.
Vedono la scuola sfasciarsi e intuiscono che una scuola che perde la sua funzione democratica di premiare chi merita e sanzionare i fannulloni è un’istituzione che ruba il futuro a chi non ha il privilegio di riparare all’estero. Dovrebbero fare la rivoluzione anziché chiedere in modo petulante che gli anziani diano loro spazio cooptandoli con magnanimità nei loro sinedri.
SE LO PRENDANO, LO SPAZIO OCCUPATO da chi difende con tenace inamovibilità la posizione conquistata. Si organizzino per non morire
asfissiati dagli intoccabili che dall’alto della loro posizione acquisita sparano con il bazooka appena vedono uno sotto i trent’anni che si avvicina imprudentemente alla fortezza. Non imitino i loro genitori se non i loro nonni con i riti dell’eterna protesta ma trovino forme e modi per irrompere nella società dei vecchi e dimostrare la loro bravura (se c’è).
La rivoluzione. Non la farsa dell’ennesimo, inutile corteo ritmato sui soliti, stucchevoli slogan.
Io trovo che l’articolo sia sufficientemente forte per stimolare un dibattito. Certo. Esso si mantiene in certi punti sul generico, però mi sembra che ci sia materia per quella che Battista chiama “rivoluzione dei giovani”. Ne vogliamo parlare?
Lorenzo.rm


Giovani e anziani. E’ un argomento di quelli “tosti”. Battista propone la rivoluzione dei giovani e istintivamente sarei portato a dargli ragione. Poi ci rifletto e mi dico: Ma i giovani la vogliono questa rivoluzione? Vogliono davvero crescere e prendere il loro destino nelle mani? Vogliono davvero inserirsi nella società e renderla migliore? Non lo so, alla fine. Molti giovani sono indignati per quello che succede. Ma spesso non sono propositivi, si accontentano del giudizio contro e basta, non si impegnano. E allora la rivoluzione va a farsi benedire. Parliamone, però. Diciamo la nostra, e che parlino anche i giovani.
Sicuramente esistono molte persone che potrebbero lasciare la loro “cadrega”, consentendo l’inserimento di nuova e giovane linfa in molti settori di attività del nostro paese. Ciò, evidentemente, accade col contagocce, obbligando i giovani o a espatriare o a vivere con grande difficoltà, senza alcuna prospettiva per il futuro.
Io suggerirei alle persone agées, che abbiano ormai concluso il loro ciclo lavorativo, di dedicarsi al volontariato: ce n’è per tutti i gusti, basta solo volerlo.
In fondo, sarebbero ugualmente motivati – certo senza alcuna remunerazione – ma avrebbero la gratitudine di molti giovani e di tutti coloro che potrebbero beneficiare del loro aiuto.
Per fare ciò, tuttavia, occorrerebbe avere uno spirito aperto all’impegno sociale, e non so proprio quante persone siano interessate a svolgere questo ruolo.
Non mi è chiaro il pensiero del giornalista Battista: quale soluzione proporrebbe per limitare l’attaccamento ad oltranza degli anziani alle loro poltrone, l’eliminazione in massa?
Cara Giovanna, è proprio questo che spesso rimprovero ai giornalisti e a molte persone di cultura. Di analizzare i problemi, di comprendere situazioni, stati d’animo, fatti anche complicati, ma di non indicare soluzioni possibili. D0’altra parte non è il loro mestiere. Sarebbe il mestiere di chi governa e di chi guida i movimenti, gli sviluppi degli stati. Se ne potrebbe parlare anche fra noi, volendo. Siamo sicuri che il modello di funzionamento dei nostri Paesi, a cominciare dall’Italia, sia il più consono agli interessi della popolazione? E, inoltre, siamo sicuri di avere dei margini di libertà per potere intervenire realmente e non a chiacchiere?
credo che gli ageès consunti se ritirino e lassino spazio alla nuova linfa del mondo chi non lo fa evidentemente è egoista accentratore perchè cmq i giovani si rivolgon sempre cmq a noi anziani per aiuto consigli e perciò nun restiam a terra anzi siam + considerati
A ognuno il suo, Lieta, ma, stando agli ultimi avvenimenti, non non mi sembrerebbe neppure facile il passaggio di testimone fra anziani e giovani. L’anziano ha acquisito dei diritti raggiungendo la pensione. Il giovane spesso è sprovveduto in tutti i sensi ed è incapace di sostituire l’anziano/a. Molto più facile è farsi aiutare economicamente e in altro modo. Mi sembra che l’autore abbia focalizzato l’attenzione su casi in cui il passaggio sia possibile e non lo si voglia realizzare. Vogliamo fare l’esempio della politica e dell’amministrazione pubblica in particolare?
Il mio pensiero, infatti, si rivolgeva in modo particolare a personaggi politici, ma anche dello spettacolo.Non è un caso, peraltro, che i nostri deputati, senatori ecc. siano i più longevi di ogni altro Paese.
Gradirei anch’io ascoltare l’opinione dei giovani, in proposito: Eldy non è riservato solo ai pensionati, ne sono sicura. Giovani leve, fateci senire la vostra opinione e confrontiamoci.
Salve,leggendo questo articolo mi porta ineludibilmente a una riflessione,e penso, se cammino libero per strada, se ora scrivo su internet, se posso dire e scrivere quello che voglio, devo dire grazie a qualcuno che veramente ha fatto qualcosa ovvero battaglie e rivoluzione per avere questa democrazia e libertà. I ricordi mi portano ai fatti del rivoltoso 68 che forse ci avevano illuso e che era possibile fare qualcosa per ricominciare, eravamo più giovani ma con idee e ideali veri, ora invece questi giovani che fanno…manifestazioni, cortei, un gran bla bla e nient’altro, con questo voglio dire che nn sono contro i giovani ci mancherebbe ma lameno noi abbiamo lottato per avere più carisma di libertà (gonne più corte, più potere alle donne, sesso senza tabù, più potere nella scuola etc.) almeno qualcosa abbiamo ottenuto specialmente nell’ambito lavorativo,ogni giorno gli operai si scontravano con il “padrone” oggi -imprenditore, i sindacati facevano la loro parte, oggi invece vanno a braccetto con i potenti,ora invece…lasciano che siano gli altri a decidere per noi,ovvero i politicanti. Ciò che che immobilizza questo sistema economico mal distribuito e ridimensionato,porta alla dosoccupazione, miglia di posti al giorno che se ne vanno, piccole imprese che chiudono poichè le banche nn elargiscono prestiti, padri di famiglia e giovani che nn sanno che porta bussare, più si va avanti e meno si respira, finiremo come la Grecia e nessuno a noi ci aiuterà. Tempi duri quelli che stiamo vivendo, manca la sicurezza economica,la Grecia è solo una scintilla ma il fuoco deve ancora venire, e spero tanto che il -virus- non attacchi anche noi. Rivoluzione vocabolo grandioso che sconvolge o tenta di sconvolgere l’assetto politico sociale di uno stato, allo scopo di creare uno nuovo più confacente alle esigenze di chi fà la rivoluzione. I giovani devono rendersi conto che chi ha più anni è comunque un individuo che vive, prova desideri ed è capace ancora di fare progetti per questo lo devono prendere in considerazione ,le persone anziane dal canto loro, dovrebbero accettare le diversità dei giovani e capirli, poichè lo scontro tra generazioni e mentalità c’è sempre stato, ma è proprio per questa diversità che dovremo trarre dei frutti. Ogni rivoluzione viene preceduta da uno stato di generale spossatezza, nel contempo, di intensità aggressiva. Il potere nn sopporta il popolo che lo irrita, il popolo nn sopporta il potere che gli è venuto odioso. Il potere perde credibilità e rimane a mani vuote.Il popolo ha perso la pazienza e stringe i pugni. E’ una storiella forse.. ma tutto nasce da questa storiella e vedendo come và (l’andazzo) ci siamo quasi.I nostri politici, la stampa in questi giorni sono presi con le case dei ministri ecc…quando ci sono dei grandi problemi da risolvere o deviano forse il tutto per non farci sentire peggio o per paura? A questo punto ci crediamo liberi, ma forse se dovessimo fare qualcosa di più ci sentiremo una catena ataccata ai piedi.
Fiorenzo, mi sembra che effettivamente che stiamo vivendo un momento di “buio della mente”. Non so se, come dici tu, per paura o per parlare d’altro per non affrontare i problemi veri. I problemi veri sono la disoccupazione che avanza, i prodotti che non si vendono, soprattutto nei grandi mercati, un’atmosfera da tutti contro tutti, ecc., mentre sono sempre all’ordine del giorno fatti che, certo, hanno importanza ma non decisiva, che fanno avvelenare, arrabbiare , ma non affrontano le cose. Quello delle generazioni giovani che devono sostituire gradualmente gli anziani è un grande problema ma si deve affrontare in termini positivi nei modi e nei tempi giusti.Pensando sempre che i tempi sono cambiati e che il modello, soprattutto economico, dovrà cambiare se vogliamo sopravvivere. Dobbiamo, in una parola, “tornare indietro” con meno ricchezza, stringendo la cintola e facendo veri sacrifici. Tu hai citato la Grecia, ma si può avere una situazione in cui crolla tutto e la gente continua a scioperare come gli pare? Magari insultando chi gli concede un aiuto?
Caro Lorenzo condivido quanto hai scritto,però bisogna avere un sistema chiaro e trasparente per essere efficente, rendere equo la distribuzione di ricchezza per tutti, uniti si vince. Speriamo solo che l’effetto GRECIA non sia un efetto domino su tutta l’Europa.Con stima e simpatia un saluto ciao.
Fiorenzo, non sono pochi i problemi che dovremo affrontare. Tutti i paesi europei entreranno, secondo me, in crisi di disoccupazione e calo di produzione. Vorrei sbagliarmi ma anche l’economia dell’euro è in pericolo.
A proposito di sacrifici, Lorenzo e Nembo, io sarei d’accordo, per esempio, di cedere una parte della mia pensione per una più equa redistribuzione del reddito a beneficio di chi è in condizioni più disagiate. Naturalmente, tutto ciò, se avvenisse su scala generale, cedere cioè una percentuale proporzionata al reddito di ciascuno. Forse una visione del genere, in prospettiva, potrebbe farci superare senza un vero e proprio dramma una crisi economica come quella disastrosa che sta attraversando la Grecia.
Non so cosa ne pensa l’economista, se questa mia proposta appaia come una semplice utopia o se potrebbe realmente servire ad evitare disastri definitivi.
Se vuoi rispondermi, Lorenzo, mi farebbe molto piacere.
Vedi, Giovanna, Al centro di tutto una volta c’era la fabbrica, che produceva, si espandeva e creava ricchezza per tutti: per l’odiato capitalista, che poi si poteva tosare a favore delle conquiste sociali dei lavoratori e, appunto, per i lavoratori stessi, per lo stato, che prendeva le tasse, per il capitalista , e così via. Ma al centro c’era l’impresa. Oggi, con il capitalismo finanziario, tutto questo non c’è più, l’ambito dell’impresa si è ristretto e tutte le economie sono esposte a mercati fluttuanti e diffusi senza possibilità di controllo. Io penso che molto di più si potrebbero controllare i mercati ma certamente ci saranno restrizioni che non fanno presagire niente di buono. In questo quadro fosco c’è meno spazio per i giovani. Ed una restrizione dall”economico” al “sociale” mi sembra utile oltre che necessario. Ma riuscirà la gente a sopravvivere oltre la fine del mese, come afferma di non poter fare, e per giunta con reddito minore?
IO GUARDEREI LA QUESTIONE SOTTO UN PROFILO BIOLOGICO,L’ISTINTO DELL’ANZIANO CHE VUOLE TENERE ANCORA LO SCETTRO, NON è ALTRO CHE LA PAURA DI FINIRE…I MASSICCI EFFETTI NEUROLOGICI PER LA MANCANZA DI TESTOSTERONE, CHE LENTAMENTE SCEMA, CI PORTA AD UN EGOISMO INSANO… E SE NON RIUSCIAMO A CAPIRE COME FUNZIONIAMO, E SE CERCHIAMO DI NEGARE L’INFLUENZA CHE HANNO SUL CERVELLO QUESTI ORMONI, NON SI RIUSCIRà MAI AD USARE L’INTELLIGENZA E LA VOLOTA’ PER MODIFICARNE GLI EFFETTI, E I NOSTRI GIOVANI CONTINUERANNO AD ESSERE MANTENUTI DA NOI…AMEN!
LARGO AI GIOVANI !!!!
molto impegnativo questo argomento , ma penso che bisogna darsi spazio , in gran finale c’è posto e bisogno per tutti , i giovani sono le gambe degli anzini , ma gli anziani sono l’esperienza , quindi non dobbiamo sottovalure mai che una mano serve a tutti alla fine , nel 68 c’è chi ha fatto lotte importanti ma e anche vero che i giovani di oggi sono più evoluti sanno di cose tecnologiche avanzate che prima non si sapeva nemmeno l’esistenza .
Bene, Lieve ha apportato un contenuto scientifico del perché gli anziani sono riluttanti ad accettare i giovani, Silvia saggiamente dice che c’è posto per tutti, anziani e giovani, e che “bisogna darsi spazio”. Insomma il dialogo continua. Grazie a tutti degli interventi.
per me è una grande cosa se gli anziani aiutassero i giovani e vice versa , anche se a volte i giovani sono spavaldi e gli anziani pieni di loro se ci si venesse incontro sarebbe una buona cosa
OK, Simone, veniamoci incontro.
ieri sera vedendo ciao darwing , c’erano ieri contro domani ..quindi ..giovani contro anziani , si sono detti cose assurde , e mi domando è quello il modo di porsi tra individuiii , alla base di tante cose credo ci sia l’educazione , il rispetto che però deve essere reciproco , i giovani nn hanno spazi la politica li taglia fuori , verranno mai ascoltati ? in strada…… la società questi ragazzi li ha piegati , sono svogliati , sono nauseati dalle ingiustizie che vedono e a volte subiscono e nascono violenze tra giovani , il bullismo ad esempio , io credo che queste cose siano colpa dei grandi , che nn considerano che i giovani sarannò il futuro , la rivoluzione se continua cosi nn tarderà ad arrivare ….scooo
Speriamo Sco, ma i giovani devono essere conseguenti, avere delle idee e metterle in pratica,non enunciarle soltanto.
Certo, ci vuole tempo, e mi auguro che lo facciano presto.
Capisco che ci sono tanti problemi ma, secondo me, non si danno da fare abbastanza per rendersi indipendenti, e uscire di casa prestio, anziché fare i mammoni fino ai quant’anni e oltre. Io, al loro posto, mi adatteri a qualunque lavoro, anche umile, pur di avere i miei spazi e non dipendere da loro economicamente. Secondo te, hanno voglia i giovani di perserguire questi obiettivi?
No, Sabrina, non è quello il modo di affrontare il problema dei rapporti fra giovani ed anziani. Io, nella sostanza, darei ragione ai giovani ma nella forma no, perché, se è vero che i giovani sono le prime vittime, è anche vero che molti anziani sono vittime anch’essi. E’ un ingranaggio infernale in cui anche gli incolpevoli risultano avvolti. Quanto alla rivoluzione, chissà. La rivoluzione di solito avviene quando ci sono gruppi ben definiti e agguerriti che non sopportano più alcune cose . E Battista la ipotizza per tutte le angherie a cui sono sottoposti i giovani. Ma, secondo me, i giovani non hanno tutte le carte in regola. Posso dire scherzosamente che sono collusi con gli anziani? Magari per qualche piccolo vantaggio che ne ricavano? O perché non sanno o non vogliono farsi valere correndo gli inevitabili rischi?
lorenzo nn ho detto che i giovani hanno ragione ma solo che la società li porta ha fare i prepotenti anche xchè non credo che alla fine in tv si vede una cosa ragionevole ma solo ripicche ,,,,,tipo governative ,,,, se uno propone una cosa inteligente invece di farsi la guerra potrebbero discuterne insieme allora forse le cose prenderebbero una piega diversa ,,,ma siccome nn è cosi allora nn è una buona cosa e i giovani prendono il peggio di ogni cosa no la cosa positiva purtroppo ,,, la rivoluzione lorenzo forse già sta accadendo in modi singoli ma alla fine sono chiari segnali di disaggio ,,tipo andare in giro con un ascia nella macchina e parlo di sport la già è cominciata da un pezzo !!
Sono d’accordo con te, Sabrina, ma lo ero anche prima.