I “vizi leggeri” ..!!

discutiamonee

11111 L’articolo, di Francesco Alberoni,  è stato pubblicato nella rubrica Pubblico e Privato del Corriere della Sera del 17 maggio 2010, pag. 1, con il titolo: La vanità, vizio leggero solo se sta fuori dal potere. Ve lo propongo per intero  quale occasione di dibattito fra noi eldyani. Ecco l’articolo. silver.wheel_lrgImelda Marcos aveva 2.000 paia di scarpe e molte centinaia di vestiti. E non le bastava essere presente nelle innumerevoli occasioni ufficiali, cantava, voleva essere apprezzata, ammirata per il suo canto. Come lo chiamiamo, questo difetto, vanità? Alla voce vanità il dizionario Lombardi dice: «Fatuo compiacimento di sé e delle proprie capacità e doti, reali e ragazza-shopping-vestiti_~pix0574presunte, accompagnato da ambizione, da smodato desiderio di suscitare plauso e ammirazione». L'aggettivo «fatuo» indica un giudizio di inconsistenza, di superficialità, di cosa sciocca. 3194972-mdMa come distinguere la vanità dall'autocompiacimento giustificato? Nel film Amadeus di Forman, Mozart è assolutamente sicuro del proprio genio e quando qualcuno lo elogia è felice, compiaciuto. Per i musicisti della corte di Vienna però il giovane Mozart valeva poco e quindi lo giudicavano un vanitoso. Solo Salieri capiva il valore della sua musica e per questo—sempre nel film ovviamente— ne era invidioso. 1142128406L'invidioso si confronta con qualcuno che considera superiore. Si identifica con lui, lo prende a modello, vuol superarlo, pensa di riuscirci e fallisce. Sconfitto sta male e vorrebbe che l'altro sbagliasse, non succede e si rode il fegato. Allora cerca di svalutarlo per sradicarselo dalla mente come modello. Ma soprattutto cerca di convincere gli altri che non vale, lo denigra, lo ostacola, cerca di distruggerlo. Però mentre lo fa, oscuramente sente di ingannare se stesso. Il vanitoso invece riesce benissimo a ingannare se stesso. Non ha senso critico, si convince di essere superiore, si compiace del suo valore, lo ostenta, gongola. Gli altri vedono i suoi limiti ma, poiché a differenza dell'invidioso, non sparla, non denigra, non lo giudicano pericoloso e dicono che è un «vanitoso». Confrontata con l'invidia che è cattiva, la vanità appare un vizio se7en_sins___invidia_by_marishkaatje1leggero, che fa sorridere. Ma solo se non si sposa con il potere! Perché allora diventa volontà di imporre la propria superiorità su tutti. Lenin, Stalin, Hitler, Mussolini, Fidel Castro, Mao Tze Dong, Khomeini hanno sterminato i rivali e fatto collocare i loro ritratti dovunque, anche nelle case private in modo che tutti ricordassero ogni istante chi era il padrone. Napoleone agiva in modo più sottile. Mentre i suoi generali caracollavano impennacchiati con uniformi rutilanti e spade dall’impugnatura d'oro, lui si presentava nel suo disadorno pastrano di caporale e il cappello con una semplice N. Francesco Alberoni Vi chiedo. Non dovremmo tutti rifuggire dal vizio della vanità (e dell’invidia)? Discutiamone riflettendo.

Lorenzo.rm

Lorenzo


COMMENTI

  1. il 26 maggio, 2010 carlotta.an dice:

    L’invidia… tutti la provano, nessuno la confessa. Perché è dolorosa per sé e pericolosa per gli altri. E’ l’emozione negativa più più rifiutata, perché ha in sé due elementi disonorevoli :
    l’ammissione di essere inferiore e il tentativo di danneggiare l’altro senza gareggiare a viso aperto ma in modo subdolo, meschino. L’invidia infatti spesso è caratterizzata dall’ostilità nascosta verso l’altro, dal desiderio di danneggiarlo – magari dietro le spalle con dei commenti denigratori – e di privarlo di ciò che lo rende…invidiabile. Anche un’altra caratteristica dell’invidia la rende difficile da ammettere, persino a se stessi. Si prova soprattutto per chi è simile, per le persone che si considerano paragonabili come condizioni di partenza. Per una donna è bruciante il confronto con la conoscente bella e corteggiata, più che quello astratto e “sproporzionato” con una top model; si invidia il collega che è stato promosso, non il direttore generale. Così bersaglio di invidia spesso diventano persone che ci sono vicine e a cui vogliamo bene, come compagni di classe, colleghi, ma anche amici o fratelli.
    Chi è invidioso, quindi, lancia tre messaggi : sono inferiore, ti sono ostile per il tuo successo e potrei anche farti del male. E’ socialmente distruttiva e la persona invidiosa è potenzialmente pericolosa.
    L’invidia è velenosa anche per chi la vive. E’ spiacevole, si prova un senso di inadeguatezza e inferiorità. Si ha la sensazione che il vantaggio dell’altro non sia meritato, con frustrazione, perché si pensa di non riuscire a ottenere la stessa cosa. Inoltre chi tende ad essere invidioso rischia, invece di apprezzare le proprie abilità in senso assoluto, di valutarle solo se confrontate con quelle degli altri che appaiono migliori: questo diminuisce l’auto-valutazione e la stima si sé.
    Dolorosa per sé, potenzialmente pericolosa per gli altri. Perché allora proviamo questa emozione?
    Perché l’invidia è come la paura, che è sgradevole ma ci prepara a reagire a un pericolo.
    E’ un campanello d’allarme: ci avverte velocemente che siamo perdenti nel confronto sociale.
    Essere in una posizione inferiore è svantaggioso, quindi un’emozione che segnala questo stato ci dovrebbe spingere ad uscirne. Si tenta – in prima battuta – di trasformarla in “invidia benigna” con l’emulazione canalizzando le energie per cercare di avere un bene o il riconoscimento che è stato dato all’altro. Ma il più delle volte risulta essere un totale fallimento che rasenta il ridicolo.
    Il senso di frustrazione diventa insostenibile e piuttosto che mettersi in discussione, il che implicherebbe una profonda introspezione che porti alla coscienza del sé, appare molto più immediato e gratificante umiliare, degradare, sminuire agli occhi degli altri il proprio antagonista,
    senza rendersi minimamente conto che altro non è altro che un comportamento autolesionista.
    Roberto Gervaso scrive : “ l’invidioso è un’impotente incapace di rassegnarsi”

  2. il 26 maggio, 2010 carlotta.an dice:

    La vanità…di gran lunga meno pericolosa e cattiva perchè non arreca danno ad altri. L’unico effetto collaterale si riscontra negli “invidiosi” per quel loro particolare incarnato che assume un pressoché costante colorito verdognolo, chiamato anche “verde d’invidia”. I limiti che essi credono di vedere e hanno la presunzione di voler giudicare tacciando il vanitoso di “arroganza”, sono basati sui loro parametri autodistruttivi e di assoluta mancanza di autostima, pertanto non hanno nessuna rilevanza su chi invece ha la consapevolezza del sè.
    Di contro,il vanitoso riuscirà benissimo anche a ingannare se stesso, ma a differenza dell’invidioso non ha bisogno di ingannare gli altri, come non ha bisogno di sparlare o denigrare perché forte della propria autostima.
    E se gli altri, quelli che si mettono in discussione e trovano sempre un modo per migliorare se stessi e la realtà che li circonda, dovessero mettere il vanitoso di fronte ai suoi limiti, ne potrebbe scaturire un confronto costruttivo
    teso a ristabilire i giusti equilibri, perchè basato sulle rispettive consapevolezze.

  3. il 26 maggio, 2010 lieve dice:

    Caaaavoli ,carlotta!!!! terribili malattie… Non esiste una pilloletta magica x curarle? C’è qualche rimedio?
    Sono malattie infettive? Cosa succede se mi accosto ad una di queste persone?
    La ricerca x guarire queste patologie, a che punto stà?

  4. il 26 maggio, 2010 lieve dice:

    Mia madre mi diceva:” accostati a loro con umilta’, non cercare di apparire meglio di quello che sei,fai sembrare che le tue vittorie siano dovute a fortuna, non alla tua abilità.Se puoi evitale, ma se proprio devi frequentarle, non adularle , sono persone furbe , se ne accorgerebbero…Ricordati che si fà presto a prendere quelle malattie… Guardati sempre bene dentro , potresti averle anche tu , e nn c’è peggior invidioso di quello che non si accorge di esserlo…

  5. il 26 maggio, 2010 Lorenzo.rm dice:

    Mamma mia Carlotta. Sei un “pozzo” di scienza della psicologia del comportamento e della coscienza. Le tue informazioni e valutazioni sono assai utili per l’approfondimento dei problemi legati ai “vizi leggeri”. Che famo, direbbero a Roma? Intanto riconosciamoli e riconosciamoci. Dopo, poiché sono negativi, cerchiamo di rimuoverli. Se possiamo. Perché, dopo il riconoscimento, occorre fare qualcosa. Se provo invidia devo dire a me stesso che non può continuare così. Se sono vanitoso, anche se la cosa non comporta guai immediati per lo sventurato/a che ha rapporto con me, devo comunque correggermi. Soprattutto se ho frequenti rapporti con quest’altro/a. Niente è facile ma dobbiamo farcela. Possibilmente. Comunque grazie, Carlotta e Lieve. Avete colto perfettamente il senso della nostra rubrica; quella di farci parlare, in tutta serenità. Non certo di farci litigare. La litigiosità: un altro dei vizi leggeri da rimuovere una volta per tutte. Grazie ancora.

  6. il 26 maggio, 2010 giovanna3.rm dice:

    Hai centrato in pieno, Carlotta, le particolarità e gli atteggiamenti che ne conseguono, in presenza di questi due sentimenti, invidia e vanità.
    Ognuno di noi dovrebbe interrogarsi se siamo mai stati contagiati da questa “malattia” e quale terapia abbiamo intrapreso per combatterla!
    Ottimo argomento di dibattito.

  7. il 26 maggio, 2010 Lorenzo.rm dice:

    Grazie, Giovanna, del tuo commento. Un dibattito su questo tipo di argomenti è utilissimo. Ma è anche utile un approfondimento “interiore”. Può darsi che tanti preferiscano intimi esami di coscienza a prese di posizioni palesi. Vediamo.

  8. il 26 maggio, 2010 giusy6.mi dice:

    lorenzo il tuo testo e stato oggetto proprio in questa sede oggetto di violenza verbale gratuita solo perche il nonnismo che c era al militare e vivo anche qui …si usa il potere di conquistaaa per anni in sede ad rivendicare il diritto di non approdare come io vuole in base personalita ribadiscoo che c e spazio per tutti e che ogniuno dovrebbe contribuire a dare ilo maglio di se e questa tla riuscita di eldj dando informazione giuste e adeguate a conoscenze in generale da aprire nuovi orizzonti…il potere logora chi c e l ha
    la condivisione comune e un bene per tutti
    l invidia, impotenza perfida omaggio velenoso a chi possiede quei meriti e quelle virtu che a noi mancano

    invidia nasce sempre da una sensazione di mancanza. una persona è invidiosa quando ritiene di non avere qualcosa che l altro ha . il senso del possesso è il motore di un simile comportamento. qualcuno invidia la vostra energia ma non sa che è questione di genetica e non di potere…. raggio di sole questo e esposto in tutte le scuole per evitare quello che purtroppo accade all ordine del giornooo raggio di sole

  9. il 26 maggio, 2010 carlotta.an dice:

    L’invidia non è divertente, a meno che la sfortuna (dell’altro) giochi a nostro favore: se la persona che ci ha superato nel confronto sociale ha un problema, ora deve scendere un gradino. E’ questo ci da soddisfazione.
    Anche questo maligno piacere è stato analizzato a livello celebrale dallo studio giapponese guidato da Hidehiko Takahashi. Di fronte alle sfortune capitate ai personaggi invidiati, i partecipanti provavano schadenfreude: a questo corrispondeva una maggiore attivazione dello striato ventrale, area legata al “circuito della ricompensa” del cervello. Si prova, cioè, un autentico piacere. Come mai? La sfortuna della persona vincente la “abbassa” e c’è quindi un riequilibrio delle posizioni. Lo svantaggio dell’altro è vantaggio per sè nel terreno della competizione sociale; l’inferiorità e la sua sgradevolezza possono così trasformarsi in superiorità e soddisfazione. Il dolore dell’invidia si riduce e si ha una sensazione piacevole. Infine si placa il senso di ingiustizia che spesso è parte dell’invidia: la sfortuna sembra meritata.
    Scatenano schadendefreude anche l’antipatia o il fatto che l’altro abbia meritato il castigo, per esempio finendo nei guai per un comportamento che condannava ipocritamente.
    E anche situazioni di rivalità tra gruppi, dove una perdita per gli altri è un guadagno per sè: le ricerche hanno evidenziato questa soddisfazione nei tifosi da calcio, per sconfitte della squadra rivale.
    Un altro studio l’ha invece messa in luce nella polita:
    si prova schadenfraude per i problemi in cui inciampano i politici dei partiti rivali, dagli scandali sessuali alle gaffe. Tuttavia, soprattutto nelle campagne elettorali, si sperimenta soddisfazione anche per eventi che possono aver un peso per la sconfitta dell’avversario, benché si tratti di notizie negative per tutti: per esempio, cattivi risultati economici. E’ stato rilevato schadenfraude soprattutto nei più coinvolti sostenitori di un partito, pur mescolato alla consapevolezza che i fatti fossero in sé negativi.
    Stralcio dagli studi di D.Buss della University of Texas – Sarah Hill della Texas Christian University – Richard Smith psicologo della University of Kentucky

  10. il 26 maggio, 2010 carlotta.an dice:

    Come puoi vedere, Lieve, eminenti studiosi si stanno adoperando negli studi del “male del secolo”, pertanto ritengo che tu possa ragionevolmente sperare, così come tutti ce lo auspichiamo, che quanto prima vi sia una efficace cura mirata a risolvere queste patologie.
    Per altro, proprio a seguito degli studi effettuati sono già presenti nelle farmacie farmaci che agiscono sulle parti celebrali che riguardano la sfera delle emozioni.
    Sarà sufficiente rivolgersi al proprio medico di fiducia
    Concludo dicendo che i miei genitori mi hanno insegnato, invece, di “non fare agli altri ciò che non vorrei venisse fatto a me”….

  11. il 26 maggio, 2010 carlotta.an dice:

    Lorenzo, mi sono limitata a riportare “stralci” sugli studi che si stanno effettuando, sperando che sia utile ad un sano confronto e alla riflessione per ognuno di noi.
    Sono solo una persona che legge e si appassiona…tutto qui
    Grazie, ma i complimenti sono assolutamente immeritati

  12. il 26 maggio, 2010 carlotta.an dice:

    … chiedo scusa per gli errori di battuta…

  13. il 26 maggio, 2010 Lorenzo.rm dice:

    Giusy, non sapevo che questo piccolo testo, peraltro non mio e presentato solo da me, potesse suscitare, e proprio in questa sede, episodi di violenza verbale. Peccato: se tali violenze verbali fossero state esposte come commenti le avremmo potute commentare tutti. Ma, d’altra parte, l’invidia si nasconde quasi sempre, per vigliaccheria o altro.

  14. il 26 maggio, 2010 Lorenzo.rm dice:

    No, Carlotta, i ringraziamenti sono strameritati perché ci hai messo a conoscenza, scientificamente, di turbe del pensiero umano che sono effettivamente da curare. E speriamo che lo siano, e che le misure siano efficaci. Ma mi piace particolarmente che tu abbia fatto tuo l’impegno evangelico di non fare agli altri…..con quel che segue.

  15. il 26 maggio, 2010 NEMBO dice:

    Sono d’accordo con quanto ha scritto Carlotta.an, la quale in modo esaustivo ha detto tutto, L’invidia è uno dei sentimenti negativi in una persona debole, la stessa per costui, è molto frustante e fallimentare, poichè deisdera avere quello che lui nn ha.Gli uomini invidiano il potere, le donne…..la taglia dei pantaloni.

  16. il 26 maggio, 2010 Lorenzo.rm dice:

    Oddio, Fiorenzo, la taglia dei pantaloni.

  17. il 26 maggio, 2010 nadia rm dice:

    La vanita’se moderata non è un vizio a mio parere,anzi,a volte puo’ essere piacevole,se parliamo del vanesio il discorso cambia,il vanesio è una persona che a suo parere non sbaglia mai,è tronfio e pieno di se.In quanto all’invidia,secondo me è una malattia,la persona invidiosa sta male dei successi e miglioramenti altrui,si mangia il fegato e si rovina la salute (poveretto)Io credo che invidiosi non si diventi,ci si nasce ed è veramente un sentimento (io dico malattia) che non porta a nulla.

  18. il 26 maggio, 2010 Lorenzo.rm dice:

    Grazie, Nadia, del commento, che integra efficacemente quanto espresso prima. Io dico che non siamo santi anche se dovremmo tendere alla sanità. Abbiamo tutti i nostri difettucci (o difettacci). Quello che non dovremmo mai fare è di essere prevenuti, perciò dovremmo sempre partire dalla buona fede degli altri. E poi essere più buoni, perbacco. Ci hai detto giustamente che gli invidiosi passano male la vita. Ma anche i vanitosi, con la voglia matta di essere i mejjo.

  19. il 26 maggio, 2010 NEMBO dice:

    Ciao Lorenzo.rm, volevo solo fare una “battuta” (pantaloni) poichè anche quello è invidia per nn dire altro. Ho dimenticato la vanità… la stessa è segno di insicurezza, e troppo amore per se stessi, nella mitologia Greca, Narciso era innamorato della sua immagine riflessa nell’acqua. La vanità diventa pericolosa quando diventa volontà di imporre la propria superiorità, ed è diciamo un vizio leggero rispetto a l’altro vizio L’invidia.Ti saluto cordialmente.

  20. il 26 maggio, 2010 carlotta.an dice:

    Condivido con Nadia, l’invidia è innata in ognuno di noi fin dalla più tenera età. Sta a all’intelligenza dei genitori saperla correggere o trasformare e non fomentare.
    Ci sono libri per bambini che vengono letti sia nelle scuole materne che nelle elementari:
    Verde d’invidia di Agostini Sara
    Che rabbia, che fastidio accorgersi che le amiche hanno sempre qualcosa di meglio. La piccola Sara prova ogni volta lo stesso sentimento: diventa tutta verde d’invidia! Come finirà? Ecco una storia davvero speciale da leggere ai vostri bambini, per condividere con loro ciò che provano scoprendo attraverso i colori le loro emozioni. Età di lettura: da 3 anni.
    Scarpe verdi d’invidia – una storia per dare un calcio al bullismo di Pellai Alberto
    Marco è un bambino di sette anni che si è appena trasferito in una città a 900 chilometri dal suo paesino di origine. Le cose però non stanno andando come vorrebbe lui: inserirsi in una classe di 22 bambini che si conoscono già da un anno non è affatto facile, soprattutto per colpa di due bulletti che lo prendono in giro per il suo accento. Persino le favolose scarpe verdi che papà gli regala per il compleanno non fanno che peggiorare la situazione, suscitando l’invidia degli altri! Per fortuna mamma, papà e una maestra molto intraprendente avranno una fantastica idea che cambierà tutto… Età di lettura: da 6 anni.

  21. il 26 maggio, 2010 carlotta.an dice:

    Nembo…il “narciso” continuerà ad amare se stesso e continuerà a guardarsi allo specchio ogni giorno, a differenza dell'”invidioso”…la vedo più dura per lui, guardarsi ogni mattina allo specchio…se poco,poco ha la percezione del male che fa a sè stesso e agli altri.
    Diverso è per “l’invidioso patologico” che rientra invece negli studi della psichiatria, secondo cui risulta essere completamente privo di coscienza e pertanto potenzialmente devastante, proprio perchè non ha la percezione delle conseguenze che possono scaturire dalle sue macchinazioni
    Dalla sua opera di distruzione, non si torna indietro…

  22. il 26 maggio, 2010 Lorenzo.rm dice:

    Già, Fiorenzo, mancava la vanità, vizio più leggero di fronte all’altro, ma quanto infastidisce il possessore quando non gli si riconosce la sua presunta dote.

  23. il 26 maggio, 2010 Lorenzo.rm dice:

    Carlotta, sei veramente impagabile. Prendiamo atto anche della bibliografia per bambini al fine di limitare il vizietto dell’invidia. Grazie davvero.

  24. il 26 maggio, 2010 Lorenzo.rm dice:

    Nel caso del tuo ultimo intervento, Carlotta, si spiega come, nella famiglia dell’invidia patologica, rientra pure il possibile assassinio dell’avversario. Roba da galera, dunque, altro che vizio “leggero”.

  25. il 26 maggio, 2010 mattia dice:

    Che bel dibbattito che dirvi , avete detto molto e tanto .Mat

  26. il 27 maggio, 2010 scoiattolina dice:

    L’ INVIDIA ….!!!!! cosa è ? qua in chat dite che c’è ne sono ? io direi proprio di si e inoltre si notano anche …… io nn sono invidiosa , però se vedo se qualcuno lavora meglio di me , io mi impegno per migliorare me stessa , cerco di essere me stessa , di sicuro nn mi vado clonando in modo palese , un tempo mi è stato detto ” DI NON METTERE TROPPA CARNE AL FUOCO ” ora posso rispondere …mai stata + contenta di aver messo kg di carne al fuoco ogniuno di noi si è girata la sua porzione , e aggiungo se qualche pezzo di carne si è bruciata e xchè di sicuro la c’era la vanità l’invidia e forse anche altro ma il resto del cibo nn si è bruciato e nel bosco regna la lealta ma siamo nel bosco e si respiera aria pulita e fresca ,,w noi

  27. il 27 maggio, 2010 lieve dice:

    Ti ringrazio Carlotta per le tue accurate delucidazioni!
    Sò che esistono cure per rendere meno reattiva l’amigdala, affinche’ la corteccia prefrontale possa esercitare un maggior controllo sulle emozioni, ma non sapevo che funzionasse anche sull’invidia, grazie ancora!

  28. il 27 maggio, 2010 Lorenzo.rm dice:

    Grazie Mat.

  29. il 27 maggio, 2010 Lorenzo.rm dice:

    Sì, come dice Sabrina, è una bell’aria fresca che si respira in Bosco. Altrove non lo so, ma noi guardiamo dentro di noi e quando esportiamo qualche idea fuori cerchiamo di portare serenità in modo da coinvolgere tutti i nostri amici. C’è da dire che non sempre ci riusciamo, che le provocazioni non mancano, antiche e recenti. Ma tutto sta a non farsi coinvolgere. Noi svolgiamo un servizio vero per Eldy. Quell’Eldy che, a scanso di equivoci, amiamo. I risultati ci stanno dando ragione. Non facciamo e offriamo prodotti confezionati ma aperti e contiamo sempre sul vostro contributo. Che è e sarà il dialogo, il confronto. Non vogliamo cambiare le idee di nessuno, vogliamo che tutti si confrontino e si vogliano comunque bene e si rispettino, qualsiasi problema affrontino. Grazie a Sabrina della fiducia che ci ha dato e ci dà, e Forza Eldy.

  30. il 27 maggio, 2010 Lorenzo.rm dice:

    Abbiamo anche un dialogo di specialiste fra Carlotta e Lieve. Bene, bene. Grazie.

  31. il 27 maggio, 2010 Lorenzo.rm dice:

    Nadia, nella risposta al tuo ultimo commento ho commesso un errore antipatico. Ho parlato di sanità, invece che di santità, come sarebbe stato corretto fare.

  32. il 27 maggio, 2010 NEMBO dice:

    Lady sei molto precisa ed esaudiente, per il patologico e la usa distruzione:Plug-and-shot! Un abb. Nembo

  33. il 29 maggio, 2010 semplice dice:

    Invidia sì, invidia no…io,dal mio punto di vista, penso che se ognuno si adopera per fare al meglio le cose che sa fare e che le sono congeniali, è già gratificato.Accettare la propria individualità, la propria unicità senza paragonarla agli altri è un’ottima soluzione per vivere sereni con se stessi e con gli altri. Non accusatemi di essere bugiarda se vi dico che non conosco il sentimento dell’invidia, non l’ho mai provato nè da giovane nè da vecchina quale sono adesso. Ho avuto come maestri i miei genitori che mi hanno sempre insegnato di non accontentarmi passivamente di ciò che avevo e personalmente e materialmente,di non inviare chi aveva di più, ma di leggermi dentro e far uscire tutto ciò che era in potenzialità dentro di me. Anch’io a mio figlio ho sempre detto, siì te stesso e mai la copia di un altro, saresti solo la sua brutta copia. Comunque Eldy, è solo un momento della nostra vita, dovrebbe essere sereno, piacevole e rilassato..la vita ci offre, nostro malgrado, esami e “pietanze” ben più impegnative e allora non sprechiamo energie e viviamo con meno conflittualità.

  34. il 29 maggio, 2010 Lorenzo.rm dice:

    Grazie Lieve. Se mi è permesso, sottoscrivo al 100%. Rimane il fatto che, malgrado i giusti insegnamenti dei genitori, qualche figliolo o figliola semplicemente li disattendono.

  35. il 31 maggio, 2010 Lorenzo.rm dice:

    Scusa Semplice, è stato un “lapsus calami”. Ho risposto a Lieve pensando di rispondere a te. Forse ha facilitato il mio errore il fatto di non aver visto la tua firma da tanto tempo. Sono felice del tuo ritorno e confermo il mio completo accordo su quanto hai scritto. E grazie ancora.


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