Scritto da Scoiattolina il 27 Maggio 2010 |
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La storia di Lalla
Voglio raccontarvi l’avventura accaduta ai miei conoscenti, Marisa e
Francesco, che hanno saputo gestirla con grande amore e dedizione sincera verso il loro amico a quattro zampe. Non vi è alcun dubbio che la sensibilità dimostrata verso Lalla sarebbero sempre in grado di impiegarla in ogni situazione che richieda una partecipazione attiva.
Il loro cane, Lalla, era scappata di casa e venne investita da un’automobile. Da quel momento non riuscì più a camminare. Venne portata d’urgenza dal veterinario che si
fece attendere più di due ore prima vi visitarla. Finalmente le fu fatta
una radiografia, seguita dal consiglio di riportarla dopo due giorni, per stabilire se fosse opportuno operarla.
Poiché il veterinario non si era premurato nemmeno di medicarle le ferite che aveva riportato, dava poco affidamento, i miei amici decisero di interpellarne un secondo, ritenuto un gran luminare. Quest’ultimo, dopo varie verifiche, tra le quali l’esame della colonna vertebrale, emise il suo responso: la cagnetta non aveva più alcuna sensibilità ed anche altre funzioni erano state compromesse. In poche parole, consigliò loro di farla sopprimere.
Tornarono a casa disperati, pensando alla loro Lalla di natura iperattiva, quando correva a perdifiato sulla spiaggia o si buttava dagli scogli e nuotava per raggiungere il bastoncino che le era stato lanciato..
I primi tempi, sperimentarono diversi sistemi per permetterle di muoversi, ma Lalla era avvilita e non si interessava più a nulla.
Il problema dell’incontinenza fu risolto con un vasino: la mettevano seduta ogni 3-4 ore, facendole pressione sul pancino, e il risultato era raggiunto.
Dopo alcuni tentativi, Francesco realizzò una carrozzina che le permise di spostarsi e di correre, quasi come prima dell’incidente.
Lalla, pian piano riacquistò le forze e riprese a giocare con Iban, l’altro cane che gli era particolarmente affezionato.
In estate, Marisa e Francesco andarono in vacanza al mare, in un campeggio, e Lalla girava tranquillamente con la sua carrozzina e correva nei prati, inseguendo la palla.
Ricominciò anche a nuotare, e da allora le cose cambiarono….
Ritornati a casa, notarono che le zampe posteriori avevano riacquistato il tono muscolare e ogni tanto riusciva a muoverle, quindi decisero di non consultare più nessun veterinario.
Purtroppo, alcuni giorni dopo, Lalla si ferì ad una zampetta e fu necessario recarsi da un terzo veterinario. Dopo esser stata medicata, Lalla ritrasse la zampa, e ciò dimostrò che avvertiva sensibilità. Fu domandato ai miei amici se, in precedenza, per accertare l’entità del danno, l’avessero sottoposta a una mielografia e quindi ad un intervento per rimettere in sede la vertebra offesa. Tutto ciò, ovviamente, era stato completamente disatteso.
La veterinaria, a questo punto, li ha consigliati di portarla spesso a nuotare e, chissà, forse la natura avrebbe fatto il resto!
I miei amici hanno voluto raccontare la loro avventura per far capire che un cane non è una seggiola che, quando ha una gamba rotta, la si butta via, ma un essere sensibile, indifeso, che rivolge tutto il suo amore alle persone che gli sono vicine.
Conosciamo altre storie, più o meno analoghe a quella di Lalla,
accaduta a cani e gatti, tutti curati e salvati con estrema dedizione, e hanno così potuto vivere bene e a lungo, sia pure menomati.
Di questi casi, vi mostriamo alcune foto.
Giovanna3.rm

Belle, queste storie, che mostrano come fra gli uomini e gli animali ci siano, ci possano essere rapporti di grande affetto. Con tali rapporti contrastano altri non certo idilliaci. Dobbiamo avere la forza di tirare sempre dal mucchio gli episodi buoni e condannare senza requie quelli cattivi. Si tratta di un vero e proprio dovere civico. Grazie a Giovanna e Sabrina.
Giovanna che articolo triste , ma pieno di umanità , magari tutti avessero un pò di rispetto per gli animali come i padroni di questo cane , altri avrebbero di sicuro sopressoil cane per non farlo soffrire avrebbero detto , no per non avere problemi di accudirlo , complimenti Giovanna . Mat
leggendo di questa storia …mi viene in mente la mia cagnetta , è stata investita e se fosse sopravvista starebbe stata come lalla , ma è morta durante la notte dal veterinario , ma avrei fatto di tutto x lei ma è andata cosi , mi manca tanto e per ora nn voglio animali ma aiuto un canile di aprilia portando viveri
Sabrina, quando si perde un caro amico o un gatto,all’inizio è disperazione. Io ho sempre adottato la cura di prendere un altro gatto, piccolo, da accudire: solo così, occupandomi del nuovo arrivato pian piano la tristezza se ne va. Non so, però, se funziona su larga scala!
una storia davvero triste, che tenera questa cagnolina.
Ho letto l’articolo piangendo,stasera per me è una tristissima sera,purtroppo per il mio Attila ,pastore tedesco,non posso far piu’ nulla,ha 13 anni ,è sempre sato bene ,tutto è iniziato qualche mese fa quando per puro caso ho visto che gli cedevano le zampe posteriori,naturalmente lo abbiamo portato dal veterinario e ci ha detto che per lui purtroppo ci sono solo palliativi per non farlo soffrire troppo,(i pastori soffrono tutti di questa patologia).La cosa è peggiorata ulterirmente,non ha piu’ sensibilita’, nn tiene piu’ i suoi bisogni e ormai le zampe non lo sorreggono piu’.Onestamente non ce la faccio a vederlo in queste condizioni,ha perso la sua dignita’,soffriamo noi e soffre lui…….perdonatemi,sto piangendo mentre scrivo……domani attila riprendera’ a correre come faceva da cucciolo,spero di poterlo rivedere, in un altra dimensione
Cara Nadia, ti sono molto vicina: mi rendo conto qunto debba essee duro questo momento! Un cvaro abbraccio
Commovente la storia di lalla,tocca il cuore anche ai più riottosi!grazie Gio’
Grazie Giò!!!…quello che sono in grado di fare i nostri amici animali per riconoscenza verso l’amore dei padroni è impagabile!!! E và ben oltre quella degli “umani”…. il loro amore è incondizionato perchè “libero” dall’egoismo e da tutti quei sentimenti negativi che invece l’umano ha.
Hanno molto da insegnare e noi molto da imparare…..
Nadia… la scelta dell’ eutanasia per il proprio amico che per tanti anni ci è stato vicino con dedizione e fedeltà…è una delle decisioni più strazianti da dover prendere. Io ci sono passata purtroppo e ti capisco molto bene….
povera lalla , mi spiace nadia per il tuo amico attila è perdere un famigliare dopo 13 anni di convivenza ma per essere vissuto tanto tempo di sicuro è stato trattato bene un abbraccio affettuoso
mia figlia , è in lacrime per il cane di nadia , ti siamo vicine nadia e anche a lalla una storia commovente
Carlotta, che dirti! Sono così tante storie di assoluta dedizione e affetto dei nostri amici a quattro zampe che non basterebbero fogli e fogli per raccontarle.
Purtroppo c’è tanta gente insensibile che si comporta in pessimo modo nei loro confronti! Ho sempre sostenuto che gli atteggiamenti negativi spesso dipendono dal cattivo rapporto che i bambini ricevono in famiglia verso gli animali, soprattutto nel nostro paese. E pensare che crescere in compagnia degli animali sarebbe così educativo per i ragazzi, li stimolerebbe e insegnerebbe loro tantissimi atteggiamenti positivi, ma tant’è!
Un caro abbraccio.
Condivido appieno Giò….
anni fa avevamo organizzato delle giornate all’aria aperta e “nell’aia” per i bambini delle elementari, da passare presso alcuni contadini della zona…non ti dico cosa è successo!!!!