I CAVALLINI DELLA GIARA

   

Le giare sono gli inconfondibili tavolati basaltici del Sarcidano e della Marmilla situati nella parte centro meridionale della Sardegna.

Chiaramente visibili dalle zone pianeggianti, si presentano come altopiani dai lineamenti caratteristici di enormi fortezze naturali, fornite di bastioni dalle pareti a scarpata, anticamente inaccessibili.

 

Nuraghe nella Giara di Gesturi

 

Simili alle mesas messicane, molti studiosi pensano che siano state utilizzate dai sardi nuragici come ultimo baluardo di resistenza contro gli invasori Punici e poi Romani. In effetti, lungo il perimetro della sommità della giara di Gesturi, si possono ancora osservare 24 nuraghi mentre ben 50 si allineavano un tempo ai piedi dei bastioni stessi.

 

(Razza selvatica, riconosciuta nella

lista ufficiale delle razze equine italiane)

 

Secondo alcuni studiosi in materia, non appartengono ad una specie aborigena ma sarebbero i lontani discendenti, oramai inselvatichiti, della prima razza equina portata in Sardegna dai Fenici. Su questa ipotesi però non c'è unanimità scientifica e le sue origini restano pertanto ancora incerte in quanto non esistono resti fossili risalenti ad un periodo antecedente quello nuragico.

Fino al tardo medioevo branchi sparsi di cavallini vivevano allo stato brado su tutto il territorio dell'Isola.

 

Cavallini della Giara

 

Quelli della Giara sono gli ultimi esemplari superstiti e rappresentano attualmente uno dei simboli della Sardegna. Si caratterizzano per avere una altezza al garrese di circa 125/135 cm. nei maschi adulti (mentre le femmine sono leggermente più piccole), il mantello color bruno scuro o nero, la coda e la criniera lunghe e folte, gli occhi dalla forma a mandorla e la fronte ricoperta da un lungo ciuffo. Il loro numero  oggi di circa 550 esemplari (vivono in gruppi di otto/dieci individui al massimo), in lieve aumento, grazie alla politica di protezione attuata dalla Regione Sardegna, ma soprattutto grazie all'impegno delle comunità locali. La Giara è divenuta un'area protetta con l'istituzione del parco naturale.

 

Prova di forza tra due puledri per

la conquista del  ruolo di Capo Branco

Fino a qualche decennio fa i cavallini della Giara venivano catturati, domati e addomesticati per essere adibiti a lavori agricoli e al traino di piccoli carri. Abbandonati a loro stessi non era raro trovare la carcassa di cavallini morti per gli stenti per carenza di alimentazione nei periodi invernali. Spesso il sostentamento dipendeva dall’apporto di volontari che provvedevano a rifornire di foraggio le zone stanziali. Ora con l’istituzione dell’area protetta come Parco Naturale la cura dei cavallini è affidata ai Comuni limitrofi della zona ed è vietato ai privati di provvedere a tale incombenza. Ben vengano le regolamentazioni mirate alla protezione della flora e della fauna soprattutto nelle aree naturalistiche ma non solo. 

 

Quercia da sughero con particolare postura inclinata fin dal suo nascere a causa del forte vento di maestrale

 

Spero che l’argomento sia stato gradito, almeno per le Amiche e Amici i dall’animo animalista.

Ringrazio per la cortese attenzione e auguro a tutti una serena e pacifica Domenica di questo mese di Settembre.

       

UNA STORIA DEI NOSTRI GIORNI………………… di Gabriella.bz

         

UNA STORIA

DEI NOSTRI GIORNI

 

Ricomincio a scrivere dopo tanti mesi, mi sentivo svogliata e sembrava che tutti i malesseri fossero miei ma ora provo a sollevare la testa e dico:

“Basta, si riparte!”.

Comincio con una storia che mi ha stretto il cuore, ma io non sono certo quella che riesce a scrivere cose divertenti.

Squilla il cellulare, rispondo e sento una voce tanto flebile che penso ad uno scherzo di cattivo gusto, chiedo chi parla perché non ho riconosciuto la voce, mi dice; Signora non mi riconosce, sono Anna.

Anna è sempre stata una signora gentile con la voce squillante, una formidabile lettrice di gialli e libri forti.

 

Quella vocina mi ha fatta tremare e dopo averla salutata e chiesto sue notizie mi ha risposto che i figli l’avevano fatta ricoverare in una casa di riposo.

   

L’appartamento in cui viveva era suo, i figli avevano i loro appartamenti non avevano bisogno di quello dove lei viveva con una badante perché, sebbene la testa le funzionasse bene, aveva, invece, le gambe molto deboli, cadeva facilmente e i figli avevano paura che potesse farsi male.

Non che in una casa di riposo ciò non possa succedere, ma per una donna abituata a camminare tanto, si può facilmente immaginare quanta sofferenza potesse darle dover stare chiusa in una stanza.

E’ una casa con giardini estesi ma se non ha un’infermiera non può certo passeggiare e deve attendere i figli o i nipoti.

   

Non hanno trovato una sistemazione nella nostra città perciò anche noi del vicinato e amiche varie è ben difficile andare a trovarla.

Ricordo quando abitavamo sulla stessa via ci separava solo la strada veniva spesso a bere il caffè e voleva le leggessi i nostri racconti del Bosco e ogni volta si meravigliava dei nostri scritti e ne era entusiasta.

 

Poi mi chiedeva se avevo trovato qualche libro di guerra di quelli che a casa mia solo mio marito leggeva.

Ho dovuto poi cambiare casa perché il mio appartamento era grande ed ero rimasta sola, ma ero sempre nella stessa città e ci si trovava spesso anche se io avevo il mio bel daffare con i nipoti poi anche gli anni son passati e la nostra bella amicizia si è affievolita, un po’ come la nostra vita!

Ora erano mesi che non ci si sentiva ma mi sono accorta che i mesi di quest’anno sono passati in fretta, ma sentendo la voce di Anna, appena il caldo si calma prendo il treno e la vado a trovare, magari portandole un bel libro.

Il cuore mi si stringe al pensiero della lontananza, perciò spero che presto i figli possano trovare un posto in una delle case di riposo della nostra città dove poco o tanto ci si conosce tutti e sarà più facile farle una visita.

Coraggio Anna ti sono vicina con il pensiero.

 

     

 

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