BUONA DOMENICA

Apriamo la Buona Domenica con un racconto inviatoci dall’amico Cicco. In poche righe la storia di una vita, di ipotesi, di sogni, di fantasie. Il depositario di tanto sapere è un fiore appassito conservato e forse dimenticato tra le pagine di un libro ma che al suo improvviso e inaspettato riapparire è pronto a raccontare a chi lo ha rinvenuto, liberandosi finalmente dalla lunga prigionia repressa tra due pagine, tutti i segreti di una generazione semplice che sapeva vivere di poche cose in piena felicità. Grazie Cicco.

Giuseppe3.CA

 

SFOGLIANDO  UN LIBRO

   

 

Un fiore  appassito

Era una bella sera: il  tramontar del sole non aveva mai vestito la natura di riflessi tanto vaghi. Una leggera brezza animava le foglie degli alberi e il fondo azzurro della volta celeste era sparsa di nubi d’oro a cui  il vento variava ad ogni istante le forme indecise.

Le montagne, ricoperte di un lontano vapore, riflettevano di quanto in quanto i morenti fuochi dell’orizzonte.

La campagna, come animata ai dolci soffi della primavera, sembrava aprire un tempo alle meditazioni, e l’oscillazione delle acque in un limpido lago, e gli  armoniosi canti dell’usignolo, suscitavano nell’anima mille ricordi e care melanconie.

Elena, seduta al balcone della sua cameretta, anima quel quadro magico, mentre sfoglia il libro di preghiere della madre giovinetta e vi legge di tratto in tratto i passi a lei favoriti e segnati dalla mamma stessa.

Ed ecco, oh sorpresa! un fiore secco e scolorito si presenta  ai suoi occhi. E la  bella fanciulla esclama: <<Dove nacque mai, dove crebbe questo caro fiorellino? Chi lo colse? Donde viene? Chi ebbe cura di esso? Forse la mamma lo colse dalla balza nativa e lo rinchiuse in questo libro? Si, non c’è dubbio, il libro appartiene alla  mamma e come può non essere suo il fiore che contiene? Sarà forse cresciuto con cura nel suo giardino, quando più bello lo infiorava il sole, ella lo spiccò dallo stelo e lo serrò nel libro che ora è qui nelle miei mani. O forse è stato colto nel momento ch’essa andava  alla  chiesa  per unirsi all’uomo destinatole: al mio caro babbo. Forse è uno di quelli stessi che ornavano la sua bella fronte, quando per la  prima volta  s’appressò alla Divina Mensa? Forse è un fiore regalatole da un’amica o dal  babbo stesso. Era in un momento di sventura? Quando fosti divelto dal fragile stelo? Chi mi dice che  non sia il testimonio, il  ricordo funesto d’un   giorno penoso?

No, non voglio pensare  che questo, sia il ricordo di un’ora  funesta!

È certamente una corolla del suo mazzetto di sposa, e certo glielo ha regalato il babbo. E ora, la mamma, ha fra i capelli molti fili bianchi, e il babbo è stempiato, e si amano ancora, come quando, giovani e belli, andarono all’altare, ed ella aveva tra  le  mani un mazzolino, quello da cui, certo, colse questo fiore >>.

Penso che ognuno di noi sfogliando un libro, ha aperto uno scenario di ricordi e di fantasia come il personaggio di Elena, nell’apparire un fiore secco, che rievoca tante domande. Nello scrivere questo racconto mi sono posto una serie di interrogativi, immaginando che il fiore ha rappresentato per i miei genitori momenti felici, che sono rimasti in un  libro molto caro a mia madre, come un  simbolo di un  fiore anche se ormai appassito  ma di un grande  valore  per  me..Cicco53

 

Concludiamo con un aforisma di Platone sull’amore:

“L’amore è metafora della filosofia perché l’uomo non possiede il sapere, ma si sforza per ottenerlo; può riuscire ad avvicinarvisi, ma non si tratta comunque di una conquista definitiva: il pieno sapere è irraggiungibile.”

Nell’ augurarvi BUONA DOMENICA, vi ringrazio per la presenza nel salotto buono del Bosco e vi invito ad esprimere i vostri arguti commenti. A presto.

Giuseppe

 

        


COMMENTI

  1. il 02 ottobre, 2011 Lorenzo.rm dice:

    Cicco, ovvero la metafora del fiore appassito. Almeno in questo frangente, perché Cicco è ben altro e di più. Ma in questo caso è il poeta che fa capolino, un poeta delicato e sensibile, tenero e accurato, innamorato della sua mamma e del suo babbo. Quando l’amore è così è degno di essere vissuto, L’amore come aspetto visibile del sapere, della filosofia, come ben dice Platone nella citazione riportata da Giuseppe. Tutto bello, dunque, e gradevole. Un abbraccio a Cicco e Giuseppe.

  2. il 02 ottobre, 2011 marisa8bs dice:

    che bello il racconto ,sono corsa anchio a cercare il fiore nelle pagine di un libbro,purtroppo ho trovato nulla nessuno mai mi ha regalato un fiore da conservare,per questo sono contenta se qualcuna ha provato questa emozione,una emozione tanto forte da conservare un piccolo fiore….buona domenica

  3. il 02 ottobre, 2011 Giuseppe3.CA dice:

    Buona Domenica, Lorenzo: Dal tuo commento vedo che, come sempre, intuisci anche ciò che potrebbe essere scritto tra le righe. Grazie

  4. il 02 ottobre, 2011 roberto24.rm dice:

    è una storia molto bella cicco,piena di ricordi della tua mamma,mi à entusiasmato.grazie e buona domenica a te e a tutto lo staff del bosco.

  5. il 02 ottobre, 2011 ANGELOM dice:

    Ognuno di noi ha sempre qualcosa da ricordare e da conservare nella propria mente, un oggetto antico chiuso in un cassetto, qualche petalo di fiore in mezzo ad un libro letto con la persona amata che ricorda forse attimi felici. Cicco con il suo racconto ,con grande delicatezza ci ha presentato con la sensibilità di ricordi e domande lontane, il suo grande amore verso i propri cari.
    Grazie a Giuseppe per averlo proposto.

  6. il 02 ottobre, 2011 Giuseppe3.CA dice:

    Grazie Angelo, le scelte non sono mai casuali ma mirate al bene comune così com’è nello spirito del Bosco: amicizia, concordia, armonia, unione, consenso, unanimità d’intenti, collaborazione tra le parti. Non aggiungo altro, ogni altra parola sarebbe un di più. grazie ancora.

  7. il 02 ottobre, 2011 sandra vi dice:

    grazie giuseppe per averci proposto questo delicatssimo e commovente brano di cicco,e un particolare ringraziamento alui x averlo scritto con tanto amore……

  8. il 03 ottobre, 2011 Giuseppe3.CA dice:

    Marisa, cerca ancora tra i libri della tua vita, non si sa mai, anche se non sarà un fiore, qualche emozione potresti inaspettatamente ritrovarala anche ricordando un piacevole episodio di gioventù. Auguri.

  9. il 03 ottobre, 2011 Marisa dice:

    il 02 ottobre, 2011 Marisa dice:
    Vi conosco da poco, non ho ancora la dimestichezza che vorrei avere per interagire con voi. Trovo molto belli ed emozionanti i pensieri e le riflessioni che e gli stati d’animo che ho letto. alcuni vorrei farli miei e tenermeli nel mio archivio. E’ possibile? Come faccio? Con il copia incolla? Non ci sono riuscita!

  10. il 03 ottobre, 2011 Marisa dice:

    Marisa(2), Grazie per i tuoi apprezzamenti. Encomiabile il tuo desiderio di voler tenere in un tuo archivio personale pensieri e riflessioni che hanno saputo trasmetterti emozioni. Il copia/incolla funzione, riprova.

  11. il 03 ottobre, 2011 Giuseppe3.CA dice:

    Marisa(2), Grazie per i tuoi apprezzamenti. Encomiabile il tuo desiderio di voler tenere in un tuo archivio personale pensieri e riflessioni che hanno saputo trasmetterti emozioni. Il copia/incolla funzione, riprova.

  12. il 03 ottobre, 2011 lieve dice:

    Bello! bravo Cicco!
    E grazie anche a Giuseppe x avercelo proposto.
    Ogni cosa ci ricorda il passato,bello o brutto che sia, Quello che ricordiamo comunque sono sempre le grandi emozioni,
    quelle che ci hanno toccato di più,che ci hanno segnato la vita, come piccoli mattoni che ci hanno completato.

  13. il 04 ottobre, 2011 silvana1.ge dice:

    Molto apprezzabile la pagina dedicata alla riflessione di Cicco. Il fiore è per sua natura espressione di bellezza ed armonia. Colpisce i nostri sensi ma soprattutto ci parla, interagendo con corde molto più profonde: le emozioni.Un libro aperto, dal quale emerge un fiore che come per incanto ritorna alla vita perchè esplora e riattiva ricordi cari. Esso testimonia l’attimo di una situazione che ci è cara perchè l’abbiamo vissuta intensamente ed è ancora radicata in noi Cicco,hai associato il fiore all’amore fra tuoi genitori che si amavano molto intensamente.Quel loro sentimento si riverberava in famiglia,e ti ha lasciato uno stupendo ricordo. Molto commovente la delicatezza con cui esprimi emozioni e ricordi. Ci dà la misura della tua sensibilità. Grazie per averci permesso di condividere.
    Grazie anche a Giuseppe per l’introduzione e l’aforisma di Platone, il Grande fra i grandi pensatori della storia.

  14. il 05 ottobre, 2011 cicco53 dice:

    grazie con un sincero abbraccio a tutti voi.ciaoooooo


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