Buona domenica
Scritto da giovanna3rm il 11 Novembre 2012 | 14 commenti- commenta anche tu!
Utilizzo la rubrica messami simpaticamente a disposizione da Giuseppe, non disponibile questa domenica per un altro impegno, per narrarvi la storia di un cane e del suo amico-umano (preferisco chiamarlo in questo modo, anziché “padrone”), che vi propongo. A me sembra una vera lezione di vita, e mi piace condividerla con voi.
“Un’amicizia durata 15 anni, quella tra il cane Juna e il suo padrone. Terminata con la morte di entrambi, lo stesso giorno e per lo stesso male. Juna, un cane meticcio grande e peloso, una femmina, incrociata con un lupo, è morta domenica scorsa (4/11) a Terni, per le conseguenze di una grave forma di asma, mentre ad alcuni chilometri di distanza, in ospedale, anche il suo padrone si spegneva per la stessa malattia. Gianfranco Brillantini, 67 anni, molto conosciuto nell’ambiente sportivo della città umbra, dove per lungo tempo è stato il gestore di un bar, e il cane Juna avevano formato un binomio inseparable. Juna era sempre con lui, accanto a lui, a casa come al bar, dove tutti la conoscevano e le volevano bene…. Così, quando Brillantini si ammalò e venne ricoverato per la prima volta in ospedale, Juna più volte scappò di casa per raggiungerlo. “Era diventata la mascotte dell’ospedale”, racconta oggi la moglie.
Riuscendo a eludere i controlli del personale dell’ospedale, Juna riusciva a raggiungere la camera dove il suo padrone era ricoverato e si sistemava, immobile, ai piedi del suo letto. Allora gli infermieri chiudevano la porta per evitare che non si allontanasse e telefonavano alla moglie, che veniva a ricuperarla. Ma ogni volta, quando la signora le metteva il guinzaglio e tentava di trascinarla fuori dalla camera, Juna puntava i piedi e cominciava a lamentarsi. Dopo qualche tempo, il cane cominciò a stare male. I Ballantini la portarono dal veterinario il quale constatò che soffriva della stessa malattia del suo padrone. Il veterinario consigliò addirittura di somministrare le stesse medicine. Poi le condizioni di Brillantini peggiorarono e rimase per diverso tempo in ospedale. Juna dovette, a questo punto, separarsi dal suo amato padrone, poiché nel frattempo la famiglia si era trasferita in una zona piuttosto distante dall’ospedale. Inoltre, piano piano, anche la malattia di Juna diventò più grave. E quando, di recente, la situazione di Brillantini divenne drammatica e, dal suo letto d’ospedale, cominciò a rifiutare il cibo, anche il cane, a qualche chilometro di distanza, accoccolato nella sua cuccia, lontano dal padrone, ma così intimamente legato a lui, ha cominciato a non mangiare. E domenica – 4 Novembre – se ne sono andati entrambi. Gianfranco Brillantini, ha lasciato un vuoto incolmabile nella sua famiglia e fra i suoi amici della tifoseria ternana. Juna, ormai vecchia, se n’è andata, spenta dalla stessa malattia, a 15 anni d’età”.
Fonte Web
La struggente storia di Juna, ci fa capire quanto gli animali possano amare i propri amici-umani e quanto traumatica possa essere per loro l’esperienza dell’abbandono, qualunque sia la motivazione. Sono certa che se l’uomo percepisse un millesimo del dolore che provano gli animali abbandonati, non si azzarderebbe nemmeno a concepire un gesto così vile.



Grazie Giovanna, una bella storia che dimostra ancora una volta la dedizione e l’amore dell’animale cane verzo l’uomo padrone. La storia contiene anche una bella lezione morale e mi viene spontanea una domanda:
“Che cosa spinge il cane che nella sua integerrima fedeltà è disposto persino all’estremo sacrificio per amore e per il bene dell’uomo padrone che invece, molto spesso, lo sfrutta, lo maltratta e lo abbandona?” Chiedo cortesemente agli Amici della Buona Domenica di esprimere il loro parere, grazie.
Infine mi sembra doveroso anche un sincero e caloroso plauso a Giovanna per la scelta della deliziosa musica di Richard Clayderman.
Una storia che ha dell’incredibile, un attaccamento del cane al suo amico umano, come dice Giovanna, che ha dell’inverosimile. Eppure è tutto vero. Scrostata la vita da tutte le sue sovrastrutture, e ridotta alla sostanza delle cose fondamentali, esistono questi fatti meravigliosi. Che ci riportano all’armonia del creato, nel bene e nel male, nella gioia e nel dolore. Soprattutto nel dolore. Affetto, dedizione, simpatia, sacrificio, amicizia. Li trovi certamente negli animali, inconsapevolmente, forse. E li trovi come sentimenti fondanti stupendi, nel genere umano. Grazie, Giovanna.
Chi è che dice che i cani non hanno un’anima? Di storie come questa è piena la cronaca.. se qualche umano avesse amche solo un decimo della loro sensibilità tante brutte storie non esisterebbero! Molto commovente il racconto.. Giovanna, speriamo che ci faccia meditare.. tutti!
Pino, di storie del genere se ne conoscono tante, tuttavia ogni volta è una constatazione che commuove e fa riflettere molto. Queste creature vivono accanto a noi per lunghi periodi, a volte, e condividono ogni istante della nostra vita partecipandovi totalmente, dimostrando affetto e fedeltà totale.
Il pensiero che mi tormenta è come facciano alcune persone ad abbandonare, spesso, queste creature speciali sulle autostrade o ovunque capiti, appena intervenga qualche problema per la loro custodia….!!!
E’ vero, Lorenzo, sono sentimenti stupendi che ben conoscono le persone che hanno il privilegio di trascorrere la loro vita con delle creature così speciali, come i cani , i gatti e altre simili. La loro è molto più breve della nostra, ahimé, ed ogni volta che ci lasciano è un vero
, grande dolore che si lenisce solo rivolgendo il nostro affetto verso un nuvo cucciolo, come è spesso accaduto a me.
Grazie della tua testimonianza.
Armida, grazie per aver apprezzato la storia di Juna: è vero, spesso accadono storie simili che riscaldano il cuore e fanno riflettere a lungo.
Un caro saluto.
Bella storia quella di juna, possiamo dire struggente quando gli animali seguono il proprio padrone ma sopratutto amico durante una morte. Molte storie si sentono e sono sempre significative che ci fanno riflettere, il legame fatto di sentimenti e di complicità che si instaura con il proprio cane (o altro animale)è indescrivibile grazie alla forza del sentimento. Gli animali comprendono quanto amore ricevono anche con una semplice carezza e lo corrispondono senza mai chiedere nulla. Come ha detto Giuseppe3ca, grazie Giovanna per averci proposto questa storia che ci fa riflettere sui nostri amici animali i quali sono capaci di salvarti a volte anche la vita, ti vogliono sempre bene, e non ti tradiscono mai. Ma spesso l’uomo lo sevizia, lo incatena, lo maltratta, lo sfrutta, solo per dimostrare la sua superiorità, a queste persone dico VERGOGNA.
Grazie Renzo (Nembo) delle tue belle parole: infatti non tutti capiscono il privilegio che si ha vivendo con queste belle creature, che ti riempiono di effusioni e di affetto, senza nulla chiedere.
Quante di queste storie si ascoltano sull’amore del cane verso il proprio amico umano.
Al mio paese Malnate in provincia di Varese, un cagnolino metticcio dopo la morte del suo amico umano, tutti i giorni si recava al cimitero per fargli compagnia, prima lo accompagnava per trovare la moglie, poi andava da solo.
La storia è stata segnalata anche sui giornali della provincia perche il cagnolino oltre che andare al cimitero era ligio al codice stradale come lo era il suo amico scomparso, fermandosi ai passaggi pedonali fino al segnale verde, cosa molto curiosa perche se non erro i cani sono daltonici.
Questo dimostra quanto amore ci sappia dare il nostro amico cane, noi tutti dovremmo prenderlo come esempio.
Non è la prima volta che si sentono queste storie , soprattutto con riferimento ai cani , che spesso vivono un rapporto simbiotico con il loro “padrone”.
Come accade anche tra persone, non solo tra marito e moglie,che hanno trascorso lunghi tratti di vita assieme in un rapporto di abitudini , di affetti e di ritmi spesso vitali.
Normalmente di asma non si muore , evidentemente il discorso è andato oltre la malattia.
Riccardo, ti ringrazio per la tua testimonianza. Sono proprio tanti gli esempi di dedizione assoluta di queste creature al loro amico umano ed è qualcosa che arricchisce sempre chi ne è oggetto ma, al tempo stesso, c’è incredulità, sorpresa e….riflessione!
E’ vero, Franco, avviene proprio una simbiosi tra la persona e l’animale, quando c’è convivenza, rispetto, amore e comprensione totali, come accade tra gli umani e ciò, talvolta, lascia perplessi!
Molto bella e commovente la storia di Juna,quante se ne sentono ,l.abnegazione di un canre per il suo padrone nn ha limiti.Io avevo un collie ,molto bello ,affettuoso legato a me d;un affetto speciale .mi seguiva sempre.Quando andavo a trovare mia figlia in Grecia era felice di slire sulla nave.unico neo…..nn poteva venire in cabina con me,ma andare nelle apposite gabbie allestite sul ponte.Questo avrebbe dovuto frare mma lui sapeva che piu’ tardi sarei andata a prenderlo e sarebbe stato con me fino al mattino ,quando buono buono tornava nella gabbia ,e usciva poco dopo per passeggiare con me sui ponti con aria impettita,indifferente….UN giorno nn so come me l’hanno rubato,inutili le ricerche ,nn l’ho piu’ trovato,ho sofferto veramente moltissimo .
Grazie della suonata di Clayderman
Cara Sandra, posso capire pienamente il tuo dolore quando ti è stato ignobilmente sottratto il tuo amico, molto speciale.
Come si fa ad essere così malefici, sapendo, soprattutto la grande sofferenza che tale azione procurerà alla povera creatura? Sandra, io penso che queste persone saranno inevitabilmente preda di grandi sciagure personali, non meritano comprensione!
Un caro saluto.