Santa LUCIA di Virgola
Scritto da Giuseppe il 12 Dicembre 2019 | 9 commenti- commenta anche tu!
SANTA LUCIA
Le notti in pianura Padana erano molto fredde e umide, come la nostra camera da letto. Le braci che scaldavano le coperte trasudavano un vapore che noi chiamavano nebbia. La gola bruciava forte, la febbre era molto alta. A tratti mi sembrava di essere altrove, vaneggiavo e preoccupavo i miei genitori. Di lì a poco tempo il medico avrebbe deciso di farmi operare, le tonsille erano continuamente infiammate.
Io ero preoccupata di non riuscire ad aspettare S. Lucia sveglia, per vedere i doni che mi avrebbe portato. Nella zona era quella la vera festa dell'inverno, tutti i bambini le scrivevano la letterina, a volte la santa li accontentava, a volte no, dipendeva dalla borsa di papa'… Avrei compreso molto piu' tardi il senso della filastrocca…
“Santa lucia, mamma mia,
porta i dolci a casa mia,
con la borsa di papa'
Santa Lucia tornerà”
Le possibilita' della famiglia erano scarse, il mattino dopo avrei trovato una calza piena di mandarini e frutta secca, al massimo un piccolo album da colorare.





Bellissimo racconto, Virgola. Viva Santa Lucia. Ciao Pino.
13 Dicembre Santa Lucia
Nelle regioni del Nord Italia c’era e penso ci sia ancora, l’usanza di portare i doni ai bambini nella notte di Santa Lucia, come è d’uso nelle altre regioni la notte di Natale (Babbo Natale) e il giorno dell’Epifania (6 Gennaio). Virgola ha descritto le sue emozioni vissute da bambina nel giorno di Santa Lucia e la ringraziamo. Personalmente mi ha comosso, ciao Virgola, grazie.
Grazie Lorenzo, Buona Giornata di Santa Lucia, ciao.
Bello il racconto di virgola , ma noi in LOMBARDIA si festeggia il NATALE (25_12), BABB0 NATALE porta i doni ai bimbi buoni , Ricordo i nostri preparativi prima di andare a letto , in entrata lasciavamo un piattino con del latte, il raviolo e il mandarino. S.LUCIA mettevamo delle calze x trovarvi dei dolci e caramelle. I miei sono di origine veneta, un caro saluto ciaooooo
Santa Lucia… la notte più lunga che ci sia. Da noi niente regali… erano a Natale , ma facevamo il presepe , si metteva il tagliere di cucina su di un canterano e si cominciava con mettere ciocchi di legna per fare da supporto alla carta con la roccia disegnata sopra. Poi la capanna che si cercava di inserire in questo groviglio di carta , il muschio in abbondanza , la stagnola per il laghetto e la ghiaina bianca per il sentiero . Normalmente si metteva la stella tutta argentata con l’unica lapadina che andava con una grossa pila quadrata e infine le statuine…… che bello !!!! (l’unico che non si metteva era il Gesù bambino , che avremmo messo a mezzanotte della vigilia prima di andare a letto.)
Bello il racconto di Santa Lucia, da noi non si usa abbiamo St. Nicolò che è anche patrono della città, ma il più è Gesù Bambino. Dopo essere andati alla ST. Messa che non si usa più a mezzanotte ma alle venti la sera, si ritorna a casa e si scartano i regali, grandi e piccini. Meno bello e romantico di una volta, ma la vita cambia.
Bello Virgola il tuo racconto di Santa lucia,allora cera l’usanza di portare i doni nella notte di Santa lucia,come si usava in altre Regioni. Invece Babbo Natale si festeggiaVA il 06 gennaio il giorno dell’Epifania. Virgola ha descritto le sue emozioni vissute da bambina, allora le possibilita’ erano molto scarse, trovavano le calze pieni di mandarini e frutta secca, alla grande trovavano anche un albun da colorare. Eppero cara Virgola si era felice, piu’ dei nostri giovani d’oggi, sappiamo tempi molto diversi piu’ di carestia, che di abbndanza. Un grazie per il tuo racconto,Ti Auguro un sereno Natale per tutta la tua cara famiglia e buon tutto per te, grazie di tornare a trovarci ti aspettiamo sempre con piacere. Buone feste a tutti Il Bosco.
Ringrazio tutti per le belle parole. E’ vero in ogni regione sono presenti varie tradizioni, io nella prima parte della vita aspettavo S. Nicolo’, poi S. Lucia, poi babbo Natale… La mia vita e’ stata un po’ errabonda.
Virgola, la tua vita ‘errabonda’, come la chiami te, ti ha consentito di vivere tante esperienze che oggi puoi raccontare con il senno e la serenità dell’età matura. Il Bosco ti ringrazia e ti invita a raccontare ancora altre piacevoli storielle che puoi far riemergere dall’archivio della tua memoria, ciao.