ARTE E DILETTO di Enrica Bosello
Scritto da Giuseppe il 12 Dicembre 2020 | 10 commenti- commenta anche tu!
ARTE E DILETTO
La Pinacoteca Zust si è arricchita di un'importante collezione, 34 dipinti, anfore, album di studi, medaglie e diplomi.. Grazie ad un lascito della signora Valeria Morelli Razzini, deceduta nel 2014, nipote della pittrice Valeria Pasta Morelli. Un lascito in onore della nonna, Valeria Pasta Morelli, per onorare e far conoscere un'artista sconosciuta, volendo che i lavori della nonna rimanessero nella sua terra.
Siamo a cavallo tra il 1850 e il 1900, in un periodo storico, non facile per le donne, molto spesso, nei ceti più bassi, non ricevevano nemmeno un'istruzione, ed avevano ruoli spesso confinati all'ambito familiare.
Valeria Pasta nata a Mendrisio nel 1858, è stata una delle poche ragazze a frequentare l'Accademia di Brera, a Milano, dove raggiunse ottimi livelli, tanto da raccogliere premi e riconoscimenti, anche la Gazzetta Ticinese, le riconosceva il ruolo di "esimia giovane artista", elogiando un suo dipinto realizzato per il Carnevale di Mendrisio. Valeria Pasta, era un ragazza della borghesia ticinese, sino a ieri, sconosciuta ai più, legata proprio a Mendrisio, ai suoi monti e ai molti palazzi storici.
Il matrimonio di Valeria Pasta con un alto un alto funzionario dell’Esercito Italiano, Morelli appunto, metterà fine le sue ambizioni, il ruolo di una signora benestante era dentro l'ambito familiare, l’unico ritenuto adatto a una donna della sua posizione: si dedicherà così principalmente alla ritrattistica e alla pittura di vasi in ceramica.
Ritratto di famiglia Valeria Pasta Morelli
In molti dei suoi quadri presenti alla mostra viene ritratto il figlio.
Valeria Pasta il figlio Valerio
Era un mondo diverso, le signore con una posizione sociale, gestivano la casa e le pubbliche relazioni, non importava che avessero raggiunto un buonissimo livello, non valorizzavano i riconoscimenti, la loro formazione accademica, non fecero mai della loro passione un'attività, una professione, una fonte di reddito, mettevano le proprie creazioni al servizio delle varie raccolte fondi. Come Valeria Pasta Morelli, altre donne artiste, attive nel Canton Ticino negli stessi anni, come Marie-Louise Audemars Manzoni,
Marie Luoise Manzoni
Giovanna Béha-Castagnola, Adele Andreazzi,
Adele Andreazzi
Olga Clericetti, Elisa Rusca, Antonietta Solari e Regina Conti anch'esse appartenenti a famiglie della borghesia locale, che coltivavano privatamente la loro passione per l'arte, e si esercitavano per lo più negli studi di pittori affermati Bartolomeo Giuliano, Sebastiano De Albertis, ma soprattutto uno dei maestri più apprezzati Gioachino Galbusera, che nel suo atelier teneva molti corsi.
Gioachino Galbusera
La mostra Arte e Diletto, ci ha regalato una serie di quadri inediti, ci ha riportato indietro nel tempo, siamo entrati nelle case di queste signore, ammirando le scene domestiche che loro stesse imprimevano nelle tele, abbiamo respirato l'aria di tempi antichi Sono entrata nella vita di Valeria Morelli,
Valeria Pasta la lettera
ho scoperto delle opere di una dolcezza infinita, ma soprattutto usi e costumi di quel tempo.
Valeria Pasta
Era la figlia del noto dottor Carlo Pasta, un medico chirurgo, le cui origini italiane, divenne consigliere nazionale, a lui si deve la ferrovia che conduce in cima al Monte Generoso, come il primo albergo sulla stessa montagna, voluto con testarda decisione.
Ritratto di Carlo Pasta
Carlo Pasta, divenne noto per il suo spiccato spirito imprenditoriale. E' innegabile che su Valeria, sulla sua crescita artistica, abbia influito molto l'influenza dello zio, Bernardino Pasta, anch'esso pittore, abile ritrattista molto apprezzato tra la cerchia degli Induno.
Grazie a questa mostra ho potuto ammirare opere ed artiste







Pittrici e pittori che non conoscevo , grazie! Piacevole carrellata di pittura di fine 800 , interessanti ,anche se di maniera , le rose di Adele Anreazzi , dolce ritratto d’epoca è “la lettera ” di Valeria Pasta.
Interessantissimo articolo di Enrica, che mostra cultura, simpatia ed impegno. Da aggiungere ai ricordi personali molti particolari inediti. Grazie Enrica. Come dicono a Roma: “Sei sempre la mejo”. E grazie a Giuseppe, naturalmente.
Uno spaccato di Storia Italiana Grazie Enrica. Mi sorge spontanea una domanda: “Le donne si esprimevano nell’arte solo per diletto?” Oppure era un modo di mimetizzarsi perché soffocate dalla preponderanza maschile, un tempo molto forte? Un bel lavoro che mette in evidenza, ancora una volta, le capacità della Donna anche nell’Arte. Complimenti.
Grazie a tutti, quello che a me appassiona è stupirmi ogni volta, forse il fatto che non ho, come già detto un miliardo di volte una preparazione di base, per me non è un catalogare, lo stile, il periodo o il genere, ma è piacere di vedere cose belle e delicate ed è piacere di imparare sempre qualcosa perché in questa mostra ho approfondito, anche se ne ero a conoscenza, ho come dire toccato con mano il mondo delle donne che per educazione e ceto sociale dovevano sempre svolgere ruoli di facciata e non per le loro reali capacità.
Un vero ringrazimento ENRICA cara nche per me è stato un vero piacere entrare in questo mondo di donne e conoscere il loro valore , tenuto però nell’ambito familiare. Quando passavo molto tempo a CIMA DI PORLEZZA, era facile girare x conoscere LUGANO , VILLA FAVORITA (ai tempi aveva interessanti mostre) sempre pittori classici, ecco perche ti ho letta con tanto interesse , un caro saluto un abbraccio, ringrazio anche il nostro caro coreografo, un saluto buona domenica
Per merito tuo Enrica ho saputo che anche le donne potevano frequentare l’Accademia di Brera nel primi anni del novecento. Molto belli i ritratti, quello del piccolo Valerio dipinto dalla sua mamma riempie l’anima. Un saluto
ed io grazie a te ho imparato a conoscere questi nomi a me completamente sconosciuti e ad apprezzare dei dipinti davvero interessanti Questa pittrice ha potuto studiare a Brera e a dare il meglio di sè nelle tele che dipingeva e forse potere anche uscire dalla routine familiare di quei tempi, insomma è stata una persona privilegiata- continua a farci conoscere ancora qualcosa come sai fare tu Enrica non manca mai la mano di Giuseppe nelle coreografie sempre molto azzeccate
Buonasera a tutti, era un racconto diverso, una mostra che ci ha parlato di donne pittrici sconosciute, in tempi, nemmeno lontanissimi, un mondo difficile da comprendere oggi, ma la capacità la dolcezza e la passione non si possono fermare… E in fondo, adesso sono qui a farcelo ricordare. Buona notte a tutti
Non ero a conoscenza e quando penso a queste donne che dopo tanti sacrifici x raggiungere dei livelli non venivano nemmeno riconosciuti sono maggiormente belli, ora che li possiamo vedere hanno aperto una finestra sull’ arte, che però è rimasta aperta fino ad oggi per permetterci di poterli ammirare, se avessero chiuso quella finestra noi non avremmo potuto sapere.
La finestra ora è spalancata visibile in una piccola Pinacoteca che è un gioiellino, compete senza rivaleggiare con musei più grandi e conosciuti. Qui si evidenziano i nostri Maestri lombardi.