Discutiamone ……politica ed economia …!!

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Su Idee & Opinioni del Corriere della Sera del 9 dicembre 2010, a pagina 45, compare un articolo di Giorgio Fedel che riporto sotto. Si tratta di un articolo molto importante che fa riflettere circa i “ruoli” di partiti e istituzioni in un paese democratico. Da esso possono trarsi quesiti da sottoporre ad approfondimenti da parte di tutti. Anche di noi eldyani.

GOVERNO, OPPOSIZIONE E ISTITUZIONI

LA CRISI DI LEGITTIMAZIONE DI UNA POLITICA IN CERCA DI RUOLI.

camera482_img“L' esito della crisi di governo è incerto; quello che è certo è che siamo in presenza di una crisi di legittimazione politica. Il dato è noto, ma ne va sviscerata qualche implicazione. Crisi di legittimazione significa assenza di un consenso di base su autorità , leadership, diritti e doveri, corso politico delle cose. Tale crisi italiana, non da oggi è prodotta dalla combinazione di due correnti delegittimanti. La prima proviene dal centrosinistra e dall'ala estrema, e investe Silvio Berlusconi e il suo governo. Le accuse sono varie: indegnità,  etica, inefficienza, atteggiamento manipolatorio, corruzione e conversione del potere economico e televisivo in potere politico. Per queste ragioni non viene riconosciuta a Berlusconi la sua autorità  politica e il suo diritto di esercitarla. Per contro, vi è una corrente delegittimante di segno opposto, alimentata da Berlusconi e dal Pdl e che investe sia frazioni della magistratura (accusate di ciò che viene reputato un accanimento giudiziario sul capo del governo per abbatterlo) sia le forze berlusconi-camera1politiche di opposizione, le quali vengono condannate precisamente perché non accettano il fatto che chi è al governo lo è in virtù del verdetto del popolo sovrano. L'urto tra le due correnti infiamma l'agone politico, galvanizza la faziosità  dei media, mette in moto passioni e orientamenti di valore tanto intensi quanto inconciliabili. Se questo è il quadro, non sorprende constatare che le nostre istituzioni politiche (governo e Parlamento) non possano essere autonome e coese, bensì deboli, subordinate, preda di tensioni interne e culturali (flussi di potere e di sostegno non incanalati entro le guide imposte dalle regole istituzionali). Di qui una politica de-istituzionalizzata, che si manifesta in varie forme. Una riguarda l'espressività  politica. Questa, in parte, sembra fuoriuscire dalle sedi istituzionali per dislocarsi in altri luoghi, che non sono costituzionalmente previsti. E’ il caso delle trasmissioni televisive, le quali diventano fori privilegiati in cui i politici proclamano importanti decisioni:  l’esempio 20100913_121222_0AB5670B_mediumpiù recente è quello di Bocchino che nella trasmissione di Santoro annuncia il ritiro dei ministri finiani dal governo. Non è superfluo ricordare che questo fenomeno, se lo prendiamo per quel che è (la negazione della deferenza per l' autorità  istituzionale) è sintomo di un degrado dell' etica pubblica. A tale degrado si possono ricondurre - cambiando piano di discorso - e lo svillaneggiamento del presidente del Consiglio a opera di alcuni conduttori televisivi e certi comportamenti di quest’ultimo non congrui con lo status di una carica istituzionale di vertice (ho in mente non il libertinaggio di Berlusconi, che è affar suo, ma l' utilizzo delle dimore private per ricevere uomini di Stato stranieri, nonché la tendenza, motivata anche dalla sua esperienza di imprenditore economico, a considerare proprietà  privata la sua stessa carica istituzionale e questo induce a volte Berlusconi all' indisciplina dell' eloquio e a rintuzzare senza formalismi gli attacchi degli avversari, ma anche lo porta a una visione casini_bersani2_adn_240609--400x300personalizzata del compito politico associata a idee di vigore e saggezza operosa). Un'altra forma è l'uso della piazza: luogo ormai classico in cui la folla esplica un'azione politica «naturale», non regolare, a volte aggressiva e illegale (non a caso vige la contrapposizione tra piazza e <palazzo> o anche Parlamento). Qui entrano in azione le mobilitazioni collegate alle due correnti delegittimanti. Tralascio la mobilitazione                   dell' opposizione contro il governo, su cui vi è poco da dire (rientra per lo più nella tradizione del Pci di usare la piazza come risorsa politica extraparlamentare per premere sulle istituzioni). E’ l'altra mobilitazione, del resto assai rara, che si presta a una osservazione circa il suo senso generale di manifestazione di piazza che fa capo a una forza al governo del Paese. Per Berlusconi e il suo partito la quantità  di individui radunati in piazza configura l'ostensione fisica della natura del proprio sostegno politico, come se la presenza della folla simbolizzasse direttamente l'elettorato che a suo tempo espresse la sua volontà . Si noti la commistione: da un lato, l'invocazione di una regola massimamente di_pietro_istituzionalizzata, vale a dire la regola del gioco fondamentale nella democrazia (il voto popolare che decide chi vince e chi perde nella competizione politica); dall'altro, la situazione di piazza, la cui struttura esclude la mediazione delle istituzioni, e implica la suggestione emotiva e il rapporto diretto tra élite politica e massa. Un'ulteriore forma, forse la più nefasta per i suoi potenziali effetti distruttivi, rinvia al caso Fini: presidente della Camera dei deputati e, in sincronia, fondatore e capo di un nuovo partito politico. Con finezza Piero Ostellino (Corriere, 27 novembre) sottolinea l'incompatibilità  del «doppio ruolo» e il rischio di avere un presidente della Camera che «antepone i propri interessi personali agli interessi del Paese». Questa denuncia di stampo liberale è caduta nel vuoto. Ciò è rivelatore non solo dello scarso senso dello Stato dell'occupante la carica in questione - il quale, tra l'altro, in una trasmissione televisiva ha glorificato in nome della «destra» la Patria, la Nazione come valori centrali -; ma anche e soprattutto dell' ostacolo che un contesto de-istituzionalizzato oppone alla percezione della gravità  del problema. Fini, ma la cosa si potrebbe estendere anche ad altri, non percepisce che occupare simultaneamente un ruolo istituzionale (super partes) e un ruolo politico attivo distrugge il principio che dovrebbe presiedere al funzionamento del sistema democratico, ossia il principio della segregazione dei ruoli di comando istituzionale, talché vi sia autonomia rispetto alla lotta per il potere dei partiti. E’ solo questo argine di riparo che rende possibili  l'integrazione politica e i sentimenti comuni di lealtà e fiducia. Altrimenti tutto può essere travolto dal confronto interpartitico, dall'inasprimento progressivo delle pretese di potere; laddove i ruoli di autorità  istituzionale si trasfigurano in mere maschere per politici vanitosi amanti delle precedenze nelle cerimonie.”

bootsgFin qui Giorgio Fedel. Vogliamo dialogare fra noi in merito ai problemi che egli pone?

Lorenzo.rm

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COMMENTI

  1. il 12 dicembre, 2010 scooo dice:

    Lorenzo io ultimamente in tv vedo davvero lo schifo dello schifo , tutti contro berlusconi ma non a livello politico ma solo della sua vita privata , il bello della storia che il popolo vota esce il vincitor e nn sta bene a qualcuno (opposizione) e vogliono le votazioni ma se noi abbiamo votato lui e lui che vogliamo però gli altri non sta bene ..ma forse xchè la torta da spartire il presidente del consiglio si è proccupato di metterla nella cassaforte cosi nessuno mangia ….darà fastidio questo ??? cmq in piazza giorni fa mi è stato detto che sono vecchia scema deficente e dico stronzate solo xchè nn sono comunista …ma mi domando non si rendono conto che loro sono ottusi che dico queste cose solo xchè una persona dice cose diverse dalle loro ….e quello che loro han detto a me è il comportamento di di pietro bersani casini e quel venduto di fini che non sa do se deve sedè …io saprei do metterlo seduto …..a casa sua e come lavoro ad arare i campi ……ogniuno sbaglia vero ma se ogniuno si facesse un mia culpa dopo andremmo meglio …….l’italia è in crisi e l’opposizione sa solo criticare la vita privata di berlusconi se ne guarda bene di dare qualche consiglio buono (misa che nn ne hanno )

  2. il 12 dicembre, 2010 giovanna3m.rm dice:

    L’articolo proposto, Lorenzo, espone diversi problemi, tutti attuali e molto seri.
    Per il momento, mi soffermo solo su quello che mi ha colpito in modo particolare.
    Il Presidente della Camera – che dovrebbe essere “super-partes”,dà vita ad un nuovo movimento-partito, da lui ideato! Questo mi sembra, veramente, un fatto molto grave e lesivo del Parlamento. Fin qui non era mai accaduto,ma come vedi, mai disperare: succede di tutto nel nostro Paese!

  3. il 12 dicembre, 2010 Franco Muzzioli dice:

    Bè…una voce di dissenso in questo consesso Berlusconiano ci deve pur essere ,se non altro per un sano spirito democratico. “Parlo di me” così cerco di uscire dagli ovvi schematismi ormai dilaganti , espressi anche da Giorgio Fidel. Nasco socialdemocratico, iscritto, a 22 anni faccio parte del Consiglio Provinciale del PSDI e sono nel coordinamento nazionale giovani. Nel 68 esco dalla politica attiva per varie ragioni, ma rimango uomo di sinistra antifascista ed anticomunista. Nel 94 ,dopo il crollo del muro di Berlino, ma soprattutto dopo tangentopoli , voto Berlusconi ,che mi pareva volesse portare aria nuova nella politica italiana e impostare una visione bipartitica all’americana. Sapevo che sarebbe stato “un voto di passaggio” ,sperando nella nascita di un partito laburista o democratico. Pensavo che Berlusconi si prestasse temporaneamente alla politica ,per poi tornare alle sue attività industriali, dopo aver traghettato l’Italia nella seconda repubblica ed averne poi il merito storico. Mi sbagliavo “l’uomo” voleva solo il potere per difendere e incrementare i suoi interessi e per difendersi dalle mille problematiche giudiziarie nate nella creazione dei suoi imperi. Io, primo votante di Berlusconi, sono stato “il tradito” e quindi sono diventato suo acerrimo nemico e ritengo che ora sia “il male” dell’Italia. Vedete , non ho parlato di escort, di minorenni, di orge o di intrighi …ho parlato solo della mia esperienza politica.

  4. il 12 dicembre, 2010 Lorenzo.rm dice:

    Bello il dialogo appena iniziato. Bello perché ognuno espone i suoi argomenti, anche in contraddittorio ed in piena libertà.
    Lo fa Sabrina, che evidenzia un aspetto non secondario dell’attuale non politica italiana: quello della personalizzazione delle critiche. Oddio, non è che non si possa o non si debba mai personalizzare, ma quando le critiche sono “sempre” di tipo personale c’è qualcosa che davvero non va. Tanto più che in una società non puritana come quella italiana, un po’ tutti fanno, per dirla alla romana, “quello che je pare” ed è possibile che solo Berlusconi sbagli sempre?
    Poi, come dice Giovanna, succedono cose strane, come quella concernente una carica istituzionale che fa smaccatamente politica e nessuno se ne accorge o lo rimprovera. Vero Napolitano? Tutti fanno doverosi omaggi e panegirici alla Costituzione ma si verifica un caso del genere ed il custode per eccellenza della Costituzione non se ne accorge.
    Franco fa la storia del suo impegno politico e c’è da essergliene grati. Lui, come me peraltro, è un deluso della politica. Aveva delle speranze di cambiamento che non si sono realizzate e, quindi, è diventato un nemico di Berlusconi. Ha le sue ragioni. Neppure Berlusconi è stato coerente in politica. Venuto per realizzare cambiamenti rilevanti e non avendo potuto ottenerlo, doveva dimettersi da tempo e richiamare ai voti.
    D’altra parte l’opposizione, stando alle scelte politiche da essa compiute o preannunciate oltre alla lotta personale a Berlusconi, dovrebbe dire che cosa vuole davvero di diverso da un governo di centrodestra. Sa che su alcune questioni (impegni europei, economicità dell’impresa, concorrenza con altri paesi, ecc.) non può discutersi e allora perché affannarsi a dire sempre il contrario di quello che dice il governo, soprattutto in un momento di crisi e non invece collaborare per quanto è possibile?
    E soprattutto quei movimenti di folla per le strade, insopportabili e non perché non è diritto dei cittadini manifestare ma perché sono inutili e controproducenti.
    A me del ragionamento di Giorgio Fedel rimane soprattutto questo ammonimento: non radicalizziamo le lotte in democrazia, quando non è necessario ed è, appunto, controproducente. Non ci sono stati i cambiamenti istituzionali ipotizzati e promessi, tuttavia ci sono le regole democratiche e c’è soprattutto il buon senso e la ragione. Mettiamoli in prima fila.
    Ora si va verso una crisi oscura. Eppure c’è gente che sembra gioirne. E’ giusto?

  5. il 12 dicembre, 2010 ANGELOM dice:

    Veleni e schizzi di fango volano ovunque. Con politici lontani dai problemi delle famiglie, che stentano a vivere, ogni giorno alle prese con povertà e disoccupazione, soprattutto giovanile. La ripresa è debole, soggetta alla pesante concorrenza dei nuovi mercati dell’Estremo Oriente. A scuola, anche quest’anno, la campanella a suonato a vuoto per decine di migliaia di docenti precari. In attesa, da anni, di una sistemazione.
    Il Paese che si avvia a celebrare l’unità d’Italia è stufo di duelli, insulti e regolamenti di conti. Una politica responsabile, che miri al bene comune, richiederebbe oggi, da tutti, un passo indietro, prima che il Paese vada a pezzi, e un’intesa di unità nazionale (e solidale) che restituisca ai cittadini il diritto di eleggersi i propri rappresentanti. Minacciare il ricorso alla piazza o tirare a campare con una “tregua armata” non sana le profonde ferite di questi giorni. Tantomeno ridà credibilità a una politica offuscata da ampie zone d’ombra. Il Paese è paralizzato. Sotto ricatto. Leggi e favori, come al “mercato delle vacche”, sono oggetto di baratto: federalismo in cambio di intercettazioni.. S’è perso di vista il bene prioritario del Paese.
    Anche la questione morale è ormai arma di contesa. Dalla politica “ad personam” siamo al “contra personam”. Disfattista non è chi avverte il pericolo e fa appello al senso etico, ma chi è allergico al rispetto di regole e istituzioni.

  6. il 12 dicembre, 2010 Lorenzo.rm dice:

    Stavo ancora al pc, per caso, e ho potuto leggere subito il tuo commento. Così ti rispondo subito dicendo che sono completamente d’accordo con te. E’ vero che persone che la pensano così, non essendo faziose, è difficile che vengano ascoltate. Ma occorre insistere, insistere ed insistere. Io, come ho capito anche tu, non intendiamo fare le “mosche cocchiere”, come una volta si diceva, di nessuno. Non siamo faziosi o partigiani. E vediamo che questo nostro Paese si sfilaccia sempre più, in un mare di irresponsabilità.

  7. il 12 dicembre, 2010 giovanna3m.rm dice:

    Ho dimenticato di aggiungere, a proposito dell’imparzialità che dovrebbe essere un dovere costituzionale del presidente della Camera, che devo plaudire con forza Fausto Bertinotti per non aver mai approfittato della sua posizione, durante il suo mandato, per inseguire le sue idee personali, ma si è comportato da vero democratico e da gran signore. Mi premeva ricordare questo personaggio che stimo profondamente.

  8. il 12 dicembre, 2010 scooo dice:

    franco muzzoli e un tuo parere lui si è aggiustato le regole di alcune cose ma x ora io nn vedo nessuno che possa sostituirlo ….. e poi tu nn hai detto in cosa sbaglia sono solo parole anche le tue …..nelle cose importanti lui c’è va sul campo solo in veneto sia lui che bossi sono stati assente un pò e non capisco xchè ma senno ci sono corrono e sono presenti inevece gli altri che fanno ???? io sono sul ideale berlusconi ma sono con la mussolini ma i miei pensieri si avvicino molto a bossi ma non sparo su uno come bersani che sa solo criticare o fini che non sa dove sedersi o un di pietro che i suoi occhi la dicono tutta io amo l’italia e dico solo visto che sanno bene che sono tutti dei politici di idee corte e un berlusconi ci vede lungo xchè non dargli una piccola possibilità di farlo comandare …..noooooo loro lo vogliono far solo fuori ma so sicura che loro non faranno nulla di meglio anziiiiiii come prodi è salito la sul podio e che ha fatto ???? noi stiamo pagando i suoi errori ora come ora l’euro è stata una rovina

  9. il 12 dicembre, 2010 scoiattolina dice:

    angelo ecco hai detto bene ….siamo stufi di duelli ….persone mature dovrebbero fermarsi e capire che l’italia è malata e va curata ….basta duelli

  10. il 12 dicembre, 2010 lucia1.tr dice:

    L’Italia sta vivendo una grave crisi di sistema che coinvolge sia il centro destro che il centro sinistra, occorre che entrambi capissero che c’è bisogno di una fase costituente per fare le riforme più importanti: la scuola, sanità, lavoro, riforma elettorale…Necessita un polo riformatore, costituente, modernizzatore, laico in quanto rispettoso di tutti pensieri e soprattutto moderato nei toni. Solo dopo queste riforme con una agenda di uno o due anni si potrà andare di nuovo alle elezioni.

  11. il 13 dicembre, 2010 Lorenzo.rm dice:

    Grazie, Sabrina, dei tuoi ripetuti interventi, che dimostrano la tua concretezza e la tua passione politica. Certo nessuno potrà dire che nascondi qualcosa di quel che pensi.

  12. il 13 dicembre, 2010 Lorenzo.rm dice:

    D’accordissimo con te, Lucia, sia nella sostanza che nel metodo. C’è, purtroppo, solo il piccolo particolare che in questa fase la collaborazione auspicata fra le forze politiche non c’è. Io personalmente avrei gradito che il Presidente Napolitano, invece di limitarsi a battutine di spirito, sulla base, per carità, delle sue prerogative istituzionali, fosse intervenuto. Il popolo avrebbe certamente gradito.

  13. il 13 dicembre, 2010 Lorenzo.rm dice:

    Scusa, Lucia, mi è sfuggito di dire, a dimostrazione del periodo di confusione che attraversiamo, che il popolo non ha mai saputo, sulla base di informazioni dei suoi rappresentanti in Parlamento, della maggioranza e dell’opposizione, che di fatto dopo il 1993 era stata applicata una linea meno rigorosa con i mafiosi. Tutti a cadere dalle nuvole.
    E a Giovanna, riferendomi al suo giudizio positivo su Bertinotti, osservo che il suo problema, di Bertinotti, come di tutta la sinistra oltre il PD, è che dovrebbe indicare contenuti più concreti alla politica che suggerisce, non contentandosi di genericità di impossibile applicazione in un paese capitalista come l’Italia.

  14. il 13 dicembre, 2010 lieve dice:

    Le vecchie volpi della politica, hanno trovato il modo di delegittimare il voto degli italiani,(unico loro diritto),per i propri interessi.Stanno giocando sui nostri moti”di pancia”,molto diffusi,come la frustrazione, l’indignazionee la fiducia verso il sistema, impedendo di governare l’eletto; ricattandolo per i suoi interessi personali, attraverso una giustizia diventata politica,ed ora, con un bel colpo di reni, bypassando la costituzione, da chi ha i nervi logorati dal potere che non ha, in maniera subdola e sporca.
    Io mi vergogno di essere rappresentata da una classe dirigente del genere..
    Sono stanca di leggere che gli italiani sono un popolo moralmente corrotto, stufa di sentire che siamo scivolati in una condizione di schiavitù volontaria.
    Vorrei poter dialogare e capire;
    vorrei aver la certezza che qualcuno abbia delle idee,
    vorrei poter scegliere, senza otturarmi il naso dalla gran puzza di marcio, e scegliere chi mi deve governare, senza ribaltoni!!!

  15. il 13 dicembre, 2010 Lorenzo.rm dice:

    Lieve, ho letto il tuo commento amaro. Che cosa vuoi che dica? Penso che le tue speranze siano condivise da molti ma il sistema politico si è ormai guastato, secondo me senza possibilità di ritorno. Speriamo che qualcuno non ne approfitti e che il solito stellone italiano ci dia una mano.

  16. il 13 dicembre, 2010 marisa dice:

    è vero l,italia è malata, solo che mancano medici che possono curarla,tutti nessuno è escluso,parlano parlano , ma alla fine degli italiano non interessa a nessuno.

  17. il 14 dicembre, 2010 Lorenzo.rm dice:

    Quando si dice che siamo caduti in basso non si dice una stupidaggine. Sembra che ognuno privilegi i propri interessi e non quelli della collettività. Hai quindi ragione, Marisa. Raccomandiamoci al Buon Dio, alla fortuna, a qualsiasi cosa, per uscirne.

  18. il 15 dicembre, 2010 nico dice:

    ragazzi,tale Alighieri di nome Dante,visuto molto ma molto tempo fa,ebbe a dire della penisola in cui viviamo,HAI,SERVA ITALIA,DI DOLORE OSTELLO,NAVE SENZA NOCCHIERO IN GRAN TEMPESTA,NON DòNNA DI PROVINCE,MA BORDELLO!occorre dire altro?ciao ragazzi,nico.

  19. il 15 dicembre, 2010 Lorenzo.rm dice:

    E già, Nico, che abbia ragione Dante?

  20. il 16 dicembre, 2010 nico dice:

    temo di sì,leggendo quanto hà lasciato scritto,doveva sapere un sacco di cose,e conoscere i polli che razzolano in questa pur bella penisola,basta osservare,quanto sta succedendo.Sarei curioso sapere l’esito di un referendun che proponesse l’abolizione di quell’ON.che si mettono davanti al nome.e tu?ciao a tutti.nico.

  21. il 16 dicembre, 2010 Lorenzo.rm dice:

    A proposito di referendum, Nico, nel condividere il tuo suggerimento, mi domando perché si sia inopinatamente chiusa la stagione dei referendum. Forse perché, essendone stati proposti troppi, la gente si è disaffezionata.

  22. il 16 dicembre, 2010 nico dice:

    per forza visto la fine che hanno fatto quelli passati quell’ON,bisognrebbe proprio abolirlo.ciao e auguri.nico battistin che all’acqua preferisce el vin,pocheto.

  23. il 20 dicembre, 2010 NEMBO dice:

    Caro Lorenzo come sempre metti articoli molto interessanti e attuali, non voglio entrare in merito, anche perchè già parecchie volte mi sono espresso in merito. Dico solo che la lettura fornisce alla nostra mente materiale per la conoscenza di tutto quello che leggiamo, sta a noi poi fare una riflessione su quanto letto….La fonte di ogni Potere sovrano, in ogni ordinamento è il POPOLO.Qualcuno diceva: In politica la parola non è mai data, è solo presa a prestito.

  24. il 20 dicembre, 2010 Lorenzo.rm dice:

    Sì, Fiorenzo. alla tua impostazione in merito agli articoli, che, condivido, devono fungere da sprone per una successiva, libera riflessione. E sì riguardo alla fonte del potere, che è il popolo sovrano. Ma che dire dei rappresentanti? E che dire dei metodi di elezione? E che dire dei metodi di opposizione? Ce n’è da discutere, e tanto. Ti abbraccio.


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