La DOMENICA DEL BOSCO

  Barra div. - linea ondulata stelline multic.Le_nostre_ru_52042       B. G. K     Giuseppe_52224   Barra div. - linea ondulata stelline multic.        

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Ogni anno, nel giorno della memoria, si ricordano gli episodi più aberranti  della Shoah, ma la riflessione su ciò che accadde nei campi di sterminio dovrebbe impegnare la nostra mente in maniera sistematica, affinché tali orrori non si ripetano più. Purtroppo atti di assoluta  disumanità continuano a perpetrarsi anche ai nostri giorni, in diversi paesi del mondo. Da più parti ci sono giunte voci che avremmo trascurato il Giorno della Memoria, mettendo  unicamente alcune righe in Bosco, in ricordo di  questo evento. In realtà, da tempo pensavamo ad un servizio un po’ speciale, dedicato ai bambini della Shoah, ma non abbiamo potuto reperire tutto il materiale necessario per il 27 Gennaio e ce ne scusiamo. Perdono,  però, lo chiediamo solo ai bambini, perché non abbiamo potuto regalare loro  in tempo utile ciò che era nella nostra mente e nei nostri cuori: lo facciamo con qualche giorno di ritardo, ma siamo sicuri che saranno contenti ugualmente di rivedere i loro disegnini e le loro poesie e ci grazieranno senz’altro! Anche con la collaborazione di Nembo, Giuseppe ed io  ci siamo trovati d’accordo nel dedicare  un ricordo dei bambini deportati nei Lager nazisti,  che passavano prima  dal  ghetto di Terezìn, in territorio Cecoslovacco. Abbiamo  approfondito  molti aspetti della loro vita, attraverso  ricerche appropriate in Web, che via, via riporteremo. Dei 15.000 ragazzi  al di sotto dei 15 anni, che hanno soggiornato nell’antica Fortezza Cecoslovacca, appena un centinaio riuscì a sopravvivere. In questo luogo si vivevano drammi che dilaniavano la mente, la carne e la dignità degli esseri umani che vi erano rinchiusi, tre in particolare: la promiscuità, la miseria, la fame. Cominceremo a parlarvi del Ghetto di Terezìn, che ospitò circa 15.000 bambini, compresi i neonati  e  vi mostreremo, in seguito,  anche i disegni e le poesie degli stessi bambini.

Tutto il materiale è stato tratto dal Web: ne sono state fatte sintesi e, talvolta, solo riferimenti.

   

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Ho appena ricevuto da mio cugino Fabiano  (04-02-14)  l’indicazione che:

“esiste un canto, “Nokina”, recentemente scriitto dal maestro Bepi de Marzi, che anche noi, con il nostro coro abbiamo cantato, ispirato ad una ninna-nanna che le mamme ebree cantavano sottovoce ai loro bimbi, stretti tra le braccia, mentre nude erano in fila verso le camere a gas, accompagnate dal vento gelido invernale”.

Ve lo riproduco.        ( Giovanna)

Coro Plinius - Nokinà . di B. Di Marzio

 

          Il_Ghetto_di_28211  

Il ghetto di Terezin durante la seconda guerra mondiale fu il maggiore campo di concentramento sul territorio della Cecoslovacchia. Fu costruito come campo di passaggio per tutti gli ebrei del cosiddetto "Protettorato di Boemia e Moravia", istituito dai nazisti dopo l'occupazione della Cecoslovacchia, prima che gli stessi venissero deportati nei campi di sterminio nei territori orientali. Più tardi vi furono deportati anche gli ebrei della Germania, Austria, Olanda e Danimarca. Nel periodo in cui durò il ghetto - dal 24 novembre 1941 fino alla liberazione avvenuta l'8 maggio 1945 - passarono per lo stesso 140.000 prigionieri. Proprio a Terezin perirono circa 35.000 detenuti. Degli 87.000 prigionieri deportati a Est, dopo la guerra fecero ritorno solo 3.097 persone.

 

Disegno di un Interno Ghetto TerezìnDisegno di un bambino di 13 anni dell'ingresso del Ghetto

Fiorellini rossi (tre)

Fra i prigionieri del ghetto di Terezin ci furono all'incirca 15.000 bambini, compresi i neonati. Erano in prevalenza bambini degli ebrei cechi, deportati a Terezin insieme ai genitori, in un flusso continuo di trasporti fin dagli inizi dell'esistenza del ghetto. La maggior parte di essi morì nel corso del 1944 nelle camere a gas di Auschwitz. Dopo la guerra  ne ritornò appena un centinaio e di questi nessuno aveva meno di quattordici anni. I bambini sopportarono il destino del campo di concentramento assieme agli altri prigionieri di Terezin.

 

Disegno filo spinatoQuesto disegno, molto significativo, è senza nome dell'autore

  Stelle animate - un insieme  

Dapprima i ragazzi e le ragazze che avevano meno di dodici anni abitavano nei baraccamenti assieme alle donne; i ragazzi più grandi erano con gli uomini. Tutti i bambini soffrirono assieme agli altri le misere condizioni igieniche e abitative e la fame. Soffrirono anche per il distacco dalle famiglie e per il fatto di non poter vivere e divertirsi come bambini. Per un certo periodo i prigionieri adulti riuscirono ad alleviare le condizioni di vita dei ragazzi facendo sì che venissero concentrati nelle case per i bambini.

 

casetta blu

Funfhetti animati  

La permanenza nel collettivo infantile alleviò un tantino, specialmente sotto l'aspetto psichico, l'amara sorte dei piccoli prigionieri. Nelle case operarono educatori e insegnanti prigionieri che riuscirono, nonostante le infinite difficoltà e nel quadro di limitate possibilità, a organizzare per i bambini una vita giornaliera e perfino l'insegnamento clandestino. Sotto la guida degli educatori i bambini frequentavano le lezioni e partecipavano a molte iniziative culturali preparate dai detenuti. E non furono solo ascoltatori: molti di essi divennero attivi partecipanti a questi avvenimenti, fondarono circoli di recitazione e di canto, facevano teatro per i bambini. I bambini di Terezin scrivevano soprattutto poesie. Una parte di questa eredità letteraria si è conservata.

 

letti a castello e vaso di fiori

Farfalle  anim. 14    

L'educazione figurativa veniva organizzata nelle case dei bambini secondo un piano preciso. Le ore di disegno erano dirette dall'artista Friedl Dicker Brandejsovà. Il complesso dei disegni che si è riusciti a salvare e che fanno parte delle collezioni del Museo statale ebraico di Praga, comprende circa 4.000 disegni. I loro autori sono per la gran parte bambini dai 10 ai 14 anni. Utilizzavano i più vari tipi e formati della pessima carta di guerra , ciò che potevano trovare, spesso utilizzando i formulari già stampati di Terezin, le carte assorbenti. Per il lavoro figurativo i sussidi a disposizione non bastavano e i bambini dovevano prestarseli a vicenda.

 

Bambina con cgnolinoIlona Veissovà n. 6.3.32 - m. 15.5.1944 a Auschwitz

ggattino con palla verde

 

Sotto l'aspetto tematico i disegni si possono suddividere in due gruppi fondamentali: da una parte di disegni a tematica infantile, in cui i piccoli autori tornavano alla loro infanzia perduta. Disegnavano giocattoli, piatti pieni di cose da mangiare, raffiguravano l'ambiente della casa perduta. Disegnavano e dipingevano prati pieni di fiori, farfalle sui fiori e farfalle in volo, motivi di fiaba, giochi di bambini. La maggior parte della collezione comprende questo tipo di disegni. Il secondo gruppo è formato da disegni con motivi del ghetto di Terezin. Raffigurano la cruda realtà in cui i bambini erano costretti a vivere. Qui incontriamo i disegni delle caserme di Terezin, dei blocchi e delle strade, dei baraccamenti di Terezin con i letti a tre piani, i guardiani. Ma i bambini disegnavano anche i malati, l'ospedale, il trasporto, il funerale o un'esecuzione.

 

Bimbi a TerezinBambini del Ghetto di Terezin

  cuoricino che cadono  

Nonostante tutto però i piccoli di Terezin credevano in un domani migliore. Espressero questa loro speranza in alcuni disegni in cui hanno raffigurato il ritorno a casa. Sui disegni c'è di solito la firma del bambino, talvolta la data di nascita e di deportazione a Terezin e da Terezin. La data di deportazione da Terezin è anche in genere l'ultima notizia del bambino. Questo è tutto quanto sappiamo sugli autori dei disegni, ex prigionieri bambini del ghetto nazista di Terezin. La stragrande maggioranza dei bambini di Terezin morì. Ma è rimasto conservato il loro lascito letterario e figurativo che a noi parla delle sofferenze e delle speranze perdute.

 

Dr. Anita Frankovà Direttore del museo ebraico di Praga

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  Helga Weissova Stelle animate - un insieme

Helga Weissova nacque  a Praga nel 1929, nello stesso anno di Anne Frank. Con i genitori, di origine ebraica, venne internata nel ghetto di Terezin poco dopo il suo dodicesimo compleanno. Rimase nel ghetto per quasi tre anni, poi venne deportata ad Auschwitz, Freiburg e Mauthausen dove  fu liberata con la madre nel 1945.

 

- Disegno di Helga Weissova   A

  fiorellinki violetti

Helga ebbe, fin da bambina, uno straordinario talento per il disegno e riuscì a sopravvivere nel ghetto anche grazie alla sua abilità nel ritrarre scene di vita quotidiana. A differenza dei più noti disegni dei bambini di Terezin, che prediligevano soggetti legati alla loro vita prima della deportazione, Helga disegnò da sola, ritraendo con grande efficacia la tragica realtà del ghetto. I suoi disegni rappresentano ancora oggi una insostituibile testimonianza documentaria. Helga Weissova è oggi un’affermata pittrice e vive a Praga.

  Disegno di Helga  Weissova  1   Disegno di Helga Weissova 2  

Disegno di Helga  Weissova 3

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Fiori -  Fior. rosso

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La Farfalla

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disegno per poesia - vedrai che è bello vivere

Chi s’aggrappa al nido

non sa che cos’è il mondo,

non sa quello che tutti gli uccelli sanno

e non sa perché voglia cantare

il creato e la sua bellezza.

Quando all’alba il raggio del sole

illumina la terra

e l’erba scintilla di perle dorate,

quando l’aurora scompare

e i merli fischiano tra le siepi,

allora capisco come è bello vivere.

Prova, amico, ad aprire il tuo cuore alla bellezza

quando cammini tra la natura

per intrecciare ghirlande coi tuoi ricordi:

anche se le lacrime ti cadono lungo la strada,

vedrai che è bello vivere.

  uccellino gif  

La poesia porta la data del 1941; non si conosce il nome del ragazzo che l’ha scritta, ma il messaggio che contiene fa riflettere sul suo coraggio di vivere e sulla sua fede nella vita. L’autore si identifica nell’uccello che vola libero nell’aria e che indirizza ai suoi compagni, paurosi di lasciare il nido, il suo grido di gioia: “vedrai che è bello vivere!”.

  Nostalgia_de_39866  Disegno e poesia (casa)   Fiore anim.celeste     La_barca_ros_38292   Barca rossa e poesia   Fiore  anim. speciale     Terezin_48557     Disegno e opesia  - bambina-   fiorellini multicolori     Barra div. - linea ondulata stelline multic.     Wunderkinder_16366  

I tre ragazzi musicisti di - Wunderkinder -Una scena tratta dal film

  note musicali colorate  

Wunderkinder  - Trailer

  Fiorellino animato vari colori  

Questa vicenda accadde in Ucraina, nei primi anni '40. L'invasione nazista interruppe bruscamente i buoni rapporti tra tra tedeschi e russi. Anche la vita di tre ragazzi, amici da anni e accomunati dalla medesima passione per la musica classica, sarà sconvolta. Già valenti musicisti, dovranno rinunciare alla loro amicizia, e il loro trio musicale,  poiché Anna Reich era tedesca mentre Abraskcha Kaplan e Larissa Brodsky erano ebrei. E' un film da raccontare ai bmbini, procurandosi la versione italiana.

 

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Gam gam - Versione di Morricone -  Gornata della memoria - testo ebraico

  gruppo di stelline colorate  

I bambini portati via alla vita furono molti, non solo bimbi ebrei, quindi, credo sia giusto parlare di BAMBINI, non di:  "i bambini ebrei morirono a milioni..."  Non vi sono bambini di seria A (perché morti in maggiore quantità), e bambini di serie B (perché morti in minore quantità), non siamo mica al MERCATO!!!!!. Esistono solo i BAMBINI. Tutti gli altri discorsi sono veri capolavori di retorica e di buonismo scadente..., inoltre creano sempre un senso di diversità etnica, classista e sociale che è da ritenere stupida, avvilente e gretta...

Ad eccezione di Helga Weissova, i piccoli autori dei disegni sono tutti morti ad Auschwitz.

 

Farfalla anim.12   Barra div. - linea ondulata stelline multic.   Breve_sintes_61089Anna_Frank_61127   Fiori - Mammola  

 Anne  Frank (Francoforte 1929 - Bergen Belsen 1945), giovane ebrea di origine tedesca, vittima della Shoah. Trasferitasi ad Amsterdam con la famiglia nel 1933, a partire dal luglio del 1942 si nascose con altri ebrei in un alloggio segreto, per sfuggire all'arresto e alle persecuzioni naziste. Nell'agosto del 1944, quando Anne aveva appena 15 anni, l'intera famiglia venne scoperta e deportata. Anne e la sorella morirono nel campo di concentramento tedesco di Bergen-Belsen meno di un anno dopo.  Nel nascondiglio olandese venne ritrovato il diario di Anne, che narra con spirito vivace e grande tenerezza le traversìe vissute da tutto il gruppo nei due anni di reclusione.  Apparve in Italia nel 1954 con il titolo  Il Diario di Anna Frank. Il libro riscosse enorme e duraturo successo ed ebbe diversi adattamenti teatrali e cinematografici.

  Una_frase_da_00550   Anna Frank e una sua frase fiori - rosa gialla     Barra div. - linea ondulata stelline multic.   Binario_N_21_64013  

Tra il 1943-1945 questo binario è stato testimone di eventi  terribili,   come il passaggio inevitabile dei  deportati,  che i nazisti inviavano nei vari campi di concentramento e di sterminio in Germania o nei  Paesi  limitrofi,  sotto il loro controllo. Sorgeva  in un’area della stazione centrale di Milano,  ed era  situato al di sotto dei binari ferroviari.  Nel periodo citato,  migliaia  di persone furono caricate su  vagoni merci e deportate  nei  lager:  Birckenau, Auschwitz, Mathausen, Bergen-Belsen e altri. Si tratta dell’unico luogo in Europa  rimasto intatto. Visitando il famigerato binario,  si possono immaginare  i pensieri dei deportati.  

  Farfalla anim. rosso-scuro a pois   Binario 21  

Sul muro  sono scritti alcuni nomi di deportati, di politici milanesi e di ebrei di tutte le nazionalità.  Ripercorrendo questo tratto di storia, si prova la sensazione di angoscia e commozione  che, senza dubbio, colpirono  i deportati che venivano issati  su dei carri merci, come bestie, o forse come insetti dannosi,  a parere della Gestapo, comunque destinati alla morte.  Il 27 Gennaio  è la  ricorrenza della Giornata della Memoria  (Shoah)    perché,  proprio quel giorno  del 1945,  le truppe sovietiche dell’Armata Rossa, nel corso dell’offensiva verso Berlino, arrivarono alla città di Oswiecim (Auschwitz).  Lì scoprirono  il tristemente famoso campo di concentramento e sterminio e liberarono i pochi  superstiti  ancora in vita.  Per la prima volta al mondo, si conobbe  l’orrore del genocidio nazista e i mezzi  che  furono impiegati per compierlo: i forni crematori e le camere a gas.

 

Foglioline che cadono animate

 

Forse anche loro lo hanno varcato.....

bambini ebrei nei lagercuoricini a mazzetto  

Ogni riflessione su ciò che accadde in quei terribili anni ci deve ricordare, in ogni istante, che non possiamo permettere che le generazioni future vivano ancora una tragedia simile, ma dobbiamo tramandare per non cancellare e non rimanere nell’apatìa. Perché l’indifferenza è uno dei mali peggiori della nostra società.

   

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COMMENTI

  1. il 02 febbraio, 2014 Lorenzo.rm dice:

    Sono sorpreso e affascinato. Mi leggerò il servizio con il tempo e l’attenzione che meritano. Grazie, intanto, a Giovanna e Giuseppe.

  2. il 02 febbraio, 2014 Giuseppe3.ca dice:

    Oggi il Bosco è ricoperto di scintillante rugiada: con queste rievocazioni abbiamo ridato vigore a tutti quei bambini che hanno sofferto nel vedere le speranze di vita spegnersi negli anni dell’adolescenza. Una preghiera per tutti.

  3. il 02 febbraio, 2014 gabriella dice:

    Holetto con commozione il lavoro svolto da Giovanna e Giuseppe, naturalmente certe cose le si sapeva,ma tante altre no. Vedere i disegni e le poesie è stato terribile e commovente nello stesso tempo. Forse quei poveri bambini speravano di uscire e vivere .Quello che tutti nella nostra scuola abbiamo letto , è il Diario di Anna Frank.Il pensiero che tanti bambini siano morti in quei ghetti nazistiè spaventoso. Che tante famiglie siano state separate , e poi non si siano più riviste fa male anche se sono passati tanti anni.Il pensiero di tutto quello che è successo mi ferma ,non riesco a continuare un tema tanto doloroso.Grazie

  4. il 02 febbraio, 2014 Giuseppe3.ca dice:

    Un meritato ringraziamento va a tre amiche che hanno richiesto e sollecitato di trattare con maggiore ampiezza l’argomento di oggi, lo abbiamo fatto e spero sia di soddisfacente gradimento.

    Un elogio infinito va a Giovanna per l’entusiasmo e la proficua alacrità con la quale si è dedicata per la costruzione della pagina perché, come suo solito, oltre agli input ricevuti ci ha messo tanto del suo.
    Grazie Giò, sei stata fantastica.

  5. il 02 febbraio, 2014 giovanna3.rm dice:

    E’ stata una scoperta straordinaria e di grande commozione approfondire gli aspetti della vita dei bambini nei lager, che conoscevo solo in parte.
    Nonostante vivessero in condizioni disumane e disperate, quelle creature di 10-12 anni cercavano un rapporto normale con la vita, scrivevano deliziose poesie e disegnavano immagini talvolta semplici e gioiose, talaltra la cruda realtà.
    Questa rivisitazione, seppure in gran parte nota, mi ha mi ha completamente sconvolta.

  6. il 02 febbraio, 2014 Giuseppe3.ca dice:

    Vero Giovanna, vicende note, forse non del tutto ma proprio per questo è stato utile rivisitarle per ricordarle e per farne prendere visione a coloro che ancora non ne avessero preso coscienza. Il nostro amato Bosco è uno strumento utilissimo anche per la diffusione della conoscenza e, in questo modo, intendiamo valorizzare il nostro lavoro per il bene di tutti.

  7. il 02 febbraio, 2014 Alessandra dice:

    Complimenti per questo lavoro prezioso che costituisce un contributo indispensabile per ricordare, o per conoscere quello che è successo. L’orrore di quel terribile momento di storia diventa ancora più esasperato quando pensiamo che ad esserne vittima sono stati anche i bambini, di cui sarebbe giusto parlare di più. Grazie di cuore perciò agli autori di questo articolo che con grande sensibilità e accuratezza ci permettono di non dimenticare.

  8. il 02 febbraio, 2014 sandra vi dice:

    Giovanna,Giuseppe avete fatto un lavoro veramente stupendo,qualcosa si sapeva gia,ma come le ha posate Giovanna ,sopratutto storie di bambini straziano il cuore .Mi e’ difficile cotinuare il commento ,penso anche quello che deve essere costato in sofferenza a GIOvanna la scelta e la lettura di questo materiale.E’ un urlo alla vita che esce dai loro scritti ,dai loro disegnini ,stroncato tragicamente da mani crudeli .Una pagina triste dela nostra storia che avete scritto in modo che non dimenticheremo facilmente ,grazie GIOVANNA,E GIUSEPPE

  9. il 02 febbraio, 2014 Nembo dice:

    Testimonianza della shoah è una riserva immensa di una tragedia commovente di storia e ricordi dolorosi della persecuzione degli e ebrei specialmente dei bambini dove le barbarie umane non hanno avuto limiti. La logica nazista era uccidere i bambini per uccidere il futuro perchè loro rappresentavano un futuro non appropriato al sistema tedesco. Onoriamo il ricordo e tributiamo il doveroso omaggio alle vittime dello sterminio e delle persecuzioni, dei deportati nei campi nazisti e a chi si oppose al progetto di sterminio nazista, sacrificando la prorpia libertà e la propria vita. R.I.P. Ricordare è giusto, non dimenticare è un dovere tragedie che l’umanità non deve più vivere.

  10. il 02 febbraio, 2014 Giuseppe3.ca dice:

    Hai ragione Sandra, questa settimana non è stato un lavoro facile ma con l’imegno profuso da una instancabile ricercatrice come Giovanna, penso che siamo riusciti ad ottenere un buon risultato. Lascio il giudizio ai lettori, anche se so che sono tutti dei buoni amici. Grazie.

  11. il 02 febbraio, 2014 GIOVANNA dice:

    Sono talmente commossa e rattristata nel ricordare quel tremendo periodo che sento delle fitte dolorose nel mio cuore. sono d’accordo di ricordare più spesso x non dimenticare.

  12. il 02 febbraio, 2014 Giuseppe3.ca dice:

    Confermato Nembo, continuiamo la nostra opera con lo stesso spirito: la storia degli avvenimenti del passato è utile per farne l’analisi e non ripeterne gli errori ed è un bene mantenerne la conoscenza per noi e per i posteri. Grazie per il tuo intervento.

  13. il 02 febbraio, 2014 Giuseppe3.ca dice:

    E tutti noi siamo d’accordo con te, GIOVANNA, grazie.

  14. il 02 febbraio, 2014 franco muzzioli dice:

    Tutte le volte che leggo e mi soffermo su queste storie e questa volta ringrazio gli articolisti, mi domando dove era allora il resto del mondo? I tedeschi buoni ? i polacchi buoni , gli austriaci buoni ? gli italiani buoni ? Nessuno “sapeva ” veramente? O ci si chiudeva nelle case e nelle Chiese per paura e per convinzione che questo popolo Deicida fosse veramente diverso ?
    Forse proprio la paura , il menefreghismo o l’errata concezione della razza hanno reso correi dei criminali nazisti anche i bempensanti e buoni cittadini “comuni”.
    Quando però l’olocauso toccava i bambini ,allora non capisco più la paura, le errate concerzioni di razza , mi ribello e rinnego chi supinamente ha accettato!

  15. il 02 febbraio, 2014 giovanna3.rm dice:

    Grazie di cuore Ale per il tuo commento e apprezzamento: conosco la tua sensiblità: non dubitavo che saresti stata interessata a tutto ciò che accadde, in particolare, ai bambini della Shoah.
    Un affettuoso abbraccio.

  16. il 02 febbraio, 2014 gianna dice:

    Questi, ricordi sono davvero strazianti,parlano da soli con il dolore nel cuore, per i bambini della shoah quello che purtroppo è accaduto nei campi di sterminio..perchè questi orrori non devono mai più essere ripetuti, anche ora in diversi paesi del mondo.Servizi speciali per i bambini.il ghetto di Terezin 1500 bambini che imparavano ,cantare e scrivere poesie.breve sintesi di Anna Frank, non ho parole per proseguire a questi ricordi, ma l’indiferenza è uno dei mali peggiori della societa,’ cerchiamo di ricordare tutte questi massacri e che non si verificano mai più.grazie a Giuseppe, Giovanna per la presentazione ben chiara di Giuseppe, e per tutte le immagini e video di Giovanna grazie del vostro prezioso impegno, non potremo mai dimenticare.grazie

  17. il 02 febbraio, 2014 scoiattolina dice:

    Che dire ….questo articolo lascia senza parole. …ma da tanta commozione ….complimenti Giovanna e Giuseppe. …davvero un bel lavoro …. pieno di contenuti che non tutti conoscono …. bravi e bene ….. PER NON DIMENTICARE

  18. il 02 febbraio, 2014 Anna dice:

    Quello che ho letto e visto mi ha profondamente toccato…Avendo figli della stessa età dei bambini di cui si parla nell’articolo, ho provato un senso di immensa tristezza per tutto quello che è stato strappato dalla vita di quei bambini e un senso di disgusto per tutte le sofferenze e crudeltà che hanno dovuto sopportare.
    Purtroppo ancora oggi tanti bambini sono costretti a subire tragedie a causa di guerre, violenze, denaro…Non è giusto! La cattiveria dell’adulto non può colpire i bambini: i bambini devono giocare, cantare, correre. I bambini devono fare ed essere bambini! I bambini sono il futuro, sono il nostro domani. Forse se ci fermassimo ad osservare la bellezza degli occhi dei bambini, la gioia nei loro sorrisi e la loro spontaneità capiremmo che più che insegnare loro, dovremmo lasciarci insegnare da loro.

    Ringrazio infinitamente Giovanna per avermi segnalato questo articolo, uscito nel giorno della “Giornata della vita”.
    Einstein diceva: ” la cosa più importante nella vita è vedere con gli occhi di un bambino”…speriamo che l’uomo impari a vedere con gli occhi di un bambino e a non commettere mai più gli sbagli del passato.

  19. il 02 febbraio, 2014 edis.maria dice:

    Non si può far altro che complimentarci per l’articolo che oggi appare in questo blog straordinario.Lavoro accurato, preciso, puntuale, di grande ricerca, di notevole impatto sui lettori, denota l’interesse che Giovanna e Giuseppe hanno profuso in ogni notizia , in ogni fotografia! Si dovrebbe parlare più spesso di questo argomento, anche se non è la ” giornata” comandata! Grazie per l’impegno con il quale avete lavorato!

  20. il 02 febbraio, 2014 giovanna3.rm dice:

    Grazie Sabrina, ne avevamo parlato e so bene che eri entusiasta del lavoro che ervamo in procinto di pubblicare.Un abbraccio affettuoso.

  21. il 02 febbraio, 2014 giovanna3.rm dice:

    Anna, grazie di cuore per il tuo commento, preciso, intenso
    e puntuale su tutti gli aspetti che abbiamo trattato.
    Un caro abbraccio a te e famiglia,

  22. il 02 febbraio, 2014 Lorenzo.rm dice:

    Sì, Giovanna e Giuseppe, l’indifferenza è uno dei mali peggiori della nostra società. Le storie che avete raccontato, così dolci e amare nello stesso tempo, ci spingono, prima di tutto, ad “impicciarci”. Perché, dunque, perché? Perché la malvagità prese drammaticamente il sopravvento anche nei confronti di creature piccine che non potevano rappresentare un pericolo? Perché “il sonno della ragione produce mostri”, come giustamente è stato detto. Per questo dobbiamo dire a noi stessi e a tutti: Mai più, mai più, mai più, anche se sappiamo che purtroppo anche oggi episodi di violenza e di crudeltà non mancano sotto il nostro civilissimo cielo.

  23. il 02 febbraio, 2014 alba morsilli dice:

    Nel vostro articolo avete ricordato i bambini e le bocche dei forni crematori come fosse la bocca del lupo,
    Ma questa non è una favola è la crudele verità che voi autori dell’articolo siete riusciti a rendere viva la storia, complimenti per la vostra ricerca veramente bravi

  24. il 02 febbraio, 2014 giovanna3.rm dice:

    Alba, ti ringraziamo per il tuo commento: in realtà leggere sui disegnini o le poesie che tanti, forse tutti, meno quei pochissimi che si sono salvati, sono finiti nelle orrende bocche dei forni crematori ci sconvolge, ogni volta che ci avviciniamo a questo argomento. Molte cose che ho appreso con questa prolungata ricerca, circa i bambini, non le conoscevo e ci sto male ancora adesso! Ciao Alba

  25. il 02 febbraio, 2014 Giuseppe3.ca dice:

    Gabriella, comprendo la tua commozione, è più che giustificata. È vero, nei nostri anni di scuola ci hanno fatto leggere solo il diario di Anna Frank… il resto no, forse perché sarebbe stato troppo shockante nell’età dell’adolescenza ma poi abbiamo avuto modo di aggiornarci nell’età adulta e oggi, con il nostro Bosco, lo facciamo ancora. Grazie.

  26. il 02 febbraio, 2014 Giuseppe3.ca dice:

    Franco, ritengo che, in tempi più leggiadri e meno feroci, la tua domanda se la siano posta tutti, gli stessi sopravvissuti e quelli delle generazioni successive e quindi noi stessi, ma allora la ribellione significava inesorabilmente la morte e di fronte alla paura di perdere la propria vita non c’è ragion che valga. Penso che il vecchio detto “Mors tua vita mea” ebbe il sopravvento anche nei benpensanti che forse non avevano neppure il tempo di pensare. Complimenti per il tuo ringraziamento agli articolisti. Grazie.

  27. il 02 febbraio, 2014 Giuseppe3.ca dice:

    Condividi in pieno il nostro pensiero Gianna, è proprio quello che ci siamo proposti nella stesura di questo articolo per il quale abbiamo dedicato un po’ di tempo in più per riuscire ad ottenere un buon risultato. Speriamo di esserci riusciti. Grazie.

  28. il 02 febbraio, 2014 Giuseppe3.ca dice:

    Grazie Sco, come ampiamente dimostrato anche in questa cirsostanza, “l’unione fa la forza” e, come vedi, noi ci teniamo saldamente uniti. Sei sempre con noi. Grazie.

  29. il 02 febbraio, 2014 Giuseppe3.ca dice:

    Hai ragione Lorenzo, ancora oggi, in molte parti del mondo, continuano le barbarie nei confronti di persone innocenti, adulti e bambini compresi. Le cronache ce ne danno notizie quotidiane e per questo motivo è necessaria l’analisi della storia e noi facciamo la nostra piccola parte per mantenere viva la memoria. Grazie.

  30. il 02 febbraio, 2014 giovanna3.rm dice:

    Giuseppe, ti dirò, che fin quando mi sono occupata dei bambini e dei loro studi nella casa-famiglia che sai, fu per me molto importante scoprire che ora i bimbi delle medie hanno un bel libro su tutto ciò cha accadde nei lager
    nazisti, sanno della Shoah ecc. Infatti, facevo fare loro dei temini sui vari episodi e sembravano molto coinvolti! E’ comunque opportuno ricordarglielo spesso, perciò i nonni non lo dimentichino mai!

  31. il 02 febbraio, 2014 Giuseppe3.ca dice:

    Si Giovanna ma tu parli di tempi già più maturi, nella mia risposta a Gabriella io mi riferisco agli anni della mia adolescenza, erano avvenimenti troppo recenti per poter fare una analisi storica e la scuola ancora non era pronta.
    Giusto.

  32. il 02 febbraio, 2014 elisabetta8.mi dice:

    ho letto diverse cose,sullo sterminio che avveniva nei campi di concentramento,Primo Levi ha detto molto compreso lo sterminio dei bambini,,ma di questo campo nn ne sapevo nulla,una amica prima e voi adessomi avete aperto una pagina oscura di questo campo e delle barbarie che sono state commesse dal nazismo,,continuo a chiedermi se erano veramente uomini a compiere tutto questo,,uomini che avevano genitori,fratelli e figli????????Come è stato possibile indurre questi uomini a compiere tutta questa disumanita’con tanta freddezza e continuare a vivere,,le poesie e i disegni di queste creature consapevoli della propia situazione fanno accaponare la pelle,,io sono credente e nn porto odio nel cuore ma disperazione e rabbia ,,,tanta,,ho letto il libro,,il bambino con il pigiama a righe, e x un momento ho pensato,,forse è successo in modo che il comandante del campo potesse capire e fermare lo sterminio degli innocenti,,ma leggendo oggi il vostro articolo,,mi sa tanto che a nn capire sono stata io,,grazie acora una volta amici del bosco per aver scritto e fatto conoscere per mai dimenticare ,,,,,,

  33. il 02 febbraio, 2014 rosalba dice:

    Il testo é ricco di sincera pietas, senza retorica, semplice, si legge d’un fiato e non lascia indifferenti…. Ma ciò che colpisce sono soprattutto le immagini, i disegni dei bambini che pure costretti a confrontarsi con una realtà ripugnante e disumana conservano la freschezza dell’innocenza e il desiderio del futuro. Stupisce anche la maturità di alcune parole scritte nelle poesie, o nel diario di Anna Franck…
    Mi piace la sottolineatura del valore di ogni essere umano, senza distinzione di numero, uno o centomila… sono sempre vite che finiscono tragicamente.
    I nostri figli e i nostri nipoti hanno avuto la fortuna di vivere in una realtà diversa ma…quale futuro li aspetta? Ogni epoca si nutre delle tragedie che gli uomini stessi provocano.
    Ieri la tragedia ha riguardato i bambini ebrei, gli zingari e tutti coloro che erano considerati “diversi”, oggi é la popolazione e i bambini della Palestina che subiscono i soprusi delle vittime di ieri…. E la ruota gira gira…
    Complimenti per questo lavoro e ben venga il giorno della memoria per gli smemorati di oggi e di domani.

  34. il 02 febbraio, 2014 Giuseppe3.ca dice:

    Grazie Elisabetta, il tuo commento è un elogio al nostro lavoro e ci gratifica per la fatica dispensata in questa settimana di ricerca, preparazione e assemblaggio di tutto il materiale e la documentazione che abbiamo presentato per rendere sempre interessanti i servizi del nostro amato Bosco. La conoscenza dei fatti non è mai completa e sufficiente e noi cerchiamo, in qualche modo, di dare il nostro piccolo contributo. Ancosa grazie.

  35. il 02 febbraio, 2014 elisabetta8.mi dice:

    Giuseppe ,siete stati bravi come sempre,certo documentarsi richiede tempo e pazienza,,e voi siete riusciti a farci capire e vedere cose che nn sapevamo,,ma che purtroppo sono realta’tremende ,,che bisogna conoscere perche’ la gente sappia propio x nn dimenticare e pregare che mai piu’ si possano ripetere,,,grazie a tutti i collaboratori,,,,

  36. il 03 febbraio, 2014 giovanna3.rm dice:

    Grazie cara Rosalba per il tuo commento ad ampio raggio.Hai assolutamente centrato anche tu il punto: i bambini sono tutti uguali, di qualunque
    paese, religione, etnia siano. Lo diciamo nell’articolo: ancora oggi, purtroppo, vi sono guerre disumane e sterminii inconcepibili, il passato non ha decisamente insegnato molto. Noi, tuttavia, speriamo sempre che gli uomini si ravvedano, per questo è bene ricordare spesso le atrocità di altri tempi ma anche quelle attuali.

  37. il 03 febbraio, 2014 Cecilia Zenari dice:

    Ringrazio per tutto l’impegno nell’esporre fatti così atroci che devono, assolutamente, non essere mai dimenticati.

    Il mio pensiero corre ancora laddove si è così disumanamente sofferto, per le ingiustizie degli uomini, e rimango in profondo e rispettoso silenzio.

    Che ogni uomo possa crescere, oggi, nella libertà e nella soldarietà umana?

    Mai più barabarie, mai più!

    Il nostro impegno sia quello di veder sorridere ogni bimbo!

    Oggi, posso parlare di quei bambini che sono tra noi.

    Sono creature innocenti: a noi la responsabilità di aiutarli a crescere con dignità, giustizia e rispetto.

    Loro guideranno il nostro mondo futuro: che possano diventare uomini di PACE!

    Non dimentichiamo tutto ciò che è stato!

  38. il 03 febbraio, 2014 Giuseppe3.ca dice:

    Brava Cecilia: “Non dimentichiamo ciò che è stato”.
    Ti unisci a noi per conservare la memoria e diffondere la conoscenza. É utile che i giovani sappiano perchè questo può aiutarli a maturare con consapevolezza verso il bene comune e il bene dell’umanità.
    Tante cose ci sono ancora da fare ma noi, nel nostro piccolo, cerchiamo di farle, piano, piano, ma con determinazione, non ci stancheremo mai. Grazie.

  39. il 03 febbraio, 2014 franco muzzioli dice:

    Caro Giuseppe le leggi razziali in Italia sono nate nel 1938 e a quell’epoca nella nostra Nazione non c’era la guerra e neppure i tedeschi.
    Perchè non ci siamo opposti a questa assurdità ? Perchè soprattutto non si è opposta la Chiesa?
    Come mai nella Spagna franchista e fascista (oculatamente neutrale) non c’è stata la caccia all’ebreo ?
    Dopo ,con lo scoppio della guerra, la paura ha fatto “il suo mestiere”, ma all’inizio almeno in Italia potevamo comportarci in modo diverso……è questo a mio parere lo scandalo.

  40. il 03 febbraio, 2014 giovanna3.rm dice:

    Franco, non c’è dubbio che l’Italia poteva comportarsi diversamente, ma dimentichi che il fascismo aveva altri intendimenti e già cullava l’idea di allearsi ai tedeschi….ergo. Le famiglie italiane, gli istituti religiosi, invece, ospitarono moltissimi ebrei, a lungo, con grossi rischi…..

  41. il 03 febbraio, 2014 franco muzzioli dice:

    Cara Giovanna non diamo l’eroico merito di pochi all’ignavia e al menefreghismo dei molti , o meglio dei quasi tutti.

  42. il 03 febbraio, 2014 lucia1.tr dice:

    Mi complimento con la redazione per questo post ricco d’immagini e testimonianze toccanti, a noi, che abbiamo vissuto questi tristissimi momenti, spetta il compito di tramandare le parole dei sopravvissuti scomparsi, in modo che i giovani possano riflettere e capire che nella società attuale c’è qualcosa che non va. Ho voluto aggiungere questo pensiero di Primo Levi che tanto ha scritto sull’argomento.

    “Auschwitz è fuori di noi, ma è intorno a noi, è nell’aria. La peste si è spenta, ma l’infezione serpeggia: sarebbe sciocco negarlo. In questo libro se ne descrivono i segni: il disconoscimento della solidarietà umana, l’indifferenza ottusa o cinica per il dolore altrui, l’abdicazione dell’intelletto o del senso morale davanti al principio d’autorità, e principalmente, alla radice di tutto, una marea di viltà, una viltà abissale, in maschera di virtù guerriera, di amor patrio e di fedeltà a un’idea”
    “L’asimmetria e la vita”

  43. il 03 febbraio, 2014 giovanna3.rm dice:

    Grazie di cuore, Lucia. Il pensiero di Primo Levi è così bello e completo che, da solo, è sufficiente per farci meditare a lungo.
    Ti rinrazamo ancora, Lucia, e ci auguriamo di leggerti spesso.

  44. il 03 febbraio, 2014 Giuseppe3.ca dice:

    Franco, nessuno è senza colpe. Abbiamo parlato di due periodi temporali diversi: mentre io pensavo alle situazioni contingenti dei fatti ormai in corso, mentre penso che tu ti riferivi alla mancanza degli interventi a priori da parte dei benpensanti che forse sapevano e avrebbero dovuto prevedere ciò che stava per accadere.
    È vero che la conclusione del trattato di alleanza tra Italia e Germania (Patto d’acciaio) si è concluso nel maggio del 1939 ma era in discussione da molti mesi prima.
    Che dire del Patto di non aggressione tedesco-sovietico dell’agosto dello stesso anno? Entrami i poteri avevano mire espansionistiche territoriali, come dimostrato dagli eventi immediatamente successivi.
    I militari tedeschi che poi avrebbero gestito gli ormai famosi campi di concentramento, sono stati formati e istruiti nei campi di lavoro punitivo in URSS, cioè nei famigerati gulag.
    Gli Stati Uniti sapevano, conoscevano e seguivano la situazione, ma sono intervenuti solo quando sono stati chiamati in causa direttamente.
    La Chiesa ha fatto la sua parte, forse troppo in sordina e non ascoltata ma ha salvato tantissime vite umane e di questo bisogna dargliene atto.
    Poi gli eventi sono precipitati e nessuno è stato più in grado di gestire il tutto.
    Concludo con il dire che non era nostra intenzione fare una analisi storico/politica nel Bosco ma solo portare a conoscenza di chi ci segue, le situazioni, in qualche caso poco note, ma vissute sulla pelle dei bambini nel periodo preso in esame.
    Chiedo scusa se mi sono dilungato ma ritengo utile anche questo nostro scambio di opinioni. Grazie.

  45. il 03 febbraio, 2014 irene dice:

    cara Giovanna, nel leggere tutti i racconti vedere foto e disegni, siete riusciti a farmi vivere in prima persona il dolore e i sentimenti di quei bambini; il vostro articolo è fatto molto bene BRAVISSIMI. Anche se le immagini non sono pesanti, i momenti di dolore e di disperazione si sentono a pelle e sono d’accordo che, queste tristi pagine della nostra storia devono sempre essere ricordate a tutti anche alle generazioni future nella speranza che gli sbagli del passato non si ripetano soprattutto QUESTO
    GRAZIE

  46. il 03 febbraio, 2014 giovanna3.rm dice:

    Irene, un grazie particolare per il tuo commento, così partecipe. E’ questo lo scopo pr il quale lo abbiamo scritto: anche tu, sebbene molto giovane, sei già nonna e sono sicura che saprai ricordare ai tuoi nipotini, quando se ne presenterà l’occasione, ciò che accadde in tempi assai remoti per loro, con la sensibilità che ti distingue.

  47. il 03 febbraio, 2014 franco muzzioli dice:

    Caro Giuseppe ho letto il tuo punto di vista storico ,che potrebbe essere in parte contestato , ma capisco che non è il luogo e non attiene all’argonmento, penso però che parlare dell’assassinato senza parlare dell’assassino è abbastanza limitativo. Il ricordo di un olocauso è anche sottolineare la figura del carnefice perchè questo non possa più avvenire.

  48. il 03 febbraio, 2014 lucia1.tr dice:

    Mentre qualcuno vuole bruciare i libri, altri insultano donne, la lezione di una ragazzina finita nell’orrore del lager ci insegna ancora molto sulla fondamentale importanza della formazione e dei libri scritti dalle donne, perché “Coloro che non ricordano il passato sono condannati a ripeterlo”.
    “I genitori possono solo dare ai figli buoni consigli o indirizzarli sulla buona strada, ma la formazione definitiva della personalità di una persona è nelle mani della persona stessa…”
    (Anna Frank)

  49. il 03 febbraio, 2014 giovanna3.rm dice:

    Sì Lucia, è pur vero che la formazione definitiva della personalità di un individuo appartiene allo stesso individuo, ma è anche determinante l’ambiente in cui esso vive.
    Il contenuto del libro, scritto da quella ragazzina, che finirà la sua giovane vita in un lager con la sorella, è una vera lezione di vita, perciò si dovrebbe rileggere ogni tanto! Bruciare, un libro, poi, è un’azione inconcepibile, che denota l’insensibilità e la pochezza di una persona, per non parlare d’altro!

  50. il 04 febbraio, 2014 Giuseppe3.ca dice:

    Da noi vale il detto: si dice il peccato ma non il peccatore, in questo caso però gli assassini sono noti e non è il caso di reiterare. Va bene così, Franco, grazie, i tuoi interventi sono sempre utilissimi e preziosi per il bene di tutti.

  51. il 04 febbraio, 2014 armida.ve dice:

    Esprimo la mia ammirazione e il mio ringraziamento a Giovanna ed a Giuseppe per il lavoro, encomiabile.
    L’ho letto piangendo; piangendo ho guardato i disegni dei bimbi e ho letto le loro poesie, non sono riuscita subito a commentare.
    Ricordo, con un nodo alla gola, la visita che feci,anni fa, con mio marito,al museo di Praga dove ebbi modo di vedere i disegni dei bimbi, le loro storie, le testimonianze degli orrori che furono compiuti in quegli anni(e c’è ancora qualche “belva umana” che si ostina a negare!).
    Cosa posso scrivere che non lo abbiano già fatto gli amici, molto meglio di me?
    Io posso solo esprimere, in silenzio, il dolore che sento
    e la speranza che mai più, MAI PIU’ qualcuno pensi di far ritornare quella barbarie, perchè, come diceva quella meravigliosa creatura che era Anna Frank “Io credo che, in fondo, non tutti gli uomini sono cattivi”,

  52. il 04 febbraio, 2014 giovanna3.rm dice:

    Cara Armida, capisco bene la tua commozione: è capitato anche a me, scoprendo i disegnini e le poesie di quelle meravigliose creature sacrificate in nome della “razza pura – ariana”, e dalla follia di esseri totalmente nefasti! A noi rimane il ricordo di ciò che amarono fare, nonostante la disperazione: i loro disegnini così coinvolgenti e le poesie, talvolta dolci e gioiose, talaltra amare e realistiche, che sicuramente resteranno nella nostra mente e nei nostri cuori.
    Un caro saluto.

  53. il 04 febbraio, 2014 Fabiano de "Li Osc' da Forba" dice:

    Giovanna, il tuo articolo fa venire un nodo alla gola!!…è fondamentale tramandare questi orrendi ricordi, queste pagine “nere” della storia. Vorrei segnalarti NOKINA’,un canto recentemente scritto dal maestro Bepi de Marzi che anche noi con il nostro coro abbiamo cantato. E’ ispirato ad una ninna nanna che le mamme ebree cantavano sottovoce ai loro bimbi stretti fra le braccia, mentre nude erano in fila verso le camere gas, accompagnate dal gelido vento invernale. Lo puoi trovare sul sito http://www.icrodaioli.com tra le partiture;su Facebook puoi trovare il canto entrando nel gruppo “per diffondere Bepi de Marzi nel mondo” Un’abbraccio, Fabiano.

  54. il 04 febbraio, 2014 giovanna3.rm dice:

    Fabiano, il tuo commento è prezioso e ti ringrazio anche a nome del mio amico Giuseppe e di tutta la Redazione.
    Andrò a cercare subito la ninna-nanna di cui mi parli e se è contenuta in un video lo inserirò nel servizio.
    Di nuovo, grazie di cuore Fabiano e un affettuoso abbraccio a te, Anna e bambini.

  55. il 04 febbraio, 2014 scoiattolina dice:

    devo dire che concordo molto con ciò che scrive alba…..avete fatto davvero un buon lavoro …. si giovanna ero curiosa di vedere l’articolo pubblicato …. e devo dire che anche questi disegni sono tristi ma molto significativi che fanno capire bene la situazuine che questi bambini hanno dovuto subire e vivere ……che dire bravi

    PER NON DIMENTICARE

  56. il 04 febbraio, 2014 giuseppe57 dice:

    mi farebbe piacere che un cittadino di quel popolo dove si è verificato lo sterminio commentasse quest’argomento che è sicuramente una pqagina di storia orrenda che verrà sempre riesumata specialmente fino a quando ci sono in vita quelle persone che sono riuscite a portare in salvo la loro esistenza.

  57. il 04 febbraio, 2014 scoiattolina dice:

    Giovanna sentito questo video ….. mi si è stretto il cuore ….immagginavo quelle donne con i loro piccoli in fila x andare a morire …… mi domando perchè tanta cattiveria da parte di quei esseri ….. mi viene di dire una parolaccia …..ma per rispetto di questi piccoli angeli e le loro mamme nn la dirò ……. è inevitabile non piangere pensandoci …… e questo video con tutti i passaggi che ci avete presentato è davvero strugente …oggi siamo impotenti davanti ad una malatia ….. queste mamme erano impotenti davanti a tanta cattiveria per cosa poi ….solo per religione ebraica ….. hanno fatto bene chi contestava quell’orco morto poco tempo fa ….. io l’avrei buttato nelle f…..e nn meritava una sepoltura nn la meritava …..ora capisco le parole di mio nonno quando mi raccontava la mostruosità dei tedeschi ora capisco le sue lacrime ….

  58. il 04 febbraio, 2014 Giuseppe3.ca dice:

    Certo Beppe, è una pagina di storia vergognosa per chi l’ha costruita, sacrificando tante vittime innocenti. Una pagina che non sarà mai dimenticata, anzi resterà come monito per i popoli che seguiranno. Grazie Beppe.

  59. il 04 febbraio, 2014 giovanna3.rm dice:

    Sabrina, hai ragione, è un video che si ascolta con grande commozione: è sconvolgente!

  60. il 05 febbraio, 2014 Lorenzo.rm dice:

    Non vorrei tirare le somme ma fare una semplice constatazione. Quando l’argomento è sentito e convincente, amiche ed amici leggono e commentano. Bravissimi, Giovanna e Giuseppe.

  61. il 05 febbraio, 2014 Giuseppe3.ca dice:

    Ancora grazie Lorenzo! La tua constatazione è una conferma che gli argomenti che nascono con la collaborazione di più menti pensanti sono coinvolgenti per tutti e, a maggior ragione, per gli animi sensibili come quelli dei tanti amici che ci sono vicini e ce ne danno atto con i loro favorevoli consensi. Grazie a tutti.

  62. il 05 febbraio, 2014 aquilafelice dice:

    giuseppe un raconto straciante non ho parole oggi sentire la frase forno mi vengono i brividi pensando a tutti coloro che in polonia in autria in cecolosvacchia e altri posti del mondo siano sucesse cose cosi orribile solo xche uno era ebreo ho laltro xche prigioniero dal fascismo tedesco no non e possibile acetare ma pultropo e realtà non dimentichiamo mai queste persone donne bambini che anno sacrificato la loro vitta x la nostra liberta una preghiera x loro

  63. il 05 febbraio, 2014 Giuseppe3.ca dice:

    Siamo in tanti a concordare con il tuo pensiero, Vanni. Anche i servizi come questo aiutano a non dimenticare e non dimenticheremo. Grazie.

  64. il 05 febbraio, 2014 anna b dice:

    Del loro triste soggiorno nel ghetto di Terezin rimane una commovente raccolta di documenti, per lo più poesie e disegni, che esprimono in maniera precisa e sconvolgente la consapevolezza della tragica realtà e del destino a cui i bambini andavano incontro.Sono fatti veramente toccanti che quasi non si riesce a focalizzare il periodo storico in cui erano collocati,è nauseante ciò che era successo, una vergogna per il mondo intero.
    Anna B.

  65. il 05 febbraio, 2014 Giuseppe3.ca dice:

    Verissimo quanto dici, Anna. Con questo servizio, anche noi abbiamo voluto lasciare un segno affinché questa triste pagina di storia non venga dimenticata e il ricordo sia di monito per le generazioni a venire. Grazie!

  66. il 06 febbraio, 2014 giovanna3.rm dice:

    Anna, come mi avevi accennato in piazza, stasera, avevi già letto il nostro servizio e ti riservavi di commentare. Grazie di averlo fatto. Vedo che sapevi già della permanenza dei bambini nel Ghetto di Terezin per essere poi inviati ai campi di sterminio. Nonostante le orrende vicissitudini, sono anche riusciti a lasciarci un ricordo indelebile e di grande importanza, i loro disegnini e le loro poesie.
    Leggerle e ammirare i loro quadretti a me ha procurato un grande schock.

  67. il 07 febbraio, 2014 Cristina dice:

    Grazie di cuore per il tuo articolo, Gianna cara!é necessario e doveroso far rivivere nel ricordo tutte le vittime innocenti della Shoah,adulti e bambini attraverso scritti e immagini!Ho letto molto sull’argomento e sono stata anche a Dachau e ad Auschwitz…ma non si rimane sempre senza parole di fronte a questa immane tragedia provocata dalla cattiveria umana!!!Grazie per il tuo prezioso contributo, un ottimo lavoro!!un abbraccio tvb

  68. il 08 febbraio, 2014 paolacon.rm dice:

    Complimenti a Giovanna ed ai collaboratori del bosco per l’impegno messo nell’elaborare un documento come questo: serio, approfondito e ben strutturato. Una testimonianza davvero completa.

  69. il 08 febbraio, 2014 giovanna3.rm dice:

    Paola ti ringrazio di cuore per il tuo commento: infatti abbiamo fatto di tutto per rendere il servizio abbastanza informato sulla vita angosciante e terribile che erano coatrette a vivere quelle povere creature, prima nel Ghetto di Terezin, poi inviate a Auschwitz o in altri campi di sterminio. Ricordi orrendi. Comunque, sapevamo abbastanza poco dei bambini e abbiamo voluto fare delle ricerche approfondite
    Ci auguriamo, come dici tu, di esserci riusciti. Grazie ancora.

  70. il 18 febbraio, 2014 enza dice:

    Cara Giovanna,
    ho trovato commovente e molto accurata la tua ricerca. L’orrore fa paura e forse non se ne parla mai abbastanza; ma l’orrore visto con gli occhi dei bambini è… ancora più orrore! I loro disegni e le loro parole sono così diretti e disarmanti che rivelano tutto il male con semplicità, te lo trovi davanti e ti viene un groppo alla gola.
    COMPLIMENTI SINCERI per la vostra dedizione e sensibilità.


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