CICLONE MEDITERRANEO di Sandra.vi
Scritto da Giuseppe il 10 Ottobre 2020 | 16 commenti- commenta anche tu!
CICLONE MEDITERRANEO
Buon Anno, Felice anno nuovo, questi gli auguri che ci scambiamo con gli amici dei miei figli, e speriamo lo sia veramente. Mio genero inizia a tagliare il dolce greco di Capodanno, la Vassilòpita. All' interno una moneta per il fortunato che la trova nella sua fetta. Niente da fare, la moneta è nella fetta destinata alla casa. “Bene, esclama l'amica di mia figlia, sarà un anno fortunato per tutti”…...
Nel giro di qualche mese un'ordinanza colpisce un po' tutti, siamo colpiti da uno strano virus, nessuno può lasciare la città o uscire dalla propria casa, salvo motivi speciali. Dopo i primi momenti di grande sorpresa decidiamo che è inutile disperarsi; siamo tutti insieme, ci organizziamo; mia nipote che già insegna recupera i suoi liceali e stabilisce orari, compiti da ricevere e correggere, tutto on line. Tutto sembra proseguire tranquillo, anche io posso fare due passi anche se siamo isolati. Anche questo incubo sembra poi finire. Ma.....
Una sera di qualche settimana fa stiamo guardando il cielo cupo che sembra gravare sulle nostre teste, mio genero dice “è troppo secco, la terra ha bisogno di acqua”.
Nella nottata un vento tremendo scuote la casa e acqua, tanta acqua da non poter uscire, e così per un intero giorno, finché con un boato tremendo un fiume d' acqua scende dalla montagna. Cerchiamo capire da dove viene quel fiume d'acqua, un ciclone mediterraneo chiamato “Ianòs”, al suo passaggio ha strappato tutti i doppi argini posti dai contadini lì dove scorreva l'acqua che serviva a fare lunghi getti e bagnare anche uliveti lontani - perchè man mano saliva ,non era possibile trattenere la terra bagnata, e le coltivazioni salivano abbastanza in alto. Poi, dopo quasi 2 giorni, un silenzio assoluto, il nostro sentiero ormai è ridotto a un fiume. Mio genero scende le scale per lo scantinato ed esclama “non si può entrare, è pieno d' acqua; tutto galleggia”. Purtroppo è la triste realtà, una parte del fiume d' acqua ha trovato facile infilare la discesa del seminterrato ed ora è stato tutto travolto; olio, vino, libri................
L'acqua ha raggiunto 1,50m. I pompieri chiamati hanno avuto un bel lavoro e noi il nostro grosso dolore, il ciclone “Ianòs” ha lasciato veramente il segno.
Tutto può capitare, nella vita, i dolori non ci sono mai risparmiati, ma, quando sento parlare di ciclone,non avrei mai sognato d'essere presa nel suo vortice, assistere con sgomento cosa può fare il suo passaggio anche di pochi minuti e cosa lascia alle sue spalle, si può descrivere in una parola:





